iperammortamento

Decreto Attuativo Iperammortamento 2026: Aliquote, Requisiti, Anticipazioni e Guida Completa

Che cos’è il decreto attuativo dell’Iperammortamento 2026?

Il decreto attuativo sull’iperammortamento 2026  è l’atto del MIMIT che definirà criteri, procedure, requisiti tecnici e modalità di fruizione degli incentivi per gli investimenti in beni strumentali innovativi effettuati tra il 2026 e il 2028. Ad oggi è non ancora pubblicato, ma atteso nei prossimi mesi.

Tale decreto è al centro dell’attenzione delle aziende che puntano su Industria 4.0 e transizione energetica.  In questo articolo scoprirai le novità più importanti, i requisiti Made in EU, le procedure di accesso e come prepararti per sfruttare al meglio questa opportunità.

Scarica la guida completa sull’iperammortamento 2026–2028: clicca qui!

Cosa sappiamo finora sul decreto attuativo dell’iperammortamento 2026

Secondo le anticipazioni, il decreto attuativo definirà:

  • Durata dell’incentivo: dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028,
    • possibile finestra di “prenotazione” con acconto al 20% (da confermare nel decreto).
  • Definizione Made in EU: beni prodotti in UE o SEE.
  • Procedure di accesso: comunicazioni preventive, conferma e completamento.
  • Perizia tecnica: obbligatoria per beni sopra i 300.000 €.
  • Ruolo del GSE: controlli formali e successivi accertamenti.

Anticipazioni sul decreto attuativo e possibili novità per l’iperammortamento 2026

Tra i punti più discussi del decreto attuativo sull’iperammortamento 2026 emergono alcune anticipazioni significative:

Aliquote previste dell’Iperammortamento 2026

    • Le bozze indicano un sistema di maggiorazione su due scaglioni:
Fascia investimento Maggiorazione prevista
Fino a 2,5 milioni € +20%
Da 2,5 a 10 milioni € +10%
Oltre 10 milioni € 0%

Queste aliquote rispondono all’esigenza di:

  • semplificare (rispetto ai crediti d’imposta 4.0/5.0 del biennio precedente)
  • sostenere soprattutto PMI e mid‑cap

Requisito territoriale Made in EU

Una delle novità più rilevanti introdotte dal decreto attuativo sull’iperammortamento 2026 è il vincolo di origine territoriale, vincolo che molto probabilmente sarà eliminato nella versione finale del Decreto.
Secondo questo vincolo, per accedere all’incentivo, i beni strumentali devono essere prodotti in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente allo Spazio Economico Europeo (SEE). Questa condizione non era prevista nelle precedenti misure (Iperammortamento originario, Transizione 4.0 e 5.0) e riflette la strategia di politica industriale volta a favorire la domanda di tecnologie europee e rafforzare l’autonomia strategica dell’UE.

Novità chiave attesa nel decreto:
  • Beni materiali: devono essere prodotti in UE/SEE (da confermare)
  • Software: almeno 50% dello sviluppo effettuato stabilmente in UE/SEE

Come dimostrare il requisito Made in EU

  • Certificato di origine camerale
  • Oppure dichiarazione del produttore ex DPR 445/2000
  • Software: È richiesta una dichiarazione del produttore o licenziante contenente tre elementi:
    • Sedi di sviluppo sostanziale (ideazione, scrittura del codice, testing e debugging)
    • Attestazione che almeno il 50% delle attività di sviluppo è svolto da soggetti operanti stabilmente in UE/SEE.
    • Indicazione degli eventuali componenti open source incorporati nel software (non rilevanti ai fini dell’origine).

Obbligo di conservazione: tutta la documentazione deve essere conservata per 10 anni dopo il completamento dell’investimento.

