


Sapevate che le aziende più innovative non sempre generano tutte le loro idee internamente? L’Open Innovation (OI) è la strategia che sta rivoluzionando il modo in cui le organizzazioni creano e sviluppano soluzioni. In questo articolo vi spiegheremo come applicarla per trovare metodologie efficaci per innovare, promuovere la creatività e migliorare il vostro business.
Negli ultimi anni, l’Open Innovation (OI) è diventata una strategia ben nota alle aziende per espandere il proprio business e trovare un modo più proficuo di innovare, ottenendo idee e sviluppi più variegati, affidandosi all’unione di fonti ed esperti diversi come modo per espandere il potenziale innovativo e ottimizzare i risultati.
L’Open Innovation è un concetto diffuso da Henry Chesbrough, che consiste nel creare un approccio più partecipativo, distribuito e decentralizzato ai progetti di innovazione, affidandosi a una serie di aziende e istituzioni per sviluppare un’idea, dal momento che una singola azienda non dispone di tutte le conoscenze e le risorse necessarie per innovare efficacemente da sola, indipendentemente dalle sue capacità o dimensioni. Questa assenza apre la strada alla ricerca di altri agenti – esterni all’azienda sviluppatrice iniziale – che contribuiscano al progetto, come università, startup, istituti di ricerca e altri, creando un ecosistema imprenditoriale.
Possiamo quindi considerare l’OI come un approccio che mira a creare modelli di business collaborativi variabili, in cui l’interazione tra i diversi partner è incoraggiata attraverso una rete di incentivi. Questa sinergia tra i partner si traduce in un ambiente favorevole allo sviluppo di soluzioni innovative e alla creazione simultanea di valore.
Possiamo innanzitutto distinguere i metodi di innovazione aperta in tre tipi:
L’implementazione dell’Open Innovation può sembrare impegnativa, ma non è detto che lo sia: innanzitutto, è necessario valutare le proprie esigenze; poi, è necessario organizzare una ristrutturazione della mentalità aziendale e dei processi attuali; infine, scegliere il metodo che meglio si adatta all’innovazione che si ha in mente.
Tra i vantaggi di questo sistema, possiamo citare:
Tuttavia, è importante rimanere consapevoli delle possibili sfide, come la possibile mancanza di chiarezza sugli obiettivi da perseguire, la mancanza di comunicazione e coordinamento tra le parti coinvolte, la selezione delle idee e i diritti di proprietà intellettuale derivanti dalla collaborazione.
L’innovazione aperta continua a crescere. Secondo il Barometro dell’Open Innovation 2021 di Economist Impact, l’attuale quadro dell’OI dimostra un profondo progresso in tutti i settori studiati, con un punteggio medio di 62,9 (su una scala da 0 a 100, con 100 che indica la completa apertura), in cui le grandi aziende dimostrano una maggiore adozione delle pratiche di OI. Con l’avanzare degli ecosistemi di Open Innovation, aumentano anche l’interesse e l’implementazione negli ambienti più diversi: inoltre, secondo questo rapporto, il 95% degli intervistati ha dichiarato che le proprie aziende praticano l’OI, con il 54% che applica le pratiche in tutti o nella maggior parte dei propri progetti, e il 90% che ha implementato i pilastri chiave di questo metodo o ha in programma di implementarli.
In Europa, l’Open Innovation Report 2023 di Sopra Steria mostra una rapida diffusione dell’OI, con quasi 3 aziende europee su 4 (72%) che conducono progetti in collaborazione con startup, sulla base di circa 1.648 aziende e startup di 10 Paesi. I dati mostrano anche che l’89% degli obiettivi è stato raggiunto nelle aziende che hanno gestito le collaborazioni utilizzando una business unit dedicata.
Il Panorama dell’Open Innovation nelle aziende in Brasile, uno studio pubblicato da Softex, indica inoltre che l’Open Innovation è presente nell’88% delle aziende brasiliane, considerando aziende di tutte le dimensioni, mercati e regioni del Paese, con una varietà di partner: 67% startup, ma anche università, aziende e altro. Il concetto di Open Innovation è sempre più diffuso nella società, con il panorama economico e competitivo che richiede alle aziende di implementare processi sempre più agili e tecnologici. In questo modo, il processo di Open Innovation diventa un’opzione valida e praticabile grazie all’apertura della catena dell’innovazione, all’ottimizzazione dei processi e al miglioramento delle idee, che orbitano intorno alle aziende, alle istituzioni e ad altri pilastri del mercato, come le università, i centri di innovazione e il governo.
Lanciata un anno fa in occasione della Festa della Donna, la campagna ha abbracciato 10 video con interviste a 10 donne della nostra organizzazione in posizioni manageriali. Ogni protagonista ha affrontato temi chiave per la leadership femminile, tra cui:
La campagna mirava a mostrare storie reali di superamento delle barriere per ispirare altre donne e sostenere l’ uguaglianza nel mondo del lavoro. Ecco un breve riassunto di ciò che le nostre protagoniste hanno condiviso.
