energie-rinnovabili
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il nuovo quadro europeo sugli aiuti di Stato dedicato a potenziare la capacità produttiva nelle tecnologie a zero emissioni nette. Introdotto in Italia dal DM 24 novembre 2025, il CISAF permette alle imprese di accedere a incentivi rafforzati attraverso i Contratti di Sviluppo, sostenendo investimenti strategici nelle filiere delle tecnologie pulite, dei loro componenti principali e delle materie prime critiche necessarie alla transizione industriale.
Cos’è un contratto di sviluppo industriale
I contratti di sviluppo industriale sono strumenti agevolativi gestiti da Invitalia, progettati per favorire la realizzazione di programmi di sviluppo strategici, innovativi e di rilevante dimensione sul territorio nazionale.
Rappresentano uno dei principali strumenti di politica industriale italiana, con l’obiettivo di sostenere investimenti che rafforzino la competitività del Paese e contribuiscano alla crescita della capacità produttiva.
Attraverso i Contratti di Sviluppo, le imprese — italiane o estere, di qualsiasi dimensione — possono ottenere contributi a fondo perduto, contributi in conto impianti, e finanziamenti agevolati.
Per i programmi industriali, l’investimento minimo richiesto è 20M€ (o importi ridotti nel caso di TPA — trasformazione prodotti agricoli).
Cosa cambia con il DM 24 novembre 2025 e l’applicazione del CISAF
Il Decreto Ministeriale del 24 novembre 2025 introduce una novità importante: l’applicazione delle disposizioni contenute nella Sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF) ai programmi di sviluppo industriale presentati tramite Contratto di Sviluppo, quando riguardano la produzione di tecnologie a zero emissioni nette e relative filiere.
Questa sezione è dedicata agli “Aiuti volti a garantire una sufficiente capacità di produzione nel settore delle tecnologie pulite”, consentendo incentivi mirati per:
- Produzione di tecnologie a zero emissioni nette.
- Realizzazione di componenti strategici per la transizione energetica.
- Produzione di materie prime critiche per la filiera green.
Grazie a questa integrazione, le imprese italiane possono beneficiare di un regime di aiuti più ampio e competitivo, valido fino al 31 dicembre 2030.
Cos’è il CISAF e cosa prevede la Sezione 6
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il quadro europeo che disciplina gli aiuti di Stato destinati ad accelerare la produzione e la diffusione di tecnologie pulite. Con il DM 24 novembre 2025, il CISAF diventa un riferimento centrale per l’accesso ai nuovi contratti di sviluppo industriale, offrendo un regime di aiuti rafforzato e valido fino al 2030.
Il CISAF mira a sostenere tre priorità strategiche europee:
- Decarbonizzazione dell’industria
- Sviluppo e produzione di tecnologie pulite
- Rafforzamento della sovranità energetica europea
La Sezione 6 del CISAF, dedicata agli “Aiuti per garantire una sufficiente capacità produttiva nel settore delle tecnologie pulite”, consente agli Stati membri di supportare investimenti in:
- Produzione di tecnologie a zero emissioni nette.
- Componenti strategici per la transizione energetica.
- Materie prime critiche necessarie per la filiera green.
Questa sezione è la base normativa che permette di finanziare i progetti dei contratti di sviluppo industriali coerenti con il CISAF, ampliando significativamente il tipo di investimenti eleggibili e gli importi potenzialmente ottenibili. Gli incentivi previsti resteranno disponibili fino al 2030, offrendo alle imprese una finestra stabile per programmare investimenti green di ampia portata.
Come ottenere gli incentivi fino al 2030
Gli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025 rappresentano un’opportunità unica per le aziende che vogliono investire in tecnologie pulite. I vantaggi principali includono:
- Accesso a contributi e finanziamenti agevolati.
- Sostegno a progetti innovativi con impatto sulla decarbonizzazione.
- Aumento della competitività nel mercato europeo delle energie rinnovabili.
Requisiti per accedere
Possono presentare domanda tutte le imprese, senza limiti settoriali, che realizzano investimenti di almeno 20 milioni di euro in modalità singola o partenariato che realizzano:
- nuova unità produttiva
- ampliamento della capacità produttiva
- riconversione attività (diversificazione ATECO)
- ristrutturazione dell’unità produttiva: cambiamento fondamentale o notevole miglioramento.
Con l’obiettivo di investire in
- produzione di tecnologie a zero emissioni nette.
- produzione di componenti chiave (previsti dal bando).
- Materie prime critiche per la filiera green.
Le domande saranno inviabili fino al 21 aprile 2026 e possono accedere anche domande già presentate, se coerenti con la normativa.
Procedura Invitalia: come presentare la domanda
- Registrazione sul portale ufficiale Invitalia.
- Compilare la domanda inserendo il progetto dettagliato.
- Allegare la documentazione richiesta (linee guida e allegati disponibili sul sito Invitalia)
Il processo è interamente digitale e prevede controlli su requisiti prima dell’approvazione.
Perché aderire subito e affidarsi a FI Group by EPSA
La gestione dei contratti di sviluppo può essere complessa, soprattutto per progetti di grandi dimensioni. FI Group by EPSA, leader nella consulenza per finanziamenti e agevolazioni, supporta le imprese in tutte le fasi:
- Analisi dei requisiti.
- Preparazione della domanda.
- Rendicontazione e monitoraggio.
Affidarsi a professionisti significa ridurre i rischi, ottimizzare i tempi e massimizzare i benefici degli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025.
FAQ
Chi può accedere ai Contratti di Sviluppo nell’ambito del CISAF?
Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, italiane o estere, che presentano programmi di sviluppo industriale riguardanti:
- la produzione di tecnologie a zero emissioni nette,
- la produzione dei relativi componenti principali,
- la produzione o il recupero di materie prime critiche,
- come previsto dal DM 24 novembre 2025 e dal regime CISAF
Fino a quando si possono richiedere gli incentivi?
Gli aiuti CISAF possono essere concessi fino al 31 dicembre 2030, mentre la presentazione delle domande tramite Contratto di Sviluppo è possibile fino al 21 aprile 2026 per lo sportello NET ZERO.
Come si presenta la domanda?
La domanda deve essere presentata telematicamente tramite la piattaforma ufficiale di Invitalia, compilando la modulistica e caricando la documentazione richiesta.
Quali tipologie di progetti sono ammissibili con il CISAF?
Sono ammissibili solo i progetti riconducibili alla Sezione 6 del CISAF, ovvero:
- produzione dei prodotti finali delle tecnologie a zero emissioni nette,
- produzione dei componenti principali delle tecnologie a zero emissioni nette (Allegato 1 del DM),
- produzione o recupero delle materie prime critiche (Regolamento UE 2024/1252).
Qual è l’obiettivo principale del CISAF?
Il CISAF mira a:
- aumentare la capacità produttiva europea nel settore delle tecnologie pulite,
- sostenere investimenti che contribuiscono alla decarbonizzazione,
- rafforzare la sovranità industriale europea, riducendo la dipendenza da paesi terzi.
Perché il DM 24 novembre 2025 è collegato al CISAF?
Perché il DM 24/11/2025 integra formalmente la Sezione 6 del CISAF nei Contratti di Sviluppo Industriali, consentendo alle imprese italiane di accedere alle agevolazioni previste dal nuovo regime europeo per le tecnologie pulite.
Perché scegliere FI Group by EPSA?
FI Group by EPSA supporta le imprese in tutte le fasi del processo:
- valutazione di ammissibilità,
- costruzione del progetto,
- preparazione della domanda,
- rendicontazione e gestione post–concessione.
Questo supporto riduce i rischi, accelera la procedura e massimizza l’accesso ai contributi.
Il Fondo Transizione Industriale 2026 è la spinta green e leva più potente per accompagnare le imprese italiane verso la transizione ecologica.
Lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il fondo mette sul piatto 400 milioni di euro per sostenere progetti industriali che puntano a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. Non si tratta di aumentare la produzione, ma di produrre meglio, con meno sprechi, meno emissioni e più innovazione.
Un fondo, quattro direttrici strategiche
Il cuore del bando è chiaro: aiutare le imprese a trasformarsi. Come? Attraverso interventi mirati su:
- Efficientamento energetico degli impianti
- Uso circolare delle risorse (riuso, riciclo, recupero)
- Produzione di energia rinnovabile per autoconsumo
- Tecnologie digitali e Industria 4.0 applicate alla sostenibilità
Quanto finanzia il Fondo Transizione Industriale 2026?
- PMI: contributo a fondo perduto fino al 40%
- Grandi imprese: fino al 30%
- Cumulo con altri incentivi: possibile per massimizzare il beneficio
Quali sono i vantaggi per le imprese?
- Miglioramento del rating ESG
- Accesso a certificazioni ambientali
- Maggiore competitività sui mercati internazionali
- Riduzione dei costi energetici e operativi
Le origini del Fondo Transizione Industriale 2026: una risposta strutturale alla sfida climatica
Il fondo nasce con la Legge di Bilancio 2022, ma affonda le sue radici nel PNRR e nelle politiche europee per la transizione ecologica. È regolato da due decreti chiave (ottobre 2022 e dicembre 2024) che ne definiscono criteri e modalità operative.
Non è un’iniziativa spot, ma parte di una strategia più ampia per decarbonizzare l’industria italiana e renderla protagonista del cambiamento.
I risultati delle edizioni precedenti del Fondo Transizione Industriale 2026
I numeri parlano chiaro:
- Centinaia di progetti finanziati in tutta Italia
- 40% delle risorse al Sud, a sostegno della coesione territoriale
- 50% dei fondi alle imprese energivore, con impatti tangibili sulla riduzione dei consumi
Ma non è solo questione di numeri. Molte aziende hanno colto l’occasione per ripensare il proprio modello produttivo, ottenere certificazioni ambientali, migliorare il proprio rating ESG e posizionarsi meglio sui mercati internazionali.
Le aspettative delle imprese per il nuovo bando Fondo Transizione Industriale 2026
Principali aspettative delle aziende
- Procedure più snelle e tempi certi di valutazione delle domande
- Maggiore flessibilità nei progetti ammissibili, per includere innovazioni integrate
- Integrazione tra transizione ambientale e digitale, in linea con Industria 4.0
- Più spazio alle PMI, spesso penalizzate nelle edizioni precedenti
Un’occasione da non perdere
Il Fondo per la Transizione Industriale non è solo un incentivo economico. È un acceleratore di cambiamento, una leva per rendere il nostro sistema produttivo più resiliente, moderno e sostenibile.
Per le imprese italiane, è il momento di agire. Preparare un progetto solido, coerente con gli obiettivi ambientali e ben strutturato può fare la differenza tra restare fermi o diventare protagonisti della nuova economia green.
Vuoi accedere al Fondo Transizione Industriale 2026 e massimizzare il contributo?
FI Group è il tuo partner strategico per la finanza agevolata e la consulenza ESG.
FAQ – Domande frequenti
Qual è la dotazione del Fondo Transizione Industriale 2026?
Quali spese sono ammissibili?
Posso cumulare altri incentivi?
Come presentare la domanda per il Fondo Transizione Industriale 2026 ?
