


Negli ultimi anni, molte imprese italiane hanno visto cambiare radicalmente il contesto in cui operano: i costi dell’energia sono aumentati, le normative europee sono diventate più stringenti e la sostenibilità è ormai un requisito competitivo. Per questo, PMI e grandi industrie cercano risposte chiare su come ridurre i consumi, migliorare l’efficienza energetica e sfruttare al meglio gli incentivi disponibili nel 2026.
Il fulcro di questo cambiamento è la transizione energetica, guidata dall’Unione Europea attraverso norme e obiettivi vincolanti. La Direttiva (UE) 2023/1791, stabilisce che l’energia deve essere utilizzata nel modo più efficiente possibile prima di produrne di nuova, rendendo l’efficienza energetica una priorità legale in tutti i settori. In parallelo, la strategia dell’Unione dell’Energia punta a un sistema moderno, interconnesso e basato su fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e aumentando la sicurezza energetica europea.
In questo scenario, il primo semestre 2026 offre alle imprese un’opportunità concreta: accedere a numerose agevolazioni nazionali, regionali ed europei per efficientamento energetico, autoproduzione rinnovabile, decarbonizzazione dei processi e incentivi 4.0.
La transizione energetica dell’UE è supportata da tre pilastri istituzionali:
La Direttiva 2023/1791 stabilisce un quadro comune per promuovere l’efficienza energetica e rende questo principio prioritario in tutti i settori (politiche, investimenti, pianificazione).
La direttiva contribuisce anche a ridurre la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili, rafforzando la sicurezza energetica.
EUR‑Lex indica che la Direttiva fissa per il 2030 un obiettivo vincolante pari a −11,7% del consumo energetico dell’UE rispetto alle proiezioni 2020, con tetti specifici per energia primaria e finale da non superare.
La Commissione ribadisce che la transizione energetica è essenziale per raggiungere la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, dato che oltre il 75% delle emissioni deriva dall’energia prodotta e consumata nell’UE.: rendere l’energia più pulita ed efficiente è quindi una leva decisiva per la decarbonizzazione.
La transizione energetica richiede alle imprese un’evoluzione profonda dei propri modelli produttivi e gestionali. L’adozione di tecnologie ad alta efficienza, l’integrazione di sistemi intelligenti e la riduzione dei consumi energetici non rappresentano più opzioni, ma necessità strategiche per:
Interventi come la sostituzione di impianti obsoleti, l’installazione di sistemi di monitoraggio e automazione, l’autoproduzione da rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza termica ed elettrica dei siti produttivi permettono di ottenere benefici concreti e di accedere a incentivi sempre più orientati alla transizione.
La transizione energetica richiede alle imprese di ridurre i consumi, modernizzare gli impianti, integrare soluzioni rinnovabili e adottare tecnologie digitali per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei processi. Questo percorso aumenta efficienza, continuità operativa e competitività, rispondendo allo stesso tempo agli obblighi europei.
La transizione energetica richiede investimenti consistenti: dall’efficientamento degli impianti industriali alla produzione di energia da fonti rinnovabili, passando per la digitalizzazione dei processi e l’adozione di tecnologie a minor consumo.
Per accompagnare questo percorso, le imprese possono contare su un insieme articolato di sovvenzioni ed incentivi pubblici, disponibili a livello nazionale, regionale ed europeo.
Questi strumenti svolgono un ruolo fondamentale perché permettono di:
Gli incentivi assumono un ruolo strategico nel facilitare la transizione energetica, supportando la realizzazione di interventi che risulterebbero difficilmente sostenibili per molte imprese.
Nel primo trimestre 2026, il panorama italiano mette a disposizione delle imprese un set di strumenti dedicati a:
Questi incentivi — attivi a livello nazionale e regionale — rappresentano un supporto concreto per avviare o potenziare i progetti di transizione energetica, e sono differenziati per settore, tecnologia e dimensione aziendale.
L’esperienza di un consulente tecnico esperto – come FI Group by EPSA – e dedicato agli obiettivi finanziamento dell’impresa, permette di orientarsi tra le differenti misure e di identificare le opportunità più coerenti con le proprie esigenze di investimento.
