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FI Group Expertise
Il decreto attuativo sull’iperammortamento 2026 è al centro dell’attenzione delle aziende che puntano su Industria 4.0 e transizione energetica. La misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, introduce incentivi fiscali per investimenti in beni strumentali innovativi e impianti per energie rinnovabili.
Ad oggi il decreto non è ancora operativo: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha trasmesso il testo al MEF per il concerto preliminare, e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa entro il primo trimestre 2026.
In questo articolo scoprirai le novità più importanti, i requisiti Made in EU, le procedure di accesso e come prepararti per sfruttare al meglio questa opportunità.
Cosa sappiamo finora sul decreto attuativo dell’iperammortamento 2026
Secondo le anticipazioni, il decreto attuativo definirà:
- Durata dell’incentivo: dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- Definizione Made in EU: beni prodotti in UE o SEE.
- Procedure di accesso: comunicazioni preventive, conferma e completamento.
- Perizia tecnica: obbligatoria per beni sopra i 300.000 €.
- Ruolo del GSE: controlli formali e successivi accertamenti.
Anticipazioni sul decreto attuativo e possibili novità per l’iperammortamento 2026
Tra i punti più discussi del decreto attuativo sull’iperammortamento 2026 emergono alcune anticipazioni significative:
Requisito territoriale Made in EU
Una delle novità più rilevanti introdotte dal decreto attuativo sull’iperammortamento 2026 è il vincolo di origine territoriale. Per accedere all’incentivo, i beni strumentali devono essere prodotti in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente allo Spazio Economico Europeo (SEE).
Questa condizione non era prevista nelle precedenti misure (Iperammortamento originario, Transizione 4.0 e 5.0) e riflette la strategia di politica industriale volta a favorire la domanda di tecnologie europee e rafforzare l’autonomia strategica dell’UE.
Come dimostrare il requisito Made in EU
- Beni materiali:
È necessario un certificato di origine camerale rilasciato dalla Camera di Commercio competente, oppure una dichiarazione del produttore ai sensi del DPR 445/2000, conforme ai criteri del Codice Doganale dell’Unione (art. 60 Reg. UE 952/2013). - Software:
È richiesta una dichiarazione del produttore o licenziante contenente tre elementi:- Sedi di sviluppo sostanziale (ideazione, scrittura del codice, testing e debugging).
- Attestazione che almeno il 50% delle attività di sviluppo è svolto da soggetti operanti stabilmente in UE/SEE.
- Indicazione degli eventuali componenti open source incorporati nel software (non rilevanti ai fini dell’origine).
Obbligo di conservazione: tutta la documentazione deve essere conservata per 10 anni dopo il completamento dell’investimento.
Investimenti in rinnovabili
Gli incentivi non si limiteranno ai macchinari, ma includeranno anche impianti per l’autoproduzione di energia, come fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo. L’obiettivo è favorire la transizione energetica e ridurre i costi operativi delle imprese.
Limiti per fotovoltaico
Non tutti i pannelli saranno ammessi. Il decreto prevede requisiti tecnici stringenti: moduli con celle prodotte in UE con efficienza minima del 23,5%, oppure moduli bifacciali ad eterogiunzione o tandem con efficienza almeno del 24%. Solo pannelli ad alta efficienza e di origine europea potranno beneficiare dell’incentivo.
Comunicazioni
La procedura di accesso sarà più lunga rispetto alle normative precedenti. Dopo la comunicazione preventiva, l’impresa avrà 60 giorni per confermare l’investimento con il pagamento del 20%. Questo offre più tempo alle aziende, ma richiede una gestione attenta delle scadenze.
Perché è importante per le imprese
L’iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità strategica per:
- Digitalizzazione dei processi (Industria 4.0).
- Autoproduzione di energia rinnovabile.
- Riduzione dei costi operativi grazie agli incentivi fiscali.
Le aziende che pianificano investimenti in beni strumentali dovrebbero monitorare attentamente l’evoluzione normativa per non perdere i vantaggi fiscali.
