


| Ambito | Applicazione AI | Benefici |
|---|---|---|
| Coltivazioni | Monitoraggio delle colture | Individuazione precoce di malattie e stress idrico |
| Irrigazione | Sistemi intelligenti di gestione dell’acqua | Riduzione dei consumi idrici |
| Produzione | Agricoltura di precisione | Ottimizzazione degli input produttivi |
| Meccanizzazione | Manutenzione predittiva | Riduzione dei fermi macchina |
| Allevamenti | Monitoraggio del benessere animale | Migliore efficienza produttiva |
| Filiera | Analisi dei dati e tracciabilità | Maggiore controllo e qualità |
L’intelligenza artificiale in Italia sta passando da tecnologia emergente a leva strategica per lo sviluppo economico e industriale.
Con il piano nazionale 2024–2026, il Paese punta a integrare l’IA nei processi produttivi, nei servizi pubblici e nella ricerca, riducendo il divario con le principali economie globali.
L’obiettivo non è solo adottare nuove tecnologie, ma trasformare il sistema produttivo e istituzionale, rendendolo più efficiente, sostenibile e competitivo.
Il piano nazionale IA guida lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia attraverso ricerca, imprese, PA e formazione.
Il piano nazionale definisce una strategia coordinata basata su quattro pilastri:
Questo approccio integrato mira a costruire un ecosistema capace di:
L’IA è fondamentale per aumentare produttività, competitività e innovazione nel sistema economico italiano.
In un contesto globale, l’Intelligenza Artificiale è oggi uno dei principali strumenti di competitività tra Paesi. Le aziende che la adottano possono:
Oltre il 70% delle aziende a livello globale utilizza già soluzioni di intelligenza artificiale per ottimizzare i processi.
Per l’Italia, investire nell’Intelligenza Artificiale significa:
L’intelligenza artificiale trasforma i processi aziendali migliorando efficienza, analisi dei dati e decision-making.
L’IA non è più teorica: è già applicata nelle imprese in modo concreto.
Esempio concreto
Risultato: maggiore efficienza + maggiore valore aggiunto
La PA utilizza l’IA per migliorare efficienza, gestione dati e qualità dei servizi pubblici. Il piano prevede l’uso dell’IA per:
Esempio:
La ricerca è essenziale per sviluppare tecnologie IA e mantenere competitività. Il piano punta a:
questo consente di:
L’intelligenza artificiale è fondamentale per sviluppare smart cities sostenibili ed efficienti. L’IA gioca un ruolo chiave nello sviluppo delle città intelligenti.
Esempio pratico:
miglior qualità della vita
L’adozione dell’IA comporta rischi legati a privacy, sicurezza e inclusione. Nonostante i vantaggi, l’IA presenta criticità:
altro rischio:
fondamentale adottare un approccio etico, inclusivo e regolato.
Le imprese devono integrare l’IA per rimanere competitive e innovare. Per le imprese italiane, l’IA rappresenta:
aziende che investono in IA migliorano processi, riducono costi e aumentano resilienza posizionandosi meglio sul mercato globale
Il piano nazionale IA 2024–2026 segna un cambio di paradigma per l’Italia.
L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia di nicchia, ma una infrastruttura strategica per:
Le organizzazioni che sapranno integrarla in modo efficace avranno un vantaggio competitivo decisivo nei prossimi anni.
È la strategia pubblica per sviluppare l’intelligenza artificiale in Italia attraverso ricerca, imprese, PA e formazione.
Per automatizzare processi, analizzare dati e migliorare decisioni strategiche in tempo reale.
L’IA aiuta a ottimizzare consumi energetici, ridurre emissioni e migliorare gestione delle risorse.
Privacy, sicurezza dei dati, digital divide e uso non etico delle tecnologie.
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Negli ultimi anni, le aziende si trovano ad affrontare un cambiamento radicale: l’innovazione non è più opzionale, ma rappresenta una leva strategica imprescindibile per rimanere competitive.
In questo scenario, il Corporate Venture Building (CVB) si afferma come uno dei modelli più efficaci per accelerare la crescita, combinando l’agilità e la capacità innovativa delle startup con le risorse, le competenze e l’esperienza delle grandi imprese.
Questo approccio consente alle aziende di creare nuovi business dall’interno, sviluppando iniziative imprenditoriali scalabili e orientate al mercato, anziché limitarsi a ottimizzare o innovare i processi esistenti.
