


La misura “Energia per la competitività internazionale” è un intervento straordinario di SIMEST pensato per sostenere le imprese italiane che, nel corso del 2026, hanno subito un impatto economico rilevante a causa dell’aumento dei costi energetici e della contrazione dei ricavi.
L’iniziativa nasce in risposta alle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare al conflitto nell’area del Golfo Persico, che ha generato un nuovo shock sui mercati energetici, incidendo direttamente sulla struttura dei costi delle imprese italiane.
Si tratta di un finanziamento agevolato con quota a fondo perduto, progettato per rafforzare la solidità finanziaria e preservare la competitività internazionale, con un focus specifico su PMI, imprese energivore e imprese di filiera, anche quando non esportatrici dirette.
“Energia per la competitività internazionale” è un finanziamento agevolato SIMEST, affiancato da un contributo a fondo perduto, destinato alle imprese che hanno registrato:
La misura rappresenta un potenziamento straordinario dello strumento SIMEST “Transizione Digitale o Ecologica”, finanziato con risorse pubbliche del Fondo 394/81, e consente alle imprese di ottenere liquidità immediata e un supporto finanziario di medio‑lungo periodo.
L’obiettivo è chiaro: permettere alle aziende colpite dal caro energia di continuare a investire, mantenere la propria posizione sui mercati e non interrompere i percorsi di crescita e internazionalizzazione.
L’aumento repentino dei costi dell’energia ha inciso in modo significativo sui margini aziendali, riducendo la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati globali.
La misura SIMEST nasce per attenuare questo impatto, sostenendo la continuità produttiva e commerciale delle imprese con vocazione internazionale.
Uno degli aspetti più rilevanti della misura è l’estensione del perimetro dei beneficiari.
Il sostegno non è riservato esclusivamente agli esportatori diretti, ma è aperto anche alle imprese di filiera, che subiscono gli effetti del caro energia pur non operando direttamente sui mercati esteri.
Questa impostazione riflette una visione più ampia della competitività internazionale, che tiene conto dell’intera catena del valore.
La misura Energia per la competitività internazionale nasce come risposta straordinaria all’emergenza energetica generata dalle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico, che nel corso del 2026 hanno determinato un nuovo aumento dei prezzi dell’energia a livello internazionale.
Per le imprese italiane questo si è tradotto in:
In questo contesto, SIMEST ha introdotto condizioni dedicate all’interno dello strumento Transizione Digitale o Ecologica, rafforzandolo per rispondere in modo mirato alle esigenze delle imprese colpite dal caro energia, con durata più lunga, anticipo più elevato e una quota di fondo perduto potenziata, soprattutto per le PMI.
La misura prevede un finanziamento agevolato fino a 8 anni, con anticipo fino al 50% affiancato da un contributo a fondo perduto che può arrivare al 30% per le PMI.
L’importo massimo del finanziamento è pari al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, con soglie differenziate:
La durata complessiva può arrivare fino a 8 anni, con pre‑ammortamento invariato rispetto alle misure ordinarie.
L’anticipo fino al 50% consente di affrontare immediatamente le tensioni di liquidità generate dall’aumento dei costi energetici.
La dotazione complessiva della misura è pari a 800 milioni di euro.
La misura è rivolta a:
È necessario aver registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il requisito economico può essere soddisfatto attraverso:
Il confronto avviene tra il primo trimestre o quadrimestre 2026 e lo stesso periodo del 2025.
È richiesta un’asseverazione rilasciata da un revisore legale iscritto al Registro del MEF, secondo il format SIMEST.
Le risorse devono finanziare un programma che includa:
Sono ammissibili, tra le altre:
Grazie a “Energia per la competitività internazionale”, le imprese possono:
Le domande possono essere presentate dal 25 maggio 2026 al 31 dicembre 2026 tramite il portale SIMEST.
Nei primi giorni di apertura è previsto un sistema di coda virtuale per gestire accessi simultanei.
FI Group by EPSA Italia affianca le imprese in tutte le fasi di accesso alla misura SIMEST: dall’analisi di ammissibilità alla strutturazione del progetto, fino alla gestione della rendicontazione.
Global Reach. Local Expertise.
La misura Energia per la competitività internazionale rappresenta uno strumento chiave per rafforzare la resilienza del sistema produttivo italiano in un contesto energetico instabile, sostenendo al contempo crescita, innovazione e internazionalizzazione.
È un finanziamento agevolato SIMEST con quota a fondo perduto, dedicato alle imprese colpite dall’aumento dei costi energetici o dalla riduzione del fatturato legata alla crisi energetica internazionale, in particolare al conflitto nell’area del Golfo Persico.
Le tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico hanno causato un aumento dei prezzi dell’energia nel 2026. La misura nasce per sostenere le imprese italiane che hanno subito un impatto economico diretto in termini di costi energetici e marginalità.
Possono accedere PMI, grandi imprese, imprese energivore e imprese di filiera – anche non esportatrici dirette – che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%.