Approfondisci con il nostro evento webinar sull’Iperammortamento 2026
Vuoi saperne di più sull’iperammortamento 2026 e sulle opportunità per le imprese? Partecipa al nostro webinar dedicato.
Il decreto attuativo dell’iperammortamento 2026 è ancora in fase di definizione, ma i rumors indicano novità importanti per le imprese. Monitorare queste novità è fondamentale per pianificare investimenti strategici.
Come FI Group può aiutarti
FI Group supporta le imprese nell’accesso agli incentivi fiscali come l’iperammortamento 2026. Ti aiutiamo a:
- Analizzare i requisiti e le opportunità per la tua azienda.
- Gestire la documentazione e le perizie tecniche richieste.
- Monitorare le scadenze e le procedure di comunicazione.
Scopri di più sui nostri servizi e contattaci per una consulenza personalizzata.
FAQ
Quando entrerà in vigore il decreto attuativo?
Dopo il concerto del MEF e il vaglio della Corte dei Conti, presumibilmente entro il primo trimestre 2026.
Quali beni saranno inclusi?
Macchinari e software funzionali alla trasformazione digitale, oltre a impianti per energie rinnovabili.
Come funzionerà la certificazione Made in EU?
Richiesta dichiarazione del produttore o certificato di origine rilasciato dalla Camera di Commercio.
Quali sono le novità rispetto alla Transizione 4.0?
Maggiore attenzione alla produzione europea, inclusione di investimenti in rinnovabili e procedure più strutturate.
Serve una perizia tecnica per tutti i beni?
Sì, ma per beni con costo inferiore a 300.000 € è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante.
Iperammortamento: il ritorno della 4.0
Interconnettere per incentivare: il legame tra investimenti (capex) e digitalizzazione dei dati di processo
Mercoledì 21 gennaio 2026 dalle ore 12:00 alle ore 13:00
Iscriviti qui!
Che cos’è l’iperammortamento 2026?
Quali beni sono ammissibili?
| Categoria | Esempi di beni |
|---|---|
| Macchinari 4.0 | Robot collaborativi, CNC interconnessi |
| Software MES | Soluzioni come NET@PRO per gestione produzione |
| Energia rinnovabile | Impianti fotovoltaici integrati |
Quali sono i vantaggi fiscali?
- Riduzione immediata del carico fiscale
- Maggiore liquidità per investimenti futuri
- Sicurezza normativa, grazie alla stabilità della misura fino al 31 dicembre 2026
Nel 2019 l’iperammortamento era limitato ai macchinari; oggi include anche software e soluzioni energetiche, ampliando l’impatto strategico.
Tempistiche e requisiti per accedere all’incentivo
- Effettuare l’investimento entro il 31 dicembre 2026
- Documentare correttamente l’interconnessione dei beni
- Prenotare l’incentivo il prima possibile per evitare ritardi burocratici
Perché il MES è strategico per la digitalizzazione?
- Integrare macchine, software e dati in un unico flusso informativo
- Monitorare la produzione in tempo reale, riducendo sprechi e tempi morti
- Tracciare KPI fondamentali per la competitività aziendale
Come pianificare correttamente gli investimenti
- Ottimizzare la scelta dei beni ammissibili
- Allineare gli investimenti con la digitalizzazione dei processi
- Evitare ritardi burocratici e garantire l’accesso all’incentivo senza rischi
Webinar esclusivo: 21 gennaio 2026 ore 12:00
In collaborazione con: Qualitas
Ospite speciale: Franco Canna, giornalista esperto di finanza agevolata e direttore di Innovation
- Le novità della Legge di Bilancio 2026
- Come integrare MES e macchinari 4.0
- Casi reali di aziende che hanno automatizzato la raccolta dati
Posti limitati – Prenota subito per assicurarti la partecipazione!
FAQ
Che cos’è l’iperammortamento?
Quali beni sono inclusi?
Qual è la scadenza?
