


La misura “Energia per la competitività internazionale” è un intervento straordinario di SIMEST pensato per sostenere le imprese italiane che, nel corso del 2026, hanno subito un impatto economico rilevante a causa dell’aumento dei costi energetici e della contrazione dei ricavi.
L’iniziativa nasce in risposta alle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare al conflitto nell’area del Golfo Persico, che ha generato un nuovo shock sui mercati energetici, incidendo direttamente sulla struttura dei costi delle imprese italiane.
Si tratta di un finanziamento agevolato con quota a fondo perduto, progettato per rafforzare la solidità finanziaria e preservare la competitività internazionale, con un focus specifico su PMI, imprese energivore e imprese di filiera, anche quando non esportatrici dirette.
“Energia per la competitività internazionale” è un finanziamento agevolato SIMEST, affiancato da un contributo a fondo perduto, destinato alle imprese che hanno registrato:
La misura rappresenta un potenziamento straordinario dello strumento SIMEST “Transizione Digitale o Ecologica”, finanziato con risorse pubbliche del Fondo 394/81, e consente alle imprese di ottenere liquidità immediata e un supporto finanziario di medio‑lungo periodo.
L’obiettivo è chiaro: permettere alle aziende colpite dal caro energia di continuare a investire, mantenere la propria posizione sui mercati e non interrompere i percorsi di crescita e internazionalizzazione.
L’aumento repentino dei costi dell’energia ha inciso in modo significativo sui margini aziendali, riducendo la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati globali.
La misura SIMEST nasce per attenuare questo impatto, sostenendo la continuità produttiva e commerciale delle imprese con vocazione internazionale.
Uno degli aspetti più rilevanti della misura è l’estensione del perimetro dei beneficiari.
Il sostegno non è riservato esclusivamente agli esportatori diretti, ma è aperto anche alle imprese di filiera, che subiscono gli effetti del caro energia pur non operando direttamente sui mercati esteri.
Questa impostazione riflette una visione più ampia della competitività internazionale, che tiene conto dell’intera catena del valore.
La misura Energia per la competitività internazionale nasce come risposta straordinaria all’emergenza energetica generata dalle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico, che nel corso del 2026 hanno determinato un nuovo aumento dei prezzi dell’energia a livello internazionale.
Per le imprese italiane questo si è tradotto in:
In questo contesto, SIMEST ha introdotto condizioni dedicate all’interno dello strumento Transizione Digitale o Ecologica, rafforzandolo per rispondere in modo mirato alle esigenze delle imprese colpite dal caro energia, con durata più lunga, anticipo più elevato e una quota di fondo perduto potenziata, soprattutto per le PMI.
La misura prevede un finanziamento agevolato fino a 8 anni, con anticipo fino al 50% affiancato da un contributo a fondo perduto che può arrivare al 30% per le PMI.
L’importo massimo del finanziamento è pari al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, con soglie differenziate:
La durata complessiva può arrivare fino a 8 anni, con pre‑ammortamento invariato rispetto alle misure ordinarie.
L’anticipo fino al 50% consente di affrontare immediatamente le tensioni di liquidità generate dall’aumento dei costi energetici.
La dotazione complessiva della misura è pari a 800 milioni di euro.
La misura è rivolta a:
È necessario aver registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il requisito economico può essere soddisfatto attraverso:
Il confronto avviene tra il primo trimestre o quadrimestre 2026 e lo stesso periodo del 2025.
È richiesta un’asseverazione rilasciata da un revisore legale iscritto al Registro del MEF, secondo il format SIMEST.
Le risorse devono finanziare un programma che includa:
Sono ammissibili, tra le altre:
Grazie a “Energia per la competitività internazionale”, le imprese possono:
Le domande possono essere presentate dal 25 maggio 2026 al 31 dicembre 2026 tramite il portale SIMEST.
Nei primi giorni di apertura è previsto un sistema di coda virtuale per gestire accessi simultanei.
FI Group by EPSA Italia affianca le imprese in tutte le fasi di accesso alla misura SIMEST: dall’analisi di ammissibilità alla strutturazione del progetto, fino alla gestione della rendicontazione.
Global Reach. Local Expertise.
La misura Energia per la competitività internazionale rappresenta uno strumento chiave per rafforzare la resilienza del sistema produttivo italiano in un contesto energetico instabile, sostenendo al contempo crescita, innovazione e internazionalizzazione.
È un finanziamento agevolato SIMEST con quota a fondo perduto, dedicato alle imprese colpite dall’aumento dei costi energetici o dalla riduzione del fatturato legata alla crisi energetica internazionale, in particolare al conflitto nell’area del Golfo Persico.
Le tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico hanno causato un aumento dei prezzi dell’energia nel 2026. La misura nasce per sostenere le imprese italiane che hanno subito un impatto economico diretto in termini di costi energetici e marginalità.
Possono accedere PMI, grandi imprese, imprese energivore e imprese di filiera – anche non esportatrici dirette – che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%.
No. La misura è aperta anche alle imprese non esportatrici dirette, purché inserite stabilmente in una filiera export e colpite dall’aumento dei costi energetici o dalla riduzione del fatturato.
