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FI Group Expertise
Nuovo incentivo 2026: verso un unico incentivo la doppia transizione digitale ed energetica
Nel 2026, il panorama degli incentivi fiscali per le imprese italiane cambierà radicalmente. Il Governo sta progettando un nuovo incentivo unico che accorperà le misure di Transizione 4.0 e 5.0, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai benefici e sostenere la doppia transizione: digitale e green.
Questa nuova misura, finanziata con risorse nazionali, nasce dalla necessità di superare le complessità del Piano Transizione 5.0 e di offrire alle imprese uno strumento più snello, efficace e inclusivo.
Un format semplificato: addio burocrazia?
Nel 2025 il Piano Transizione 5.0 aveva già unificato digitale e green in un unico incentivo. Il nuovo incentivo 2026 si differenzia per semplificazione normativa, assenza di vincoli DNSH, aliquote ridotte a due binari e accesso più inclusivo. L’obiettivo è rendere la doppia transizione più rapida e meno burocratica.
Tempistiche e criticità operative
Il nuovo incentivo è legato alla Legge di Bilancio 2026 e alla rinegoziazione del PNRR. Il Piano 5.0 scade il 31 dicembre 2025: senza proroga, le imprese rischiano un vuoto normativo.
Ipotesi in corso:
- Proroga fino ad aprile 2026
- Avvio retroattivo del nuovo incentivo
Entrambe le soluzioni richiedono chiarezza normativa e strumenti operativi rapidi.
Dotazione finanziaria e origine delle risorse
Il nuovo incentivo sarà finanziato con risorse PNRR e PNC. Dei 6,3 miliardi previsti per il Piano 5.0, circa 2,1 miliardi sono già prenotati. Si stima che 3,8-4 miliardi possano essere riallocati per il nuovo piano.
Nota strategica: la disponibilità dipenderà dalla capacità di spesa entro il 2025 e dalla rinegoziazione con la Commissione UE.
Durata e struttura
- Durata annuale: impatto concentrato e incisivo
- Durata biennale: maggiore continuità, ma rischio di dispersione risorse
Aliquote: due binari per digitale e green
Il nuovo incentivo dovrebbe prevedere due sole aliquote:
- Una per gli investimenti digitali (Transizione 4.0)
- Una per quelli energetici e ambientali (Transizione 5.0)
Non è ancora chiaro se le due aliquote saranno indipendenti o se, come nel modello attuale, l’investimento digitale sarà prerequisito per accedere all’incentivo green. In ogni caso, l’eliminazione di soglie e scaglioni dovrebbe semplificare notevolmente l’accesso.
Revisione degli allegati A e B: nuovi beni ammissibili
I tecnici del MIMIT stanno lavorando alla revisione degli allegati A e B:
- Allegato A: beni materiali
- Allegato B: beni immateriali
- Nuovo Allegato C: tecnologie per efficienza energetica
Possibili inclusioni: motori elettrici, server industriali, tecnologie per autoproduzione da rinnovabili. È fondamentale che questa apertura non si trasformi in un “assalto alla diligenza”, ma in una valorizzazione mirata dell’innovazione industriale.
Cosa aspettarsi dall’incentivo 2026
- Semplificazione normativa
- Accesso più inclusivo
- Maggiore flessibilità
- Definisca tempistiche chiare
- Offra strumenti digitali efficienti
- Garantista trasparenza normativa
FAQ – Incentivo 2026
Quando entrerà in vigore il nuovo incentivo 2026?
Quali investimenti saranno agevolati?
Il Piano Transizione 5.0 sarà prorogato?
Quali sono le principali differenze rispetto al Piano 5.0?
- Semplificazione normativa: niente DNSH
- Aliquote ridotte: due binari (digitale e green)
- Accesso più inclusivo: meno vincoli per imprese energivore
- Durata più breve: annuale o biennale
Come posso accedere al nuovo incentivo?
Il 10 dicembre 2025 a Milano, presso il Competence Center MADE Industria 4.0, si terrà l’evento “Finanziare l’Innovazione: strumenti, strategie e opportunità per le imprese nel 2026”. Un appuntamento chiave per orientarsi nella nuova stagione della politica industriale italiana e scoprire come accedere agli incentivi fiscali e alle agevolazioni per la transizione digitale e green.