Il Corporate Venture Building è un modello di innovazione che consente alle imprese di creare nuove startup interne combinando competenze imprenditoriali e risorse aziendali.
Il Corporate Venture Building (CVB) è un approccio strutturato all’innovazione che permette alle aziende di sviluppare nuove iniziative imprenditoriali partendo da asset, competenze e capitali interni.
A differenza dei modelli tradizionali, il Corporate Venture Building:
Il Corporate Venture Building consente alle aziende di innovare più rapidamente e competere con startup agili. Le startup hanno dimostrato una capacità superiore di:
le grandi aziende, invece, dispongono di risorse finanziarie, know-how e infrastrutture.
Il CVB unisce questi due mondi: agilità startup + solidità corporate.
Il Corporate Venture Building si distingue da incubatori, acceleratori e venture capital per la creazione diretta di business. A differenza di:
Il CVB nasce dentro l’azienda, è allineato alla strategia corporate e genera valore diretto per il business.
Il ROAD Venture Lab rappresenta un esempio concreto di Corporate Venture Building applicato in Italia.
Un caso significativo è il ROAD Venture Lab, che opera nel Rome Advanced District. Focus principale:
Modello operativo:
Crea un ecosistema innovativo concreto, non teorico.
Il successo del CVB dipende da governance, strategia e capacità di execution.
I 10 principi chiave del Corporate Venture Building sono:
Il Corporate Venture Building non si limita a una visione teorica dell’innovazione, ma trova applicazione concreta in diversi settori ad alto potenziale di crescita.
Grazie alla combinazione tra approccio imprenditoriale e capacità industriale, il CVB consente alle aziende di sviluppare soluzioni innovative in ambiti chiave, trasformando idee in nuovi modelli di business scalabili.
Il Corporate Venture Building consente alle aziende di innovare e creare nuove fonti di ricavo.
Il CVB presenta sfide legate a governance, cultura aziendale e gestione del rischio.
Errore tipico: trattare il CVB come progetto temporaneo perche è una strategia a lungo termine.
Il Corporate Venture Building rappresenta un’opportunità strategica per la crescita delle imprese italiane. Per le imprese italiane il CVB significa:
In particolare nei settori:
Il Corporate Venture Building non rappresenta soltanto un modello operativo, ma un vero e proprio cambio di paradigma culturale per le imprese.
In un contesto caratterizzato da innovazione continua e crescente competizione globale, le aziende che adottano il CVB sono in grado di anticipare i trend di mercato, creare nuovi modelli di business e accelerare il proprio percorso di crescita.
Le organizzazioni che integrano questo approccio diventano:
posizionandosi come protagoniste dell’evoluzione economica e tecnologica.
In definitiva, il Corporate Venture Building si configura come una delle leve più efficaci per trasformare l’innovazione in valore concreto e garantire una competitività sostenibile nel lungo periodo.
È un modello che permette alle aziende di creare nuove startup interne per innovare e crescere.
Il venture capital finanzia startup esterne, mentre il CVB crea startup interne.
Maggiore innovazione, nuovi ricavi, accesso a mercati e crescita scalabile.
Sì, soprattutto se integrate in ecosistemi innovativi o partnership.
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Sapevate che le aziende più innovative non sviluppano tutte le idee internamente?
L’Open Innovation sta trasformando il modo in cui le imprese innovano, passando da un modello chiuso a un approccio collaborativo basato sulla condivisione di conoscenze, tecnologie e competenze.
In un contesto sempre più competitivo, adottare l’Open Innovation significa accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti, ridurre i rischi e cogliere opportunità di crescita attraverso partnership strategiche.
L’Open Innovation è un modello di innovazione collaborativa che integra competenze e tecnologie esterne per sviluppare nuovi prodotti e servizi più rapidamente.
Introdotta da Henry Chesbrough, si basa sull’idea che le aziende possano innovare in modo più efficace collaborando con attori esterni come:
questo approccio permette di superare i limiti delle risorse interne e creare un ecosistema innovativo.
Le imprese adottano l’Open Innovation per accelerare l’innovazione, ridurre i costi e competere in mercati globali.
Nel mercato attuale, caratterizzato da cambiamenti rapidi, le aziende devono innovare con maggiore velocità. Consente di:
diventando una leva fundamental per la competitività.
