


Il Mezzogiorno nel 2026 sarà protagonista di una fase di rilancio grazie a una serie di incentivi nazionali e comunitari dedicati alla finanza agevolata. Gli incentivi per il Mezzogiorno sono misure fiscali e finanziarie pensate per favorire gli investimenti nelle regioni del Sud Italia. L’obiettivo è stimolare innovazione, occupazione e sviluppo industriale in aree con ritardi economici. Ecco una guida sugli incentivi per il Sud Italia.
| Parametro | ZES Unica | Incentivi 2026 | Contratti di sviluppo |
|---|---|---|---|
| Tipologia agevolazione | Credito d’imposta | Credito d’imposta + contributo | Contributo + finanziamento agevolato |
| Ambito | Beni strumentali, immobili, terreni | Industria 4.0 + risparmio energetico ≥ 3% | Programmi industriali, turistici, ambientali |
| Soglie | Min. €200.000 – Max. €100 mln | Min. €40.000 – Max. €50 mln | Min. €20 mln (grandi imprese), €7,5 mln (PMI) |
| Benefici fiscali | Fino al 60% | Fino al 45% cumulabile | Fino al 75% cumulato |
La Zona Economica Speciale Unica è stata istituita con il DL 124/2023 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025. Prevede un credito d’imposta fino al 60% per investimenti in beni strumentali, immobili e terreni nelle regioni del Mezzogiorno. Requisiti chiave:
Gestiti da Invitalia, i Contratti di sviluppo sono pensati per progetti complessi e ad alto impatto.
Finanziano progetti complessi con:
La Zona Economica Speciale Unica è un regime agevolativo che semplifica le procedure amministrative e offre incentivi fiscali alle imprese che investono nel Mezzogiorno. Dal 2024 ha sostituito le precedenti ZES regionali, creando un perimetro unico che comprende tutte le regioni del Sud Italia, l’Abruzzo e, dal 2025, anche Marche e Umbria.
| Anno | Risorse stanziate |
|---|---|
| 2026 | 2,3 miliardi € |
| 2027 | 1 miliardo € |
| 2028 | 750 milioni € |
Il beneficio riguarda investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle aree ZES Unica. Restano invariati i requisiti di ammissibilità e le modalità di calcolo del credito.
Il 2026 conferma la proroga del credito d’imposta ZES, che potrà essere cumulato con:
Con la Legge 18 novembre 2025, n. 171, la ZES Unica è stata estesa alle regioni Marche e Umbria, con l’obiettivo di sostenere territori in transizione economica. Le imprese che investono in queste aree possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025, previa comunicazione integrativa entro il 2 dicembre 2025.
L’estensione introduce anche semplificazioni amministrative tramite lo Sportello Digitale ZES, favorendo l’insediamento produttivo e la riduzione della burocrazia.
La ZES Unica Mezzogiorno, istituita con il DL 124/2023 e operativa dal 1° gennaio 2024, rappresenta una infrastruttura normativa di rilievo sistemico per la politica industriale nel Sud Italia. L’unificazione delle otto ZES regionali ha generato un ecosistema agevolativo semplificato, orientato a favorire investimenti produttivi, reindustrializzazione e reshoring in territori a bassa densità di sviluppo.
Questa misura si inserisce nel quadro più ampio della finanza agevolata nazionale, in sinergia con strumenti come Transizione 5.0, Contratti di sviluppo Invitalia, Fondo sviluppo e coesione e PNRR.
La ZES Unica 2025-2028 non è solo un incentivo, ma un dispositivo di politica economica avanzata. Le imprese che sapranno anticipare la transizione normativa, strutturare gli investimenti in modo strategico e interfacciarsi con partner esperti in finanza agevolata, potranno ottenere benefici fiscali rilevanti, rafforzare la propria posizione competitiva e contribuire al rilancio industriale del Sud Italia.
Per approfondire in modo operativo tutte le opportunità offerte dal credito d’imposta ZES Unica 2026–2028, FI Group by EPSA ha realizzato una guida completa e aggiornata, indispensabile per imprese, advisor e professionisti della pianificazione fiscale.
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Nel panorama degli incentivi fiscali per le imprese, le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) rappresentano una delle opportunità più interessanti per chi investe in beni strumentali nel Mezzogiorno e in altre aree strategiche del Paese. Con l’aggiornamento normativo del 2025, il credito d’imposta ZLS si conferma uno strumento chiave per sostenere la crescita e la competitività delle imprese italiane.