FI Group sarà ospite con un intervento di rilievo: Elena Perini – Country Manager Italia – illustrerà Patent Box e credito certificato R&S, due strumenti strategici per tutelare la proprietà intellettuale e ridurre il carico fiscale sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
Perché partecipare
- Scopri come accedere ai fondi per la competitività industriale.
- Anticipa le strategie per Transizione 4.0 e 5.0, ZES Unica e incentivi green.
- Confrontati con esperti e stakeholder della politica industriale italiana.
Gli argomenti alla base del dibattito
-
- Nuovo Piano Transizione 4.0-5.0
- ZES Unica 2026
- Nuova Sabatini
- Incentivi per efficientamento energetico e fonti rinnovabili
- Rendicontazione ESG
- Misure per Ricerca, Sviluppo e Innovazione
- Protezione della proprietà intellettuale
- Strategie per internazionalizzazione
Tavola rotonda “La nuova era della politica industriale” con:
Marco Taisch (Politecnico di Milano e MADE), Valentina Carlini (Confindustria), Marco Calabrò (MIMIT), Riccardo Rosa e Alfredo Mariotti (UCIMU), Pietro Almici (ANIMA Confindustria), Marco Belardi (Polo Tecnologico Alto Adriatico), Marco Bortoletti (Unicredit).
Focus FI Group: intervento di Elena Perini
Come tutelare la proprietà intellettuale e ridurre il carico fiscale sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
Relatore: Elena Perini – FI Group Italia
- Patent Box: vantaggi fiscali per valorizzare gli asset immateriali.
- Credito certificato R&S: sicurezza normativa e riduzione del rischio sanzioni.
- Strategie di compliance per CFO e responsabili fiscali.
Altri temi della sessione
- Iperammortamento per Transizione 4.0 e 5.0
- Efficientamento energetico e ESG
- Export e internazionalizzazione
- ZES Unica 2026
Come partecipare
Iscriviti subito, clicca qui!
Partecipazione gratuita, soggetta a conferma. È previsto anche lo streaming online.
FAQ
Chi può partecipare?
Imprese manifatturiere, PMI innovative, gruppi industriali, associazioni di categoria e operatori del credito.
Quali incentivi saranno presentati?
Transizione 4.0-5.0, ZES Unica, Nuova Sabatini, Patent Box, misure per energia rinnovabile e R&S.
Quando si applica il Piano Transizione 5.0
- ≥ 3% sull’intera struttura produttiva, oppure
- ≥ 5% sui processi interessati dall’investimento.
- non generano risparmio energetico, oppure
- generano risparmio sotto le soglie minime previste dal 5.0.
Piano Transizione 5.0, le linee principali
- Credito d’imposta per beni strumentali nuovi, materiali e immateriali.
- Obbligo di riduzione dei consumi energetici certificata.
- Maggiorazioni per investimenti green e digitali.
- Integrazione con altre misure: ZES, ZLS, Nuova Sabatini.
Quali sono le novità 2026?
- Proroga fino al 31 dicembre 2026.
- Maggiorazioni per progetti green e digitali.
- Integrazione con PNRR e fondi UE.
- Sterilizzazione plastic tax e sugar tax.
Dotazione finanziaria aggiornata
- beni strumentali,
- sistemi per autoproduzione e autoconsumo di energia,
- formazione del personale.
Piano Transizione 5.0, le linee principali
- Beni strumentali: materiali e immateriali previsti negli allegati A e B, interconnessi e inseriti in progetti che garantiscano risparmio energetico minimo.
- Autoproduzione e autoconsumo: impianti per energia rinnovabile (escluse biomasse) e sistemi di accumulo.
- Formazione del personale: spese finalizzate all’acquisizione di competenze digitali e green, nel rispetto dei vincoli DNSH.
Beni strumentali
- Effettuare un investimento in beni previsti negli allegati A e B del Piano Transizione 4.0.
- Garantire interconnessione al sistema aziendale.
- Inserire i beni in un progetto che comporti il risparmio energetico minimo richiesto.
Software ammessi (Allegato B):
- Sistemi per monitoraggio continuo dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta.
- Applicazioni per efficienza energetica basate su IoT e dashboarding.
Autoconsumo e autoproduzione
- Impianti per autoproduzione da fonti rinnovabili (escluse biomasse).
- Sistemi di accumulo dell’energia prodotta.