Incentivo 2026: verso un unico incentivo la doppia transizione digitale ed energetica
Nel 2026, il panorama degli incentivi fiscali per le imprese italiane cambierà radicalmente. Il Governo sta progettando un nuovo incentivo unico che accorperà le misure di Transizione 4.0 e 5.0, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai benefici e sostenere la doppia transizione: digitale e green.
Questa nuova misura, finanziata con risorse nazionali, nasce dalla necessità di superare le complessità del Piano Transizione 5.0 e di offrire alle imprese uno strumento più snello, efficace e inclusivo.
Un format semplificato: addio burocrazia?
Nel 2025 il Piano Transizione 5.0 aveva già unificato digitale e green in un unico incentivo. Il nuovo incentivo 2026 si differenzia per semplificazione normativa, assenza di vincoli DNSH, aliquote ridotte a due binari e accesso più inclusivo. L’obiettivo è rendere la doppia transizione più rapida e meno burocratica.
Tempistiche e criticità operative del nuovo incentivo 2026
Il nuovo incentivo è legato alla Legge di Bilancio 2026 e alla rinegoziazione del PNRR. Il Piano 5.0 scade il 31 dicembre 2025: senza proroga, le imprese rischiano un vuoto normativo.
Ipotesi in corso:
- Proroga fino ad aprile 2026
- Avvio retroattivo del nuovo incentivo
Entrambe le soluzioni richiedono chiarezza normativa e strumenti operativi rapidi.
Dotazione finanziaria e origine delle risorse: nuovo incentivo 2026
Il nuovo incentivo sarà finanziato con risorse PNRR e PNC. Dei 6,3 miliardi previsti per il Piano 5.0, circa 2,1 miliardi sono già prenotati. Si stima che 3,8-4 miliardi possano essere riallocati per il nuovo piano.
Nota strategica: la disponibilità dipenderà dalla capacità di spesa entro il 2025 e dalla rinegoziazione con la Commissione UE.
Durata e struttura
- Durata annuale: impatto concentrato e incisivo
- Durata biennale: maggiore continuità, ma rischio di dispersione risorse
Aliquote: due binari per digitale e green
Il nuovo incentivo dovrebbe prevedere due sole aliquote:
- Una per gli investimenti digitali (Transizione 4.0)
- Una per quelli energetici e ambientali (Transizione 5.0)
Non è ancora chiaro se le due aliquote saranno indipendenti o se, come nel modello attuale, l’investimento digitale sarà prerequisito per accedere all’incentivo green. In ogni caso, l’eliminazione di soglie e scaglioni dovrebbe semplificare notevolmente l’accesso.
Revisione degli allegati A e B: nuovi beni ammissibili
I tecnici del MIMIT stanno lavorando alla revisione degli allegati A e B:
- Allegato A: beni materiali
- Allegato B: beni immateriali
- Nuovo Allegato C: tecnologie per efficienza energetica
Possibili inclusioni: motori elettrici, server industriali, tecnologie per autoproduzione da rinnovabili. È fondamentale che questa apertura non si trasformi in un “assalto alla diligenza”, ma in una valorizzazione mirata dell’innovazione industriale.
Cosa aspettarsi dall’incentivo 2026
- Semplificazione normativa
- Accesso più inclusivo
- Maggiore flessibilità
- Definisca tempistiche chiare
- Offra strumenti digitali efficienti
- Garantista trasparenza normativa
FAQ – Incentivo 2026
Quando entrerà in vigore il nuovo incentivo 2026?
Quali investimenti saranno agevolati?
Il Piano Transizione 5.0 sarà prorogato?
Quali sono le principali differenze tra il nuovo incentivo 2026 e il Piano 5.0?
- Semplificazione normativa: niente DNSH
- Aliquote ridotte: due binari (digitale e green)
- Accesso più inclusivo: meno vincoli per imprese energivore
- Durata più breve: annuale o biennale
Come posso accedere al nuovo incentivo 2026?
Funding Investments
Il 10 dicembre 2025 a Milano, presso il Competence Center MADE Industria 4.0, si è svolto l’evento “Finanziare l’Innovazione: strumenti, strategie e opportunità per le imprese nel 2026”. Un appuntamento chiave per orientarsi nella nuova stagione della politica industriale italiana e scoprire come accedere agli incentivi fiscali e alle agevolazioni per la transizione digitale e green.
