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Novità Allegati A e B nella Legge di Bilancio 2026

Novità Allegati A e B nella Legge di Bilancio 2026

Guida tecnica per CFO, CEO e Direzioni aziendali su:
  • come cambia il quadro con il Nuovo Piano Transizione 5.0,
  • cosa succede alla Transizione 4.0,
  • quali sono le novità negli Allegati A, B e 5,
  • e cosa significa davvero interconnessione a regola d’arte.

Allegati A e B, la base tecnica della Legge di Bilancio 2026

Gli Allegati A e B provengono dall’Industria 4.0, poi Transizione 4.0, e oggi vengono riutilizzati e aggiornati per definire i beni ammissibili nella 5.0. Restano validi come base tecnica anche indipendentemente dalla nuova misura.

  • Allegato A → beni materiali 4.0, ampliati con nuove tecnologie (server GPU, edge, reti 5G private, ecc.);
  • Allegato B → software 4.0, cui si affianca il nuovo Allegato 5 per i software avanzati (AI, Data Spaces, sostenibilità).
    • Due punti chiave:
      • Il MIMIT non riscrive da zero la classificazione dei beni, ma riutilizza gli Allegati A e B come zoccolo tecnico, aggiornandoli per le nuove tecnologie e per i profili energetici e digitali richiesti dal Nuovo Piano Transizione 5.0.
      • Livelli aggiuntivi, non sostitutivi:
        • 4.0 = digitalizzazione del processo
        • 5.0 = digitalizzazione + efficienza energetica + AI + governance dei dati

In conclusione il  Nuovo Piano Transizione 5.0 misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 –  riusa e aggiorna gli allegati senza sostituirli. Anzi, li amplia specialmente in ambito software e piattaforme (Allegato B e 5).
Questa nuova misura è finalizzata a sostenere le imprese nella doppia transizione digitale e sostenibile attraverso lo strumento dell’iperammortamento a supporto degli investimenti in beni strumentali, offrendo un orizzonte triennale per la programmazione degli investimenti.

Cosa succederà alla Transizione 4.0 nel 2026?

La Transizione 4.0 non resterà attiva per tutto il 2026: il MIMIT ha prorogato solo i termini per comunicare gli investimenti 4.0 completati al 31 dicembre 2025, fissando il limite al 31 marzo 2026. Dopo questa data, la misura è di fatto chiusa.
Da un punto di vista pratico:
  • gli investimenti 4.0 devono essere terminati entro il 31/12/2025,
  • le comunicazioni al GSE possono essere inviate fino al 31/03/2026,
  • non sono previsti nuovi investimenti 4.0 nel 2026.

Avvio della nuova fase 5.0

Contestualmente, la stessa Legge di Bilancio 2026 e le note MIMIT chiariscono che, dal 2026, la leva principale per la doppia transizione digitale‑green delle imprese sarà il Nuovo Piano Transizione 5.0, con orizzonte pluriennale, in piena continuità con la misura attuale.
Il Nuovo Piano Transizione 5.0 è la nuova fase del piano istituito dall’art. 38 del DL 19/2024, rimodulata dalla Legge di Bilancio 2026 per il triennio 2026‑2028. Riconosce crediti d’imposta a imprese che investono in beni digitali e progetti che comportano una riduzione misurabile dei consumi energetici.

Allegati A e B nel Nuovo Piano Transizione 5.0

La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026‑2028) richiama espressamente l’articolo 38 del DL 2 marzo 2024 n. 19 e il relativo DM MIMIT 24 luglio 2024, che hanno istituito il Piano Transizione 5.0 con credito d’imposta per investimenti in strutture produttive in Italia.
Il MIMIT parla oggi di “Nuovo Piano Transizione 5.0” per indicare la nuova fase triennale 2026‑2028, prevista dalla Legge di Bilancio, in continuità con la misura originaria.

Il Nuovo Piano Transizione 5.0:

  • Riconosce crediti d’imposta a imprese che effettuano nuovi investimenti in strutture produttive ubicate in Italia;
  • richiede una riduzione certificata dei consumi energetici (livello processo o stabilimento), secondo percentuali definite dal decreto attuativo;
  • si applica a beni materiali (Allegato A), software e piattaforme (Allegato B e 5), interventi di efficientamento energetico e sistemi di monitoraggio.

