


Nel panorama degli incentivi fiscali per le imprese, le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) rappresentano una delle opportunità più interessanti per chi investe in beni strumentali nel Mezzogiorno e in altre aree strategiche del Paese. Con l’aggiornamento normativo del 2025, il credito d’imposta ZLS si conferma uno strumento chiave per sostenere la crescita e la competitività delle imprese italiane.
Il credito d’imposta per le ZLS è un’agevolazione fiscale prevista dall’art. 13 del Decreto-Legge 7 maggio 2024, n. 60, e successivamente estesa dalla Legge 15/2025 (conversione del DL Milleproroghe). È destinato alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle Zone Logistiche Semplificate, istituite ai sensi della Legge di Bilancio 2018.
Per l’anno in corso, il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025. Le domande potranno essere presentate dal 22 maggio al 23 giugno 2025, esclusivamente in modalità telematica tramite il software “ZLS2025” messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate
Il credito d’imposta può arrivare fino al 35% delle spese ammissibili, con possibilità di maggiorazione per progetti coerenti con il regolamento STEP. Inoltre, il beneficio è cumulabile con altri aiuti di Stato e con misure agevolative non qualificabili come aiuti, nei limiti previsti dalla normativa europea.
Per accedere al credito, le imprese devono:
Le Zone Logistiche Semplificate sono aree geografiche individuate per favorire lo sviluppo economico, in particolare nel Mezzogiorno, ma anche in altre regioni ammissibili agli aiuti a finalità regionale secondo l’art. 107, par. 3, lett. c) del TFUE. L’elenco aggiornato delle ZLS è disponibile sul portale incentivi.gov.it
Il credito d’imposta ZLS 2025 rappresenta una leva strategica per le imprese che vogliono investire in innovazione, digitalizzazione e sviluppo territoriale. Con una finestra temporale limitata e un budget complessivo definito, è fondamentale agire per tempo e con una strategia chiara.
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Il webinar del 3 aprile 2025 ha presentato le principali agevolazioni pubbliche per il settore turistico, con focus su hotel, strutture ricettive e impianti di risalita.
Sono stati analizzati strumenti come:
Con approfondimenti su requisiti, modalità di accesso e percentuali di contributo fino all’80%.
Un appuntamento utile per imprese del turismo che vogliono rinnovare, digitalizzare e investire in sostenibilità, sfruttando al massimo le opportunità di finanziamento.
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Quali sono i principali incentivi per il settore turistico nel 2025?
FRI Turismo, bandi regionali, Fondo per impianti di risalita e Contratti di Sviluppo turistici.
Qual è la percentuale massima di contributo?
Fino all’80% a seconda della misura e della tipologia di investimento.
Chi può accedere a questi incentivi?
Imprese turistiche, hotel, strutture ricettive e gestori di impianti di risalita che investono in ristrutturazione, digitalizzazione e sostenibilità.
È possibile cumulare più agevolazioni?
Sì, ma occorre rispettare i limiti previsti dalle normative e pianificare correttamente.
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Il webinar del 19 aprile 2024 ha spiegato come pianificare e finanziare grandi investimenti aziendali sfruttando la finanza agevolata. In meno di un’ora, gli esperti FI Group hanno illustrato strumenti e strategie per massimizzare il risparmio fiscale e coordinare fornitori e consulenti.
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Quali strumenti sono stati analizzati?
Contratti di Sviluppo, Fondo per la Transizione Industriale e incentivi nazionali.
Chi dovrebbe partecipare?
CEO, CFO, Innovation Manager e responsabili finanziari.
Qual è il vantaggio principale?
Ottimizzare la pianificazione degli investimenti e ridurre il carico fiscale.
Il webinar gratuito del 10 gennaio 2024 ha fornito una guida pratica per sfruttare le agevolazioni fiscali e ottenere fino al 50% di contributi per investimenti in innovazione e Industria 5.0.
Gli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2024 e dal Piano Transizione 5.0 offrono opportunità uniche per sostenere la digitalizzazione, la transizione ecologica e la competitività delle imprese italiane.
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Quali attività sono finanziabili?
Investimenti in tecnologie abilitanti, digitalizzazione, efficienza energetica e progetti coerenti con il Piano Transizione 5.0.
È possibile cumulare il contributo con altri incentivi?
Sì, in molti casi è possibile cumulare con strumenti nazionali o europei, previa verifica di compatibilità.
Chi può partecipare agli incentivi 5.0?
Grandi e medie imprese che investono in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione.
Quando si può presentare domanda?
Le domande si presentano a sportello tramite la piattaforma MIMIT. Le date ufficiali sono pubblicate sul sito del Ministero.
Il Decreto Bollette è entrato in vigore, prorogando al secondo trimestre 2023 i crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas.
A seguire gli aggiornamenti degli articoli più salienti in merito a misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale.
Rafforzato il bonus sociale elettrico e gas per il Il trimestre 2023, riconosciuto ai clienti domestici economicamente svantaggiati e in gravi condizioni di salute.
Ampliamento della platea delle famiglie ammesse al bonus sociale elettrico e gas, con l’aumento, per il periodo 1° aprile – 31 dicembre 2023, da 20.000 a 30.000 euro del valore soglia dell’ISEE per l’accesso ai benefici in questione per le famiglie numerose con almeno 4 figli (articolo 1, comma 2);
Aliquota al 5% per le somministrazioni di gas a uso civile e industriale, con riferimento al II trimestre 2023.
Introduce un contributo per i clienti domestici residenti, diversi da quelli titolari del bonus sociale, erogato in quota fissa e differenziato in base alle zone climatiche, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2023, nel caso di elevati prezzi del gas.
Riproposta la proroga al II trimestre 2023 dei crediti d’imposta per l’acquisto di energia e gas (art. 4), seguendo per le imprese i seguenti paramentri:
I crediti sono utilizzabili in compensazione in F24 entro il 31 dicembre 2023, ferma restando la facoltà di cessione per intero.
In sede di conversione in legge viene concesso alle start-up innovative, costituite a decorrere dal 1° gennaio 2020, operanti nei settori dell’ambiente, dell’energia da fonti rinnovabili e della sanità, nel limite complessivo di 2 milioni di euro per l’anno 2023, un contributo, sotto forma di credito d’imposta, fino a un importo massimo di 200.000 euro, in misura non superiore al 20% delle spese sostenute per attività di R&S volte alla creazione di soluzioni innovative per la realizzazione di strumenti e servizi tecnologici avanzati al fine di garantire la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17, D.Lgs. 241/1997 e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale è riconosciuto e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap e non rileva ai fini del rapporto previsto dagli articoli 61 e 109, comma 5, Tuir.
Inoltre, non si applicano i limiti di cui:
Il contributo è riconosciuto nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui al Regolamento UE 1407/2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108, Tfue agli aiuti de minimis.
Con Decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, sono adottate le disposizioni di attuazione necessarie, anche al fine del rispetto del limite di spesa autorizzato, nonché le modalità di verifica e di controllo dell’effettività delle spese sostenute, le cause di decadenza e di revoca del beneficio e le modalità di restituzione del credito d’imposta fruito indebitamente.
Consulta il testo ufficiale del Decreto, qui.
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