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Made in Italy 2030: la nuova strategia industriale

Il Libro Bianco “Made in Italy 2030”, pubblicato dal MIMIT e presentato al CNEL, segna l’avvio di una nuova stagione di politica industriale italiana. Il documento, evoluzione del precedente Libro Verde avviato in consultazione con stakeholder pubblici e privati, definisce una strategia che mira a rafforzare la competitività del Paese, proteggere le filiere critiche e guidare le transizioni tecnologiche, energetiche e demografiche.
Per i CEO, i CFO, e i decisori industriali, rappresenta un cambiamento di paradigma: dalla semplice osservazione dei fenomeni alla pianificazione attiva, con uno Stato che assume un ruolo di “stratega” e orienta investimenti, priorità e strumenti operativi.

Che cos’è il Libro Bianco Made in Italy 2030?

Il Libro Bianco “Made in Italy 2030” è il documento strategico con cui il MIMIT definisce la nuova politica industriale italiana. Identifica priorità, filiere strategiche, investimenti e strumenti di governance per rafforzare competitività, autonomia tecnologica ed energetica, e resilienza delle imprese italiane fino al 2030.
Il documento, composto da 320 pagine, fornisce una ricognizione dettagliata dei punti di forza del sistema produttivo e delle nuove traiettorie di sviluppo industriale per i prossimi anni.

Per CEO, CFO e top executive, questa strategia rappresenta un cambio di paradigma: maggiore attenzione alle filiere strategiche, transizioni tecnologiche e green, sicurezza economica e una governance industriale fortemente data-driven.

Made in Italy 2030: le 10 priorità strategiche, cosa cambia per governance, investimenti e filiere

Il Libro Bianco delinea 10 obiettivi prioritari che guidano la strategia industriale italiana.
Sebbene il MIMIT presenti principalmente una visione di contesto e non incentivi puntuali, emergono chiaramente alcune macro-direzioni chiave:

  1. Rafforzamento del manifatturiero avanzato
    L’Italia vuole consolidarsi come seconda manifattura d’Europa, puntando su tecnologie, automazione, digitalizzazione e servizi ad alto valore.
  2. Crescita delle esportazioni e apertura ai mercati globali
    Obiettivo: rimanere tra i primi cinque esportatori al mondo, ampliando la presenza nei mercati emergenti.
  3.  Sicurezza economica e autonomia industriale
    Mitigare rischi e dipendenze critiche attraverso il rafforzamento delle filiere strategiche.
  4. Transizione tecnologica e green
    Integrazione di AI, automazione, efficienza energetica, economia circolare e tecnologie pulite.
  5. Politiche per capitale umano e produttività
    Allineamento delle competenze alle nuove tecnologie, formazione avanzata, attrazione dei talenti.
  6. Riduzione dei divari territoriali e rilancio del Mezzogiorno
    Maggiore integrazione logistica, infrastrutturale e produttiva tra Nord e Sud.

Per i team executive, questi obiettivi richiedono una revisione dei piani triennali e dei processi di investimento, con un approccio più orientato alle filiere e alla riduzione dei rischi.

Il modello dello “Stato stratega”: cosa significa per l’impresa

Il MIMIT definisce un nuovo paradigma: lo Stato stratega, un modello in cui il pubblico diventa regista delle traiettorie industriali senza ricoprire un ruolo interventista o gestore diretto.

Implicazioni per la governance aziendale

  • Incentivi e bandi saranno sempre più mirati alle filiere, non generalisti.
  • Le politiche industriali avranno orizzonti più lunghi e più prevedibili.
  • Le imprese dovranno dimostrare allineamento strategico alle priorità nazionali.
  • Crescerà la rilevanza di progetti collaborativi, distretti e supply chain.
  • Si rafforza la necessità di una pianificazione integrata con la finanza agevolata.
Il risultato è un contesto in cui le imprese con governance più matura e capacità di anticipare policy e investimenti avranno un vantaggio competitivo sostanziale.