A livello europeo, il primo semestre 2026 offre un calendario ricco di iniziative che finanziano:
Tra le principali fonti europee di finanziamento rientrano programmi come:
Si tratta di opportunità strategiche particolarmente rilevanti per le imprese che vogliono sviluppare progetti ambiziosi, sperimentare nuove tecnologie o scalare soluzioni innovative.
Per una visione completa delle opportunità europee disponibili da gennaio a giugno 2026, è possibile consultare la guida gratuita “EU Grants Calendar – Primo Semestre 2026” di FI Group by EPSA, che raccoglie tutte le call rilevanti per energia, clima, innovazione e tecnologie emergenti.
👉 Scarica la guida “EU Grants Calendar – Primo Semestre 2026”
Oltre ai bandi nazionali, regionali ed europei, la transizione energetica delle imprese italiane è sostenuta anche da strumenti fiscali previsti dalla Legge di Bilancio, in particolare dal credito d’imposta per beni strumentali, il nuovo iperammortamento.
Questo strumento incentiva gli investimenti in:
Queste misure rappresentano un pilastro complementare agli incentivi a fondo perduto, poiché:
In questo contesto, FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione di percorsi di investimento che combinano misure fiscali, incentivi e tecnologie digitali, garantendo coerenza con gli obiettivi di efficienza energetica e modernizzazione dei processi. Grazie a un approccio integrato, aiuta le aziende a individuare le soluzioni più adatte per trasformare gli investimenti energetici in leve concrete di miglioramento operativo, coordinando in modo efficace opportunità fiscali, bandi e tecnologie per l’efficienza.
La transizione energetica è il percorso con cui l’UE intende trasformare il proprio sistema energetico rendendolo più efficiente, meno dipendente dai combustibili fossili e basato su fonti rinnovabili, digitalizzazione e reti moderne. La Direttiva (UE) 2023/1791 stabilisce l’efficienza energetica come principio prioritario in tutte le decisioni di politica energetica.
Secondo la Commissione Europea, oltre il 75% delle emissioni dell’UE deriva dalla produzione e dall’uso di energia. Per questo la UE ha adottato misure che rendono l’efficienza energetica una priorità strutturale per la competitività, la sicurezza energetica e la decarbonizzazione.
Gli elementi principali sono:
Le politiche UE prevedono:
Le imprese devono adeguare processi e impianti per ridurre consumi, adottare tecnologie più efficienti, introdurre sistemi di monitoraggio digitale e, quando possibile, autoprodurre parte dell’energia. Ciò migliora competitività, continuità operativa e resilienza rispetto ai costi energetici.
Nel primo trimestre 2026 sono attivi bandi nazionali e regionali per efficienza energetica, energie rinnovabili, processi sostenibili e investimenti tecnologici.
Sì. Nel primo semestre 2026 sono attive call europee nell’ambito di Horizon Europe, Innovation Fund – Net Zero Technologies ed EIC Accelerator, che finanziano energia pulita, progetti di decarbonizzazione, ricerca climatica e tecnologie emergenti.
La fiscalità — tramite i crediti d’imposta per beni strumentali — sostiene il rinnovo tecnologico e digitale degli impianti, permettendo alle imprese di adottare macchinari efficienti, sensoristica IoT e sistemi avanzati di energy management, complementando gli incentivi a fondo perduto.
È fondamentale adottare una visione integrata che unisca:
FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione di percorsi di investimento coerenti con gli obiettivi di efficienza energetica, decarbonizzazione e modernizzazione dei processi.
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il nuovo quadro europeo sugli aiuti di Stato dedicato a potenziare la capacità produttiva nelle tecnologie a zero emissioni nette. Introdotto in Italia dal DM 24 novembre 2025, il CISAF permette alle imprese di accedere a incentivi rafforzati attraverso i Contratti di Sviluppo, sostenendo investimenti strategici nelle filiere delle tecnologie pulite, dei loro componenti principali e delle materie prime critiche necessarie alla transizione industriale.
I contratti di sviluppo industriale sono strumenti agevolativi gestiti da Invitalia, progettati per favorire la realizzazione di programmi di sviluppo strategici, innovativi e di rilevante dimensione sul territorio nazionale.