- Progetto dettagliato con obiettivi ambientali chiari
- Piano finanziario sostenibile
- Documentazione tecnica e amministrativa
L’Unione europea è all’avanguardia nella transizione globale verso le energie rinnovabili. Con gli ambiziosi obiettivi fissati nell’ambito del Green Deal europeo, l’UE mira a diventare il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Questo obiettivo è sostenuto da varie iniziative di finanziamento, progetti innovativi e dall’integrazione di tecnologie avanzate. FI Group svolge un ruolo cruciale nell’aiutare le aziende ad accedere a queste opportunità di finanziamento per raggiungere i loro obiettivi in materia di energie rinnovabili.
Iniziative di finanziamento dell’UE
L’UE ha istituito diversi meccanismi di finanziamento per sostenere i progetti di energia rinnovabile:
- Fondo di coesione: Mira a ridurre le disparità economiche e sociali tra i Paesi dell’UE e a promuovere lo sviluppo sostenibile sostenendo progetti che riducono le emissioni di gas serra, aumentano l’uso di energie rinnovabili e migliorano l’efficienza energetica.
- Meccanismo per collegare l’Europa (CEF): Con un budget di 42,3 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, il CEF sostiene gli investimenti in infrastrutture energetiche, di trasporto e digitali, con 8,7 miliardi di euro stanziati specificamente per progetti energetici.
- Banca europea per gli investimenti (BEI): Fornisce prestiti e strumenti finanziari per finanziare progetti energetici e ha lanciato l’European Investment Advisory Hub per offrire consulenza ed esperienza sullo sviluppo dei progetti.
- Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI): Mobilita investimenti privati in progetti di importanza strategica, tra cui le energie rinnovabili, le reti elettriche e l’efficienza energetica.
- Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): Finanzia programmi per rendere l’Europa più competitiva, più verde e più vicina ai cittadini, sostenendo gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica.
- Horizon Europe: Un programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione che investe circa 5,6 miliardi di euro per sostenere il Green Deal europeo e accelerare la transizione verso l’energia pulita.
Esempi di sovvenzioni e progetti assegnati
Diversi progetti hanno beneficiato di sovvenzioni dell’UE. Ad esempio, nel 2025 il Fondo per l’innovazione ha sostenuto 77 progetti di decarbonizzazione in 18 Paesi europei. Questi progetti mirano a ridurre le emissioni di circa 397,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nei primi dieci anni di attività. Horizon Europe ha finanziato numerosi progetti nell’ambito del Cluster 5 “Clima, energia e mobilità” per sostenere l’iniziativa REPowerEU.
Sovvenzioni per le utenze domestiche
L’UE fornisce anche sovvenzioni alle famiglie per adottare iniziative di energia verde:
Strumento per la ripresa e la resilienza: Stanzia 184 miliardi di euro per misure legate all’energia, con 106,5 miliardi di euro destinati a misure di efficienza energetica negli edifici pubblici e residenziali, compresi gli alloggi sociali.
Fondi della politica di coesione: Sostengono le ristrutturazioni ad alta efficienza energetica degli edifici, tra cui l’isolamento, il recupero del calore e la digitalizzazione dei sistemi edilizi.
Il ruolo delle tecnologie digitali
Le tecnologie digitali sono sempre più importanti nel settore delle energie rinnovabili. Le reti intelligenti, ad esempio, utilizzano la tecnologia di comunicazione digitale per rilevare e reagire alle variazioni locali di utilizzo, migliorando l’efficienza e l’affidabilità della distribuzione dell’elettricità. Inoltre, l’Internet degli oggetti (IoT) consente una migliore gestione dell’energia collegando dispositivi e sistemi, permettendo il monitoraggio e l’ottimizzazione in tempo reale dell’uso dell’energia.
Il ruolo di FI Group
FI Group aiuta le aziende a orientarsi nel complesso panorama delle opportunità di finanziamento. Forniamo una consulenza esperta, analizzando i progetti aziendali, sviluppando strategie, assistendo nella presentazione delle domande e gestendo i progetti per garantire il successo dell’erogazione dei fondi. La nostra guida completa alle sovvenzioni internazionali aiuta le aziende a scoprire le opportunità di finanziamento pubblico adatte alle loro esigenze, migliorando i loro progetti e raggiungendo i loro obiettivi.
Conclusione
La spinta europea verso le energie rinnovabili è sostenuta da solide iniziative di finanziamento, progetti innovativi e tecnologie avanzate. L’esperienza di FI Group nell’accesso a queste opportunità di finanziamento assicura che le aziende possano contribuire con successo agli obiettivi europei in materia di energie rinnovabili, promuovendo un futuro sostenibile e neutrale dal punto di vista climatico.
Funding Investments
Il MASE ha recentemente pubblicato cinque avvisi pubblici sul proprio portale per il finanziamento di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica nell’ambito delle Missioni “Green Powered Future” (GPFM) e “Clean Hydrogen” (CHM) di Mission Innovation 2.0, come previsto dal DM n. 386 del 17 novembre 2023.
Obiettivi dei cinque bandi MASE
I progetti selezionati dovranno contribuire a:
- L’integrazione delle energie rinnovabili nel sistema energetico
- Il miglioramento della produzione di idrogeno verde
- Lo sviluppo di soluzioni innovative per il settore energetico
Mission Innovation 2.0 è un’iniziativa globale di cooperazione che include 24 Paesi, tra cui l’Italia, e mira a favorire il contenimento delle emissioni climalteranti e la promozione dell’innovazione tecnologica a supporto della transizione energetica, tramite il raddoppio della quota pubblica degli investimenti dedicati alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione delle tecnologie per la decarbonizzazione.