No. La misura è aperta anche alle imprese non esportatrici dirette, purché inserite stabilmente in una filiera export e colpite dall’aumento dei costi energetici o dalla riduzione del fatturato.
È necessario dimostrare:
L’importo massimo è pari al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, con limiti differenziati:
Il contributo a fondo perduto può arrivare:
La durata complessiva può arrivare fino a 8 anni, con periodo di pre‑ammortamento invariato rispetto alle misure ordinarie SIMEST.
Sì. È possibile ottenere un anticipo fino al 50% dell’importo deliberato, utile per sostenere immediatamente la liquidità aziendale.
Sono ammissibili spese per:
Sì. Almeno il 10% dell’importo del finanziamento deve essere destinato a interventi di transizione digitale o ecologica.
Sì. È necessaria un’asseverazione rilasciata da un revisore legale iscritto al Registro dei Revisori Contabili del MEF, secondo il format predisposto da SIMEST.
Le domande possono essere presentate dal 25 maggio 2026 al 31 dicembre 2026 tramite il portale SIMEST, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La domanda viene presentata esclusivamente online sul portale SIMEST. Nei primi giorni di apertura è previsto un sistema di coda virtuale per gestire accessi simultanei.
FI Group by EPSA Italia supporta le imprese in tutte le fasi: analisi di ammissibilità, verifica dei requisiti, strutturazione del progetto, presentazione della domanda e gestione della rendicontazione, riducendo rischi, tempi e complessità operative.
Negli ultimi anni, molte imprese italiane hanno visto cambiare radicalmente il contesto in cui operano: i costi dell’energia sono aumentati, le normative europee sono diventate più stringenti e la sostenibilità è ormai un requisito competitivo. Per questo, PMI e grandi industrie cercano risposte chiare su come affrontare la transizione energetica nel 2026, ridurre i consumi, migliorare l’efficienza energetica e sfruttare in modo consapevole gli incentivi disponibili.
Il fulcro di questo cambiamento è la transizione energetica, guidata dall’Unione Europea attraverso norme e obiettivi vincolanti. La Direttiva (UE) 2023/1791, stabilisce che l’energia deve essere utilizzata nel modo più efficiente possibile prima di produrne di nuova, rendendo l’efficienza energetica una priorità legale in tutti i settori. In parallelo, la strategia dell’Unione dell’Energia punta a un sistema moderno, interconnesso e basato su fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e aumentando la sicurezza energetica europea.
In questo scenario, il primo semestre 2026 offre alle imprese un’opportunità concreta: accedere a agevolazioni nazionali, regionali ed europee sempre più orientate a interventi misurabili di efficientamento energetico, autoproduzione rinnovabile, decarbonizzazione dei processi e integrazione tra energia e digitale.
Il quadro normativo europeo sulla transizione energetica si fonda su tre pilastri strategici che guidano politiche, investimenti e obblighi per le imprese:
La Direttiva 2023/1791 stabilisce un quadro comune per promuovere l’efficienza energetica e rende questo principio prioritario in tutti i settori (politiche, investimenti, pianificazione).
La direttiva contribuisce anche a ridurre la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili, rafforzando la sicurezza energetica.
EUR‑Lex indica che la Direttiva fissa per il 2030 un obiettivo vincolante pari a −11,7% del consumo energetico dell’UE rispetto alle proiezioni 2020, con tetti specifici per energia primaria e finale che influenzano direttamente politiche industriali e strumenti di incentivo.
La Commissione ribadisce che la transizione energetica è essenziale per raggiungere la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, dato che oltre il 75% delle emissioni deriva dall’energia prodotta e consumata nell’UE.: Rendere l’energia più pulita ed efficiente è quindi una leva decisiva per la decarbonizzazione.
Per le imprese, questo significa che l’accesso agli incentivi e ai finanziamenti sarà sempre più legato alla capacità di dimostrare riduzioni reali dei consumi e integrazione tra efficienza energetica e digitale.
La transizione energetica richiede alle imprese un’evoluzione profonda dei propri modelli produttivi e gestionali. L’adozione di tecnologie ad alta efficienza, l’integrazione di sistemi intelligenti e la riduzione dei consumi energetici non rappresentano più opzioni, ma necessità strategiche per:
Interventi come la sostituzione di impianti obsoleti, l’installazione di sistemi di monitoraggio e automazione, l’autoproduzione da rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza termica ed elettrica dei siti produttivi permettono di ottenere benefici concreti e di accedere a incentivi sempre più orientati a interventi misurabili di riduzione dei consumi e integrazione tra energia e digitale.
La transizione energetica richiede alle imprese di ridurre i consumi, modernizzare gli impianti, integrare soluzioni rinnovabili e adottare tecnologie digitali per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei processi. Questo percorso aumenta efficienza, continuità operativa e competitività, rispondendo allo stesso tempo agli obblighi europei.