Allegato A — Beni materiali

Nel 2026 l’Allegato A viene aggiornato con un nuovo gruppo di beni digitali ed energetici: server GPU e cluster HPC, sistemi di edge computing, reti 5G private, firewall OT, revamping meccatronico, tecnologie retail connesse e fotovoltaico ad alta efficienza (solo categorie b e c).

Nuovo Gruppo IV: infrastrutture digitali e cyber‑fisiche

  • Server GPU e cluster HPC per calcolo intensivo, AI, simulazioni e digital twin.
  • Sistemi di edge computing industriale per elaborare dati a bordo macchina con bassa latenza.
  • Reti 5G private e Wi‑Fi industriale per connettere sensori, robot, AGV e sistemi IoT su larga scala.
  • Firewall OT, backup e sistemi di disaster recovery per proteggere la fabbrica connessa da attacchi e incidenti.

Revamping meccatronico

Sono agevolabili componenti per l’ammodernamento di impianti esistenti:
  • motori e drive ad alta efficienza;
  • sensoristica evoluta (vibrazioni, energia, qualità);
  • attuatori digitali e componentistica meccatronica integrata.
Obiettivo: aumentare efficienza energetica e livello di digitalizzazione senza sostituire l’intero macchinario. [mimit.gov.it]

Retail & servizi

Nuove soluzioni ammissibili:
  • Totem interattivi e camerini digitali integrati con CRM, e‑commerce e sistemi di analisi flussi.
  • Self‑checkout e vetrine interconnesse con analytics, pricing dinamico e monitoraggio consumi dei punti vendita. [mimit.gov.it]

Fotovoltaico: solo categorie b) e c)

Secondo il Decreto Energia, nel perimetro 5.0 rientrano solo:
  • pannelli fotovoltaici ad alta efficienza (categoria b);
  • pannelli con specifici requisiti ambientali/tracciabilità (categoria c).
Sono esclusi i moduli della lettera a), meno performanti.

Allegato B — Software

Macro‑categorie software dell’Allegato B:

  • Software per progettazione e ingegnerizzazione (CAD/CAE/CAM, PLM, PDM)
    Utili per progettazione prodotto, simulazioni, gestione ciclo di vita.
  • Software di gestione della produzione (MES)
    Avanzamento ordini, tracciabilità, scheduling, pianificazione.
  • Sistemi di monitoraggio e controllo (SCADA, HMI)
    Supervisione linee, controllo in tempo reale, qualità, allarmi.
  • Software logistici e supply chain
    Magazzino automatizzato, movimentazione, tracciabilità lotti, integrazione fornitori.
  • Piattaforme di integrazione OT/IT
    Middleware, IoT gateway, interfacce macchina per dati energivori e produttivi.

Allegato B vs Allegato 5 — cosa cambia davvero nel 2026

Nel 5.0, l’Allegato B continua a identificare i software industriali 4.0, mentre gli allegati tecnici del DM 24 luglio 2024 (“Allegato 5”) introducono i nuovi software avanzati: AI, Data Spaces, piattaforme energetiche e sostenibilità. Sono livelli complementari, non sostitutivi.

Software 4.0 “storico” (Legge 232/2016)

Funzione: Digitalizzazione e automazione del processo produttivo.
Base normativa: richiamato integralmente dalla Legge di Bilancio 2026.
Include:
  • MES, SCADA, HMI
  • CAD/CAE/CAM, PLM
  • Logistica e supply chain
  • System integration OT/IT
  • Tracciabilità, manutenzione, qualità
Questi software rimangono pienamente ammissibili anche nei progetti 5.0 con requisiti energetici.

Allegato 5 — Software 4.0

Il nuovo Allegato 5 amplia il perimetro dei software 4.0: AI avanzata, LLM, piattaforme MLOps, software per Carbon Footprint e LCA, Data Spaces europei, low/no‑code e soluzioni XR industriali diventano beni immateriali agevolabili nel Nuovo Piano Transizione 5.0

AI avanzata, LLM e MLOps

  • Large Language Models (LLM) a supporto di documentazione tecnica, manutenzione, supply chain, customer service.
  • Agentic AI per ottimizzare parametri di processo, pianificazione e manutenzione predittiva.
  • Piattaforme MLOps per deployment, monitoraggio e governance dei modelli AI.