Il credito d’imposta per le ZLS è un’agevolazione fiscale prevista dall’art. 13 del Decreto-Legge 7 maggio 2024, n. 60, e successivamente estesa dalla Legge 15/2025 (conversione del DL Milleproroghe). È destinato alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle Zone Logistiche Semplificate, istituite ai sensi della Legge di Bilancio 2018.
Per l’anno in corso, il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025. Le domande potranno essere presentate dal 22 maggio al 23 giugno 2025, esclusivamente in modalità telematica tramite il software “ZLS2025” messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate
Il credito d’imposta può arrivare fino al 35% delle spese ammissibili, con possibilità di maggiorazione per progetti coerenti con il regolamento STEP. Inoltre, il beneficio è cumulabile con altri aiuti di Stato e con misure agevolative non qualificabili come aiuti, nei limiti previsti dalla normativa europea.
Per accedere al credito, le imprese devono:
Le Zone Logistiche Semplificate sono aree geografiche individuate per favorire lo sviluppo economico, in particolare nel Mezzogiorno, ma anche in altre regioni ammissibili agli aiuti a finalità regionale secondo l’art. 107, par. 3, lett. c) del TFUE. L’elenco aggiornato delle ZLS è disponibile sul portale incentivi.gov.it
Il credito d’imposta ZLS 2025 rappresenta una leva strategica per le imprese che vogliono investire in innovazione, digitalizzazione e sviluppo territoriale. Con una finestra temporale limitata e un budget complessivo definito, è fondamentale agire per tempo e con una strategia chiara.
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La Regione Campania ha lanciato due bandi del programma STEP, mettendo a disposizione 80 milioni di euro per sviluppare tecnologie strategiche. Di questi, 50 milioni sono destinati a investimenti produttivi, ricerca industriale e sviluppo sperimentale per tecnologie digitali, mentre 30 milioni sono riservati al settore aerospaziale per sviluppare tecnologie critiche e rafforzare le catene del valore.
L’iniziativa fa parte di un impegno più ampio della Regione, che ha aderito con 600 milioni di euro alla Piattaforma per le Tecnologie Strategiche per l’Europa (STEP), istituita dalla Commissione Europea per ridurre la dipendenza tecnologica dell’UE da Paesi terzi.
A partire dal 16 giugno 2025, le imprese potranno presentare domanda per accedere a 50 milioni di euro di finanziamenti dedicati alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale.
Gli interventi proposti, finalizzati allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie critiche o alla salvaguardia ed al rafforzamento delle rispettive catene del valore, devono riguardare almeno uno dei seguenti settori tecnologici:
Il provvedimento mira a incentivare lo sviluppo delle tecnologie digitali, migliorando la competitività delle imprese campane e stimolando l’efficienza e l’innovazione.
Fondo Rotativo Imprese (FRI), approvata la nuova disciplina per la concessione di contributi e finanziamenti agevolati a valere sul FRI, in favore di progetti di R&S e innovazione. Tutte le imprese che hanno in progetto attività di ricerca, sviluppo ed innovazione nelle regioni del Mezzogiorno hanno a disposizione un nuovo contributo con uno stanziamento di oltre 470 mln €.
L’opportunità è rivolta a:
Da una prima lettura si tratta di un bando particolarmente complesso, ma per i numeri che sono tirati in ballo vale sicuramente la pena di fare un approfondimento.
Consulta il testo del Decreto “Decreto ministeriale 14 settembre 2023 – Disciplina per la concessione di contributi e finanziamenti agevolati a valere sul FRI, in favore di progetti di R&S e innovazione realizzati nelle Regioni del Mezzogiorno”.
Firmato il decreto che assegna 300 milioni di euro a progetti innovativi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, il tutto per promuovere la competitività delle piccole e medie imprese in:
Le imprese devono fare uso di tecnologie abilitanti fondamentali (KETs). In particolare:
L’intervento, facente parte del Fondo crescita sostenibile, sarà gestito da Mediocredito Centrale. I beneficiari saranno imprese, organismi di ricerca e centri di ricerca. La sovvenzione prevede, oltre al finanziamento agevolato, la concessione di un contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili articolata sulla base della dimensione dell’impresa proponente:
Il termine di apertura e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definite dal Ministero con successivi provvedimenti.
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