La diagnosi energetica è il primo strumento operativo della transizione, perché trasforma i consumi energetici in dati utilizzabili per decisioni industriali e accesso agli incentivi. La diagnosi energetica rappresenta oggi uno strumento centrale nel percorso di transizione energetica delle imprese.
Attraverso la diagnosi è possibile:
La diagnosi energetica non è solo uno strumento di analisi, ma una leva abilitante: molte misure di incentivo richiedono la diagnosi come requisito diretto o premiale, e costituisce la base per percorsi strutturati come la ISO 50001.
Nel contesto di una rete elettrica sempre più basata su fonti non programmabili, le imprese stanno valutando soluzioni di accumulo energetico (batterie) come strumento di ottimizzazione economica e operativa.
I sistemi di accumulo consentono di:
Se correttamente dimensionati e gestiti, i sistemi di accumulo possono ridurre in modo significativo i tempi di ritorno degli investimenti, soprattutto quando integrati con interventi di efficienza energetica e incentivi pubblici.
Inseriti in una strategia complessiva di efficienza e gestione intelligente dei consumi, i sistemi di accumulo diventano strumenti di stabilità economica e continuità operativa, non solo soluzioni tecnologiche.
La transizione energetica richiede investimenti consistenti: dall’efficientamento degli impianti industriali alla produzione di energia da fonti rinnovabili, passando per la digitalizzazione dei processi e l’adozione di tecnologie a minor consumo.
Per accompagnare questo percorso, le imprese possono contare su un insieme articolato di sovvenzioni ed incentivi pubblici, disponibili a livello nazionale, regionale ed europeo.
Questi strumenti svolgono un ruolo fondamentale perché permettono di:
Gli incentivi assumono un ruolo strategico nel facilitare la transizione energetica, supportando la realizzazione di interventi che richiedono una pianificazione strutturata e che risulterebbero difficilmente sostenibili per molte imprese senza un adeguato supporto pubblico.
Nel corso del 2026, il panorama italiano mette a disposizione delle imprese un insieme articolato di strumenti nazionali e regionali dedicati a:
La disponibilità e l’apertura dei bandi avviene in modo progressivo nel corso dell’anno, con finestre temporali differenziate per tecnologia, settore e dimensione aziendale. In questo contesto, l’esperienza di un consulente tecnico specializzato – come FI Group by EPSA – consente di orientarsi tra le diverse misure e di individuare le opportunità più coerenti con le strategie di investimento dell’impresa.
Tra gli strumenti più rilevanti per il 2026 rientrano i finanziamenti agevolati SIMEST, in particolare nell’ambito della Transizione Digitale o Ecologica e della misura Energia per la competitività internazionale.
Questi strumenti consentono di:
Sono ammissibili, tra l’altro:
In questo contesto, SIMEST rappresenta uno degli strumenti più completi per finanziare la transizione energetica senza bloccare la liquidità aziendale.
A livello europeo, il primo semestre 2026 offre un calendario ricco di iniziative che finanziano:
Tra le principali fonti europee di finanziamento rientrano programmi come:
Le opportunità europee seguono calendari strutturati e richiedono una pianificazione anticipata dei progetti, in particolare per quanto riguarda requisiti tecnici, maturità tecnologica e coerenza con gli obiettivi climatici europei.
Per una visione completa delle opportunità europee disponibili da gennaio a giugno 2026, è possibile consultare la guida gratuita “EU Grants Calendar – Primo Semestre 2026” di FI Group by EPSA, che raccoglie tutte le call rilevanti per energia, clima, innovazione e tecnologie emergenti.
👉 Scarica la guida “EU Grants Calendar – Primo Semestre 2026”
Oltre ai bandi nazionali, regionali ed europei, la transizione energetica delle imprese italiane è sostenuta anche da strumenti fiscali previsti dalla Legge di Bilancio, in particolare dai crediti d’imposta per beni strumentali finalizzati all’efficienza energetica e alla modernizzazione dei processi produttivi.
Questo strumento incentiva gli investimenti in:
Nel contesto della transizione energetica, tali misure rappresentano un pilastro complementare agli incentivi a fondo perduto, ma richiedono una valutazione attenta dei requisiti tecnici, documentali e di compliance. Se correttamente pianificati, questi strumenti favoriscono il rinnovo tecnologico delle linee produttive, riducono l’impatto energetico dei processi e accelerano il passaggio verso modelli produttivi più efficienti.
In questo contesto, FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione di percorsi di transizione energetica finanziariamente sostenibili, coordinando incentivi, strumenti fiscali e tecnologie con un approccio orientato a ROI, compliance e continuità industriale.
Grazie a un approccio integrato, affianca le aziende nell’individuazione delle soluzioni più adatte per trasformare gli investimenti energetici in leve concrete di miglioramento operativo, coordinando in modo efficace opportunità fiscali, bandi e tecnologie per l’efficienza.