Made in Italy 2030, le filiere prioritarie: tradizionali, emergenti e abilitanti

Il MIMIT sottolinea da tempo il ruolo centrale delle filiere come cuore della politica industriale, già emerso nelle attività preparatorie del Libro Verde.
Il nuovo impianto strategico identifica tre gruppi:

1) Le 5 filiere storiche del Made in Italy

  • agroalimentare
  • abbigliamento-moda
  • arredo-design
  • automazione
  • automotive

2) Le 5 filiere emergenti del “nuovo Made in Italy”

  • economia della salute
  • economia dello spazio e della difesa
  • economia blu e cantieristica
  • turismo e tempo libero
  • industrie culturali e creative

3) Gli 8 comparti abilitanti

  • energia
  • infrastrutture
  • digitale
  • servizi
  • logistica
  • siderurgia
  • chimica
  • packaging

Questa classificazione preannuncia che le misure future – bandi, crediti, strumenti UE – saranno sempre più organizzate per value chain verticali, non per singolo incentivo.

Le sfide strutturali: cosa devono considerare i C-level nella pianificazione strategica

Le analisi del MIMIT evidenziano criticità già citate nei documenti ufficiali collegati al percorso di consultazione pubblica, tra cui la necessità di rafforzare investimenti, filiere e capacità tecnologica.

Le debolezze chiave che influenzeranno le decisioni aziendali

  • basso livello di investimenti in R&D (1,4% PIL contro 2,2% UE)
  • nanismo imprenditoriale (quasi 97% PMI micro)
  • costi energetici superiori alla media UE
  • dipendenza da materie prime critiche
  • carenza di capitale umano qualificato
  • sottocapitalizzazione finanziaria

Per un CEO o CFO, ciò implica ripensare:

  • strategie di scala
  • investimenti in innovazione
  • piani energetici
  • riduzione del rischio geopolitico
  • partnership di filiera
  • strumenti di finanziamento alternativi al credito bancario

Made in Italy 2030, come prepararsi al nuovo scenario industriale

L’evoluzione del quadro industriale richiede alle imprese di adottare un approccio più strutturato alla strategia di investimento e alla gestione del rischio.

Le priorità per il top management

  • valutare nuove opportunità in filiere emergenti
  • integrare scenari geopolitici nella pianificazione finanziaria
  • considerare investimenti in automazione, AI, semiconduttori
  • incorporare la sostenibilità nel modello economico
  • anticipare future norme UE su energia, sicurezza e supply chain
  • utilizzare la finanza agevolata come leva strutturale di competitività

Come FI Group by EPSA supporta le imprese nella nuova politica industriale Made in Italy 2030

FI Group by EPSA, fornisce alle imprese un ecosistema completo di advisory che consente di ridurre il rischio, accelerare gli investimenti e cogliere tutte le opportunità aperte dal Made in Italy 2030.
I nostri servizi coprono l’intero ciclo del valore:

  • Investimenti strategici: valutazione dell’eleggibilità agli incentivi, modellazione finanziaria, supporto ai bandi complessi (nazionali, UE, IPCEI) e integrazione incentivi–CapEx–budget.
  • Ricerca e Innovazione: gestione dei crediti d’imposta, compliance tecnica e fiscale, progettazione collaborativa e candidatura ai principali programmi nazionali ed europei (Horizon, EIC, LIFE).
  • Transizione energetica: accesso agli incentivi per efficienza, decarbonizzazione, idrogeno e rinnovabili, con valutazioni tecniche e supporto ai bandi “green flagship”.
  • Crediti d’imposta e compliance: gestione documentale completa, revisioni ex ante/ex post e supporto in caso di verifiche.
  • Progetti di filiera: design, coordinamento e governance multi-stakeholder per distretti e supply chain strategiche.
  • Reshoring e investimenti produttivi: mappatura delle agevolazioni, analisi dei territori e valutazione degli impatti economici.
  • Capitale umano: finanziamento della formazione tecnica, digitale e manageriale, con programmi avanzati di upskilling.
  • Internazionalizzazione: supporto agli strumenti SIMEST e ai programmi UE, con integrazione tra incentivi e strategie export.

FAQ Made in Italy 2030

Che cos’è il Made in Italy 2030?

È la strategia industriale definita dal MIMIT per rafforzare la competitività e la sovranità economica dell’Italia attraverso investimenti, filiere strategiche e governance data-driven.

Quali sono le priorità del piano?

Manifattura avanzata, autonomia energetica, transizioni tech/green, sicurezza economica, export resilience, capitale umano.

Chi è coinvolto nell’attuazione?

MIMIT, CNEL, imprese, stakeholder industriali e nuovi organismi come UMASI e Conferenza delle Filiere.