Sostenibilità: Carbon Footprint, LCA, DPP

Software dedicati a:
  • calcolo Carbon Footprint (Scope 1, 2, 3);
  • LCA (Life Cycle Assessment) di prodotto e processo;
  • gestione del Digital Product Passport (DPP);
  • integrazione con dati real‑time da impianti, sensori e sistemi energetici.

Low‑code/No‑code e Data Spaces

  • Piattaforme low‑code/no‑code per modellare processi, orchestrare workflow 5.0, integrare OT/IT senza sviluppi complessi.
  • Data Spaces conformi agli standard europei (Gaia‑X, ecc.) per condividere dati in modo sicuro e tracciabile, con controllo dei diritti di accesso e uso.

Realtà estesa (XR/MR) e metaverso industriale

Soluzioni che abilitano:
  • formazione immersiva e onboarding del personale;
  • manutenzione assistita in realtà mista;
  • sale controllo virtuali e simulazioni collaborative;
  • integrazione con digital twin di linea o stabilimento.

Allegati A e B: interconnessione beni strumentali a regola d’arte 

Nel Nuovo Piano Transizione 5.0, un bene è correttamente interconnesso se genera dati strutturati, li trasmette a sistemi aziendali che li governano e riceve, tramite software, comandi o parametri che chiudono il ciclo di controllo digitale del processo.
Deve esserci un ciclo chiuso dati → governance → software che consenta tracciabilità, controllo e automazione.

Modello a 3 livelli: Dati → Governance → Software

1) Dati acquisiti

  • sensori, log macchina, telemetria energetica;
  • protocolli industriali (OPC‑UA, MQTT, Profinet…);
  • identificazione univoca del bene e tracciamento eventi.

2) Dati gestiti e governati

  • convergenza in sistemi ERP, MES, PLM, SCADA, Data Lake;
  • catalogazione, qualità del dato, ruoli e permessi;
  • log di audit e cybersecurity

3) Software (analytics, AI, automazione)

  • calcolo KPI (OEE, consumi, CO₂, costi)
  • algoritmi di ottimizzazione e AI
  • invio di set‑point, ricette, piani di produzione al bene

Allegati A e B: tabella riepilogativa novità 2026

Ambito Novità chiave Obiettivo principale
Allegato A GPU/HPC, edge, 5G, revamping Digitalizzazione e efficienza
Fotovoltaico Solo categorie b) e c) Energia rinnovabile ad alta resa
Allegato B / 5 AI, MLOps, Data Spaces, XR Uso avanzato dei dati
Sostenibilità Carbon Footprint, LCA, DPP Compliance ESG
Interconnessione Dati → governance → software Controllo digitale del processo
Fine 4.0 Comunicazioni fino al 31/03/2026 Chiusura ciclo 4.0, passaggio al 5.0

FAQ – Allegati A e B

La Transizione 4.0 è ancora attiva nel 2026?

No. Sono ammessi solo gli adempimenti di comunicazione al GSE fino al 31 marzo 2026 per investimenti ultimati al 31 dicembre 2025; oltre tale data la misura è chiusa.

Che cosa si intende per Nuovo Piano Transizione 5.0?

È la nuova fase 2026‑2028 del piano istituito dall’art. 38 DL 19/2024, rimodulata dalla Legge 199/2025, che riconosce crediti d’imposta per investimenti digitali ed energetici con riduzione misurabile dei consumi.

Gli Allegati A e B sono nativi della 5.0?

No. Nascono con Industria/Transizione 4.0 e vengono ora riutilizzati e aggiornati nel Nuovo Piano Transizione 5.0, insieme a un nuovo Allegato 5 per i software avanzati.

Che ruolo ha l’interconnessione nella 5.0?

È centrale: i beni devono essere interconnessi ai sistemi aziendali, generare e ricevere dati governati da software, abilitando controllo digitale, misurazione e ottimizzazione energetica.

