


Il trasferimento tecnologico è oggi una delle principali leve di competitività industriale. Con la pubblicazione dell’Atto di indirizzo strategico 2026–2028, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) definiscono una strategia nazionale volta a trasformare l’eccellenza scientifica italiana in innovazione industriale, crescita economica e attrazione di investimenti.
Il trasferimento tecnologico è il processo che consente di trasformare i risultati della ricerca scientifica in applicazioni industriali, prodotti, servizi e modelli di business adottabili dal mercato.
Il trasferimento tecnologico include attività come:
Non si tratta solo di brevetti, ma di percorsi strutturati che accompagnano le tecnologie lungo i diversi livelli di maturità (TRL).
Nonostante l’elevata qualità della ricerca, l’Italia fatica a trasformare conoscenza in valore industriale. La strategia nazionale nasce per colmare questo divario strutturale.
Negli ultimi anni:
Il risultato è una frattura tra ricerca e impresa, che limita la capacità di scalare tecnologie e competere nei settori deep-tech.
Dal punto di vista delle imprese, la vera novità non è l’elenco degli strumenti previsti, ma il tentativo di coordinare in modo strutturale risorse che finora hanno operato in maniera frammentata.
La strategia nazionale sul trasferimento tecnologico definisce priorità, strumenti e governance per rafforzare l’ecosistema italiano dell’innovazione nel triennio 2026–2028.
Il piano è formalizzato nell’Atto di indirizzo strategico 2026–2028 in materia di valorizzazione delle conoscenze e di trasferimento tecnologico, adottato in attuazione della Legge 18 dicembre 2025, n. 190.
La consultazione pubblica, svoltasi tra aprile e maggio 2026, ha coinvolto:
Questo passaggio ha rafforzato l’impianto della strategia, rendendola più aderente alle esigenze del sistema produttivo.
La strategia nazionale sul trasferimento tecnologico si articola in sette linee di intervento integrate.
Per le imprese innovative, la strategia apre la strada a percorsi più continui tra ricerca, sperimentazione e mercato, riducendo il rischio tipico delle fasi intermedie di sviluppo tecnologico e migliorando la prevedibilità degli investimenti in innovazione.
Viene istituita una Cabina di regia interministeriale MIMIT–MUR con funzioni di:
Le roadmap coprono l’intera catena del valore:
La strategia punta a ridurre la frammentazione attraverso:
Il Fondo orienta le risorse verso progetti capaci di superare la “valle della morte” tecnologica, con valutazioni basate su risultati concreti.
Nasce il programma EIC Ready, per aumentare il successo italiano in Horizon Europe ed EIC Accelerator.
La strategia mira a rafforzare:
La Pubblica Amministrazione (PA) assume un ruolo attivo nel trasferimento tecnologico, non solo come regolatore, ma come soggetto abilitante: mette a disposizione infrastrutture reali per la sperimentazione, utilizza appalti innovativi per sostenere nuove soluzioni e valorizza i dati pubblici come leva di innovazione.
La strategia individua quattro priorità tecnologiche in linea con le politiche europee.
Il Fondo per il trasferimento tecnologico finanzia progetti orientati al mercato lungo tutta la catena TRL.
Le risorse complessive arrivano fino a 250 milioni di euro, con valutazioni annuali basate su KPI.
La strategia nazionale sul trasferimento tecnologico crea nuove opportunità per le imprese innovative.
Il trasferimento tecnologico diventa così una leva strutturale di politica industriale.
Gli incentivi fiscali accelerano l’adozione industriale delle tecnologie sviluppate tramite il trasferimento tecnologico.
Gli strumenti come:
agiscono come vettori di assorbimento delle tecnologie mature nelle PMI.
Una gestione non strutturata del trasferimento tecnologico può ridurre l’impatto degli investimenti.
La strategia nazionale affronta questi rischi con strumenti di governance e valutazione più rigorosi.
FI Group by EPSA supporta imprese e centri di ricerca nella valorizzazione delle tecnologie e nell’accesso agli incentivi.
FI Group by EPSA affianca:
in tutte le fasi:
Il trasferimento tecnologico è al centro della nuova strategia nazionale per l’innovazione. Se attuata con continuità, la strategia 2026–2028 può trasformare l’eccellenza scientifica italiana in valore industriale, rafforzando la competitività delle imprese e il posizionamento del Paese nelle tecnologie strategiche del futuro.
La sfida non sarà definire nuove strategie, ma rendere operativi strumenti che, per la prima volta, mirano a funzionare come un sistema unico lungo l’intero percorso dalla ricerca al mercato.
È il processo che consente di trasformare i risultati della ricerca scientifica in prodotti, servizi o soluzioni industriali adottabili dal mercato, attrÈaverso brevetti, proof of concept, licensing e spin-off.
L’obiettivo dell’Atto di indirizzo è ridurre il divario tra eccellenza scientifica e applicazione industriale, sostenendo lo sviluppo di tecnologie mature, l’attrazione di capitali e la crescita delle imprese innovative.
È il piano definito da MIMIT e MUR per il periodo 2026–2028, finalizzato a rafforzare il collegamento tra ricerca e impresa e a migliorare la competitività del sistema produttivo italiano.
Possono beneficiarne imprese di ogni dimensione, PMI, startup innovative, spin-off universitari, centri di ricerca e soggetti dell’ecosistema dell’innovazione coinvolti in progetti di ricerca applicata e industrializzazione.
La Pubblica Amministrazione diventa un attore attivo: mette a disposizione infrastrutture per la sperimentazione, utilizza appalti innovativi per sostenere nuove tecnologie e valorizza i dati pubblici come leva di innovazione.
Il Fondo per il trasferimento tecnologico è uno strumento finanziario dedicato a sostenere progetti di proof of concept, prototipazione e dimostrazione industriale, con particolare attenzione alle fasi intermedie della maturità tecnologica.
Le tecnologie prioritarie sono: semiconduttori avanzati, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e biotecnologie. A queste si affiancano aree come energia, robotica, materiali avanzati e cybersicurezza.
Il trasferimento tecnologico alimenta lo sviluppo delle tecnologie, mentre Transizione 4.0 e 5.0 ne favoriscono l’adozione industriale attraverso incentivi fiscali, riducendo tempi e rischi di investimento per le imprese.
I rischi principali riguardano una valutazione errata del TRL, una protezione IP insufficiente, l’assenza di partner industriali e una scarsa integrazione con strumenti finanziari e capitale di rischio.
FI Group by EPSA affianca imprese e centri di ricerca nella strutturazione dei progetti, nell’accesso a fondi e incentivi, nell’integrazione con crediti d’imposta e bandi europei, garantendo compliance e riduzione del rischio. Richiedi una consulenza dedicata.
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