Moduli fotovoltaici
Maggiorazioni:
- 120% per moduli con celle UE ≥ 23,5% di efficienza.
- 140% per moduli bifacciali ad eterogiunzione o tandem con efficienza ≥ 24%.
Formazione del personale
- Finalizzate all’acquisizione di competenze digitali e green.
- Nel limite del 10% degli investimenti in beni strumentali e autoproduzione energia.
- Fino a un massimo di 300.000 €.
Vincoli:
- Erogazione da soggetti esterni accreditati.
- Esclusione per settori non conformi al principio DNSH (es. fossili, discariche, ETS ad alte emissioni).
Settori esclusi dalla formazione 5.0
- Attività connesse ai combustibili fossili.
- Impianti ETS ad alte emissioni.
- Discariche, inceneritori e impianti di trattamento meccanico biologico.
- Processi che generano rifiuti speciali pericolosi.
Chi può beneficiare del credito d’imposta Transizione 5.0 (Aggiornato 2026)
Revisione nella Legge di Bilancio 2026
- Accesso per tutte le imprese residenti in Italia che rispettano i requisiti di risparmio energetico (≥3% sull’intera struttura o ≥5% sui processi).
- Esclusione delle imprese in difficoltà finanziaria o con sanzioni interdittive.
- Obbligo di regolarità contributiva e rispetto delle norme sulla sicurezza.
Meccanismo di recapture
- Il maggior credito già compensato va riversato entro il termine del saldo imposte, senza sanzioni né interessi.
- È ammessa la sostituzione con beni di caratteristiche tecniche analoghe o superiori, con attestazione dell’avvenuta sostituzione.
Cumulabilità (Aggiornato 2026)
Novità importante: come stabilito dal DL 175/2025, non è ammessa la cumulabilità tra Transizione 4.0 e Transizione 5.0 per i medesimi beni. Le imprese devono optare per uno dei due regimi agevolativi al momento della richiesta.
Quali sono le novità 2026?
- Proroga fino al 31 dicembre 2026.
- Maggiorazioni per progetti green e digitali.
- Integrazione con PNRR e fondi UE.
- Sterilizzazione plastic tax e sugar tax.
Novità 2025 e continuità nel 2026
- Presunzione di risparmio per beni obsoleti sostituiti (oltre 24 mesi).
- Portabilità della perizia tra 4.0 e 5.0.
- Chiarimenti su leasing, autoproduzione e cumulabilità.
Nota importante
FAQ sul Piano Transizione 5.0
Il piano è valido fino al 31 dicembre 2026.
Sì, è requisito chiave per l’accesso.
Manifatturiero, energia, logistica, ma aperto a tutte le imprese che rispettano i requisiti.
In base alla fascia di investimento e alla percentuale di riduzione dei consumi energetici certificata.
Qual è la differenza tra iperammortamento e incentivi 5.0 nel 2026?
L’iperammortamento era una misura del Piano Industria 4.0 che consentiva una maggiorazione del costo fiscale dei beni per deduzioni più elevate. Nel 2026, gli incentivi 5.0 prevedono invece un credito d’imposta diretto, legato alla riduzione dei consumi energetici e alla sostenibilità, con fruizione in un’unica quota e non tramite ammortamento.
Accedi agli incentivi 5.0 con il supporto di FI Group, da 25 anni accompagniamo gli investimenti delle imprese italiane verso il successo.
Perché è importante parlare di Iperammortamento 2026 e Digital Transformation?
Temi trattati nel webinar?
- Iperammortamento 2026: cosa prevede, quali investimenti sono ammissibili e come ottenere le maggiorazioni fiscali fino al +220%.
- Tecnologie 4.0 e 5.0: focus su interconnessione, tracciabilità e riduzione dei consumi energetici.
- Accesso agli incentivi: documentazione necessaria, tempistiche e modalità operative.
- Roadmap per il 2026: come pianificare oggi gli investimenti per essere pronti al nuovo scenario normativo.
- Soluzioni tecnologiche: presentazione di NET@PRO, il MES di Qualitas, per garantire conformità normativa, visibilità dei processi e raccolta dati energetici.
- Focus su SIMEST: opportunità di finanziamento agevolato a tasso quasi zero e fondo perduto fino al 20% per la Transizione Digitale ed Ecologica.