Come FI Group by EPSA supporta le imprese nel Nuovo Piano Transizione 5.0

Affianchiamo CFO, Direzioni fiscali e Operations in tutte le fasi:
  • mappatura degli investimenti rispetto ad Allegati A, B e 5;
  • analisi tecnica di interconnessione, misurazione energetica e requisiti 5.0;
  • perizie asseverate e supporto documentale per controlli;
  • ottimizzazione della strategia fiscale, anche in cumulo con altre misure (bandi nazionali, regionali, fondi UE);
  • coordinamento per gruppi internazionali secondo il principio “Global Reach. Local Expertise.”
Vuoi capire se i tuoi investimenti 2026 rientrano negli Allegati A, B o 5 del Nuovo Piano Transizione 5.0? Contattaci per una valutazione preliminare gratuita e una simulazione del beneficio fiscale potenziale.
Macchinari industriali 4.0: guida completa alla trasformazione digitale del machinery

La rivoluzione dei macchinari industriali 4.0 sta riscrivendo le regole del settore manifatturiero. Non basta più progettare macchine solide e precise: competitive advantage significa integrare meccanica, software, dati, servizi digitali e compliance all’interno di un unico ecosistema.
Per CFO, CEO e responsabili tecnici, il tema non è più “comprare nuove macchine”, ma abilitare nuova capacità competitiva.
Questo articolo approfondisce come funziona l’evoluzione in corso e quali agevolazioni possono sostenerla.

Che cosa si intende per macchinari industriali 4.0?

I macchinari industriali 4.0 sono sistemi produttivi capaci di connettersi, scambiare dati, integrarsi con i processi aziendali e abilitare servizi digitali avanzati, come manutenzione predittiva, monitoraggio in tempo reale e automazione intelligente.
Caratteristiche chiave:

  • Sensoristica evoluta
  • Connessione ai sistemi aziendali (MES, ERP, APS)
  • Raccolta e analisi dati
  • Interfacce HMI moderne e user‑centric
  • Possibilità di aggiornamenti software e servizi digitali

Perché la sola eccellenza meccanica non basta più?

Negli ultimi anni il settore industriale ha affrontato pressioni crescenti su prezzi, tempi, supply chain e qualità. In questo scenario il valore non risiede più “nella macchina”, ma nei dati che la macchina è in grado di generare.

Perché cambia il paradigma

  • I clienti acquistano risultati, non hardware.
  • La competizione globale ha compresso i margini sulla vendita della macchina.
  • La digitalizzazione consente ricavi ricorrenti e più prevedibili.
  • La supply chain richiede dati in tempo reale e adattabilità.

Per questo i macchinari industriali 4.0 diventano piattaforme digitali, non semplici asset produttivi.

Dal prodotto al servizio: come la servitizzazione trasforma il settore

La servitizzazione nei macchinari industriali 4.0 consiste nell’offrire non solo macchine, ma anche servizi digitali continuativi — come manutenzione predittiva, monitoraggio remoto e modelli pay‑per‑use — che generano valore e ricavi ricorrenti.

Esempi di servizi 4.0

  • Monitoraggio realtime delle prestazioni
  • Digital twin per simulazioni e ottimizzazione
  • Manutenzione predittiva basata su AI
  • Assistenza remota e realtà aumentata
  • Portali ricambi intelligenti
  • Modelli pay-per-use ed Equipment-as-a-Service (EaaS)

Questi servizi trasformano la relazione con il cliente: da transazionale a continuativa.

HMI evolute: il nuovo touchpoint strategico

Un’HMI moderna non è più solo uno strumento operativo: è il centro nevralgico dell’esperienza dell’operatore e del valore del brand.

Cosa caratterizza una HMI 4.0

  • Design system coerente
  • Dashboard personalizzate
  • Riduzione degli errori operativi
  • Supporto a manutenzione guidata
  • Integrazione con sistemi aziendali
  • Aggiornamenti software continui

Per i produttori di macchinari, un’HMI evoluta diventa un asset competitivo e uno strumento di differenziazione immediatamente percepibile.

Trasformare processi, supply chain e produzione con i macchinari 4.0

Digitalizzare la macchina significa digitalizzare l’intera azienda.