Limiti per fotovoltaico

Non tutti i pannelli saranno ammessi. Il decreto prevede requisiti tecnici stringenti: moduli con celle prodotte in UE con efficienza minima del 23,5%, oppure moduli bifacciali ad eterogiunzione o tandem con efficienza almeno del 24%. Solo pannelli ad alta efficienza e di origine europea potranno beneficiare dell’incentivo.

Investimenti in rinnovabili e fotovoltaico ad alta efficienza

L’Iperammortamento 2026 dovrebbe includere:

  • Fotovoltaico premium,
  • Sistemi di accumulo,
  • Tecnologie di gestione intelligente dell’energia.
Requisiti tecnici previsti dalle bozze:
  • Celle prodotte in UE
  • Efficienza moduli ≥ 23,5%, o moduli bifacciali ad eterogiunzione/tandem ≥ 24%

Perizia e documentazione tecnica

  • Perizia tecnica obbligatoria oltre 300.000 €
  • Dichiarazione del legale rappresentante sotto tale soglia
  • Conservazione documentazione: 10 anni

Comunicazioni

La procedura di accesso sarà più lunga rispetto alle normative precedenti. Dopo la comunicazione preventiva, l’impresa avrà 60 giorni per confermare l’investimento con il pagamento del 20%. Questo offre più tempo alle aziende, ma richiede una gestione attenta delle scadenze.

Quali beni rientrano nell’Iperammortamento 2026?

Beni materiali (Allegato A – ambito ufficiale della Legge 232/2016)

La normativa di riferimento (L.232/2016) include beni legati alla trasformazione tecnologica e digitale. Le anticipazioni per il 2026 ampliano la portata su:

Sistemi ad alta tecnologia

  • Server HPC & GPU clusters
  • Edge computing industriale
  • Reti 5G private e Wi‑Fi industriale
  • Cybersecurity OT e sistemi di disaster recovery
  • Revamping con componenti meccatroniche evolute

Retail & servizi 4.0

  • Totem interattivi, digital signage evoluto
  • Camerini virtuali
  • Self‑checkout interconnessi

Energia

  • Impianti fotovoltaici ad alta efficienza (vedi sopra)
  • Sistemi di accumulo
  • Sensori e piattaforme EMS

Beni immateriali (Allegato B)

  • Software AI avanzata (LLM, Agentic AI, MLOps)
  • Piattaforme Low‑code / No‑code
  • Soluzioni XR/MR e metaverso industriale
  • Data Spaces conformi a standard UE
  • Software per sostenibilità, LCA, carbon footprint e Digital Product Passport

Come funzionerà l’Iperammortamento 2026?

L’Iperammortamento 2026 dovrebbe consentire alle imprese di applicare una maggiorazione del costo ammortizzabile dei beni 4.0, con aliquote del 20% e 10% per gli scaglioni di investimento. La fruizione avverrà in dichiarazione dei redditi e richiederà interconnessione e documentazione tecnica strutturata.

Perché è importante per le imprese

L’iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità strategica per:

  • Digitalizzazione dei processi (Industria 4.0)
  • Autoproduzione di energia rinnovabile
  • Riduzione dei costi operativi grazie agli incentivi fiscali

Le aziende che pianificano investimenti in beni strumentali dovrebbero monitorare attentamente l’evoluzione normativa per non perdere i vantaggi fiscali.

Procedure attese: comunicazioni, controlli e compliance

Comunicazione preventiva

Secondo le anticipazioni:
  • invio telematico tramite piattaforma ministeriale
  • conferma entro 60 giorni con acconto del 20%
  • successiva comunicazione di completamento & interconnessione

Controlli e verifiche

La procedura dovrebbe prevedere:
  • verifica documentale formale
  • controlli successivi anche su interconnessione e caratteristiche tecniche
  • per investimenti energetici possibile coinvolgimento del GSE

Tempistiche del decreto attuativo

Sulla base del modello dei decreti rilevanti nella L.199/2025:
  • il decreto diventa operativo solo dopo concerto MEF – MIMIT e Corte dei Conti
  • pubblicazione in Gazzetta Ufficiale attesa nei prossimi mesi (nessuna data ufficiale)

