


Nel panorama della finanza agevolata, la compliance nella Ricerca e Sviluppo (R&S) non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Rispettare normative, standard etici e regolamenti interni non solo tutela l’impresa da sanzioni, ma rappresenta un vero e proprio asset competitivo.
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Ogni impresa opera entro un “perimetro soggettivo di rischio”, che varia in base all’attività svolta. Definire questo confine – attraverso il risk assessment – consente di distinguere tra condotte lecite e potenzialmente illecite. Agire all’interno di questo perimetro significa operare in piena legalità, proteggendo i margini di profitto da rischi imprevisti.
Essere compliant non significa appesantire l’organizzazione con burocrazia inutile. Un sistema di controllo eccessivo può rendere l’impresa inefficiente. L’equilibrio tra controllo e flessibilità è la chiave per una compliance efficace e sostenibile.
La compliance non è solo un obbligo, ma un’opportunità per ripensare l’impresa. Conoscere i propri rischi, adattarsi alle normative e comunicare i propri valori rafforza la competitività. In un mercato sempre più attento al “come” oltre che al “cosa”, la compliance diventa un volano di crescita e innovazione.
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è uno strumento fondamentale per le imprese innovative, ma può essere oggetto di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo articolo approfondiamo come gestire il Processo Verbale di Constatazione (PVC) e quali strategie adottare per difendere il tuo credito.
Relatori del webinar:
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Cos’è il Processo Verbale di Constatazione (PVC)?
È il documento che l’Agenzia delle Entrate redige al termine di un controllo, indicando le contestazioni relative al credito d’imposta.
Come posso difendermi dopo aver ricevuto un PVC?
Presentando osservazioni entro i termini previsti e predisponendo una documentazione tecnica completa.
Quali sono le opzioni in caso di avviso di accertamento?
Si può valutare il riversamento spontaneo o altre procedure per ridurre sanzioni e interessi.
Cos’è la procedura di riversamento spontaneo?
Una misura che consente di regolarizzare il credito indebitamente fruito, evitando contenziosi e riducendo le sanzioni.
Qual è stata la scadenza per il riversamento spontaneo?
Il 3 giugno 2025.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87, che apporta una revisione del sistema sanzionatorio tributario (c.d Decreto Sanzioni), il Decreto modifica la disciplina relativa alla distinzione tra crediti non spettanti e crediti inesistenti al fine di garantire una più rigorosa distinzione normativa tra le due fattispecie, visto che finora ha generato diversi dubbi interpretativi.
L’articolo 1 introduce una nuova distinzione di credito inesistente e credito non spettante.
Per “crediti inesistenti” si intendono:
I “crediti non spettanti” sono:
L’articolo 2 modifica le sanzioni tributarie:
Restano ferme le sanzioni penali di cui all’art. 10 quater del DL n.74 del 10 marzo 2000, che punisce in modo differenziato l’utilizzo in compensazione sopra la soglia di euro 50.000, dei crediti non spettanti rispetto ai crediti inesistenti.
Non punibilità del contribuente
L’Art.3 stabilisce la non punibilità del contribuente che si adegui alle indicazioni rese dall’Agenzia attraverso documenti di prassi quali circolari interpretative e applicative e consulenza giuridica, sempreché la violazione sia dipesa da obiettive condizioni d’incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria e che si proceda a presentare una dichiarazione integrativa e pagare l’imposta dovuta.
In base all’articolo 5 le disposizioni riportate si applicano alle violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024.