 Integrazione con i sistemi aziendali (MES, APS, ERP)

Una produzione moderna richiede:

  • Pianificazione avanzata
  • Raccolta dati in tempo reale
  • Ottimizzazione dei flussi
  • Reattività alle variazioni della domanda

I macchinari industriali 4.0 sono l’anello di congiunzione tra linea produttiva e management.

Supply chain data-driven

Le supply chain moderne necessitano di:

  • visibilità end‑to‑end,
  • riduzione del rischio,
  • resilienza operativa.

I dati provenienti dai macchinari 4.0 alimentano modelli predittivi, simulazioni e ottimizzazioni dei flussi.

Normative, compliance e cybersecurity nei macchinari industriali 4.0

La trasformazione digitale non riguarda solo tecnologia: riguarda responsabilità.
Le aree di compliance più rilevanti:

  • Nuovo Regolamento Macchine
  • Cybersecurity by design
  • Protezione dei dati (GDPR industriale)
  • Conformità documentale per gli incentivi

Integrare la sicurezza fin dalla progettazione non è solo obbligatorio: è un fattore di fiducia verso clienti e investitori.

Incentivi, crediti d’imposta e bandi per i macchinari industriali 4.0

Le aziende italiane possono finanziare l’acquisto, l’upgrade o la digitalizzazione dei macchinari industriali 4.0 attraverso finanza agevolata, crediti d’imposta, bandi nazionali e opportunità europee.

Le principali misure attivabili (aggiornate al 2026)

Ambito Strumento Tipologia
Investimenti 4.0 Crediti d’imposta per beni strumentali Fino al X% (variabile per anno)
Innovazione e digitalizzazione Bandi regionali + transizione digitale Contributi a fondo perduto
Automazione e AI Programmi UE Horizon Europe Cofinanziamento fino all’80%
Servitizzazione Misure dedicate a modelli EaaS Incentivi per nuovi servizi
Cybersecurity Voucher digitalizzazione Contributi per protezione dati

Come FI Group by EPSA supporta le aziende nella transizione verso i macchinari industriali 4.0

FI Group by EPSA combina portata globale e competenza locale per guidare le imprese italiane in percorsi di innovazione complessi.

Cosa facciamo per i produttori e gli utilizzatori di macchinari

  • Analisi tecnica 4.0 e verifiche di ammissibilità
  • Mappatura delle opportunità di finanziamento
  • Supporto documentale certificato ISO
  • Gestione dei bandi regionali, nazionali e UE
  • Progettazione di roadmap di digitalizzazione
  • Advisory per servitizzazione e modelli EaaS
  • Strategie fiscali e compliance industriale
Per CFO e CEO il vantaggio è chiaro: riduzione del rischio, velocità di attivazione e massimizzazione dei fondi ottenibili.

Conclusioni: il futuro dei macchinari industriali 4.0

Il futuro del machinery non è una scelta tra meccanica e digitale: è la loro integrazione intelligente.
Le aziende che sapranno trasformare macchine e impianti in ecosistemi digitali connessi, sicuri e finanziati con incentivi mirati saranno quelle che guideranno il mercato nei prossimi anni.

FAQ  

I macchinari industriali 4.0 devono essere per forza nuovi?

No, anche macchinari esistenti possono essere aggiornati con retrofit, sensori, software e interfacce digitali.

Esistono incentivi per la servitizzazione?

Sì, molti bandi premiano modelli EaaS e servizi digitali post‑vendita.

La cybersecurity è obbligatoria nei macchinari 4.0?

Sì, rientra nelle nuove norme e nei requisiti di conformità.
Digital Transformation e Requisiti 4.0: maggiorazioni fino al +220%
Il 21 novembre si è svolto il webinar sull’Iperammortamento 2026 e Digital Transformation. Scopri i dettagli e le opportunità per le imprese.

Perché è importante parlare di Iperammortamento 2026 e Digital Transformation?