Opportunità e rischi per CFO e CEO

Opportunità

  • Incentivo fiscale diretto e prevedibile
  • Maggiore appetibilità per investimenti Industria 4.0, AI e HPC
  • Potenziamento della transizione energetica ed efficienza
  • Allineamento con strategie ESG e PNRR
  • Riduzione costi operativi grazie a fotovoltaico + digitalizzazione

Rischi e criticità

  • Aliquote inferiori rispetto agli iperammortamenti storici
  • Vincolo Made in UE/SEE può limitare la supply chain
  • Complessità documentale
  • Necessità di pianificazione anticipata per rispettare le finestre temporali

Come pianificare correttamente gli investimenti 2026–2028

Step operativi per CFO / Direzione Finanza

  1. Audit interno su investimenti già programmati
  2. Verifica di ammissibilità rispetto agli allegati A/B
  3. Analisi della supply chain per garanzia Made in UE
  4. Valutazione potenziale fotovoltaico premium
  5. Raccolta preventiva della documentazione tecnica
  6. Implementazione sistemi di interconnessione
  7. Preparazione alla comunicazione ministeriale
Suggeriamo un assessment preliminare da parte di FI Group by EPSA per verificare scenario, rischi e massimizzazione della deducibilità.

Come FI Group by EPSA può aiutarti

FI Group by EPSA supporta le imprese nell’accesso agli incentivi fiscali come l’iperammortamento 2026. Ti aiutiamo a:

  • Analizzare i requisiti e le opportunità per la tua azienda
  • Gestire la documentazione e le perizie tecniche richieste
  • Monitorare le scadenze e le procedure di comunicazione

Scopri di più sui nostri servizi e contattaci per una consulenza personalizzata.

FAQ

Quando entrerà in vigore il decreto attuativo?

Dopo il concerto del MEF e il vaglio della Corte dei Conti, presumibilmente entro il primo trimestre 2026.

Quali beni saranno inclusi?

Saranno ammessi beni materiali e immateriali nuovi degli allegati A e B (Industria 4.0).
Le anticipazioni indicano anche AI, HPC, edge computing e fotovoltaico ad alta efficienza.

È previsto il requisito Made in UE?

Secondo le anticipazioni, sì: per beni materiali e software. Si attendono ulteriori chiarimenti.

Quali sono le novità rispetto alla Transizione 4.0?

Maggiore attenzione alla produzione europea, inclusione di investimenti in rinnovabili e procedure più strutturate.

Serve una perizia tecnica per tutti i beni?

Sì, ma per beni con costo inferiore a 300.000 € è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante.

Iperammortamento: il ritorno della 4.0

Iperammortamento: il ritorno della 4.0
Interconnettere per incentivare: il legame tra investimenti (capex) e digitalizzazione dei dati di processo

Webinar del 21 gennaio 2026 – Registrazione disponibile
Guarda la registrazione completa

Che cos’è l’iperammortamento 2026?

L’iperammortamento 2026 è un incentivo fiscale previsto dalla nuova Legge di Bilancio, che consente alle imprese di recuperare oltre il 40% del valore dei beni strumentali destinati alla trasformazione digitale. È il principale strumento di Industria 4.0, tornato con un elenco ampliato di beni ammissibili, tra cui macchinari interconnessi, sistemi MES e impianti fotovoltaici.

Quali beni sono ammissibili?

L’elenco dei beni coperti dall’iperammortamento è stato aggiornato per favorire la digitalizzazione dei processi produttivi. Ecco una sintesi:
Categoria Esempi di beni
Macchinari 4.0 Robot collaborativi, CNC interconnessi
Software MES Soluzioni come NET@PRO per gestione produzione
Energia rinnovabile Impianti fotovoltaici integrati

Quali sono i vantaggi fiscali?