Dettagli dei cinque bandi MASE
Il Ministero ha pubblicato cinque nuovi avvisi per il finanziamento di progetti sui seguenti macro temi:
- Fonti Rinnovabili Non Programmabili (FRNP)
- Scadenza: ore 12.00 del 13 Giugno 2025
- Budget: 60.000.000,00 €
- Costo totale per progetto: tra 2 milioni e 20 milioni di euro
- Tematiche: Integrazione delle FRNP nel sistema elettrico, monitoraggio e diagnostica avanzata degli impianti FRNP, resilienza e sicurezza degli impianti FRNP, ecoprogettazione, incremento della produzione energetica nazionale da FRNP, celle e moduli fotovoltaici a più elevata efficienza.
- Flessibilità e accumulo energetico
- Scadenza: ore 12.00 del 19 Giugno 2025
- Budget: 62.000.000,00 €
- Costo totale per progetto: tra 2 milioni e 20 milioni di euro
- Tematiche: Integrazione in rete di sistemi di accumulo energetico, servizi di flessibilità e aggregazione, veicoli elettrici come risorse di flessibilità, pianificazione, gestione, controllo del sistema energetico integrato.
- Dati e digitalizzazione di rete
- Scadenza: ore 12.00 del 20 Giugno 2025
- Budget: 60.000.000,00 €
- Costo totale per progetto: tra 1 milioni e 20 milioni di euro
- Tematiche: Piattaforme digitali interoperabili, Digital Twin (DT), tecniche di Intelligenza Artificiale (IA) e sviluppo di modelli predittivi, integrazione dell’e-mobility con la rete, cybersecurity.
- Elettrolizzatori e reti
- Scadenza: ore 12.00 del 12 Giugno 2025
- Budget: 6.000.000,00 €
- Costo totale per progetto: tra 500 mila e 5 milioni di euro
- Tematiche: Tecnologia d’elettrolisi, elettrolizzatori e fonti rinnovabili, elettrolizzatori e rete elettrica.
- Bioidrogeno e biocarburanti
- Scadenza: ore 12.00 del 12 Giugno 2025
- Budget: 12.000.000,00 €
- Costo totale per progetto: tra 500 mila e 5 milioni di euro
- Tematiche: Sviluppo di processi per la produzione e/o purificazione di bioidrogeno e biocarburanti, recupero e/o sfruttamento dei sottoprodotti generati nei processi di produzione di bioidrogeno e biocarburanti, sviluppo di sistemi per la distribuzione dei biocarburanti e l’immissione del bioidrogeno nella rete gas o loro utilizzo nella rete elettrica e/o termica, ottimizzazione della catena logistica di approvvigionamento delle materie prime in termini di sostenibilità e impatto ambientale.
Beneficiari bandi
Tutte le tipologie di imprese e Organismi di Ricerca possono partecipare. In particolare, la proposta di progetto deve essere presentata tramite un’impresa Capofila, con una compagine progettuale formata da almeno due partner tra Imprese (comprese le Startup innovative) e/o Organismi di ricerca e diffusione della conoscenza.
Contributi
Per tutti i cinque avvisi sono previsti contributi in conto capitale soggetti al rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, conformemente al Regolamento (UE) 2014/651, art. 25 – Aiuti a progetti di ricerca e sviluppo. L’intensità del contributo per ciascun beneficiario non supera:
- 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale
- 25% dei costi ammissibili per lo sviluppo sperimentale
- 50% dei costi ammissibili per gli studi di fattibilità
Sono previste maggiorazioni delle intensità secondo quanto previsto dalla normativa, in base alla dimensione d’impresa e alle collaborazioni attivate, arrivando a coprire fino a un massimo dell’80% dei costi.
Le intensità massime di aiuto e le maggiorazioni non si applicano per gli Organismi di ricerca e diffusione della conoscenza, ai quali è riconosciuta un’intensità di aiuto pari al 100% dei costi ammissibili.
| Soggetti beneficiari | Ricerca industriale | Sviluppo sperimentale | Studi di fattibilità |
| Grandi imprese | 65% | 40% | 50% |
| Medie imprese | 75% | 50% | 60% |
| Piccole e Microimprese | 80% | 60% | 70% |
| Organismi di ricerca | 100% | 100% | 100% |
Modalità di presentazione delle domande
Le modalità di presentazione delle domande sono comuni ai cinque avvisi. La domanda di contributo, corredata dalla proposta di progetto e completa di tutta la documentazione richiesta, dovrà essere presentata dal Capofila attraverso la piattaforma informatica dedicata. Le modalità per l’accesso e l’utilizzo della piattaforma bandi Mission Innovation 2.0 sono oggetto di pubblicazione nella pagina online della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’apertura dello sportello per le agevolazioni destinate alle PMI che desiderano autoprodurre energia elettrica da fonti rinnovabili. A partire dal 4 aprile 2025 fino al 5 maggio 2025, le imprese potranno presentare domanda per accedere a finanziamenti dedicati alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici e minieolici.
L’incentivo si rivolge alle Pmi in tutta Italia, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.
La misura prevede contributi in conto impianti per i programmi di investimento delle piccole e medie imprese finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari fotovoltaici o mini eolici, per l’autoconsumo immediato e per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia dietro il contatore per autoconsumo differito.
Agevolazione Autoproduzione di Energia da Fonti Rinnovabili nelle PMI
Sono disponibili 320 milioni di euro, di cui il 40% riservato alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e un altro 40% alle micro e piccole imprese.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una graduatoria e assegnate ai programmi di investimento realizzati per un ammontare di spese ammissibili non inferiore a 30.000 euro e non superiore a un milione di euro nella misura massima del:
- 30% per le medie imprese
- 40% per le micro e piccole imprese
- 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento
- 50% per la diagnosi energetica ex-ante necessaria alla pianificazione degli interventi previsti dal decreto
Il provvedimento mira a incentivare l’autonomia energetica delle PMI, promuovendo l’uso di fonti rinnovabili e contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2.
