beni-strumentali
FI Group Expertise
Incentivo 2026: verso un unico incentivo la doppia transizione digitale ed energetica
Nel 2026, il panorama degli incentivi fiscali per le imprese italiane cambierà radicalmente. Il Governo sta progettando un nuovo incentivo unico che accorperà le misure di Transizione 4.0 e 5.0, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai benefici e sostenere la doppia transizione: digitale e green.
Questa nuova misura, finanziata con risorse nazionali, nasce dalla necessità di superare le complessità del Piano Transizione 5.0 e di offrire alle imprese uno strumento più snello, efficace e inclusivo.
Un format semplificato: addio burocrazia?
Nel 2025 il Piano Transizione 5.0 aveva già unificato digitale e green in un unico incentivo. Il nuovo incentivo 2026 si differenzia per semplificazione normativa, assenza di vincoli DNSH, aliquote ridotte a due binari e accesso più inclusivo. L’obiettivo è rendere la doppia transizione più rapida e meno burocratica.
Tempistiche e criticità operative del nuovo incentivo 2026
Il nuovo incentivo è legato alla Legge di Bilancio 2026 e alla rinegoziazione del PNRR. Il Piano 5.0 scade il 31 dicembre 2025: senza proroga, le imprese rischiano un vuoto normativo.
Ipotesi in corso:
- Proroga fino ad aprile 2026
- Avvio retroattivo del nuovo incentivo
Entrambe le soluzioni richiedono chiarezza normativa e strumenti operativi rapidi.
Dotazione finanziaria e origine delle risorse: nuovo incentivo 2026
Il nuovo incentivo sarà finanziato con risorse PNRR e PNC. Dei 6,3 miliardi previsti per il Piano 5.0, circa 2,1 miliardi sono già prenotati. Si stima che 3,8-4 miliardi possano essere riallocati per il nuovo piano.
Nota strategica: la disponibilità dipenderà dalla capacità di spesa entro il 2025 e dalla rinegoziazione con la Commissione UE.
Durata e struttura
- Durata annuale: impatto concentrato e incisivo
- Durata biennale: maggiore continuità, ma rischio di dispersione risorse
Aliquote: due binari per digitale e green
Il nuovo incentivo dovrebbe prevedere due sole aliquote:
- Una per gli investimenti digitali (Transizione 4.0)
- Una per quelli energetici e ambientali (Transizione 5.0)
Non è ancora chiaro se le due aliquote saranno indipendenti o se, come nel modello attuale, l’investimento digitale sarà prerequisito per accedere all’incentivo green. In ogni caso, l’eliminazione di soglie e scaglioni dovrebbe semplificare notevolmente l’accesso.
Revisione degli allegati A e B: nuovi beni ammissibili
I tecnici del MIMIT stanno lavorando alla revisione degli allegati A e B:
- Allegato A: beni materiali
- Allegato B: beni immateriali
- Nuovo Allegato C: tecnologie per efficienza energetica
Possibili inclusioni: motori elettrici, server industriali, tecnologie per autoproduzione da rinnovabili. È fondamentale che questa apertura non si trasformi in un “assalto alla diligenza”, ma in una valorizzazione mirata dell’innovazione industriale.
Cosa aspettarsi dall’incentivo 2026
- Semplificazione normativa
- Accesso più inclusivo
- Maggiore flessibilità
- Definisca tempistiche chiare
- Offra strumenti digitali efficienti
- Garantista trasparenza normativa
FAQ – Incentivo 2026
Quando entrerà in vigore il nuovo incentivo 2026?
Quali investimenti saranno agevolati?
Il Piano Transizione 5.0 sarà prorogato?
Quali sono le principali differenze tra il nuovo incentivo 2026 e il Piano 5.0?
- Semplificazione normativa: niente DNSH
- Aliquote ridotte: due binari (digitale e green)
- Accesso più inclusivo: meno vincoli per imprese energivore
- Durata più breve: annuale o biennale
Come posso accedere al nuovo incentivo 2026?
Il 10 dicembre 2025 a Milano, presso il Competence Center MADE Industria 4.0, si è svolto l’evento “Finanziare l’Innovazione: strumenti, strategie e opportunità per le imprese nel 2026”. Un appuntamento chiave per orientarsi nella nuova stagione della politica industriale italiana e scoprire come accedere agli incentivi fiscali e alle agevolazioni per la transizione digitale e green.
Perché guardare la registrazione
- Scopri come accedere ai fondi per la competitività industriale.