Se la tua impresa vuole anticipare le opportunità del Made in Italy 2030, migliorare la competitività e pianificare investimenti ad alto ritorno, FI Group by EPSA può supportarti con advisory dedicata, analisi incentivi e gestione completa dei progetti.
Contattaci per una valutazione preliminare gratuita.
Finanziare l’Innovazione 2026: strumenti e opportunità per le imprese

Il 10 dicembre 2025 a Milano, presso il Competence Center MADE Industria 4.0si è svolto l’evento Finanziare l’Innovazione: strumenti, strategie e opportunità per le imprese nel 2026. Un appuntamento chiave per orientarsi nella nuova stagione della politica industriale italiana e scoprire come accedere agli incentivi fiscali e alle agevolazioni per la transizione digitale e green.

FI Group, leader nella finanza agevolata, ha partecipato all’evento con un intervento di rilievo. Elena Perini, Country Manager Italia, ha illustrato due strumenti chiave per le imprese: Patent Box e credito certificato R&S, soluzioni strategiche per tutelare la proprietà intellettuale e ridurre il carico fiscale sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo.

Perché guardare la registrazione

  • Scopri come accedere ai fondi per la competitività industriale.
  • Anticipa le strategie per Transizione 4.0 e 5.0, ZES Unica e incentivi green.
  • Confrontati con esperti e stakeholder della politica industriale italiana.

Argomenti trattati all’evento “Finanziare l’innovazione”

    • Nuovo Piano Transizione 4.0-5.0
    • ZES Unica 2026
    • Nuova Sabatini
    • Incentivi per efficientamento energetico e fonti rinnovabili
    • Rendicontazione ESG
    • Misure per Ricerca, Sviluppo e Innovazione
    • Protezione della proprietà intellettuale
    • Strategie per internazionalizzazione
    Tavola rotonda “La nuova era della politica industriale” con:
    Marco Taisch (Politecnico di Milano e MADE), Valentina Carlini (Confindustria), Marco Calabrò (MIMIT), Riccardo Rosa e Alfredo Mariotti (UCIMU), Pietro Almici (ANIMA Confindustria), Marco Belardi (Polo Tecnologico Alto Adriatico), Marco Bortoletti (Unicredit).

Focus FI Group: intervento di Elena Perini

Patent Box e credito certificato R&S
Come tutelare la proprietà intellettuale e ridurre il carico fiscale sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
Relatore: Elena Perini – FI Group Italia
FI Group, leader nella finanza agevolata in ambito ricerca e sviluppo e certificatore abilitato dal MIMIT, presenterà soluzioni pratiche per:
  • Patent Box: vantaggi fiscali per valorizzare gli asset immateriali.
  • Credito certificato R&S: sicurezza normativa e riduzione del rischio sanzioni.
  • Strategie di compliance per CFO e responsabili fiscali.

Altri temi della sessione

Guarda la registrazione completa dell’evento e scopri come accedere agli incentivi fiscali e alle agevolazioni per il 2026.

FAQ 

Per chi è importante guardare la registrazione dell’evento “Finanziare l’innovazione”?
Imprese manifatturiere, PMI innovative, gruppi industriali, associazioni di categoria e operatori del credito. 
Quali incentivi sono stati presentati?
Transizione 4.0-5.0, ZES Unica, Nuova Sabatini, Patent Box, misure per energia rinnovabile e R&S. 
Transizione 4.0: nuove condizioni di accesso ai crediti per il 2025

Il 2025 segna un punto di svolta per il Piano Transizione 4.0, il principale strumento di finanza agevolata per le imprese italiane che investono in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Con l’arrivo del nuovo decreto direttoriale firmato dal MIMIT, cambiano le regole per accedere ai crediti d’imposta 4.0, con l’obiettivo di garantire una gestione più efficiente delle risorse e un monitoraggio più rigoroso del tetto di spesa fissato a 2,2 miliardi di euro.

Credito d’imposta 4.0: nuove condizioni per il 2025

Le imprese che intendono beneficiare degli incentivi fiscali per investimenti in beni strumentali 4.0 dovranno seguire una nuova procedura, più strutturata e trasparente. Il decreto stabilisce che, per accedere al credito d’imposta, sarà obbligatorio inviare una comunicazione preventiva al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), attraverso un modello che sarà reso disponibile sulla piattaforma del GSE.