Relatori
- Tiziano Bertoldi – Supervisore Area Partner, Qualitas
- Laura De Zio – Direttore Commerciale e Marketing, Qualitas
- Nicola Strangis – Sales Leader, FI Group
FAQ – Domande Frequenti
Che cos’è l’Iperammortamento 2026?
Come accedere agli incentivi 4.0 e 5.0?
- Identificare gli investimenti ammissibili (beni materiali e immateriali secondo gli allegati A e B della Legge 232/2016).
- Verificare i requisiti tecnici: interconnessione, integrazione automatizzata, tracciabilità, e – per il 5.0 – riduzione dei consumi energetici.
- Preparare la documentazione tecnica e le perizie asseverate.
- Presentare la domanda secondo le modalità previste dal MIMIT (ex MISE).
Quali sono le scadenze da tenere d’occhio?
È possibile cumulare l’Iperammortamento con altri incentivi?
- Crediti d’imposta per R&S, innovazione e formazione
- Finanziamenti agevolati SIMEST
- Contributi regionali e nazionali
Quali investimenti rientrano nell’Iperammortamento 2026?
- Beni materiali 4.0 e 5.0 (macchinari interconnessi, sistemi di automazione)
- Software e soluzioni MES come NET@PRO
- Sistemi per la raccolta e analisi dei dati energetici
- Tecnologie per la riduzione dei consumi
Quali sono i requisiti tecnici per accedere agli incentivi?
- Interconnessione ai sistemi aziendali
- Integrazione automatizzata
- Tracciabilità dei processi
- Riduzione misurabile dei consumi energetici
- Monitoraggio continuo e certificazione dei risparmi
Quali vantaggi offre NET@PRO di Qualitas?
- Garantire interconnessione tra macchine e sistemi gestionali
- Raccogliere e analizzare dati energetici in tempo reale
- Assicurare la conformità ai requisiti 4.0 e 5.0
- Ottimizzare la visibilità e il controllo dei processi produttivi
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Scopri i punti chiave del webinar sulla revoca degli incentivi 5.0: chiusura delle domande il 27 novembre, impatti per le imprese e strategie di recupero.
Il webinar gratuito del 13 novembre 2025 ha analizzato la revoca degli incentivi previsti dal Piano Transizione 5.0, pensato per sostenere le imprese italiane negli investimenti in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Durante il webinar, i nostri esperti hanno illustrato gli impatti della revoca e le strategie per affrontare questa fase di incertezza.
Cosa abbiamo trattato nel webinar
- Motivi della revoca degli incentivi 5.0
- Impatti immediati per le imprese
-
- Rischio finanziario per investimenti già avviati
-
- Progetti bloccati e perdita di competitività
- Alternative disponibili e strategie di recupero
- Sessione Q&A con i nostri consulenti
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FAQ – Transizione 5.0 e 4.0
Le domande per Transizione 5.0 sono chiuse?
Sì, il MIMIT ha chiuso le prenotazioni il 27 novembre 2025 a seguito dell’esaurimento delle risorse.
Cosa succede alle domande presentate dopo l’esaurimento delle risorse?Le domande presentate fino al 27 novembre 2025 sono garantite e saranno gestite secondo le modalità previste dal MIMIT. Quelle inviate dopo tale data non verranno accettate.
Il Governo sta cercando nuove risorse per Transizione 5.0?
Sì, il MIMIT è al lavoro per reperire fondi aggiuntivi, vista l’elevata adesione delle imprese alla misura.
Cosa succede alle domande presentate dopo l’esaurimento delle risorse?
Le domande restano valide e saranno considerate in ordine cronologico qualora vengano stanziate nuove risorse.
Quando sarà operativo il nuovo Piano Transizione 5.0?
Il nuovo piano entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, in piena continuità con la misura attuale.
Qual è la situazione di Transizione 4.0?
Le risorse sono quasi esaurite: il GSE segnala una disponibilità residua di circa 53 milioni di euro alle ore 13 dell’11 novembre.
Quanti nuovi progetti sono stati caricati sulla piattaforma GSE?
Dal 10 all’11 novembre sono stati caricati 742 nuovi progetti, per un valore complessivo di 231 milioni di euro.