- Anticipa le strategie per Transizione 4.0 e 5.0, ZES Unica e incentivi green.
- Confrontati con esperti e stakeholder della politica industriale italiana.
Argomenti trattati all’evento “Finanziare l’innovazione”
-
- Nuovo Piano Transizione 4.0-5.0
- ZES Unica 2026
- Nuova Sabatini
- Incentivi per efficientamento energetico e fonti rinnovabili
- Rendicontazione ESG
- Misure per Ricerca, Sviluppo e Innovazione
- Protezione della proprietà intellettuale
- Strategie per internazionalizzazione
Tavola rotonda “La nuova era della politica industriale” con:
Marco Taisch (Politecnico di Milano e MADE), Valentina Carlini (Confindustria), Marco Calabrò (MIMIT), Riccardo Rosa e Alfredo Mariotti (UCIMU), Pietro Almici (ANIMA Confindustria), Marco Belardi (Polo Tecnologico Alto Adriatico), Marco Bortoletti (Unicredit).
Focus FI Group: intervento di Elena Perini
Come tutelare la proprietà intellettuale e ridurre il carico fiscale sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
Relatore: Elena Perini – FI Group Italia
- Patent Box: vantaggi fiscali per valorizzare gli asset immateriali.
- Credito certificato R&S: sicurezza normativa e riduzione del rischio sanzioni.
- Strategie di compliance per CFO e responsabili fiscali.
Altri temi della sessione
- Iperammortamento per Transizione 4.0 e 5.0
- Efficientamento energetico e ESG
- Export e internazionalizzazione
- ZES Unica 2026
FAQ
Perché è importante parlare di Iperammortamento 2026 e Digital Transformation?
Temi trattati nel webinar?
- Iperammortamento 2026: cosa prevede, quali investimenti sono ammissibili e come ottenere le maggiorazioni fiscali fino al +220%.
- Tecnologie 4.0 e 5.0: focus su interconnessione, tracciabilità e riduzione dei consumi energetici.
- Accesso agli incentivi: documentazione necessaria, tempistiche e modalità operative.
- Roadmap per il 2026: come pianificare oggi gli investimenti per essere pronti al nuovo scenario normativo.
- Soluzioni tecnologiche: presentazione di NET@PRO, il MES di Qualitas, per garantire conformità normativa, visibilità dei processi e raccolta dati energetici.
- Focus su SIMEST: opportunità di finanziamento agevolato a tasso quasi zero e fondo perduto fino al 20% per la Transizione Digitale ed Ecologica.
Relatori
- Tiziano Bertoldi – Supervisore Area Partner, Qualitas
- Laura De Zio – Direttore Commerciale e Marketing, Qualitas
- Nicola Strangis – Sales Leader, FI Group
FAQ – Domande Frequenti
Che cos’è l’Iperammortamento 2026?
Come accedere agli incentivi 4.0 e 5.0?
- Identificare gli investimenti ammissibili (beni materiali e immateriali secondo gli allegati A e B della Legge 232/2016).
- Verificare i requisiti tecnici: interconnessione, integrazione automatizzata, tracciabilità, e – per il 5.0 – riduzione dei consumi energetici.
- Preparare la documentazione tecnica e le perizie asseverate.
- Presentare la domanda secondo le modalità previste dal MIMIT (ex MISE).
Quali sono le scadenze da tenere d’occhio?
È possibile cumulare l’Iperammortamento con altri incentivi?
- Crediti d’imposta per R&S, innovazione e formazione
- Finanziamenti agevolati SIMEST
- Contributi regionali e nazionali
Quali investimenti rientrano nell’Iperammortamento 2026?
- Beni materiali 4.0 e 5.0 (macchinari interconnessi, sistemi di automazione)
- Software e soluzioni MES come NET@PRO
- Sistemi per la raccolta e analisi dei dati energetici
- Tecnologie per la riduzione dei consumi
Quali sono i requisiti tecnici per accedere agli incentivi?
- Interconnessione ai sistemi aziendali
- Integrazione automatizzata
- Tracciabilità dei processi
- Riduzione misurabile dei consumi energetici
- Monitoraggio continuo e certificazione dei risparmi
Quali vantaggi offre NET@PRO di Qualitas?
- Garantire interconnessione tra macchine e sistemi gestionali
- Raccogliere e analizzare dati energetici in tempo reale
- Assicurare la conformità ai requisiti 4.0 e 5.0
- Ottimizzare la visibilità e il controllo dei processi produttivi
Vuoi restare aggiornato sui prossimi incentivi e webinar? Iscriviti alla nostra newsletter e non perdere le nuove opportunità.