Questa comunicazione dovrà essere inviata prima dell’effettuazione dell’investimento, pena l’esclusione dal beneficio. Inoltre, sarà necessario inviare anche una comunicazione di completamento a investimento concluso, per confermare l’effettiva realizzazione del progetto.

Ricapitolando, la nuova procedura prevede tempistiche serrate e un iter burocratico:

  • comunicazione preventiva: da inviare in via preliminare, indicando l’ammontare complessivo degli investimenti previsti in beni materiali 4.0 e il credito d’imposta prenotato entro e non oltre il 31.01.2026.
  • Conferma dell’acconto: da inviare entro 30 giorni dalla prima preventiva, indicando data e importo dell’ultimo acconto versato per raggiungere il 20% del costo.
  • Comunicazione di completamento: da inviare al completamento degli investimenti entro il 31.01.26 per investimenti ultimati al 31 dicembre 2025, oppure entro il 31.07.26 per investimenti ultimati al 30 giugno 2026.

Agire tempestivamente con una pianificazione strategica degli investimenti è ora più che mai determinante per ottenere il massimo beneficio dagli incentivi disponibili.

Investimenti 2024 vs 2025: cosa cambia

Il decreto distingue chiaramente tra due categorie di investimenti:

  • Investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2024, con acconto minimo del 20% e ordine accettato dal fornitore: continueranno a beneficiare delle vecchie regole.
  • Investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 o privi di acconto entro fine 2024: saranno soggetti alle nuove regole, comprese le comunicazioni obbligatorie.

Un’attenzione particolare è riservata alle imprese che avevano già inviato comunicazioni ex ante ma che non hanno rispettato i requisiti entro il 2024: queste dovranno ripresentare la domanda secondo le nuove modalità, ma manterranno la priorità cronologica acquisita.

Transizione 4.0: perché agire ora

Con l’introduzione di queste novità, il credito d’imposta per l’industria 4.0 diventa ancora più strategico, ma anche più selettivo. Le imprese devono essere pronte a pianificare con precisione i propri investimenti e a rispettare le nuove scadenze per non perdere l’accesso agli incentivi.

In un contesto in cui la transizione digitale e sostenibile è al centro delle politiche industriali europee, saper cogliere queste opportunità può fare la differenza tra restare competitivi o perdere terreno.

Vuoi sapere come accedere agli incentivi 4.0 nel 2025?

Contattaci per una consulenza personalizzata o iscriviti alla nostra newsletter per ricevere aggiornamenti su finanza agevolatabandi per l’innovazione e credito d’imposta per le imprese.

Incentivi e bandi 2025: investimenti d’impresa

Incentivi alle imprese e bandi a sostegno degli investimenti: le novità per il 2025

Quali sono i bandi e gli incentivi che le imprese potranno utilizzare per sostenere i propri investimenti nel 2025? La partita, come ogni anno, si gioca soprattutto nella Legge di Bilancio, lo strumento legislativo con il quale il Parlamento introduce, modifica o potenzia le misure pensate per sostenere l’economia e gli investimenti delle imprese italiane.

Tra le principali novità anticipate per il 2025, spiccano:

  • il rinnovo della nuova Sabatini,
  • la proroga del credito per le PMI che si quotano
  • il tanto discusso aggiornamento del Piano Transizione 5.0.

Queste misure mirano a sostenere gli investimenti e la crescita economica delle imprese e saranno integrate da una serie di nuove opportunità con provvedimenti specifici.

L’importanza della finanza agevolata nella pianificazione d’impresa

La finanza agevolata gioca un ruolo cruciale nella pianificazione d’impresa, offrendo strumenti finanziari che permettono alle aziende di investire in innovazione e crescita compensando le oscillazioni dei mercati. Con un’attenta pianificazione, è possibile liberare risorse e supportare il cash-flow aziendale per una gestione più efficace.

Il webinar sugli incentivi per le imprese nel 2025, condotto da Nicola StrangisSales Leader di FI Group Italia, con la partecipazione di Elena PeriniCountry Manager di FI Group Italia, e Franco CannaDirettore Responsabile di Innovation Post, offrirà un’analisi approfondita di queste tematiche, fornendo alle imprese gli strumenti necessari per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla Legge di Bilancio 2025 e dal Piano Transizione 5.0.

Guarda la registrazione del webinar!

FAQ

Quali sono gli incentivi principali per il 2025?
Transizione 4.0 e 5.0, Patent Box, Nuova Sabatini, ZES Unica, SIMEST, Fondo Transizione Industriale e Mini Contratti di Sviluppo. 