Perché guardare la registrazione
- Scopri come accedere ai fondi per la competitività industriale.
- Anticipa le strategie per Transizione 4.0 e 5.0, ZES Unica e incentivi green.
- Confrontati con esperti e stakeholder della politica industriale italiana.
Argomenti trattati all’evento “Finanziare l’innovazione”
-
- Nuovo Piano Transizione 4.0-5.0
- ZES Unica 2026
- Nuova Sabatini
- Incentivi per efficientamento energetico e fonti rinnovabili
- Rendicontazione ESG
- Misure per Ricerca, Sviluppo e Innovazione
- Protezione della proprietà intellettuale
- Strategie per internazionalizzazione
Tavola rotonda “La nuova era della politica industriale” con:
Marco Taisch (Politecnico di Milano e MADE), Valentina Carlini (Confindustria), Marco Calabrò (MIMIT), Riccardo Rosa e Alfredo Mariotti (UCIMU), Pietro Almici (ANIMA Confindustria), Marco Belardi (Polo Tecnologico Alto Adriatico), Marco Bortoletti (Unicredit).
Focus FI Group: intervento di Elena Perini
Come tutelare la proprietà intellettuale e ridurre il carico fiscale sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
Relatore: Elena Perini – FI Group Italia
- Patent Box: vantaggi fiscali per valorizzare gli asset immateriali.
- Credito certificato R&S: sicurezza normativa e riduzione del rischio sanzioni.
- Strategie di compliance per CFO e responsabili fiscali.
Altri temi della sessione
- Iperammortamento per Transizione 4.0 e 5.0
- Efficientamento energetico e ESG
- Export e internazionalizzazione
- ZES Unica 2026
FAQ
Il webinar “Vincere gli Accordi per l’Innovazione” si è svolto il 26 novembre 2025. Guarda la registrazione per ottenere fino al 60% di contributi per Ricerca e Sviluppo.731 milioni di euro per sostenere l’innovazione tecnologica e la competitività del sistema produttivo nazionale.
- Comprendere i requisiti di accesso e le modalità di candidatura per ottenere fino al 60% di contributi a fondo perduto
- Scoprire le strategie vincenti per ottenere il massimo delle agevolazioni
- Evitare gli errori più comuni che compromettono l’esito della domanda
- Capire la cumulabilità con altri incentivi nazionali ed europei
Chi dovrebbe partecipare?
- CFO, CEO, Innovation Manager
- Responsabili R&D e Finanza
- Consulenti aziendali e Project Manager
Accordi per l’Innovazione: cosa finanzia il bando
- Progetti tra 5 e 40 milioni di euro
- Durata: 18–36 mesi
- Avvio: dopo la presentazione della domanda
Settori prioritari:
- Intelligenza artificiale e robotica
- Tecnologie digitali e quantistiche
- Materiali avanzati
- Mobilità intelligente e stoccaggio energia
- Industrie circolari e low-carbon
- Bioeconomia e sistemi alimentari innovativi
FAQ
Quali attività sono finanziabili?
Sono finanziabili attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale con un forte contenuto tecnologico e strategico, coerenti con le priorità del PNRR e della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.
È possibile cumulare il contributo con altri incentivi?
Chi può partecipare al bando?
Quando si può presentare domanda?
Che cos’è il Decreto Transizione 5.0?
Due obiettivi principali:
- Credito d’imposta per investimenti in tecnologie green
- Regolamentazione delle aree idonee per impianti rinnovabili
Come funziona il credito d’imposta Transizione 5.0?
- Stop alle domande: 27 novembre 2025
- Integrazioni possibili fino al 6 dicembre 2025
Non è consentito il cumulo tra credito Transizione 5.0 e credito per beni strumentali (L. 178/2020). Le imprese che hanno presentato entrambe le domande devono optare per uno dei due entro il 27 novembre.