È necessario dimostrare:
L’importo massimo è pari al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, con limiti differenziati:
Il contributo a fondo perduto può arrivare:
La durata complessiva può arrivare fino a 8 anni, con periodo di pre‑ammortamento invariato rispetto alle misure ordinarie SIMEST.
Sì. È possibile ottenere un anticipo fino al 50% dell’importo deliberato, utile per sostenere immediatamente la liquidità aziendale.
Sono ammissibili spese per:
Sì. Almeno il 10% dell’importo del finanziamento deve essere destinato a interventi di transizione digitale o ecologica.
Sì. È necessaria un’asseverazione rilasciata da un revisore legale iscritto al Registro dei Revisori Contabili del MEF, secondo il format predisposto da SIMEST.
Le domande possono essere presentate dal 25 maggio 2026 al 31 dicembre 2026 tramite il portale SIMEST, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La domanda viene presentata esclusivamente online sul portale SIMEST. Nei primi giorni di apertura è previsto un sistema di coda virtuale per gestire accessi simultanei.
FI Group by EPSA Italia supporta le imprese in tutte le fasi: analisi di ammissibilità, verifica dei requisiti, strutturazione del progetto, presentazione della domanda e gestione della rendicontazione, riducendo rischi, tempi e complessità operative.
Nel 2024 l’export italiano ha raggiunto 623,5 miliardi di euro con crescite record in mercati strategici come Arabia Saudita (+27,9%), Turchia (+23,9%) ed Emirati Arabi Uniti (+19,4%). Il Governo punta a 700 miliardi entro fine legislatura.
In questo scenario, il nuovo Piano Strategico SIMEST 2025–2027 mette a disposizione 28 miliardi di euro per sostenere la crescita delle imprese italiane. La grande novità? Accesso anche alle aziende non esportatrici, se parte di filiere a vocazione internazionale. Dal 7 agosto 2025, sono finanziabili progetti di transizione digitale ed ecologica, rafforzamento patrimoniale e iniziative sui mercati strategici (Africa, America Latina, India).
Premialità fino al 20% a fondo perduto per PMI innovative, startup e imprese del Mezzogiorno. Opportunità uniche per chi vuole innovare e crescere globalmente.
Il Programma è un programma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per imprese italiane che investono in innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. È integrato nel piano di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e nasce dal confronto con Confindustria e le imprese, per rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati esteri.
Possono accedere tutte le imprese con sede in Italia, incluse quelle non esportatrici, se partecipano a filiere orientate all’export. Sono previste premialità per:
Sono finanziati progetti strategici per la competitività:
Il pacchetto SIMEST punta su aree ad alto potenziale:
Dal 7 agosto 2025 tramite la piattaforma SIMEST. FI Group offre supporto completo per:
Qual è il nuovo budget del piano per innovazione e internazionalizzazione?
Il budget complessivo è di 28 miliardi di euro.
Le imprese non esportatrici possono partecipare?
Sì, se fanno parte di filiere con orientamento internazionale.
Quali sono le categorie prioritarie per il fondo perduto?
PMI innovative, startup, imprese del Sud Italia, PMI femminili e giovanili, aziende con certificazioni ambientali.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Budget complessivo | 28 miliardi € |
| Beneficiari | Imprese italiane (anche non esportatrici) |
| Investimenti finanziabili | Digitalizzazione, sostenibilità, patrimonializzazione |
| Contributo a fondo perduto | Fino al 20% |
| Mercati strategici | Africa, America Latina, India, Golfo |
Accedere ai fondi non è solo una questione di compilare una domanda: è una scelta strategica che impatta sul futuro della tua azienda. FI Group è il partner che trasforma complessità in chiarezza, con un approccio integrato che unisce visione globale e competenza locale.
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Il fondo 394/81 gestito da SIMEST è legato ad iniziative delle imprese italiane dirette alla loro promozione, sviluppo e consolidamento sui mercati internazionali tramite interventi per: a) inserimento mercati; b) transizione digitale o ecologica; c) fiere ed eventi; d) E-commerce; e) certificazioni e consulenze; f) Temporary manager.
Beneficiari sono le imprese italiane con sede legale sul territorio nazionale e iscritte al registro delle imprese con almeno il 10% di fatturato estero. Le PMI necessitano di un fatturato estero pari ad almeno il 3% e far parte di una filiera produttiva con almeno 3 imprese clienti.
L’aiuto concesso nella forma di finanziamento con tasso vicino allo zero (0,464 %) e potrà aggiungere una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% riservato alle PMI localizzate al Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia); imprese innovative, giovanili e/o femminili, o dotate di certificazioni di sostenibilità e ambientali. Possono inoltre accedere al cofinanziamento a fondo perduto del 10% tutte le imprese con interessi nei Balcani Occidentali o localizzate nei territori colpiti dall’alluvione, come pure le aziende dotate di specifiche politiche di sostenibilità ambientale e sociali nei confronti delle proprie filiere produttive.
Il fondo dispone di una dotazione dei 4.000.000.000 euro. Finanziamenti da 500.000 euro fino a 5 milioni per le grandi imprese. L’agevolazione è concessa nel regime de minimis.
Le domande di aiuto potranno essere presentate dalle ore 9:00 del 27 luglio.
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