La transizione energetica è il percorso con cui l’UE intende trasformare il proprio sistema energetico rendendolo più efficiente, meno dipendente dai combustibili fossili e basato su fonti rinnovabili, digitalizzazione e reti moderne. La Direttiva (UE) 2023/1791 stabilisce l’efficienza energetica come principio prioritario in tutte le decisioni di politica energetica.
Secondo la Commissione Europea, oltre il 75% delle emissioni dell’UE deriva dalla produzione e dall’uso di energia. Per questo la UE ha adottato misure che rendono l’efficienza energetica una priorità strutturale per la competitività, la sicurezza energetica e la decarbonizzazione.
Gli elementi principali sono:
Le politiche UE prevedono:
Le imprese devono adeguare processi e impianti per ridurre consumi, adottare tecnologie più efficienti, introdurre sistemi di monitoraggio digitale e, quando possibile, autoprodurre parte dell’energia. Ciò migliora competitività, continuità operativa e resilienza rispetto ai costi energetici.
Nel corso del 2026 sono disponibili bandi nazionali e regionali dedicati a efficienza energetica, energie rinnovabili, processi produttivi sostenibili e investimenti tecnologici, con finestre di apertura differenziate nel corso dell’anno.
Sì. Nel primo semestre 2026 sono attive call europee nell’ambito di Horizon Europe, Innovation Fund – Net Zero Technologies ed EIC Accelerator, che finanziano energia pulita, progetti di decarbonizzazione, ricerca climatica e tecnologie emergenti.
La fiscalità, attraverso i crediti d’imposta per beni strumentali previsti dalla Legge di Bilancio, supporta il rinnovo tecnologico ed energetico degli impianti, consentendo alle imprese di investire in macchinari efficienti, sensoristica IoT e sistemi avanzati di energy management, in modo complementare agli incentivi a fondo perduto.
È fondamentale adottare una visione integrata che unisca:
FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione di percorsi di investimento coerenti con gli obiettivi di efficienza energetica, decarbonizzazione e modernizzazione dei processi.
Il webinar “Vincere gli Accordi per l’Innovazione” si è svolto il 26 novembre 2025. Guarda la registrazione per ottenere fino al 60% di contributi per Ricerca e Sviluppo.731 milioni di euro per sostenere l’innovazione tecnologica e la competitività del sistema produttivo nazionale.
Gli Accordi per l’Innovazione sono pensati per figure che gestiscono strategie di crescita e investimenti tecnologici, come:
Sono finanziabili attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale con un forte contenuto tecnologico e strategico, coerenti con le priorità del PNRR e della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.
Il webinar del 3 aprile 2025 ha presentato le principali agevolazioni pubbliche per il settore turistico, con focus su hotel, strutture ricettive e impianti di risalita.
Sono stati analizzati strumenti come:
Con approfondimenti su requisiti, modalità di accesso e percentuali di contributo fino all’80%.
Un appuntamento utile per imprese del turismo che vogliono rinnovare, digitalizzare e investire in sostenibilità, sfruttando al massimo le opportunità di finanziamento.
Guarda la registrazione del webinar
Quali sono i principali incentivi per il settore turistico nel 2025?
FRI Turismo, bandi regionali, Fondo per impianti di risalita e Contratti di Sviluppo turistici.
Qual è la percentuale massima di contributo?
Fino all’80% a seconda della misura e della tipologia di investimento.
Chi può accedere a questi incentivi?
Imprese turistiche, hotel, strutture ricettive e gestori di impianti di risalita che investono in ristrutturazione, digitalizzazione e sostenibilità.
È possibile cumulare più agevolazioni?
Sì, ma occorre rispettare i limiti previsti dalle normative e pianificare correttamente.
Scopri come accedere ai contributi turismo 2025 e ottenere fino all’80% di agevolazioni per hotel e impianti di risalita. FI Group ti supporta con una consulenza dedicata.
La scala TRL (Technology Readiness Level) è utilizzata per valutare la maturità tecnologica di un’innovazione o di una tecnologia prima della sua implementazione operativa. Questo strumento è comunemente utilizzato nel campo della ricerca e sviluppo (R&S) per fornire una comprensione comune del grado di preparazione di una tecnologia.
La NASA (National Aeronautics and Space Administration) ha sviluppato la scala TRL negli anni Settanta. In origine, questo strumento prevedeva 7 livelli di maturità ed era utilizzato per gestire i rischi tecnologici dei programmi NASA. Solo nel 1995, tuttavia, è stata pubblicata una versione finale e globale della scala, che comprendeva complessivamente 9 diversi livelli di maturità.
La scala TRL è composta da nove livelli, numerati da 1 a 9, che rappresentano diversi stadi di sviluppo tecnologico. Ogni TRL è associato a criteri specifici che descrivono le caratteristiche e le prestazioni della tecnologia in quello stadio di sviluppo.
La valutazione del TRL di una tecnologia ci permette di capire a che punto è il suo ciclo di sviluppo e di identificare le fasi rimanenti necessarie per raggiungere la maturità e la commercializzazione.
La scala è utilizzata da ricercatori, ingegneri, aziende e organizzazioni per valutare il TRL.