Cos’è la ZES Unica e perché è strategica per le imprese
La Zona Economica Speciale Unica è un regime agevolativo che semplifica le procedure amministrative e offre incentivi fiscali alle imprese che investono nel Mezzogiorno. Dal 2024 ha sostituito le precedenti ZES regionali, creando un perimetro unico che comprende tutte le regioni del Sud Italia, l’Abruzzo e, dal 2025, anche Marche e Umbria.
Quali sono i vantaggi del credito d’imposta per investimenti produttivi?
- Credito d’imposta fino al 60% per investimenti in beni strumentali nuovi.
- Semplificazioni amministrative tramite lo Sportello Digitale ZES.
- Cumulo con altri incentivi nazionali (iperammortamento).
Novità 2026: proroga e risorse fino al 2028
| Anno | Risorse stanziate |
|---|---|
| 2026 | 2,3 miliardi € |
| 2027 | 1 miliardo € |
| 2028 | 750 milioni € |
Il beneficio riguarda investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle aree ZES Unica. Restano invariati i requisiti di ammissibilità e le modalità di calcolo del credito.
Requisiti di ammissibilità
- Effettuare investimenti in beni strumentali nuovi (impianti, macchinari, attrezzature).
- Localizzare gli investimenti in aree ammissibili secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
- Certificare le spese tramite revisore legale.
Aliquote e soglie
- Aliquote fino al 60% in base alla dimensione aziendale e alla localizzazione.
- Soglie di investimento: da 200.000 € a 100 milioni € per progetto.
Aggiornamento normativo: fine della Transizione 5.0
Il Governo sta definendo un nuovo incentivo per la transizione digitale e green, che sarà disciplinato dai decreti attuativi nel primo trimestre 2026.
- Cumulo con Transizione 5.0 → NON più applicabile
- Nuovo incentivo in arrivo → compatibilità da verificare
- Cumulo con iperammortamento → confermato
ZES Unica 2026: continuità agevolativa e aggiornamenti tecnici
Il 2026 conferma la proroga del credito d’imposta ZES, che potrà essere cumulato con:
- Iperammortamento per beni strumentali nuovi, inclusi quelli 4.0 e green.
- Altri incentivi regionali e nazionali, nel rispetto del limite del 100% del costo netto dell’investimento.
Come si relazionano le agevolazioni fiscali nel Mezzogiorno ai nuovi bandi e incentivi 2026
- Contratti di sviluppo Invitalia (finanziati e potenziati).
- Nuova Sabatini (rifinanziata per investimenti in beni strumentali).
- Fondo sviluppo e coesione e PNRR rimodulato.
- Nuovi bandi per innovazione e transizione green.
Estensione incentivo a Marche e Umbria
Con la Legge 18 novembre 2025, n. 171, la ZES Unica è stata estesa alle regioni Marche e Umbria, con l’obiettivo di sostenere territori in transizione economica. Le imprese che investono in queste aree possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025, previa comunicazione integrativa entro il 2 dicembre 2025.
L’estensione introduce anche semplificazioni amministrative tramite lo Sportello Digitale ZES, favorendo l’insediamento produttivo e la riduzione della burocrazia.
Finanza agevolata e fiscalità incentivante per il rilancio produttivo del Sud
La ZES Unica Mezzogiorno, istituita con il DL 124/2023 e operativa dal 1° gennaio 2024, rappresenta una infrastruttura normativa di rilievo sistemico per la politica industriale nel Sud Italia. L’unificazione delle otto ZES regionali ha generato un ecosistema agevolativo semplificato, orientato a favorire investimenti produttivi, reindustrializzazione e reshoring in territori a bassa densità di sviluppo.
Questa misura si inserisce nel quadro più ampio della finanza agevolata nazionale, in sinergia con strumenti come Transizione 5.0, Contratti di sviluppo Invitalia, Fondo sviluppo e coesione e PNRR.
Timeline procedurale ZES Unica 2025
- Comunicazione iniziale: 31 marzo – 30 maggio 2025.
- Comunicazione integrativa: 18 novembre – 2 dicembre 2025.
- Trasmissione telematica tramite i modelli approvati dall’Agenzia delle Entrate.