È possibile cumulare più agevolazioni?
Sì, in molti casi è possibile cumulare incentivi, ma occorre rispettare i limiti previsti dalle normative e verificare la compatibilità tra misure. 

Come ottenere il massimo vantaggio fiscale?
Attraverso una pianificazione strategica degli investimenti e l’analisi delle premialità previste dai bandi. 

Vuoi sfruttare al meglio gli incentivi? Contatta FI Group e scopri le opportunità per la tua azienda
Nuovi obblighi di comunicazione per i crediti d’imposta

Il C.d. “Decreto Salva-conti” ha introdotto nuovi obblighi di comunicazione per le imprese che vogliono fruire dei crediti d’imposta. Sia per beni strumentali 4.0 e che per il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica. Gli oneri di comunicazione variano in base al momento in cui sono realizzati gli investimenti, si possono distinguere tre casi.  


Affidati ad FI Group, con la nostra esperienza ventennale nell’ambito degli incentivi legati all’innovazione ed alla ricerca e sviluppo, sapremo guidarti attraverso gli ultimi aggiornamenti legislativi e valorizzare al massimo i tuoi investimenti.


Nuovi obblighi di comunicazione per i crediti d’imposta: le tre casistiche

Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 30 marzo 2024

Dal 30 marzo 2024, data di entrata in vigore del Decreto, le imprese che vogliono effettuare investimenti saranno tenute ad inviare una comunicazione ex ante, contenente:

  • l’ammontare degli investimenti,
  • la presunta ripartizione del credito negli anni,
  • e la relativa fruizione.

Tale comunicazione, inoltre, dovrà essere aggiornata ex post al completamento degli investimenti. Il Decreto prevede che le comunicazioni avvengano in base alla modulistica introdotta dal decreto direttoriale del 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico, che dovrà essere opportunamente modificato con apposito decreto direttoriale del MIMIT. Processo simile agli incentivi 5.0.

Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 1° gennaio al 29 marzo 2024

Secondariamente, per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 29 marzo 2024, le imprese, ai fini della fruizione dei crediti, dovranno procedere a inviare la comunicazione ex post di completamento degli investimenti.  

Comunicazione crediti d’imposta: focus beni strumentali 4.0

Da ultimo per gli investimenti in beni strumentali 4.0, si escludono quindi le spese di ricerca e sviluppo, innovazione e design, relativi all’anno 2023, la compensabilità dei crediti maturati e non fruiti è subordinata all’invio del modello di comunicazione di cui al decreto direttoriale 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico.  

Nelle more della approvazione del decreto direttoriale, è consigliabile farsi affiancare da un esperto per la corretta fruizione dei crediti.  

Pubblicato l’albo dei certificatori per il credito d’imposta

FI Group è lieta di annunciare l’iscrizione all’Albo dei certificatori del credito d’imposta.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta le imprese dovranno fornire una certificazione attestante la qualificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.

Sceglici come certificatori sulla piattaforma MIMIT.

Le imprese che intendono richiedere una certificazione dovranno farne richiesta al Ministero, indicando il soggetto incaricato, selezionato tra quelli iscritti all’Albo dei certificatori, e comunicando la dichiarazione di accettazione del certificatore.

La certificazione è un documento fondamentale per tutte le imprese che hanno fruito del credito d’imposta: tramite questa procedura, infatti, il credito sarà al sicuro da eventuali contestazioni da parte degli enti controllanti.


È attiva la piattaforma del Ministero delle Imprese e del made in Italy per i professionisti che intendo iscriversi all’Albo dei certificatori del crediti d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design.

Pubblicato anche il decreto direttoriale che definisce la modalità tecnica per formalizzare l’iscrizione all’albo. Si rimane in attesa di:

  • le linee guida per la corretta applicazione del credito d’imposta;
  • schemi di certificazione;
  • decreto sullo scambio di informazioni con l’agenzia delle Entrate.

Certificazione crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo

In prima battuta, il meccanismo era stato definito dal Decreto Semplificazioni dell’estate 2022 nell’ottica di assicurare la correttezza dei progetti di ricerca e sviluppo facendo così legittimamente ambire al credito d’imposta. Il problema nasce dalle contestazioni del Fisco che in alcuni casi sono sfociate nel sostenere l’inesistenza del credito d’imposta. Per questo motivo è stata prevista una sanatoria che consente la restituzione spontanea dei bonus relativi al periodo 2015-2019 senza corrispondere sanzioni e interessi. Procedura prorogata fino al 30 luglio 2024 proprio per i ritardi con cui si è materializzato il sistema della certificazione.