È la fase iniziale della ricerca, in cui vengono esplorati e compresi i principi scientifici.
I principi scientifici vengono applicati per sviluppare concetti e prototipi tecnologici.
Vengono effettuati esperimenti per dimostrare la fattibilità della tecnologia e convalidare i principi di base.
La tecnologia viene testata in laboratorio per valutarne le prestazioni e la funzionalità.
La tecnologia viene testata in condizioni simulate che approssimano l’ambiente reale in cui verrà utilizzata.
La tecnologia viene testata in un ambiente operativo per valutarne le prestazioni in condizioni reali. Questa fase cruciale richiede la dimostrazione del prototipo di un sistema reale.
La tecnologia viene messa in uso operativo limitato e valutata (su scala prototipale) in condizioni reali.
La tecnologia nella sua forma finale viene resa operativa su larga scala, dimostrando la sua affidabilità ed efficacia.
La tecnologia nella sua forma finale è completamente sviluppata, validata e pronta per essere commercializzata e distribuita su larga scala.
Nel 2014, la scala TRL è stata incorporata nei progetti finanziati dall’Unione europea (UE) nell’ambito del programma quadro Horizon 2020.
Il programma Horizon Europe ha quindi adottato la scala TRL come indicatore per migliorare il posizionamento dei progetti richiesti nel programma. Questa scala unificata consente ai candidati e ai valutatori di soddisfare le aspettative della Commissione europea (CE).
Ciò rende la scala TRL uno strumento chiave nelle condizioni quadro di partecipazione di Horizon Europe 2021-2027. Per essere ammessi al finanziamento, i progetti devono soddisfare i seguenti requisiti:
Un TRL più alto nel testo di un bando indica quindi chiaramente che la CE sta cercando una soluzione più applicativa all’interno del progetto, mentre un TRL più basso indica che ci si aspetta un progetto di ricerca più fondamentale.
Il TRL viene utilizzato anche per indicare il “punto di ingresso”, ossia il livello di maturità di una determinata tecnologia, prodotto o processo all’inizio del progetto. In questo caso, il rispettivo TRL funge da “limite inferiore”.
Nella procedura di richiesta di sovvenzioni e innovazione, le agenzie di finanziamento utilizzano la scala TRL per valutare l’ammissibilità di diversi progetti innovativi.
Il TRL è fondamentale per i bandi di innovazione: livelli bassi (1-3) indicano ricerca, mentre livelli medi (4-6) richiedono prototipi validati. Livelli alti (7-9) sono richiesti per progetti vicini alla commercializzazione.
Per progetti di investimento, il TRL deve essere alto: livelli 7-9 indicano tecnologie validate e operative, requisito chiave per attrarre capitali e incentivi.
Nei bandi MIMIT e PNRR, il TRL è spesso richiesto per dimostrare la maturità tecnologica prima dell’erogazione dei fondi.
La scala TRL viene utilizzata anche per valutare l’ammissibilità dei progetti ai crediti d’imposta, come il Credito d’imposta per la ricerca e sviluppo e il Credito d’imposta per l’innovazione tecnologica.
I progetti nelle prime fasi di sviluppo sono eleggibili per il CIR, mentre i progetti più avanti nella scala TRL sono eleggibili per il CII.
La scala Technology Readiness Level (TRL) misura la maturità tecnologica di un’innovazione, dal concetto iniziale (TRL 1) alla piena commercializzazione (TRL 9).
La scala TRL ha 9 livelli, che vanno dalla ricerca fondamentale (TRL 1) alla tecnologia pronta per il mercato (TRL 9).
È utilizzata da NASA, Commissione Europea, aziende e centri di ricerca per valutare la maturità tecnologica nei progetti di innovazione.
Il TRL è richiesto in bandi europei (Horizon Europe, EIC, LIFE), nazionali (Accordi per l’Innovazione, FCS, MIMIT), regionali (POR FESR) e internazionali (ESA, NASA), per definire la fase di sviluppo tecnologico e l’ammissibilità.
Non è normato, ma viene usato come riferimento tecnico: TRL bassi per credito ricerca (CIR), TRL alti per credito innovazione (CII).
L’innovazione e la gestione della conoscenza svolgono un ruolo decisivo per l’adattamento, la crescita e il successo delle aziende nell’attuale ambiente competitivo, caratterizzato da mercati dinamici e condizioni mutevoli. Le attività di R&S&I sono leve per aumentare la produttività e la competitività e sono fondamentali per affrontare le transizioni digitali e verdi.
Il ruolo degli investimenti pubblici in R&S&I è fondamentale per ottenere ulteriori investimenti privati. L’Unione Europea ha fissato l’ambizioso obiettivo di destinare il 3% del PIL agli investimenti in R&S&I. Pertanto, nei prossimi anni si prevede un’ulteriore promozione di strumenti e incentivi per le attività di R&S&I delle imprese.