Il Mezzogiorno come laboratorio di fiscalità incentivante
La ZES Unica 2025-2028 non è solo un incentivo, ma un dispositivo di politica economica avanzata. Le imprese che sapranno anticipare la transizione normativa, strutturare gli investimenti in modo strategico e interfacciarsi con partner esperti in finanza agevolata, potranno ottenere benefici fiscali rilevanti, rafforzare la propria posizione competitiva e contribuire al rilancio industriale del Sud Italia.
Strategie per imprese e advisor: come strutturare gli investimenti nel Mezzogiorno
- Pianificazione fiscale e industriale
- Segmentazione degli investimenti in fasi pluriennali per ottimizzare il beneficio su più esercizi.
- Analisi di ammissibilità territoriale e coerenza con la Carta degli aiuti a finalità regionale.
- Ottimizzazione del cumulo
- Simulazioni di impatto fiscale.
- Verifica di compatibilità con nuovi incentivi 2026 (Contratti di sviluppo, Nuova Sabatini, bandi green).
- Coordinamento con consulenti di finanza agevolata e fiscalità d’impresa.
- Governance documentale
- Predisposizione di dossier tecnico-economici.
- Certificazione delle spese e audit interno.
- Monitoraggio delle FAQ e circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate.
FAQ
Sì, dal 2026 il credito ZES Unica potrà essere combinato con iperammortamento e superammortamento per investimenti in beni strumentali nuovi, inclusi quelli 4.0 e green.
Le modalità operative saranno definite dai decreti attuativi MIMIT entro il primo trimestre 2026.
Sì, sarà un incentivo per la transizione digitale e green, cumulabile con ZES Unica e altri bandi nazionali.
Vuoi sfruttare al massimo le opportunità della ZES Unica e dei nuovi incentivi in arrivo?
Contatta FI Group: ti supportiamo nella pianificazione fiscale, nella compliance normativa e nell’ottimizzazione dei benefici.
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 ha subito importanti modifiche che le imprese devono conoscere per non perdere l’accesso all’incentivo e per evitare errori nella fase di fruizione.
Il nuovo meccanismo prevede una procedura più articolata, fondata su un sistema di prenotazione delle risorse, un monitoraggio continuo da parte del MIMIT e dell’Agenzia delle Entrate, e l’introduzione di un nuovo codice tributo per la compensazione.
Quando si può iniziare a compensare
La compensazione del credito d’imposta non è più automatica. Le imprese potranno iniziare a utilizzarlo dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui il MIMIT trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse. Questo elenco viene aggiornato mensilmente e include solo le imprese che hanno completato correttamente l’iter previsto.
Chi può accedere
Possono accedere alla compensazione le imprese che hanno inviato la comunicazione di completamento degli investimenti, secondo il modello allegato al decreto direttoriale del 16 giugno 2025. È fondamentale che l’intero iter – comunicazione preventiva, comunicazione con acconto e comunicazione di completamento – sia stato rispettato nei tempi e nelle modalità previste.
Come si compensa
Per la compensazione in F24, è stato istituito il nuovo codice tributo “7077”, che deve essere utilizzato indicando come anno di riferimento quello in cui è stato completato l’investimento. Questo codice si applica esclusivamente agli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2025 e soggetti alle nuove regole.
Per gli investimenti precedenti o coperti dalla clausola di salvaguardia (cioè quelli per cui entro il 31 dicembre 2024 è stato accettato l’ordine e versato almeno il 20% del costo), resta valido il codice tributo “6936”.
Il nuovo iter di accesso al credito
Il processo si articola in tre fasi:
- Comunicazione preventiva: va inviata il prima possibile e comunque entro il 31 gennaio 2026. Serve a prenotare le risorse e determina la priorità in base all’ordine cronologico di invio.
- Comunicazione con acconto: deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla preventiva, attestando il pagamento di almeno il 20% del costo o la stipula del contratto di leasing.
- Comunicazione di completamento: va inviata al termine dell’investimento, entro il 31 gennaio 2026 (per investimenti effettuati entro il 2025) o entro il 31 luglio 2026 (per investimenti completati entro il 30 giugno 2026).
Attenzione alle tempistiche e alla disponibilità delle risorse
Il credito d’imposta è soggetto a un limite di spesa annuale di 2,2 miliardi di euro, applicabile solo agli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati dal 2025 in poi. Per questo motivo, è fondamentale rispettare le scadenze e inviare le comunicazioni nei tempi previsti.