Albo certificatori crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo

Si tratta di un albo con requisiti ben definiti. Ad esempio, la necessaria presentazione, valutazione o rendicontazione di almeno quindici progetti in tre anni da indicare nella domanda di iscrizione.

Possono, inoltre, presentare domanda di iscrizione all’albo dei certificatori:

  • i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0;
  • i centri di competenza ad alta specializzazione;
  • le università statali e non;
  • gli entri pubblici di ricerca e così via.

Questa opportunità permette alle imprese di certificare i loro crediti d’imposta, anche passati, offrendo una sicurezza giuridica concordata con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

FI Group con il suo team di tecnici specializzati è a supporto di imprese con progetti in ambito di ricerca e sviluppo e innovazione da oltre vent’anni.

Rivolgiti subito ai nostri consulenti per beneficiare dei crediti d’imposta o verificare che questi non possano essere soggetti a controlli.

Regime de Minimis

Regime de Minimis: caratteristiche del principe degli aiuti di Stato

Sei un imprenditore alla ricerca di supporto finanziario per far crescere la tua attività?

Potresti trovarti molto spesso a sentire parlare del regime de minimis. Esploriamo insieme cos’è questo regime e come può essere un vantaggio per la tua impresa.

Con le parole “regime de minimis” si intende indicare il limite massimo degli aiuti di Stato che un’impresa unica può ricevere in tre anni solari. In virtù del più recente orientamento della Commissione Europea, a partire dal primo gennaio 2024 il limite per la gran parte delle imprese è di 300.000 €. Il limite è stato stabilito in modo che questi aiuti non influenzino eccessivamente la concorrenza o il mercato europeo, mantenendo una certa equità tra le imprese.

Ciascun’azienda può monitorare quanti contributi ha percepito nel corso degli ultimi tre anni solari, rientranti nel de minimis o anche in altri regimi, utilizzando il Registro Nazionale degli Aiuti (RNA Trasparenza Aiuti). Scoprirete infatti che moltissimi bandi usano fondi che rientrano in questa normativa. Parliamo di aiuti che vengono offerti alle aziende, ad esempio:

  • investimenti in beni strumentali;
  • formazione del personale;
  • altre esigenze aziendali;
  • in alcuni casi anche di garanzie per finanziamenti.  

Anche se la tua azienda non ha ancora utilizzato nessun aiuto, pur avendo fatto o programmato investimenti, contattaci per capire come possiamo supportarti.

La voce degli esperti: il valore delle sovvenzioni

L’innovazione e lo sviluppo tecnologico sono al centro del DNA di FI Group e si diffondono in tutte le sue componenti. Questi elementi sono ritenuti indispensabili per promuovere la crescita e rafforzare la competitività di qualsiasi Paese.

Ciò è scaturito dalle conseguenze della pandemia Covid-19. Le politiche nazionali e internazionali si sono strategicamente orientate verso la promozione degli investimenti in R&S&I e nell’efficienza energetica per rilanciare il lavoro di vari settori dopo la pandemia.

Le sovvenzioni regionali, nazionali ed europee sono emerse come i principali strumenti pubblici per guidare la rivitalizzazione economica e promuovere la crescita in tutti i continenti. Un finanziamento pubblico adeguato svolge un ruolo fondamentale nel facilitare l’esecuzione di progetti di R&S su larga scala, che sono fondamentali per affrontare le sfide poste dal panorama politico ed economico prevalente. Queste sovvenzioni non solo offrono agli enti l’opportunità di affrontare queste sfide, ma fungono anche da catalizzatori, ispirando innovazione, differenziazione e investimenti per garantire lo sviluppo.

Attualmente, il continente vanta oltre 100.000 opportunità di finanziamento, tra sovvenzioni regionali, nazionali ed europee. Riconoscendo l’importanza di queste opportunità di finanziamento pubblico, abbiamo riunito un gruppo di esperti provenienti da diversi Paesi per avviare un’ampia discussione sull’argomento.