Si divide in inbound, outbound e coupled, a seconda del flusso di conoscenza tra azienda e partner.
In questo processo, gli agenti esterni vengono incorporati nell’organizzazione.
Le conoscenze e le tecnologie esterne vengono integrate per migliorare i processi interni dell’azienda.
L’organizzazione trasferisce tecnologia e conoscenza in processi aperti. In questo caso, i terzi sfruttano le conoscenze interne.
Inoltre, in questo contesto, l’azienda genera reddito dalla vendita della sua proprietà privata, in un sistema di partnership con un’altra organizzazione.
In questo scenario, le operazioni di Inbound e Outbound avvengono contemporaneamente.
In questo contesto, l’azienda acquisisce tecnologia esterna e allo stesso tempo trasferisce le proprie idee e conoscenze tecnologiche a società esterne.
L’Open Innovation consente alle imprese di sviluppare prodotti, servizi e modelli di business in modo più rapido ed efficiente.
Risultato: innovazione più veloce e maggiore flessibilità
L’Open Innovation offre benefici in termini di costi, velocità e accesso a nuove competenze.
L’Open Innovation presenta sfide legate a coordinamento, proprietà intellettuale e gestione dei partner.
Definire una governance chiara è fondamentale.
L’adozione dell’Open Innovation è in forte crescita a livello globale.
Alcuni dati rilevanti:
Trend:
Uno studio pubblicato da Softex, indica inoltre che l’OI è presente nell’88% delle aziende brasiliane, considerando aziende di tutte le dimensioni, mercati e regioni del Paese, con una varietà di partner: 67% startup, ma anche università, aziende e altro.
Il concetto è sempre più diffuso nella società, con il panorama economico e competitivo che richiede alle aziende di implementare processi sempre più agili e tecnologici.
In questo modo, il processo di Open Innovation diventa un’opzione valida e praticabile grazie all’apertura della catena dell’innovazione, all’ottimizzazione dei processi e al miglioramento delle idee, che orbitano intorno alle aziende, alle istituzioni e ad altri pilastri del mercato, come le università, i centri di innovazione e il governo.
Per le imprese italiane l’Open Innovation rappresenta un’opportunità di crescita e trasformazione. Adottare l’Open Innovation consente di:
soprattutto nei settori:
L’Open Innovation è una strategia fondamentale per affrontare le sfide future dell’innovazione. Non è solo un processo, ma un cambiamento culturale che richiede apertura, collaborazione e visione strategica. Le aziende che la adottano:
diventando protagoniste dell’ecosistema innovativo globale.
È un modello che permette alle aziende di innovare collaborando con partner esterni.
Riduzione costi, maggiore velocità di sviluppo e accesso a nuove competenze.
L’innovazione tradizionale è interna, mentre l’Open Innovation è collaborativa.
A PMI, grandi imprese e qualsiasi organizzazione che voglia innovare.
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Lanciata un anno fa in occasione della Festa della Donna, la campagna ha abbracciato 10 video con interviste a 10 donne della nostra organizzazione in posizioni manageriali. Ogni protagonista ha affrontato temi chiave per la leadership femminile, tra cui:
La campagna mirava a mostrare storie reali di superamento delle barriere per ispirare altre donne e sostenere l’ uguaglianza nel mondo del lavoro. Ecco un breve riassunto di ciò che le nostre protagoniste hanno condiviso.
La prima protagonista dell’iniziativa è stata María Corominas, CEO di FI Group. Maria ha sottolineato l’importanza e la presenza delle pari opportunità in FI Group e della loro evoluzione nel corso della sua carriera ventennale, sottolineando la parità di trattamento tra uomini e donne. Amber Farrington, Consulting Director di FI Group UK, concorda con Maria sulle pari opportunità in FI Group, a cui aggiunge i valori: rispetto e riconoscimento. A questo proposito, Renata Menezes, Business Director di FI Group Brasile, confronta l’equilibrio di genere di FI Group con gli standard brasiliani, sottolineando una quota del 50% di personale femminile.
Nella terza puntata ci siamo recati in Cile, dove Marriet Urbina, Hispanic American Markets Director, sottolinea che la crescita dell’azienda si basa sulle prestazioni e sul potenziale, indipendentemente dal genere. Lo conferma anche Marta Sebastiá, International Consulting Manager, che condivide la sua esperienza nel trovare processi di assunzione neutrali dal punto di vista del genere in FI.