Le imprese che hanno trasmesso le comunicazioni con il vecchio modello entro il 15 maggio 2025 possono mantenere la priorità, a condizione che aggiornino la documentazione entro il 17 luglio 2025. Chi ha inviato le comunicazioni dopo tale data o non le ha inviate affatto, dovrà seguire la nuova procedura e sarà soggetto alla disponibilità residua delle risorse.
Conclusioni
Il nuovo credito d’imposta Transizione 4.0 rappresenta un’opportunità importante per le imprese che investono in innovazione e digitalizzazione, ma richiede una gestione attenta e puntuale della documentazione. La corretta compilazione delle comunicazioni, il rispetto delle scadenze e l’utilizzo dei codici tributo appropriati sono elementi essenziali per non perdere il beneficio.
FI Group supporta le imprese in ogni fase del processo, dalla pianificazione dell’investimento alla gestione operativa delle pratiche, garantendo conformità normativa e massimizzazione del vantaggio fiscale.
Novità beni strumentali 2025: pubblicato il Decreto Direttoriale 16 giugno 2025
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficializzato, con il Decreto Direttoriale del 16 giugno 2025, l’apertura della piattaforma informatica per accedere al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali 4.0.
Attraverso questa piattaforma le imprese possono presentare, secondo quanto disposto dal decreto direttoriale 15 maggio 2025, il modello di comunicazione per l’accesso al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali 4.0 effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, ovvero fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro il 31 dicembre 2025 sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% dell’investimento, nel limite di spesa complessivo di 2,2 miliardi di euro.
Beni strumentali 2025 – Quando si può presentare la comunicazione?
A partire dalle ore 14:00 del 17 giugno 2025, le imprese possono inviare la comunicazione per prenotare le risorse disponibili.
Dove si presenta la domanda?
La comunicazione va inviata esclusivamente online, tramite:
- Il sito del GSE: sezione “Transizione 4.0”
- Accesso tramite SPID
- Utilizzo del modello editabile disponibile sulla piattaforma
Quante risorse sono disponibili?
Il plafond complessivo per il 2025 è pari a 2,2 miliardi di euro, destinati a investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025.
Cosa cambia rispetto ai decreti precedenti?
Il nuovo decreto aggiorna e integra il decreto direttoriale del 15 maggio 2025, introducendo:
- Nuove modalità di compilazione per investimenti in leasing finanziario
- 30 giorni di tempo per adeguarsi per chi ha già inviato comunicazioni con il modello del 24 aprile 2024
- Priorità garantita in base all’ordine cronologico di prenotazione
Beni strumentali 2025 – Perché è importante agire subito?
L’assegnazione delle risorse segue l’ordine cronologico di invio delle comunicazioni. Per non perdere l’opportunità:
- Accedi subito alla piattaforma
- Verifica la documentazione
- Adeguati alle nuove modalità se hai già inviato una comunicazione
Beni strumentali 2025 – Hai bisogno di supporto?
Se sei un’impresa che investe in tecnologie 4.0 e vuoi:
- Verificare l’ammissibilità dei tuoi investimenti
- Compilare correttamente la comunicazione
- Pianificare una strategia fiscale efficace
Gli investimenti in beni strumentali rappresentano una leva fondamentale per le imprese che vogliono accedere al credito d’imposta 4.0.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti, tramite risposta ad interpello n. 260/2024 , in merito alla sanatoria per il mancato invio della comunicazione preventiva per il Credito d’imposta R&S e Beni Strumentali.
L’impianto normativo alla base dell’agevolazione non prevede alcun termine perentorio di presentazione a “pena di decadenza” del diritto al beneficio fiscale. Questo significa che le società che hanno effettuato investimenti agevolati in beni strumentali nuovi nel 2024 non devono preoccuparsi di scadenze rigide per la comunicazione preventiva.
Cosa sono i beni strumentali e perché sono importanti
- Macchinari CNC interconnessi
- Robot collaborativi
- Software gestionali integrati
- Sistemi di automazione e sensoristica
Nessuna necessità di remissione in bonis
Secondo l’Agenzia delle Entrate, le società che hanno dimenticato di presentare la comunicazione preventiva al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non devono ricorrere alla remissione in bonis per correggere l’errore. Questo è stato chiarito nella risposta 260 del 16 dicembre 2024, dove si specifica che è sufficiente trasmettere una dichiarazione tardiva e pagare una sanzione di 250 euro entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al 2024.
Due regimi diversi per gli investimenti
L’Amministrazione ha delineato due regimi distinti a seconda del momento di realizzazione degli investimenti:
- Investimenti dal 1° gennaio 2024 al 29 marzo 2024: È richiesta solo la comunicazione di completamento degli investimenti.