Presentazione delle domande Autoproduzione di Energia da Fonti Rinnovabili nelle PMI
Le domande di agevolazione potranno essere inviate dalle ore 12.00 del 4 aprile 2025 fino alle ore 12.00 del 4 giugno 2025 tramite lo sportello online di Invitalia, gestore della misura per conto del Ministero.
Modulistica bando Autoproduzione di Energia da Fonti Rinnovabili nelle PMI
Scarica tutti i moduli necessari per la presentazione della domanda.
Queste agevolazioni rappresentano un’opportunità significativa per le PMI, contribuendo alla loro crescita sostenibile e competitività sul mercato.
Fondo Veneto Energia: opportunità di finanziamento per l’efficientamento energetico delle imprese
Fondo Veneto Energia, Sezione Efficientamento Imprese, vede una dotazione di 31 milioni di euro. Mira a sostenere le imprese del territorio che investono nell’efficientamento energetico dei propri impianti e sedi, offrendo finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.
Agevolazione del Bando Fondo Veneto Energia
Il Fondo Veneto Energia prevede sovvenzioni a fondo perduto pari al 20% dell’investimento totale ammissibile e finanziamenti agevolati fino al 100% dell’investimento. L’intervento ammissibile deve essere di importo minimo di € 100.000 e massimo di € 600.000.
Il finanziamento è composto da una quota a tasso zero (50%) con fondi pubblici del PR Veneto FESR 2021-2027 e da una quota a tasso convenzionato dagli istituti bancari.
Possono richiedere l’intervento del Fondo:
- le PMI;
- i Professionisti/lavoratori autonomi.
Interventi ammissibili Bando Fondo Veneto Energia
Gli interventi ammissibili riguardano progetti di efficienza energetica per il ciclo produttivo e l’efficientamento energetico degli immobili aziendali. In entrambi i casi, è incentivato l’utilizzo di energie rinnovabili per l’autoconsumo e la produzione di energia per alimentare i cicli produttivi, anche attraverso l’installazione dei relativi impianti.
A. Efficientamento energetico del ciclo produttivo:
- Acquisto e installazione di macchinari e attrezzature non alimentati da combustibili fossili (compreso il gas naturale) e a minore consumo energetico in sostituzione dei macchinari e delle attrezzature in uso nella Sede operativa oggetto di intervento quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: motori elettrici; forni; presse; compressori; generatori di calore, cogeneratori, pompe di calore; sistemi di trasporto/movimentazione interni alla Sede operativa.
- Acquisto e installazione di sistemi e componenti non alimentati da combustibili fossili: (compreso il gas naturale), in grado di ridurre i consumi energetici nei cicli produttivi nella Sede operativa oggetto di intervento, ivi compresi i dispositivi per il riutilizzo dell’energia/calore recuperata/o quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: inverter, rifasatori, pompe di calore / scambiatori di calore.
- Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, ecc.), compresi dispositivi autonomi per il controllo dell’accensione, della regolazione e dello spegnimento dei corpi illuminanti. B. Efficientamento energetico degli immobili aziendali:
- interventi diretti all’efficientamento energetico negli edifici delle unità operative quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: coibentazioni dell’involucro edilizio; sostituzione serramenti e/o pareti vetrate; realizzazioni di pareti ventilate; realizzazione di opere per l’ottenimento di apporti termici gratuiti ; installazione di sistemi schermanti per la protezione dalla radiazione solare.
- interventi di efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento e/o raffreddamento negli edifici delle unità operative, tramite generatori di calore (compresi cogeneratori e/o pompe di calore) non alimentati da combustibili fossili (compreso il gas naturale), in sostituzione dei generatori di calore/freddo in uso nella sede oggetto di intervento. Non sono ammissibili a contributo gli interventi di natura strutturale sugli immobili.
C. Installazione di impianti di energie rinnovabili per l’autoconsumo e/o la produzione dell’energia necessaria ad alimentare i cicli produttivi: acquisto e installazione di impianti di energie rinnovabili per l’autoconsumo e/o la produzione dell’energia necessaria ad alimentare i cicli produttivi (impianti destinati a produrre energia utilizzata per lo svolgimento dell’attività dell’impresa nella Sede operativa oggetto dell’intervento), compresi eventuali sistemi di accumulo/stoccaggio, esclusivamente nell’ambito di un progetto che comprenda almeno uno o più degli interventi di cui alle precedenti lettere A e/o B, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: impianti fotovoltaici, impianti solari termici. Gli interventi di cui alla presente lettera C concorrono al computo del risparmio di energia primaria e di riduzione di emissioni dirette ed indirette di CO2.
D. Installazione di sistemi per la rilevazione, il monitoraggio e la modellizzazione degli aspetti strategici del sistema produttivo: acquisto e installazione di sistemi per la rilevazione, il monitoraggio e la modellizzazione degli aspetti strategici del sistema produttivo. Sono esclusi dai benefici, di cui al presente provvedimento, le spese inerenti edifici e fabbricati per interventi realizzati dall’impresa affittuaria in assenza del preventivo assenso da parte del proprietario o dei proprietari, o, viceversa, realizzati dal proprietario/i senza assenso dell’impresa affittuaria.
Spese ammissibili
- Opere edili (es. costi relativi a lavori edilizi strettamente connessi agli interventi di efficientamento)100%.