Tabella riepilogativa del credito d’imposta
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Beneficiari | Imprese che investono in tecnologie per riduzione consumi |
| Scadenza domanda | 27 novembre 2025 |
| Integrazioni GSE | 6 dicembre 2025 |
| Divieto di cumulo | Con credito beni strumentali (L. 178/2020) |
| Copertura finanziaria | 250 mln € (2025) + 10 mln € (2026-2027) |
Controlli e sanzioni
- Annullamento prenotazione
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate
- Recupero somme con interessi e sanzioni
Regolamentazione delle aree idonee per impianti rinnovabili
Definizione di “aree idonee”
Sono considerate idonee all’installazione di impianti rinnovabili:
- Siti già occupati da impianti della stessa fonte, oggetto di rifacimento o potenziamento (senza aumento dell’area >20%).
- Aree degradate o dismesse: cave e miniere cessate, discariche chiuse, siti oggetto di bonifica.
- Infrastrutture strategiche: aree autostradali (entro 300 m), sedimi aeroportuali, siti ferroviari, demanio militare e altri beni statali.
- Aree industriali e logistiche: stabilimenti, parcheggi coperti, edifici e relative pertinenze.
- Invasi idrici e aree di servizio idrico integrato.
Aree idonee per fotovoltaico, eolico e biometano
- Siti industriali, cave dismesse, discariche chiuse
- Infrastrutture ferroviarie, autostradali, aeroportuali
- Beni demaniali (difesa, giustizia, interni)
Agrivoltaico
- Viene introdotta la definizione di impianto agrivoltaico, che consente la produzione di energia fotovoltaica senza compromettere le attività agricole e pastorali.
- Prevede moduli elevati da terra e tecnologie di agricoltura digitale e di precisione.
Vincoli paesaggistici e ambientali
- Divieto di installazione in:
- Aree tutelate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
- Zone UNESCO e aree Natura 2000.
- Fasce di rispetto:
- 500 m per impianti fotovoltaici.
- 3 km per impianti eolici.
- Obbligo di parere paesaggistico non vincolante per impianti in aree idonee.
Obiettivi PNRR e semplificazioni
- 80 GW di nuova potenza entro il 2030
- Riduzione dei termini autorizzativi del 33%
- Parere paesaggistico obbligatorio ma non vincolante
Le Regioni e Province autonome devono:
- Entro 120 giorni approvare una legge che individui ulteriori aree idonee.
- Rispettare criteri di tutela ambientale e agricola (SAU tra 0,8% e 3%).
- Garantire il raggiungimento degli obiettivi di potenza rinnovabile al 2030 (vedi Tabella 1 allegato C-bis).
Aliquote degli incentivi: cosa dice il decreto?
Credito d’imposta variabile in base alla riduzione dei consumi energetici
-
- 40% per riduzione ≥ 3% dei consumi energetici complessivi
- 35% per riduzione ≥ 6% dei consumi energetici del processo
- 30% per riduzione ≥ 10% dei consumi energetici del processo
Perché il DL 175/2025 non prevede iperammortamento?
I prossimi passi per gli imprenditori italiani
Checklist operativa per CFO e CEO
- Verifica ammissibilità investimenti
- Prenotazione credito entro il 27 novembre 2025
- Prepara certificazioni e riduzione consumi energetici
- Pianifica investimenti in fotovoltaico, eolico o biometano
- Strategia fiscale: impatto sul cash flow e sul ROI
Come FI Group può aiutare
- Analisi di ammissibilità e simulazione del credito
- Gestione completa della domanda
- Ottimizzazione fiscale e compliance
- Pianificazione di investimenti in rinnovabili
FAQ
250 milioni € per il 2025 e 10 milioni € per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Domande entro il 27 novembre 2025; integrazioni entro il 6 dicembre 2025.
No, è vietato il cumulo con il credito per beni strumentali (L. 178/2020).
Perché è importante parlare di Iperammortamento 2026 e Digital Transformation?
Temi trattati nel webinar?
- Iperammortamento 2026: cosa prevede, quali investimenti sono ammissibili e come ottenere le maggiorazioni fiscali fino al +220%.