I partecipanti della tavola rotonda, il valore delle sovvenzioni

  • Prima domanda: Quanti bandi ci sono in ciascuno dei vostri Paesi? “Pensate che secondo il database nazionale spagnolo, nel 2022 ci sono stati 62.817 bandi” –AV

“Solo a livello regionale in questo 2023 sono già stati aperti 459 bandi” –NZ

“E siamo solo a maggio, abbiamo ancora più della metà dell’anno davanti a noi”- FAC a cui Roberta spiega che in Italia in questo momento ce ne sono più di 650 pubblicati e in attesa della pubblicazione di altri 97.

  • Cosa significano i bandi per le diverse aziende?

“Credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che questi bandi, a tutti i livelli e per tutti i tipi di aziende, significano la possibilità di fare un investimento o di avviare un progetto che altrimenti sarebbe difficile da realizzare” –VO

“Sono assolutamente d’accordo. Oltre al fatto che permette di far crescere l’attività e di espandersi in nuovi mercati, e anche di farsi conoscere come un attore chiave nei diversi settori, soprattutto nei bandi di R&S”, –RD

“Non possiamo dimenticare che ha un effetto incentivante e che permette anche di ottenere risultati in un periodo di tempo più breve di quanto sarebbe possibile senza questi bandi”. – AV

  • Quale ruolo svolge il Gruppo FI nel raggiungimento di questi obiettivi? Come possiamo accompagnare le diverse aziende in questi processi di candidatura ai diversi bandi?

“A livello di processi di inserimento nei bandi, di candidatura, di monitoraggio e di giustificazione, per un’azienda si tratta di un processo tremendamente burocratico e complesso. Poter contare su un partner di fiducia con anni di esperienza è essenziale”, –AV *mentre i suoi colleghi annuiscono.

“Il supporto di un agente specializzato o vicino all’agenzia di convocazione è un “privilegio” che pochi attori hanno in questo ecosistema. FI Group ha una lunga esperienza e un grande successo in tutte le fasi che la mia collega ha spiegato prima” –FAC

“Abbiamo team di esperti sia in ambito tecnico che finanziario, senza dimenticare che siamo parte dell’ecosistema e conosciamo tutte le parti coinvolte, essendo attivi e proattivi nella creazione di proposte di valore per migliorare i sistemi e i fondi in modo che siano più attraenti e competitivi” –MO

“Aiutiamo anche a coinvolgere uno o più stakeholder in relazione al settore o all’area, e li aiutiamo e accompagniamo a migliorare la collaborazione. Ciò è dovuto proprio a un ampio database globale di contatti su cui abbiamo lavorato nei 20 anni di esistenza di FI Group, che ci permette di supportare i nostri clienti in modo aggregato, sia a livello multinazionale che multisettoriale e multiservizio”.-RD

“Assolutamente sì. In gran parte grazie all’esperienza acquisita, alle conoscenze, alle reti di connessione, abbiamo la capacità di offrire questo servizio multi-paese, multi-settore e multi-servizio, ma continuiamo anche a farlo come il primo giorno, con un team individuale per cliente, con un accompagnamento esclusivo e ravvicinato, facendo sempre nostro il loro progetto” -NZ

  • Quali sono i settori più strategici in questo momento?

“Credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che attualmente i settori più strategici, non solo per FI Group ma per tutta l’Europa e quindi per i nostri clienti, sono l’industria in generale e in particolare tutti quelli elettrointensivi, nonché tutto ciò che riguarda l’energia, la decarbonizzazione e l’idrogeno” –NZ

“Automotive, ICT, Turismo, biotecnologie, tessile, chimica…”. – MO

“Da FI Group continuiamo e continueremo ad accompagnare tutte le aziende nel raggiungimento dei loro obiettivi e dei loro progetti di R&S&i, risolvendo i loro dubbi, trovando i migliori fit nei consorzi o accompagnandole nelle giustificazioni dei bandi che hanno già ottenuto. Questa è e sarà la forza trainante di tutti i colleghi che fanno parte di questa azienda”. –VO

Eccovi i profili LinkedIn degli esperti:

Finanziamenti pubblici, il futuro dell’innovazione tecnologica in Italia

FI Group Italia per Platinum Aziende & Protagonisti e Il Sole 24 Ore. Un focus su 9 aziende improntate all’innovazione, tecnologia, sostenibilità e qualità.

Elena Perini, country manager FI Group Italia, racconta come la finanza agevolata è stata e sarà un valido sostengo per le imprese.

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