La prima protagonista dell’iniziativa è stata María Corominas, CEO di FI Group. Maria ha sottolineato l’importanza e la presenza delle pari opportunità in FI Group e della loro evoluzione nel corso della sua carriera ventennale, sottolineando la parità di trattamento tra uomini e donne. Amber Farrington, Consulting Director di FI Group UK, concorda con Maria sulle pari opportunità in FI Group, a cui aggiunge i valori: rispetto e riconoscimento. A questo proposito, Renata Menezes, Business Director di FI Group Brasile, confronta l’equilibrio di genere di FI Group con gli standard brasiliani, sottolineando una quota del 50% di personale femminile.
Nella terza puntata ci siamo recati in Cile, dove Marriet Urbina, Hispanic American Markets Director, sottolinea che la crescita dell’azienda si basa sulle prestazioni e sul potenziale, indipendentemente dal genere. Lo conferma anche Marta Sebastiá, International Consulting Manager, che condivide la sua esperienza nel trovare processi di assunzione neutrali dal punto di vista del genere in FI.
Flora Burkic, Country Manager di FI Group Belgio, descrive FI come un’azienda moderna impegnata nella parità di genere, ispirata dalle madri che ricoprono ruoli dirigenziali. Anche Livia Rafroidi, HR Business Partner di FI Group Francia, mette in evidenza la leadership femminile in vari settori dell’azienda, oltre a spiegare i piani di parità attuati in Francia.
Carla Pinto, Team Leader di FI Portogallo, parla dei valori di FI, del lavoro di squadra e delle misure di conciliazione vita-lavoro che consentono la crescita professionale delle madri.
Questa flessibilità è molto apprezzata anche da Lea Calmels, Innovation Manager del Nord America, il cui trasferimento in Canada è stato facilitato dalle opzioni di mobilità internazionale e dalla flessibilità del lavoro.
Nell’ultima puntata, Carmen Pallas, Direttore delle Risorse Umane, evidenzia le opportunità di crescita all’interno di FI Group e le barriere sociali che le donne devono affrontare nei settori STEM.
Ringraziamo queste donne straordinarie per la loro partecipazione a questa prima serie di episodi sulla leadership ed i successi femminili. Qui tutti i video.
Nel tessuto imprenditoriale italiano, dove tradizione e innovazione si intrecciano in una danza culturale unica, il ruolo della leadership femminile sta emergendo come un fattore cruciale per il successo e la sostenibilità delle aziende. Con il venir meno delle barriere culturali e sociali, le donne ricoprono ruoli di leadership, contribuendo in modo significativo all’economia del Paese e ridefinendo la narrativa d’impresa.
In FI Group Italia il 90% del team è composto da donne, quindi conosciamo bene le difficoltà che possono incontrare nell’ambiente di lavoro, soprattutto per quanto riguarda la crescita. Dai reparti Marketing, Risorse Umane e Consulenza arrivando fino al Country Manager.
Come afferma Maria Corominas (CEO FI Group) nella sua intervista, FI Group è un luogo in cui uomini e donne hanno pari opportunità di crescita. Un esempio è Elena Perini, Ingegnere dei Materiali con un dottorato in Ingegneria Elettrica, che ha sviluppato la sua carriera professionale all’interno dell’azienda, passando da tecnico a country manager. Oggi ha l’opportunità di gestire un Paese in piena crescita e di contribuire con la sua visione del mondo ad un importante cambiamento nelle relazioni e nel riconoscimento del ruolo femminile.
“In un mondo in cui l’adattabilità, l’agilità e la visione a lungo termine sono essenziali, dove i cambiamenti sono alla base della nostra vita quotidiana, è un onore poter contribuire a questo progetto comune e poter offrire una visione diversa da quella che abbiamo avuto finora, una visione più umana e basata sulle persone.” – Ing. PhD Elena Perini, Country manager FI Group Italia
Aperti i bandi 2023 del Connecting Europe Facility con ben 7 miliardi di euro per finanziare progetti legati a nuove e migliori infrastrutture di trasporto in Europa.
Connecting Europe Facility , uno strumento di finanziamento chiave dell’Unione europea per promuovere la crescita, l’occupazione e la competitività attraverso investimenti infrastrutturali a livello dell’UE, concentrandosi su energia, trasporti e digitalizzazione.
Nello specifico, i bandi 2023 del CEF Transport contribuiranno ad aumentare la sostenibilità della Rete transeuropea di trasporto (TEN-T), uno strumento fondamentale per lo sviluppo di infrastrutture di trasporto coerenti, efficienti, multimodali e di alta qualità in tutta l’UE.
Pertanto, sosterranno la visione della Commissione europea di un futuro sistema di trasporto sostenibile, con soluzioni intelligenti e resilienti implementate per interconnettere l’Europa e raggiungere l’obiettivo del Green Deal europeo di ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050.
Queste soluzioni dovrebbero includere:
I bandi riguardano le reti principali e globali della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), concentrandosi sulle priorità elencate di seguito.
Finanziato dal programma Connecting Europe Facility 2021 dell’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente, il bando Trasporti 2023 rimarrà aperto fino al 30 gennaio 2024. Le proposte saranno gestite da ciascuno Stato membro.