Una volta identificato il progetto di R&S&I, occorre determinarne l’ambito, il costo e la durata e stabilire obiettivi chiari. Questo grado di definizione è essenziale, poiché il piano e la descrizione del progetto devono essere successivamente dettagliati nei documenti e nelle relazioni tecniche richieste dalle amministrazioni.
Indipendentemente dalla natura innovativa di un progetto, la mancanza di struttura e coerenza nell’approccio può portare a valutazioni non positive, con conseguente rifiuto delle sovvenzioni pubbliche.
In secondo luogo, per ottenere sovvenzioni per la R&I, è necessario dimostrare il grado di innovazione del progetto, confrontando l’attuale livello di sviluppo tecnologico sul mercato con la differenziazione tecnologica fornita dal progetto. In alcuni bandi possono essere decisivi anche altri criteri del progetto, come l’argomento o il settore tecnologico, il budget e la durata, tra gli altri. In questi casi, il potenziale di finanziamento di un progetto dipenderà dai requisiti specifici di ciascun bando.
Infine, esistono alcuni requisiti generali nei quadri normativi sulle sovvenzioni, con regolamenti a livello europeo e nazionale, che determinano se un’azienda può essere beneficiaria di sovvenzioni pubbliche. Questi requisiti possono includere limitazioni in base alle attività economiche svolte dall’azienda, il rispetto delle normative sulla diligenza, i bilanci dell’azienda o l’essere in regola con gli obblighi di pagamento con le diverse amministrazioni, tra gli altri.
Pertanto, per determinare se un progetto è ammissibile alle sovvenzioni pubbliche per la R&S&I, è essenziale esaminare scrupolosamente la conformità ai requisiti dei beneficiari e, in secondo luogo, valutare se il progetto è chiaramente definito e incorpora elementi di innovazione tecnologica.
I progetti di R&S&I sono spesso strategici per le aziende per attuare i loro piani aziendali e garantire la crescita del business. Per questo motivo, molte aziende sono determinate a realizzare il progetto indipendentemente dall’ottenimento di sovvenzioni pubbliche. Tuttavia, i finanziamenti pubblici hanno un effetto incentivante su queste attività.
Ad esempio, i progetti possono essere accelerati, grazie a un’attuazione più rapida o a una maggiore portata. Inoltre, molti bandi offrono anticipi di finanziamento che possono aiutare i progetti a partire grazie alla disponibilità di una parte significativa del capitale necessario per l’investimento. Inoltre, i fondi pubblici per la realizzazione del progetto favoriscono la riduzione del periodo di ammortamento dell’investimento in R&S rispetto a uno scenario privo di tali finanziamenti.
Inoltre, è spesso possibile trovare formule di sovvenzione miste che includono sovvenzioni e prestiti agevolati, le cui condizioni sono più favorevoli di quelle di mercato. Allo stesso modo, in alcuni casi, le sovvenzioni possono essere compatibili con altri incentivi alla R&S, come i sussidi, il patent box o le detrazioni fiscali per la R&S.
Oltre a questi vantaggi economici e finanziari, l’ottenimento di sovvenzioni pubbliche rappresenta un marchio di qualità per l’azienda e per il suo impegno nella R&S, dal momento che i bandi di gara sono spesso regolati da un concorso competitivo. Questo riconoscimento favorisce la visibilità delle iniziative del beneficiario e incrementa le opportunità di business e di collaborazione con terzi.
Le attività di R&S&I sono quelle che incorporano nuove tecnologie, strumenti, nuovi progetti o processi dirompenti rispetto alle tecniche comunemente utilizzate sul mercato. A seconda del grado di maturità delle nuove tecnologie (TRL, Technology Readiness Level), possono essere necessarie diverse fasi di test e validazione prima di ottenere una soluzione commerciale o definitiva. Queste fasi sono solitamente successive per avvicinare il prodotto, il servizio o il processo al mercato finale e vanno da test su scala di laboratorio a prototipi o test in ambienti reali.
Gli strumenti di finanziamento della R&S&I di solito riconoscono lo sforzo e il rischio delle attività innovative, con condizioni più favorevoli per le attività a più alto rischio tecnologico e lontane dal mercato. Pertanto, la corretta identificazione del TRL del progetto e una buona giustificazione del grado di novità e di maturità tecnologica sono fondamentali per massimizzare le sovvenzioni o i benefici fiscali per queste attività.
Un progetto che include attività di ricerca industriale ha maggiori probabilità di essere ammesso al finanziamento pubblico rispetto a un progetto sperimentale di sviluppo dell’innovazione. In questo modo, le amministrazioni pubbliche incoraggiano la crescita e lo sviluppo economico basati sull’innovazione e sull’incorporazione di nuove tecnologie.
L’Unione Europea è impegnata nell’innovazione verso le transizioni verdi e digitali che, insieme all’incorporazione di nuove tecnologie, favoriscono la competitività delle imprese e migliorano il posizionamento globale delle aziende europee. A tal fine, i meccanismi di sovvenzione pubblica mirano a cofinanziare i progetti di R&I delle imprese attraverso diverse amministrazioni.