Dal 2026 l’Italia torna a puntare sull’iperammortamento come leva per accelerare la digitalizzazione e la transizione green delle imprese. Dopo le complessità del credito d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, il Governo introduce un meccanismo più semplice e competitivo, con maggiorazioni fino al 220% per investimenti in tecnologie 4.0 e sostenibilità energetica.
Cos’è l’iperammortamento 2026?
L’iperammortamento 2026 è un incentivo fiscale che consente di maggiorare il costo di acquisizione dei beni strumentali ai fini della deduzione, con aliquote fino al 220% per investimenti in tecnologie 4.0 e green. Sostituisce i crediti d’imposta di Transizione 4.0 e 5.0, semplificando la fruizione e riducendo i rischi di compliance.
Quali sono le aliquote del nuovo iperammortamento?
Secondo la prima bozza della legge di bilancio, le aliquote di base dei beni strumentali 4.0 saranno:
| Investimento | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2,5 mln € | 180% |
| 2,5 – 10 mln € | 100% |
| 10 – 20 mln € | 50% |
Le aliquote maggiorate per gli investimenti green
Premialità green: fino al 220% se l’investimento riduce i consumi energetici del 3% (stabilimento) o 5% (processi produttivi).
| Investimento | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2,5 mln € | 220% |
| 2,5 – 10 mln € | 140% |
| 10 – 20 mln € | 90% |
Chi può beneficiare dell’iperammortamento?
- Imprese residenti in Italia, senza limiti dimensionali o settoriali.
- Requisiti: regolarità fiscale e contributiva, rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
- Non cumulabile con altri incentivi sugli stessi costi.
Quali beni sono agevolabili?
- Beni materiali 4.0 (Allegato A Legge 232/2016): macchinari interconnessi, robot collaborativi, sistemi di automazione.
- Beni immateriali 4.0 (Allegato B): software, sistemi di monitoraggio e analisi dati.
- Impianti per energia rinnovabile (es. fotovoltaico). Consulta l’elenco completo sul portale MIMIT.
Come accedere all’incentivo?
- Prenotazione: ordine accettato e acconto 20% entro il 31/12/2025.
- Periodo di investimento: dal 01/01/2026 con consegna entro il 30/06/2027.
- Documentazione: perizia asseverata per beni >300.000 €.
FAQ
Cos’è l’iperammortamento?
Un incentivo che aumenta il valore fiscale dei beni strumentali, riducendo l’imponibile.
Quali sono le aliquote?
Dal 180% al 220% in base a scaglioni e premialità green.
Quali beni sono inclusi?
Beni materiali e immateriali 4.0. Beni per la generazione di energia da fonti rinnovabili (inclusi pannelli solari).
Come si ottiene il beneficio?
Prenotazione entro 2025, perizia asseverata, rispetto requisiti fiscali.
Scenario internazionale e ruolo di FI Group
Affidati a FI Group per massimizzare il beneficio fiscale e ridurre i rischi di non conformità.
Contattaci per una consulenza personalizzata.
- Francia: ammortamento al 140% per PMI + credito R&S.
- Germania: incentivi diretti, meno focus su ammortamenti.
- Spagna: crediti d’imposta per R&S, nessun iperammortamento. Con il 220%, l’Italia torna tra i Paesi più competitivi in UE.
FI Group supporta le multinazionali con un approccio integrato: “Global Reach. Local Expertise.”
- Coordinamento HQ → filiali.
- Riduzione rischi di non conformità.
- Ottimizzazione fiscale cross-border.
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 ha subito importanti modifiche che le imprese devono conoscere per non perdere l’accesso all’incentivo e per evitare errori nella fase di fruizione.
Il nuovo meccanismo prevede una procedura più articolata, fondata su un sistema di prenotazione delle risorse, un monitoraggio continuo da parte del MIMIT e dell’Agenzia delle Entrate, e l’introduzione di un nuovo codice tributo per la compensazione.
Quando si può iniziare a compensare
La compensazione del credito d’imposta non è più automatica. Le imprese potranno iniziare a utilizzarlo dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui il MIMIT trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse. Questo elenco viene aggiornato mensilmente e include solo le imprese che hanno completato correttamente l’iter previsto.
Chi può accedere
Possono accedere alla compensazione le imprese che hanno inviato la comunicazione di completamento degli investimenti, secondo il modello allegato al decreto direttoriale del 16 giugno 2025. È fondamentale che l’intero iter – comunicazione preventiva, comunicazione con acconto e comunicazione di completamento – sia stato rispettato nei tempi e nelle modalità previste.