Il 2026 segna una svolta per l’industria italiana: con l’introduzione dell’Iperammortamento 2026, le imprese potranno beneficiare di maggiorazioni fiscali fino al +220% per investimenti in tecnologie 4.0 e 5.0. Un’opportunità unica per accelerare la trasformazione digitale e ottenere un vantaggio competitivo concreto.
Per aiutare le aziende a orientarsi tra requisiti tecnici, modalità di accesso e strategie di implementazione, Qualitas, organizza un webinar gratuito dedicato al nuovo quadro normativo e alle soluzioni più efficaci per trasformare la produzione in una Smart Factory.

Temi trattati nel webinar?

Durante il webinar sono stati approfonditi:
  • Iperammortamento 2026: cosa prevede, quali investimenti sono ammissibili e come ottenere le maggiorazioni fiscali fino al +220%.
  • Tecnologie 4.0 e 5.0: focus su interconnessione, tracciabilità e riduzione dei consumi energetici.
  • Accesso agli incentivi: documentazione necessaria, tempistiche e modalità operative.
  • Roadmap per il 2026: come pianificare oggi gli investimenti per essere pronti al nuovo scenario normativo.
  • Soluzioni tecnologiche: presentazione di NET@PRO, il MES di Qualitas, per garantire conformità normativa, visibilità dei processi e raccolta dati energetici.
  • Focus su SIMEST: opportunità di finanziamento agevolato a tasso quasi zero e fondo perduto fino al 20% per la Transizione Digitale ed Ecologica.

Relatori

  • Tiziano Bertoldi – Supervisore Area Partner, Qualitas
  • Laura De Zio – Direttore Commerciale e Marketing, Qualitas
  • Nicola Strangis – Sales Leader, FI Group

FAQ – Domande Frequenti

Che cos’è l’Iperammortamento 2026?

L’Iperammortamento 2026 è un incentivo fiscale previsto dal nuovo Piano Transizione 5.0, che consente alle imprese di maggiorare fino al 220% il valore degli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, favorendo la digitalizzazione dei processi produttivi e la sostenibilità energetica.

Come accedere agli incentivi 4.0 e 5.0?

Per accedere agli incentivi, le imprese devono:
  1. Identificare gli investimenti ammissibili (beni materiali e immateriali secondo gli allegati A e B della Legge 232/2016).
  2. Verificare i requisiti tecnici: interconnessione, integrazione automatizzata, tracciabilità, e – per il 5.0 – riduzione dei consumi energetici.
  3. Preparare la documentazione tecnica e le perizie asseverate.
  4. Presentare la domanda secondo le modalità previste dal MIMIT (ex MISE).

Quali sono le scadenze da tenere d’occhio?

La data chiave è il 1° gennaio 2026, quando entrerà in vigore il nuovo quadro normativo. È fondamentale pianificare gli investimenti entro il Q1 2025 per non perdere le opportunità.

È possibile cumulare l’Iperammortamento con altri incentivi?

Sì, è cumulabile con:
  • Crediti d’imposta per R&S, innovazione e formazione
  • Finanziamenti agevolati SIMEST
  • Contributi regionali e nazionali

Quali investimenti rientrano nell’Iperammortamento 2026?

Sono ammissibili:
  • Beni materiali 4.0 e 5.0 (macchinari interconnessi, sistemi di automazione)
  • Software e soluzioni MES come NET@PRO
  • Sistemi per la raccolta e analisi dei dati energetici
  • Tecnologie per la riduzione dei consumi

Quali sono i requisiti tecnici per accedere agli incentivi?

Per il 4.0:
  • Interconnessione ai sistemi aziendali
  • Integrazione automatizzata
  • Tracciabilità dei processi
Per il 5.0:
  • Riduzione misurabile dei consumi energetici
  • Monitoraggio continuo e certificazione dei risparmi

Quali vantaggi offre NET@PRO di Qualitas?

NET@PRO è il Manufacturing Execution System (MES) sviluppato da Qualitas, progettato per:
  • Garantire interconnessione tra macchine e sistemi gestionali
  • Raccogliere e analizzare dati energetici in tempo reale
  • Assicurare la conformità ai requisiti 4.0 e 5.0
  • Ottimizzare la visibilità e il controllo dei processi produttivi

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Fine Transizione 4.0 e degli incentivi per il software

Il piano Transizione 4.0, fondamentale per la modernizzazione delle imprese italiane, subirà un drastico ridimensionamento nel 2025. Un emendamento al disegno di legge di bilancio, approvato dal Governo, prevede l’eliminazione degli incentivi sui beni immateriali e introduce un limite di spesa pubblica di 2,2 miliardi di euro.  