- Macchinari e impianti (es. costi relativi all’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, sistemi, componenti, relative spese di montaggio e allacciamento) 100%.
- Servizi esterni (es. progettazione, direzione lavori e collaudo compresi i servizi esterni specialistici, spese per le diagnosi energetiche, spese per il rilascio, da parte di organismi accreditati, delle certificazioni ambientali o energetiche; spese connesse alla riprogettazione del ciclo produttivo, compresa la sua attuazione in funzione dell’efficienza energetica). In tale categoria rientra anche l’eventuale perizia asseverata per il rispetto del DNSH, 20%.
- Sistemi funzionali alla gestione e monitoraggio dei consumi energetici compresi software e servizi e licenze d’uso.
Presentazione delle domande
La data di apertura del bando “a sportello” non è ancora stata ufficalizzata, ma dovrà avvenire tramite un finanziatore (banche o Confidi), oppure tramite Confidi, Associazioni o Organizzazioni imprenditoriali (anche con proprie società di servizi). Le domande di agevolazione potranno essere presentate continuativamente, poiché l’agevolazione è “a sportello”.
Il Fondo Veneto Energia rappresenta un’importante opportunità per le imprese venete che desiderano migliorare l’efficienza energetica dei propri impianti e sedi. Con una combinazione di sovvenzioni a fondo perduto e finanziamenti agevolati, le imprese possono ottenere il supporto necessario per realizzare progetti sostenibili e innovativi.
Approvato dalla Commissione europea un regime italiano per un importo di 5,7 miliardi di € al fine di sostenere la produzione e l’autoconsumo di energia elettrica rinnovabile. La misura viene in parte concessa tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) e contribuisce al conseguimento degli obiettivi connessi al Green Deal.
Il regime sostiene la costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile e l’espansione di quelli esistenti. Ne beneficiano i progetti di dimensioni limitate, con una capacità fino a 1 MW.
Costituzione del regime per le comunità energetiche rinnovabili
Una tariffa vantaggiosa sul quantitativo di energia elettrica consumato dagli autoconsumatori e dalle comunità energetiche rinnovabili, pagata su un periodo di 20 anni. Con un bilancio totale di 3,5 miliardi di € la misura sarà finanziata mediante un prelievo sulle bollette dell’energia elettrica di tutti i consumatori.
In più sarà disponibile una sovvenzione agli investimenti fino al 40 % dei costi ammissibili, per un bilancio totale di 2,2 miliardi di €. Per beneficiare dei finanziamenti a titolo del PNRR, i progetti ammissibili devono diventare operativi prima del 30 giugno 2026 e dovrebbero essere ubicati in comuni con meno di cinquemila abitanti.
Cosa sono le comunità energetiche
Le comunità energetiche sono soggetti giuridici che danno ai cittadini, alle piccole imprese e alle autorità locali la possibilità di produrre, gestire e consumare la propria energia. Possono riguardare varie parti della catena del valore dell’energia, tra cui la produzione, la distribuzione, la fornitura, il consumo e l’aggregazione. Le comunità energetiche possono variare in funzione della loro ubicazione, di coloro che ne prendono parte e dei servizi energetici forniti.
Nelle comunità energetiche i cittadini hanno accesso: a energia rinnovabile a basso costo diventando proprietari degli impianti di produzione; a informazioni su come aumentare l’efficienza energetica delle loro famiglie. Ciò permette loro di tenere sotto controllo le bollette energetiche con investimenti individuali che rimangono accessibili. A livello locale, queste comunità contribuiscono alla creazione di opportunità di lavoro e rafforzano la coesione sociale attraverso assemblee generali annuali e attività locali.
Regole e meccanismi di finanziamento più forti per incentivare l’efficienza energetica e le energie rinnovabili nell’UE.
La Commissione europea ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo e il Consiglio per riformare e rafforzare le direttive UE sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, in linea con il Green Deal europeo.
I nuovi regolamenti danno per la prima volta forza giuridica al principio dell’efficienza energetica e aumentano significativamente gli obiettivi di efficienza energetica, fissando l’obiettivo dell’11,7% entro il 2030. Inoltre, fissano un obiettivo vincolante per le fonti rinnovabili per il 2030 a un minimo del 42,5%. Per soddisfare i nuovi requisiti, le direttive attuano misure per incrementare la produzione e il consumo di energia rinnovabile e rafforzano ulteriormente le disposizioni sul finanziamento dell’efficienza energetica per facilitare la mobilitazione degli investimenti negli Stati membri.
Queste riforme sono state suggerite nel pacchetto “Fit for 55”, una serie di proposte presentate dalla Commissione nel luglio 2021 per rendere le politiche dell’UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Queste riduzioni sono fondamentali per spianare la strada a far sì che l’UE diventi il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, un obiettivo del Green Deal europeo.
L’efficienza energetica e le energie rinnovabili sono anche pilastri fondamentali del piano REPowerEU, presentato dalla Commissione lo scorso marzo 2022 per porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi, come risposta alle perturbazioni del mercato energetico globale causate dalla guerra in Ucraina. Questo, insieme al piano industriale Green Deal, fornirà sostegno agli Stati membri per la sostituzione dei combustibili fossili, la creazione di un’industria più efficiente e la generazione di nuovi modi di produrre energia.
Le principali novità della Direttiva UE sull’efficienza energetica
Un obiettivo di efficienza energetica dell’11,7% entro il 2030
La nuova direttiva aumenta significativamente gli obiettivi e i requisiti di efficienza energetica negli Stati membri, sia per il settore pubblico che per quello privato:
L’obiettivo di efficienza energetica dell’UE entro il 2030 è aumentato all’11,7%, superando l’obiettivo del 9% fissato nella proposta “Fit for 55“. Gli Stati membri dovranno garantire collettivamente un’ulteriore riduzione del consumo di energia finale e primaria, rispetto alle previsioni fatte nel 2020.