Come si compensa
Per la compensazione in F24, è stato istituito il nuovo codice tributo “7077”, che deve essere utilizzato indicando come anno di riferimento quello in cui è stato completato l’investimento. Questo codice si applica esclusivamente agli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2025 e soggetti alle nuove regole.
Per gli investimenti precedenti o coperti dalla clausola di salvaguardia (cioè quelli per cui entro il 31 dicembre 2024 è stato accettato l’ordine e versato almeno il 20% del costo), resta valido il codice tributo “6936”.
Il nuovo iter di accesso al credito
Il processo si articola in tre fasi:
- Comunicazione preventiva: va inviata il prima possibile e comunque entro il 31 gennaio 2026. Serve a prenotare le risorse e determina la priorità in base all’ordine cronologico di invio.
- Comunicazione con acconto: deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla preventiva, attestando il pagamento di almeno il 20% del costo o la stipula del contratto di leasing.
- Comunicazione di completamento: va inviata al termine dell’investimento, entro il 31 gennaio 2026 (per investimenti effettuati entro il 2025) o entro il 31 luglio 2026 (per investimenti completati entro il 30 giugno 2026).
Attenzione alle tempistiche e alla disponibilità delle risorse
Il credito d’imposta è soggetto a un limite di spesa annuale di 2,2 miliardi di euro, applicabile solo agli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati dal 2025 in poi. Per questo motivo, è fondamentale rispettare le scadenze e inviare le comunicazioni nei tempi previsti.
Le imprese che hanno trasmesso le comunicazioni con il vecchio modello entro il 15 maggio 2025 possono mantenere la priorità, a condizione che aggiornino la documentazione entro il 17 luglio 2025. Chi ha inviato le comunicazioni dopo tale data o non le ha inviate affatto, dovrà seguire la nuova procedura e sarà soggetto alla disponibilità residua delle risorse.
Conclusioni
Il nuovo credito d’imposta Transizione 4.0 rappresenta un’opportunità importante per le imprese che investono in innovazione e digitalizzazione, ma richiede una gestione attenta e puntuale della documentazione. La corretta compilazione delle comunicazioni, il rispetto delle scadenze e l’utilizzo dei codici tributo appropriati sono elementi essenziali per non perdere il beneficio.
FI Group supporta le imprese in ogni fase del processo, dalla pianificazione dell’investimento alla gestione operativa delle pratiche, garantendo conformità normativa e massimizzazione del vantaggio fiscale.
Le risorse stanziate per il credito d’imposta Transizione 4.0 – pari a 2,2 miliardi di euro per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 – risultano temporaneamente esaurite. Ma attenzione: non è il momento di fermarsi.
Transizione 4.0, perché le risorse sono “esaurite”?
La comunicazione di esaurimento è precauzionale. Non è ancora chiaro quanti investimenti, avviati con acconto del 20% entro il 31/12/2024 e completati nel 2025, rientrino effettivamente nel tetto di spesa. Il quadro sarà più chiaro dopo il 17 luglio, quando si saprà quante risorse sono realmente impegnate.
Cosa fare se ricevi l’esito “non disponibile”?
Dal 17 giugno, chi invia la comunicazione preventiva tramite la piattaforma GSE riceve una ricevuta con esito negativo. Tuttavia, questa ricevuta attesta il corretto invio e protocolla la domanda secondo l’ordine cronologico. In caso di riallocazione fondi, la priorità sarà data a chi ha inviato prima.
Transizione 4.0, attenzione alle scadenze
- Le imprese che hanno già inviato la comunicazione con il vecchio modello (DM 24.04.2024) devono completare la nuova comunicazione entro il 17 luglio per mantenere la prenotazione.
- Per chi ha ricevuto l’esito “risorse esaurite”, non è necessario inviare subito la comunicazione con acconto. I 30 giorni partiranno solo se il GSE invierà una nuova comunicazione di disponibilità fondi.
Transizione 4.0, la strategia vincente
🔹 Invia comunque la comunicazione preventiva, anche se le risorse sembrano esaurite.
🔹 Mantieni la priorità temporale: è la chiave per rientrare nel primo slot utile.
🔹 Monitora le scadenze e preparati a completare la procedura appena si liberano risorse.