Piano Transizione 4.0: cosa cambia nel 2025

Dal 2025, il piano Transizione 4.0, amato dalle imprese manifatturiere italiane, entrerà nel suo ultimo anno con due significative limitazioni:

  1. eliminazione degli incentivi sui beni immateriali: l’emendamento cancella completamente l’incentivo sui beni immateriali, come i software, che era previsto al 10% per il 2025.
  2. Limite di spesa di 2,2 miliardi di euro: viene introdotto un tetto di spesa che difficilmente coprirà l’intero anno.

Il Piano Transizione 4.0 fino ad oggi

Nel triennio 2020-2022, sono stati utilizzati 29 miliardi di crediti di imposta, circa 10 miliardi l’anno. Per il biennio 2024-2025, erano stati stanziati 6,4 miliardi di euro, ma solo nel 2024 sono stati erogati crediti d’imposta per oltre 6,3 miliardi di euro. È evidente che i 2,2 miliardi previsti per il 2025 non saranno sufficienti a mantenere operativa la misura fino alla fine dell’anno.

Transizione 5.0: un’alternativa?

Il piano Transizione 5.0, che ha registrato prenotazioni per appena 200 milioni di euro sui 6,3 miliardi disponibili, è in fase di ristrutturazione. Questo potrebbe renderlo più appetibile per le imprese, ma basterà a compensare la riduzione del Transizione 4.0?

Le modifiche introdotte dall’emendamento, che dovrà essere approvato nella legge di bilancio, segnano la fine di un’era per il piano Transizione 4.0. Le imprese italiane dovranno adattarsi a queste nuove limitazioni e valutare le opportunità offerte dal piano Transizione 5.0.

Chips Joint Undertaking

L’apertura di Chips Joint Undertaking (Chips JU), un’iniziativa pionieristica impegnata a catalizzare le capacità di ricerca, sviluppo e produzione in tutta Europa per: 

  • rafforzare e integrare le capacità scientifiche, innovative e tecnologiche e facilitare i legami di collaborazione. 
  • Garantire una leadership globale orientata alla sostenibilità e la resilienza delle catene del valore dell’Unione nelle tecnologie e nei settori chiave e nello sviluppo. 
  • Accelerare l’adozione di soluzioni innovative in tutta l’Unione per affrontare le sfide climatiche, ambientali, sanitarie, digitali e altre sfide globali. 

Nel panorama tecnologico in continua evoluzione, l’ecosistema europeo dei semiconduttori rappresenta un pilastro cruciale per il progresso.

Chi può candidarsi al Chips Joint Undertaking

Con un budget di 876 milioni di euro tutti i tipi di enti, a seconda di ciascun tema, anche se per il tipo di iniziativa c’è un maggiore coinvolgimento di enti pubblici, come i Ministeri. 

Questo bando avrà delle scadenze: 

  • Le iniziative (660 milioni di euro) saranno aperte fino al 14 maggio. 
  • I bandi di tipo non iniziatico (216 milioni di euro) saranno aperti fino al 17 settembre. 

Progetti eleggibili del Chips Joint Undertaking 

Qualsiasi innovazione di alto livello relativa alla catena del valore dei chip. 

Costi ammissibili al Chips Joint Undertaking 

A seconda dell’argomento, sono coperti la maggior parte dei costi tipici del personale e delle attrezzature. 

Diverse percentuali di finanziamento dal 50% al 100% concesse dall’UE. 

  • Per il tipo di iniziativa: per x2 temi di linee pilota, un triplo template con Expression of Interest + Horizon Europe + Digital Europe Programme. Per il resto dei temi, modello singolo. 

Per il tipo Non-Iniziativa: 

  • 3 azioni di innovazione (IA) finanziate al 60%, 
  • 3 azioni di ricerca e innovazione (RIA), finanziate al 70% (1) e al 60% (2). 

Certificazioni

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