L’obbligo di risparmio energetico annuale passa dall’attuale 0,8% all’1,49% in media per il periodo 2024-2030. Inoltre, i Paesi dell’UE dovranno gradualmente raggiungere l’1,9% entro la fine del 2030.
Tutte le imprese dovranno implementare un sistema di gestione dell’energia, comprese le PMI che superano gli 85TJ di consumo energetico annuale. In caso contrario, saranno soggette a un audit energetico se il loro consumo annuale supera le 10TJ.
È stato inoltre introdotto uno schema di rendicontazione senza precedenti per le prestazioni energetiche dei grandi centri dati.
Il settore pubblico dovrà inoltre ridurre il proprio consumo energetico annuo dell’1,9% e rinnovare ogni anno almeno il 3% della superficie totale degli edifici di proprietà, anche a livello regionale e locale.
I Paesi dell’UE dovranno inoltre promuovere piani di riscaldamento e raffreddamento locali nei grandi comuni con popolazione superiore a 45.000 abitanti e i requisiti minimi saranno gradualmente modificati per garantire una fornitura di teleriscaldamento e raffreddamento completamente decarbonizzata entro il 2050.
Ulteriori meccanismi di finanziamento per l’efficienza energetica
L’accordo rafforza ulteriormente le disposizioni sul finanziamento dell’efficienza energetica per facilitare la mobilitazione degli investimenti, che saranno necessari per raggiungere gli obiettivi e i requisiti di efficienza energetica.
In base alle nuove disposizioni, i Paesi dell’UE saranno tenuti a promuovere schemi di finanziamento innovativi e prodotti di prestito verdi per l’efficienza energetica, garantendone l’offerta ampia e non discriminatoria da parte delle istituzioni finanziarie.
Come meccanismo di controllo, l’UE richiederà inoltre agli Stati membri di riferire sul volume degli investimenti in efficienza energetica.
Un accordo per rafforzare la Direttiva UE sulle energie rinnovabili
La Commissione ha inoltre raggiunto un accordo provvisorio per rafforzare la Direttiva UE sulle energie rinnovabili. L’accordo innalza l’obiettivo vincolante dell’UE in materia di energie rinnovabili per il 2030 a un minimo del 42,5%, rispetto all’attuale obiettivo del 32%, raddoppiando quasi l’attuale quota di energie rinnovabili nell’UE.
Aumentando e accelerando le energie rinnovabili nazionali nella produzione di energia, nell’industria, negli edifici e nei trasporti, l’UE cerca di ridurre i prezzi dell’energia nel tempo e di ottenere l’indipendenza energetica dai combustibili fossili.
Principali obiettivi e misure per incrementare le energie rinnovabili
La proposta di direttiva UE sulle energie rinnovabili introdurrà:
- procedure di autorizzazione più semplici e veloci per l’introduzione delle energie rinnovabili, soprattutto nelle aree di accelerazione dedicate alle energie rinnovabili, dove il potenziale è elevato e i rischi ambientali sono bassi. Verrà inoltre rafforzata la cooperazione transfrontaliera.
- Obiettivi senza precedenti per il settore industriale, che stabiliscono un aumento indicativo dell’1,6% annuo nell’uso delle rinnovabili e un obiettivo vincolante per raggiungere il 42% di idrogeno rinnovabile nel consumo totale di idrogeno entro il 2030.
- Obiettivi più ambiziosi per l’uso delle energie rinnovabili nei trasporti, con una riduzione dell’intensità dei gas serra del 14,5% o una quota del 29% di energie rinnovabili nel consumo finale di energia.
- Obiettivi più elevati per l’adozione delle energie rinnovabili in altri settori dell’economia, tra cui il settore del riscaldamento e del raffreddamento, i sistemi di teleriscaldamento e gli edifici.
- Disposizioni per sostenere l’integrazione dei sistemi energetici attraverso l’elettrificazione e l’assorbimento del calore di scarto, nonché un sistema rafforzato di garanzie di origine per migliorare l’informazione dei consumatori.
Un rafforzamento dei criteri di sostenibilità della bioenergia per garantire che la biomassa forestale non provenga da alcune aree particolarmente importanti dal punto di vista della biodiversità e dello stock di carbonio e per assicurare che la biomassa legnosa venga utilizzata in base al suo più alto valore aggiunto economico e ambientale.
Una riforma del mercato dell’elettricità dell’UE
La Commissione europea ha proposto anche una riforma del mercato dell’elettricità dell’UE per accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, rendere l’industria europea più pulita e competitiva e proteggere meglio i consumatori dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili.
Si tratta di una risposta alla crisi energetica che si è verificata con la guerra della Russia contro l’Ucraina, che ha sottolineato la necessità di adattare rapidamente il mercato dell’elettricità per ridurre la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde. Nell’ambito del Piano industriale Green Deal, questa riforma consentirà alle industrie di avere accesso a una fornitura di energia elettrica rinnovabile, non fossile e a prezzi accessibili, che è un fattore chiave per la decarbonizzazione e la transizione verde.
Le nuove misure mirano a incentivare contratti a lungo termine con la produzione di energia non fossile e a introdurre nel sistema soluzioni più pulite e flessibili per competere con il gas, come la risposta alla domanda e lo stoccaggio. In questo modo si ridurrà l’impatto dei combustibili fossili sulla bolletta elettrica dei consumatori e si garantirà che il minor costo delle energie rinnovabili si rifletta su di essa. Inoltre, la riforma proposta promuoverà una concorrenza aperta e leale nei mercati europei dell’energia all’ingrosso, migliorando la trasparenza e l’integrità del mercato.