L’incentivo consente alle imprese di dedurre fiscalmente oltre il 40% del valore dei beni acquistati, garantendo un tenore agevolativo di primissimo livello. Questo significa:
  • Riduzione immediata del carico fiscale
  • Maggiore liquidità per investimenti futuri
  • Sicurezza normativa, grazie alla stabilità della misura fino al 31 dicembre 2026
Confronto con anni precedenti:
Nel 2019 l’iperammortamento era limitato ai macchinari; oggi include anche software e soluzioni energetiche, ampliando l’impatto strategico.

Tempistiche e requisiti per accedere all’incentivo

Per beneficiare dell’iperammortamento, è necessario:
  • Effettuare l’investimento entro il 31 dicembre 2026
  • Documentare correttamente l’interconnessione dei beni
  • Prenotare l’incentivo il prima possibile per evitare ritardi burocratici

Perché il MES è strategico per la digitalizzazione?

Il MES (Manufacturing Execution System) è il cuore della trasformazione digitale. Soluzioni come NET@PRO permettono di:
  • Integrare macchine, software e dati in un unico flusso informativo
  • Monitorare la produzione in tempo reale, riducendo sprechi e tempi morti
  • Tracciare KPI fondamentali per la competitività aziendale
Il MES non è solo un requisito per l’incentivo, ma una leva strategica per l’efficienza operativa.

Come pianificare correttamente gli investimenti

Anticipare la progettazione consente di:
  • Ottimizzare la scelta dei beni ammissibili
  • Allineare gli investimenti con la digitalizzazione dei processi
  • Evitare ritardi burocratici e garantire l’accesso all’incentivo senza rischi
FI Group supporta le imprese in tutte le fasi: analisi dei requisiti, documentazione tecnica, interconnessione e certificazione.

Registrazione del webinar

Iperammortamento 2026: come sfruttare al meglio le nuove opportunità di Industria 4.0
In collaborazione con: Qualitas
Ospite speciale: Franco Canna, giornalista esperto di finanza agevolata e direttore di Innovation 
Durante il webinar scopriremo:
  • Le novità della Legge di Bilancio 2026
  • Come integrare MES e macchinari 4.0
  • Casi reali di aziende che hanno automatizzato la raccolta dati

FAQ

Che cos’è l’iperammortamento?

È un incentivo fiscale che consente di dedurre una quota maggiorata del costo dei beni strumentali destinati alla digitalizzazione.

Quali beni sono inclusi?

Macchinari 4.0, software MES e impianti fotovoltaici.

Qual è la scadenza?

Gli investimenti devono essere completati entro il 31 dicembre 2026.
Nuovo incentivo 2026: accesso semplificato alla transizione

Incentivo 2026: verso un unico incentivo la doppia transizione digitale ed energetica

Nel 2026, il panorama degli incentivi fiscali per le imprese italiane cambierà radicalmente. Il Governo sta progettando un nuovo incentivo unico che accorperà le misure di Transizione 4.0 e 5.0, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai benefici e sostenere la doppia transizione: digitale e green.

Questa nuova misura, finanziata con risorse nazionali, nasce dalla necessità di superare le complessità del Piano Transizione 5.0 e di offrire alle imprese uno strumento più snello, efficace e inclusivo.

Un format semplificato: addio burocrazia?

Nel 2025 il Piano Transizione 5.0 aveva già unificato digitale e green in un unico incentivo. Il nuovo incentivo 2026 si differenzia per semplificazione normativa, assenza di vincoli DNSH, aliquote ridotte a due binari e accesso più inclusivo. L’obiettivo è rendere la doppia transizione più rapida e meno burocratica.

Tempistiche e criticità operative del nuovo incentivo 2026

Il nuovo incentivo è legato alla Legge di Bilancio 2026 e alla rinegoziazione del PNRR. Il Piano 5.0 scade il 31 dicembre 2025: senza proroga, le imprese rischiano un vuoto normativo.
Ipotesi in corso:

  • Proroga fino ad aprile 2026
  • Avvio retroattivo del nuovo incentivo

Entrambe le soluzioni richiedono chiarezza normativa e strumenti operativi rapidi.