Flora Burkic, Country Manager di FI Group Belgio, descrive FI come un’azienda moderna impegnata nella parità di genere, ispirata dalle madri che ricoprono ruoli dirigenziali. Anche Livia Rafroidi, HR Business Partner di FI Group Francia, mette in evidenza la leadership femminile in vari settori dell’azienda, oltre a spiegare i piani di parità attuati in Francia.
Carla Pinto, Team Leader di FI Portogallo, parla dei valori di FI, del lavoro di squadra e delle misure di conciliazione vita-lavoro che consentono la crescita professionale delle madri.
Questa flessibilità è molto apprezzata anche da Lea Calmels, Innovation Manager del Nord America, il cui trasferimento in Canada è stato facilitato dalle opzioni di mobilità internazionale e dalla flessibilità del lavoro.
Nell’ultima puntata, Carmen Pallas, Direttore delle Risorse Umane, evidenzia le opportunità di crescita all’interno di FI Group e le barriere sociali che le donne devono affrontare nei settori STEM.
Ringraziamo queste donne straordinarie per la loro partecipazione a questa prima serie di episodi sulla leadership ed i successi femminili. Qui tutti i video.
Nel tessuto imprenditoriale italiano, dove tradizione e innovazione si intrecciano in una danza culturale unica, il ruolo della leadership femminile sta emergendo come un fattore cruciale per il successo e la sostenibilità delle aziende. Con il venir meno delle barriere culturali e sociali, le donne ricoprono ruoli di leadership, contribuendo in modo significativo all’economia del Paese e ridefinendo la narrativa d’impresa.
In FI Group Italia il 90% del team è composto da donne, quindi conosciamo bene le difficoltà che possono incontrare nell’ambiente di lavoro, soprattutto per quanto riguarda la crescita. Dai reparti Marketing, Risorse Umane e Consulenza arrivando fino al Country Manager.
Come afferma Maria Corominas (CEO FI Group) nella sua intervista, FI Group è un luogo in cui uomini e donne hanno pari opportunità di crescita. Un esempio è Elena Perini, Ingegnere dei Materiali con un dottorato in Ingegneria Elettrica, che ha sviluppato la sua carriera professionale all’interno dell’azienda, passando da tecnico a country manager. Oggi ha l’opportunità di gestire un Paese in piena crescita e di contribuire con la sua visione del mondo ad un importante cambiamento nelle relazioni e nel riconoscimento del ruolo femminile.
“In un mondo in cui l’adattabilità, l’agilità e la visione a lungo termine sono essenziali, dove i cambiamenti sono alla base della nostra vita quotidiana, è un onore poter contribuire a questo progetto comune e poter offrire una visione diversa da quella che abbiamo avuto finora, una visione più umana e basata sulle persone.” – Ing. PhD Elena Perini, Country manager FI Group Italia
Aperti i bandi 2023 del Connecting Europe Facility con ben 7 miliardi di euro per finanziare progetti legati a nuove e migliori infrastrutture di trasporto in Europa.
Connecting Europe Facility , uno strumento di finanziamento chiave dell’Unione europea per promuovere la crescita, l’occupazione e la competitività attraverso investimenti infrastrutturali a livello dell’UE, concentrandosi su energia, trasporti e digitalizzazione.
Nello specifico, i bandi 2023 del CEF Transport contribuiranno ad aumentare la sostenibilità della Rete transeuropea di trasporto (TEN-T), uno strumento fondamentale per lo sviluppo di infrastrutture di trasporto coerenti, efficienti, multimodali e di alta qualità in tutta l’UE.
Pertanto, sosterranno la visione della Commissione europea di un futuro sistema di trasporto sostenibile, con soluzioni intelligenti e resilienti implementate per interconnettere l’Europa e raggiungere l’obiettivo del Green Deal europeo di ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050.
Queste soluzioni dovrebbero includere:
I bandi riguardano le reti principali e globali della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), concentrandosi sulle priorità elencate di seguito.
Finanziato dal programma Connecting Europe Facility 2021 dell’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente, il bando Trasporti 2023 rimarrà aperto fino al 30 gennaio 2024. Le proposte saranno gestite da ciascuno Stato membro.