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Il credito energia è stato prorogato per il II trimestre del 2023 ma con percentuali ridotte. L’articolo 4 del decreto legge 34/2023 estende al II trimestre del 2023 i bonus per l’acquisto di energia elettrica, ma con percentuali decisamente ridotte.
Nuove percentuali credito d’imposta energia
- Per le imprese energivore il credito passa dal 45% (del I trimestre del 2023) al 20%;
- Per le imprese non energivore il credito passa dal 35% (del I trimestre del 2023) al 10%;
- Per le imprese gasivore il credito passa dal 45% (del I trimestre del 2023) al 20% per usi diversi da quelli termoelettrici;
- Per le imprese non-gasivore il credito passa dal 45% (del I trimestre del 2023) al 20% per usi diversi da quelli termoelettrici.
I crediti spettano a condizione che i prezzi, calcolati secondo le specifiche modalità previste per ciascuna categoria, siano cresciuti di oltre il 30% tra il I trimestre del 2019 e il I trimestre del 2023.
Come per i precedenti crediti l’importo spettante può essere compensato e la data ultima per questo procedimento è il 31 dicembre 2023. È inoltre, prevista la facoltà di cessione di credito.
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La legge di bilancio approvata ilo 29 dicembre 2020 ha prorogato Credito d’imposta energia per imprese energivore gasivore e non: il bonus è prorogato al primo trimestre del 2023 con l’aumento delle aliquote.
Crediti d’imposta energia per tipologia di impresa
Aggiornamento aliquote Aprile 2023 : qui.
- Energivore: in misura pari al 45% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2023;
- Non energivore: dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW, in misura pari al 35% delle spese sostenute per l’acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2023;
- Gasivore: in misura pari al 45% delle spese sostenute per l’acquisto del gas naturale, consumato nel primo trimestre 2023 per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici;
- Acquisto di gas naturale per imprese “non gasivore”: in misura pari al 45% delle spese sostenute per l’acquisto del gas naturale, consumato nel primo trimestre 2023, per usi diversi da quelli termoelettrici.
Il credito d’imposta imprese “energivore” è inoltre riconosciuto in relazione all’energia elettrica prodotta e autoconsumata dalle imprese nel primo trimestre 2023, calcolando l’incremento significativo con riferimento alla variazione del prezzo unitario dei combustibili acquistati ed utilizzati per la produzione di energia elettrica e determinando il credito d’imposta con riguardo al prezzo convenzionale dell’energia elettrica pari alla media, relativa primo trimestre 2023, del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica (PUN).
Il contributo per l’acquisto di gas naturale spetta qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media riferita al quarto trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), abbia subìto un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al quarto trimestre dell’anno 2019.
Scadenze per trimestre

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Approvato il nuovo Decreto PNRR in cui trova spazio anche un intervento sul settore delle energie rinnovabili. Lo scopo è promuovere ed accelerare la realizzazione di nuovi impianti snellendo le procedure anche per le zone con vincolo paesaggistico. La manovra spinge anche lo sviluppo dell’idrogeno verde, semplificando le procedure di impatto ambientale.
La nuova strategia sarà pronta entro il 30 aprile, giorno in cui andranno consegnati a Bruxelles i piani Repower EU e la revisione del PNRR.
Per un Europa green
Sarà il Green New Deal, piano strategico focalizzato sui cambiamenti climatici ed il degrado ambientale, lo strumento che guiderà la riconversione dei vecchi paradigmi economici in una nuova economia verde. Un’economia ecologicamente sana, economicamente sostenibile e socialmente responsabile. Attraverso una serie di riforme dedicate alla salvaguardia degli ecosistemi e il superamento dei combustibili fossili che prevedono una transizione verso l’energia pulita in modo da ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030.
Ogni Paese dell’Unione europea dovrà attuare un piano nazionale integrato su energia e clima della durata di 10 anni, a partire dal 2021 fino al 2030. Impegno che l’Italia definito con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Decreto PNRR: modifiche sulle rinnovabili
Il decreto per le semplificazioni legato al PNRR introduce alcuni criteri per velocizzare la realizzazione degli impianti rinnovabili. Uno degli aspetti più significativi:
- la possibilità di realizzare impianti vicino a beni sottoposti a tutela;
- sono liberamente installabili gli impianti fotovoltaici nelle aree a destinazione industriale, artigianale e commerciale e in discariche
- oppure in cave non più sfruttate ma se ricadono in zone sottoposte a vincolo paesaggistico deve essere fatta segnalazione alla sovrintendenza.
Rispetto alle rinnovabili, l’autorizzazione unica deve essere rilasciata a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano tutte le amministrazioni interessate e svolto nel rispetto dei principi di semplificazione. Il decreto stabilisce che, nel caso di opere che rientrano nel PNRR, il ministro competente potrà avviare una procedura di esenzione dalla VIA. Inoltre, fino a fine 2025, gli enti locali nel cui territorio sono previsti impianti rinnovabili legati al PNRR possono affidare in concessione aree e superfici nella loro disponibilità.
L’Italia e il PNRR
La transizione ecologica è protagonista del secondo punto del PNRR, rientrante nella Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” con l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050. Lo scopo è combattere il cambiamento climatico e raggiungere la sostenibilità ambientale.
In Italia sono circa 24 i miliardi stanziati per la transizione ecologica e la mobilità sostenibile e per raggiungere i target europei sarà necessario incrementare le fonti rinnovabili, raggiungendo così il 30% dei consumi finali entro il 2030.