Il 10 aprile si è svolto il webinar di FI Group e ORA Energy Solutions sul bando Invitalia dedicato alle PMI per autoproduzione di energia rinnovabile. Scopri i dettagli e le opportunità presentate
Bando Invitalia per Autoproduzione di Energia Rinnovabile nelle PMI
- Installare impianti fotovoltaici ed eolici
- Integrare sistemi di accumulo
- Migliorare l’efficienza energetica dei processi produttivi
- 40% riservato alle regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia)
- 40% destinato a micro e piccole imprese
Dettagli del Webinar
Tra i relatori, Elena Perini, Country Manager di FI Group Italia, ha illustrato:
- Le modalità di accesso al bando
- I requisiti per la presentazione delle domande
- Le opportunità per micro e piccole imprese
Perché è stato un evento importante
Infatti, il Decreto Direttoriale del 31 marzo 2025 ha prorogato il termine per la presentazione delle domande di agevolazione del bando in questione dal 5 maggio alle ore 12.00 del 17 giugno 2025.
FAQ
Impianti fotovoltaici, eolici, sistemi di accumulo e interventi di efficienza energetica.
PMI italiane, con priorità per microimprese e regioni del Sud.
Contributi a fondo perduto, variabili in base al progetto e alla localizzazione.
Il termine è stato prorogato al 17 giugno 2025 alle ore 12:00.
Sì, sono previsti nuovi incentivi per sostenere la transizione energetica delle imprese.
Nuovamente aggiornato il decreto contenente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e l’agevolazione dedicata all’Industria 5.0, il credito d’imposta Transizione 5.0. Il decreto dispone l’impiego delle risorse per il pacchetto di “aggiornamento” del PNRR e l’impiego dei fondi del RePower EU che vanno ad integrare il Piano Transizione 5.0.
Infatti, come rimarcato più volte, il Piano Transizione Industria 5.0 è stato incluso nel PNRR, con 6,3 miliardi di euro provenienti dal Piano RePowerEU, volto a incentivare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili.
I 6,3 miliardi di euro, stanziati per il biennio 2024-2025, andranno a sommarsi ai fondi già previsti per il Piano Transizione 4.0. Le agevolazioni, sotto forma di crediti d’imposta, saranno destinate alle spese sostenute tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Approfondisci qui le aliquote 5.0:
Ultimi aggiornamenti del decreto Pnrr relativi al credito d’imposta 5.0
Il ruolo del GSE nel Piano Transizione 5.0
Le novità principali sono relative alla procedura di fruizione del beneficio e al ruolo del GSE. Il GSE, diventa, infatti, il soggetto principale a cui le imprese dovranno rivolgersi. Quest’ultimo potrà dotarsi di mezzi opportuni utilizzando 45 milioni dei 63 milioni complessivamente assegnati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la realizzazione della piattaforma e il funzionamento dell’incentivo.
Tipologie di investimenti attività ammissibili per il 2024-2025
Investimenti 5.0
Rispetto al Piano 4.0 sono previste aliquote più elevate e crescenti in base al livello di efficienza, che potranno raggiungere anche il 40%. Sarà, inoltre, incrementato il tetto massimo agevolabile, dagli attuali 20 a 50 milioni di euro, così da rendere il Piano una leva per rendere ancora più efficace l’azione di attrazione di investimenti stranieri nel nostro Paese.
L’impresa dovrà dimostrare: la riduzione di almeno il 3% del consumo finale d’energia ed un risparmio energetico di almeno il 5% rispetto ai consumi dello stesso processo registrati prima dell’acquisizione dei beni 4.0.
Sarà necessaria una certificazione “ex ante” ed “ex post” dovrà attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti in conformità con quanto riportato nella certificazione “ex ante”.
Formazione
Un credito d’imposta per agevolare le spese sostenute per formare il personale nell’acquisizione delle competenze necessarie per la transizione verde delle imprese.
Fotovoltaico
Credito d’imposta per l’acquisto di impianti di autoproduzione/autoconsumo di energia rinnovabile (ad esclusione delle biomasse).
Gli ultimi aggiornamenti:
- Tutti i dettagli sugli incentivi 5.0 nel seguente articolo: clicca qui.
- Ultime FAQ sulla Transizione 5.0: qui.