La concorrenza per ottenere queste sovvenzioni è solitamente molto alta ed è quindi importante che i progetti siano chiari, ben definiti e allineati con i diversi bandi di sovvenzione. Inoltre, è fondamentale garantire la conformità ai requisiti dei diversi bandi, sia a livello di progetto sia per garantire l’ammissibilità delle imprese.
Grazie alle sovvenzioni pubbliche, le imprese possono promuovere i loro progetti con una maggiore sicurezza economica e finanziaria, che mitiga in parte il rischio legato agli investimenti in R&I. Inoltre, aumentano le opportunità di sviluppo collaborativo e migliorano la proiezione dell’azienda sul mercato.
Il webinar del 19 aprile 2024 ha spiegato come pianificare e finanziare grandi investimenti aziendali sfruttando la finanza agevolata. In meno di un’ora, gli esperti FI Group hanno illustrato strumenti e strategie per massimizzare il risparmio fiscale e coordinare fornitori e consulenti.
📺 Guarda la registrazione del webinar
Quali strumenti sono stati analizzati?
Contratti di Sviluppo, Fondo per la Transizione Industriale e incentivi nazionali.
Chi dovrebbe partecipare?
CEO, CFO, Innovation Manager e responsabili finanziari.
Qual è il vantaggio principale?
Ottimizzare la pianificazione degli investimenti e ridurre il carico fiscale.
Firmato il decreto che assegna 466.4 milioni di euro per interventi agevolativi e al cofinanziamento dei progetti dei bandi europei connessi ad iniziativa UE. Risorse aggiuntive a valere sulle risorse disponibili del Programma nazionale complementare di azione e coesione imprese e competitività 2014-2020 (PON IC). Le misure interessate saranno:
L’onere effettivo degli interessi a carico dell’impresa beneficiaria, è pari alla media ponderata fra i due seguenti tassi:
Il Fondo prevede anche un contributo a fondo perduto per il rimborso delle spese tecniche sostenute dall’impresa per la preparazione ed il supporto tecnico del progetto, pari ad un massimo del 12,5% della quota pubblica del finanziamento.
La Regione Piemonte, ha approvato la nuova Misura “Dalla ricerca al mercato: sostegno a progetti finalizzati alla valorizzazione dei risultati di attività di RSI“.
Con una dotazione di 20 milioni di euro del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) volta a la valorizzare i risultati di attività di ricerca sviluppo e innovazione, con particolare riguardo ai progetti caratterizzati da significativo rilievo innovativo per le aziende proponenti o per il mercato di riferimento ed in grado di proporre prodotti, processi o servizi radicalmente nuovi o capaci di creare nuovi segmenti di mercato.
I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese, le start up innovative e gli spin off industriali. Gli interventi ammissibili dovranno prevedere spese come:
Consulta l’informativa, qui.
La Commissione approva un regime italiano da 1,7 miliardi di € a sostegno di impianti agrivoltaici. La misura rientra nella strategia nazionale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare la quota di energie rinnovabili. Azioni in linea con il Green Deal europeo.
La misura sostiene la costruzione e la gestione di nuovi impianti agrivoltaici per una capacità totale di 1,04 GW e una produzione di energia elettrica di almeno 1 300 GWh/anno. Il vantaggio dei sistemi agrivoltaici è l’utilizzo simultaneo dei terreni sia per la produzione di energia fotovoltaica attraverso l’installazione di pannelli solari sia per lo svolgimento di attività agricole.
I progetti saranno selezionati mediante procedura di gara competitiva trasparente e non discriminatoria. I beneficiari concorreranno per l’importo più basso della tariffa di incentivazione necessaria per la realizzazione di un singolo progetto. Per beneficiare della misura, i beneficiari devono diventare operativi prima del 30 giugno 2026.
Accedi a tutti gli incentivi e le sovvenzioni disponibili o in arrivo per l’agricoltura.
Contatta i nostri consulenti per un audit gratuito.
È stato annunciato un nuovo bando Eurostars per marzo 2024, per finanziare attività innovative di startup, spin-off e PMI.
Come parte del Partenariato europeo sulle PMI innovative, cofinanziato dal programma Horizon Europe per la ricerca e l’innovazione, Eurostars fornisce finanziamenti per progetti di collaborazione internazionale in molti campi diversi, guidati da PMI innovative.
Il programma copre le attività di innovazione da una prova di concetto in laboratorio per la maturazione tecnologica, al prototipo e alla maturazione dell’idea imprenditoriale.
Il prossimo bando Eurostars sarà aperto alle candidature dal 12 gennaio al 14 marzo 2024.
Per essere ammessi al finanziamento, i progetti devono soddisfare i seguenti criteri:
Le proposte di progetto saranno valutate in base ai seguenti criteri:
FI Group ha 20 anni di esperienza e vuole accompagnarvi nel vostro nuovo percorso legato ai bandi Next Generation EU. I nostri esperti sono a vostra disposizione per analizzare come il vostro progetto può inserirsi nel fondo di recupero europeo e compiere insieme a voi i passi successivi.