- Investimenti dal 30 marzo 2024 in poi: È necessaria sia la comunicazione preventiva che quella di completamento, entrambe da trasmettere telematicamente al Mimit tramite il Gestore dei Servizi Energetici (Gse).
Comunicazioni Senza Termine Perentorio
Le norme non stabiliscono che le comunicazioni debbano essere effettuate entro un termine perentorio a pena di decadenza del diritto di credito. La comunicazione preventiva è un adempimento preliminare alla presentazione di una comunicazione aggiornata al completamento degli investimenti. Entrambe sono necessarie per la fruizione in compensazione dei crediti.
Per fruire del credito, la società richiedente deve presentare la comunicazione preventiva senza necessità di remissione in bonis e successivamente trasmettere la comunicazione aggiornata a consuntivo.
Perché affidarsi a un partner esperto per la gestione delle comunicazioni
La normativa sui beni strumentali 4.0 è complessa e in continua evoluzione. Errori nella comunicazione preventiva o di completamento possono comportare ritardi o perdita del beneficio fiscale. FI Group supporta le imprese in tutte le fasi:
- Analisi degli investimenti e verifica dei requisiti
Compilazione e invio delle comunicazioni tramite GSE
Monitoraggio delle scadenze e gestione delle eventuali rettifiche
Affidarsi a un partner esperto significa ridurre il rischio di errori e ottimizzare l’accesso agli incentivi.
FAQ sui beni strumentali e credito d’imposta
Quali beni strumentali rientrano nel credito d’imposta 4.0?
Macchinari, attrezzature e tecnologie interconnesse.
Serve la comunicazione preventiva se l’ordine è stato firmato prima del 30 marzo 2024?
Sì, se fattura e interconnessione sono successive.
Serve la comunicazione preventiva se l’ordine è stato firmato prima del 30 marzo 2024?
Quali sono le sanzioni per comunicazione tardiva?
Come funziona la piattaforma GSE per beni strumentali?
Chi può aiutarmi a gestire le comunicazioni per beni strumentali?
FI Group è il partner ideale per supportarti nella compilazione e nell’accesso agli incentivi. Contattaci per assistenza nella gestione delle comunicazioni e nell’accesso al credito d’imposta beni strumentali.
Il C.d. “Decreto Salva-conti” ha introdotto nuovi obblighi di comunicazione per le imprese che vogliono fruire dei crediti d’imposta. Sia per beni strumentali 4.0 e che per il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica. Gli oneri di comunicazione variano in base al momento in cui sono realizzati gli investimenti, si possono distinguere tre casi.
Affidati ad FI Group, con la nostra esperienza ventennale nell’ambito degli incentivi legati all’innovazione ed alla ricerca e sviluppo, sapremo guidarti attraverso gli ultimi aggiornamenti legislativi e valorizzare al massimo i tuoi investimenti.
Nuovi obblighi di comunicazione per i crediti d’imposta: le tre casistiche
Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 30 marzo 2024
Dal 30 marzo 2024, data di entrata in vigore del Decreto, le imprese che vogliono effettuare investimenti saranno tenute ad inviare una comunicazione ex ante, contenente:
- l’ammontare degli investimenti,
- la presunta ripartizione del credito negli anni,
- e la relativa fruizione.
Tale comunicazione, inoltre, dovrà essere aggiornata ex post al completamento degli investimenti. Il Decreto prevede che le comunicazioni avvengano in base alla modulistica introdotta dal decreto direttoriale del 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico, che dovrà essere opportunamente modificato con apposito decreto direttoriale del MIMIT. Processo simile agli incentivi 5.0.
Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 1° gennaio al 29 marzo 2024
Secondariamente, per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 29 marzo 2024, le imprese, ai fini della fruizione dei crediti, dovranno procedere a inviare la comunicazione ex post di completamento degli investimenti.
Comunicazione crediti d’imposta: focus beni strumentali 4.0
Da ultimo per gli investimenti in beni strumentali 4.0, si escludono quindi le spese di ricerca e sviluppo, innovazione e design, relativi all’anno 2023, la compensabilità dei crediti maturati e non fruiti è subordinata all’invio del modello di comunicazione di cui al decreto direttoriale 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico.
Nelle more della approvazione del decreto direttoriale, è consigliabile farsi affiancare da un esperto per la corretta fruizione dei crediti.