Dotazione finanziaria e origine delle risorse: nuovo incentivo 2026

Il nuovo incentivo sarà finanziato con risorse PNRR e PNC. Dei 6,3 miliardi previsti per il Piano 5.0, circa 2,1 miliardi sono già prenotati. Si stima che 3,8-4 miliardi possano essere riallocati per il nuovo piano.
Nota strategica: la disponibilità dipenderà dalla capacità di spesa entro il 2025 e dalla rinegoziazione con la Commissione UE.

Durata e struttura

Le ipotesi iniziali parlavano di una misura triennale, ma oggi è più realistico un orizzonte annuale o biennale.
  • Durata annuale: impatto concentrato e incisivo
  • Durata biennale: maggiore continuità, ma rischio di dispersione risorse

Aliquote: due binari per digitale e green

Il nuovo incentivo dovrebbe prevedere due sole aliquote:

  • Una per gli investimenti digitali (Transizione 4.0)
  • Una per quelli energetici e ambientali (Transizione 5.0)

Non è ancora chiaro se le due aliquote saranno indipendenti o se, come nel modello attuale, l’investimento digitale sarà prerequisito per accedere all’incentivo green. In ogni caso, l’eliminazione di soglie e scaglioni dovrebbe semplificare notevolmente l’accesso.

Revisione degli allegati A e B: nuovi beni ammissibili

I tecnici del MIMIT stanno lavorando alla revisione degli allegati A e B:

  • Allegato A: beni materiali
  • Allegato B: beni immateriali
  • Nuovo Allegato C: tecnologie per efficienza energetica

Possibili inclusioni: motori elettrici, server industriali, tecnologie per autoproduzione da rinnovabili. È fondamentale che questa apertura non si trasformi in un “assalto alla diligenza”, ma in una valorizzazione mirata dell’innovazione industriale.

Cosa aspettarsi dall’incentivo 2026

Il nuovo incentivo promette:
  • Semplificazione normativa
  • Accesso più inclusivo
  • Maggiore flessibilità
Tuttavia, sarà cruciale che il Governo:
  • Definisca tempistiche chiare
  • Offra strumenti digitali efficienti
  • Garantista trasparenza normativa
Solo così le imprese potranno pianificare con fiducia investimenti in tecnologie 4.0, efficienza energetica e formazione avanzata.
Scopri il nostro servizio di assistenza nell’accesso a incentivi e sovvenzioni, contattaci ora.

FAQ – Incentivo 2026

Quando entrerà in vigore il nuovo incentivo 2026?

Si prevede l’avvio nel primo semestre 2026, subordinato alla Legge di Bilancio e alla rinegoziazione del PNRR.

Quali investimenti saranno agevolati?

Saranno agevolati beni strumentali digitali, tecnologie per efficienza energetica e formazione avanzata per competenze 4.0.

Il Piano Transizione 5.0 sarà prorogato?

Non è confermato. Si ipotizza una proroga fino ad aprile 2026 o una partenza retroattiva del nuovo incentivo.

Quali sono le principali differenze tra il nuovo incentivo 2026 e il Piano 5.0?

  • Semplificazione normativa: niente DNSH
  • Aliquote ridotte: due binari (digitale e green)
  • Accesso più inclusivo: meno vincoli per imprese energivore
  • Durata più breve: annuale o biennale

Come posso accedere al nuovo incentivo 2026?

FI Group offre analisi di ammissibilità, gestione completa della pratica e supporto strategico per massimizzare i benefici. Contattaci ora.

 

Certificazioni

Certification FI Group
Certification FI Group
Certification FI Group
Certification FI Group
FI Group by EPSA - 04142690249
@FI Group by EPSA Copyright 2025