I centri di competenza sono partenariati pubblico-privati il cui compito è quello di svolgere attività di orientamento e formazione alle imprese su tematicherelative all’Industria 4.0. Svolgono, inoltre, attività di supporto nell’attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi (o al loro miglioramento) tramite tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0.
Il PNRR alloca113 milioni di euro per la promozione di otto bandi, uno per ogni Competence Center, con determinate aree di interesse. Suddivisione del finanzimento:
I bandi riguarderanno le seguenti aree di interesse:
FI Group è a fianco delle imprese italiane ed internazionali da oltre vent’anni. Il nostro core business è lo sviluppo e il supporto della ricerca e sviluppo e dell’innovazione aziendale.
Contattaci per un consulto gratuito per accedere ai bandi di tuo interesse!
Si evidenziano alcuni fattori comuni:
Scheda bando completa qui.
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I competence center fungono da acceleratore per aziende che vogliono innovare. Si occupano di orientamento, formazione, counseling, mettendo a disposizione delle imprese macchine e tecnologie, i cui costi saranno sgravati all’impresa tramite i bandi in arrivo.
Ai bandi potranno accedere progetti di innovazione e ricerca e sviluppo, i quali saranno valutati da una commissione. Saranno ammessi sia progetti singoli che aggregati, con imprese che portano differenti competenze. La soglia massima di cofinanziamento è pari al 50% in ricerca industriale e per il 25% di sviluppo sperimentale.
Il valore medio del progetto sarà fra i 600.000 e i 700.000 euro, si può arrivare anche a 1 milione di euro, fino a un cofinanziamento massimo di 400.000 euro.
FI Group è a tua disposizione per una consulenza gratuita con il fine di valutare l’accesso ai bandi e le relative possibilità di cumulo di altri incentivi.
Le agevolazioni sono destinate ad alcuni comuni delle regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche. L’elenco è disponibile nell’Allegato 1 del D.L 1 giugno 2023, n.6.
Dal 2 giugno e fino al 31 dicembre 2023, per le imprese localizzate nei territori interessati dall’alluvione, la garanzia del Fondo di garanzia viene concessa gratuitamente nella seguente misura:
Un pacchetto di misure da 700 milioni di euro a sostegno delle imprese esportatrici colpite dalla recente alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
Gli aiuti in arrivo per le imprese dell’Emilia-Romagna saranno così costituiti:
Con tali misure SIMEST rinsalda il proprio il ruolo a supporto dell’economia nazionale svolto grazie alla stretta sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e con tutti gli attori del Sistema Paese, confermandosi, ancora una volta, quale attore chiave a sostegno dell’economia.
Le risorse saranno destinate a ristori indirizzati alle imprese esportatrici dei territori colpiti dall’ alluvione sia per danni materiali subiti su beni mobili ed immobili (es. fabbricati, attrezzature, macchinari, scorte) sia per perdita di reddito a causa del calo di fatturato.
Finanziamenti Agevolati per 400 milioni di euro a valere sul Fondo 394/81 gestito per conto della Farnesina. Le risorse saranno erogate sotto forma di finanziamenti a tassi agevolati con quote a fondo perduto del 10% ed esenzione delle garanzie. La misura sarà accessibile non solo alle imprese esportatrici ma anche a tutte le aziende della filiera produttiva locale.
Si prevede la sospensione di 12 mesi dei pagamenti in quota capitale e interessi su tutti i finanziamenti in essere a valere sul Fondo394 e sulla misura PNRR /Fondo 394, fermo restando la durata massima del finanziamento concesso.
Con il comunicato stampa del 23 maggio 2023, espone un piano d’azione immediato e di ampio raggio promosso dal Governo su proposta del Consiglio dei Ministri, questo attraverso il nuovo Decreto-Legge (c.d. Decreto Maltempo). Strumento a supporto e sostegno della popolazione e alle imprese.
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Il Fondo PMI EUIPO con una dotazione complessiva per l’anno in corso pari a 27,1 milioni di euro rimarrà aperto fino ad esaurimento della dotazione complessiva e comunque non oltre l’8 dicembre 2023.
Composizione del finanziamento:
Misura a sportello, per cui fino ad oggi hanno fatto domanda più di 10.000 PMI europee.
Finanzierà brevetti nazionali ed europei fino ad un massimo di 1.500 euro delle spese ammissibili.
Inerente alle varietà vegetali comunitarie in misura del 50% della tassa di registrazione online, che ammonta a 450 euro.
Attualmente le imprese italiane possono fare domanda anche per il Voucher 2 (finanziamento marchi e disegni, fino ad un massimo di 1.000 euro a impresa). Complessivamente i 3 voucher consentiranno alle piccole e medie imprese UE un risparmio fino a 2.725 euro sugli investimenti in proprietà industriale.
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