Rappresentano uno dei principali strumenti di politica industriale italiana, con l’obiettivo di sostenere investimenti che rafforzino la competitività del Paese e contribuiscano alla crescita della capacità produttiva.
Attraverso i Contratti di Sviluppo, le imprese — italiane o estere, di qualsiasi dimensione — possono ottenere contributi a fondo perduto, contributi in conto impianti, e finanziamenti agevolati.
Per i programmi industriali, l’investimento minimo richiesto è 20M€ (o importi ridotti nel caso di TPA — trasformazione prodotti agricoli).
Il Decreto Ministeriale del 24 novembre 2025 introduce una novità importante: l’applicazione delle disposizioni contenute nella Sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF) ai programmi di sviluppo industriale presentati tramite Contratto di Sviluppo, quando riguardano la produzione di tecnologie a zero emissioni nette e relative filiere.
Questa sezione è dedicata agli “Aiuti volti a garantire una sufficiente capacità di produzione nel settore delle tecnologie pulite”, consentendo incentivi mirati per:
Grazie a questa integrazione, le imprese italiane possono beneficiare di un regime di aiuti più ampio e competitivo, valido fino al 31 dicembre 2030.
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il quadro europeo che disciplina gli aiuti di Stato destinati ad accelerare la produzione e la diffusione di tecnologie pulite. Con il DM 24 novembre 2025, il CISAF diventa un riferimento centrale per l’accesso ai nuovi contratti di sviluppo industriale, offrendo un regime di aiuti rafforzato e valido fino al 2030.
Il CISAF mira a sostenere tre priorità strategiche europee:
La Sezione 6 del CISAF, dedicata agli “Aiuti per garantire una sufficiente capacità produttiva nel settore delle tecnologie pulite”, consente agli Stati membri di supportare investimenti in:
Questa sezione è la base normativa che permette di finanziare i progetti dei contratti di sviluppo industriali coerenti con il CISAF, ampliando significativamente il tipo di investimenti eleggibili e gli importi potenzialmente ottenibili. Gli incentivi previsti resteranno disponibili fino al 2030, offrendo alle imprese una finestra stabile per programmare investimenti green di ampia portata.
Gli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025 rappresentano un’opportunità unica per le aziende che vogliono investire in tecnologie pulite. I vantaggi principali includono:
Possono presentare domanda tutte le imprese, senza limiti settoriali, che realizzano investimenti di almeno 20 milioni di euro in modalità singola o partenariato che realizzano:
Con l’obiettivo di investire in
Le domande saranno inviabili fino al 21 aprile 2026 e possono accedere anche domande già presentate, se coerenti con la normativa.
Il processo è interamente digitale e prevede controlli su requisiti prima dell’approvazione.
La gestione dei contratti di sviluppo può essere complessa, soprattutto per progetti di grandi dimensioni. FI Group by EPSA, leader nella consulenza per finanziamenti e agevolazioni, supporta le imprese in tutte le fasi:
Affidarsi a professionisti significa ridurre i rischi, ottimizzare i tempi e massimizzare i benefici degli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025.
Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, italiane o estere, che presentano programmi di sviluppo industriale riguardanti:
Gli aiuti CISAF possono essere concessi fino al 31 dicembre 2030, mentre la presentazione delle domande tramite Contratto di Sviluppo è possibile fino al 21 aprile 2026 per lo sportello NET ZERO.
La domanda deve essere presentata telematicamente tramite la piattaforma ufficiale di Invitalia, compilando la modulistica e caricando la documentazione richiesta.
Sono ammissibili solo i progetti riconducibili alla Sezione 6 del CISAF, ovvero:
Il CISAF mira a:
Perché il DM 24/11/2025 integra formalmente la Sezione 6 del CISAF nei Contratti di Sviluppo Industriali, consentendo alle imprese italiane di accedere alle agevolazioni previste dal nuovo regime europeo per le tecnologie pulite.
FI Group by EPSA supporta le imprese in tutte le fasi del processo:
Questo supporto riduce i rischi, accelera la procedura e massimizza l’accesso ai contributi.