- Tecnologie 4.0 e 5.0: focus su interconnessione, tracciabilità e riduzione dei consumi energetici.
- Accesso agli incentivi: documentazione necessaria, tempistiche e modalità operative.
- Roadmap per il 2026: come pianificare oggi gli investimenti per essere pronti al nuovo scenario normativo.
- Soluzioni tecnologiche: presentazione di NET@PRO, il MES di Qualitas, per garantire conformità normativa, visibilità dei processi e raccolta dati energetici.
- Focus su SIMEST: opportunità di finanziamento agevolato a tasso quasi zero e fondo perduto fino al 20% per la Transizione Digitale ed Ecologica.
Relatori
- Tiziano Bertoldi – Supervisore Area Partner, Qualitas
- Laura De Zio – Direttore Commerciale e Marketing, Qualitas
- Nicola Strangis – Sales Leader, FI Group
FAQ – Domande Frequenti
Che cos’è l’Iperammortamento 2026?
Come accedere agli incentivi 4.0 e 5.0?
- Identificare gli investimenti ammissibili (beni materiali e immateriali secondo gli allegati A e B della Legge 232/2016).
- Verificare i requisiti tecnici: interconnessione, integrazione automatizzata, tracciabilità, e – per il 5.0 – riduzione dei consumi energetici.
- Preparare la documentazione tecnica e le perizie asseverate.
- Presentare la domanda secondo le modalità previste dal MIMIT (ex MISE).
Quali sono le scadenze da tenere d’occhio?
È possibile cumulare l’Iperammortamento con altri incentivi?
- Crediti d’imposta per R&S, innovazione e formazione
- Finanziamenti agevolati SIMEST
- Contributi regionali e nazionali
Quali investimenti rientrano nell’Iperammortamento 2026?
- Beni materiali 4.0 e 5.0 (macchinari interconnessi, sistemi di automazione)
- Software e soluzioni MES come NET@PRO
- Sistemi per la raccolta e analisi dei dati energetici
- Tecnologie per la riduzione dei consumi
Quali sono i requisiti tecnici per accedere agli incentivi?
- Interconnessione ai sistemi aziendali
- Integrazione automatizzata
- Tracciabilità dei processi
- Riduzione misurabile dei consumi energetici
- Monitoraggio continuo e certificazione dei risparmi
Quali vantaggi offre NET@PRO di Qualitas?
- Garantire interconnessione tra macchine e sistemi gestionali
- Raccogliere e analizzare dati energetici in tempo reale
- Assicurare la conformità ai requisiti 4.0 e 5.0
- Ottimizzare la visibilità e il controllo dei processi produttivi
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Che cos’è il Clean Industrial Deal?
Un piano d’azione strategico dell’Unione Europea che punta a supportare la competitività e la resilienza dell’industria europea, accelerando contemporaneamente il processo di decarbonizzazione. Può essere considerato l’evoluzione naturale del European Green Deal, adattato alle nuove sfide economiche e geopolitiche che l’Europa si trova ad affrontare.
Qual è il budget disponibile?
Quali sono gli obiettivi delle call Horizon Europe 2025-2026?
- Sostenere la ricerca e innovazione industriale
- Favorire la decarbonizzazione dei processi produttivi
- Promuovere l’economia circolare e la digitalizzazione
- Rafforzare la competitività europea nel settore industriale
Quali sono le aree tematiche finanziate?
| Area Tematica | Descrizione |
|---|---|
| Idrogeno rinnovabile | Sviluppo e utilizzo di fonti energetiche pulite |
| Tecnologie CCUS | Cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio |
| Efficienza energetica | Ottimizzazione dei consumi nei processi industriali |
| Materiali sostenibili | Ricerca e applicazione di materiali ecocompatibili |
| Digitalizzazione industriale | Automazione e innovazione digitale dei processi |
Chi può partecipare alle call?
- Imprese private e PMI
- Centri di ricerca e innovazione
- Università
- Consorzi europei e partenariati pubblico-privati
Come si presenta una proposta?
- Registrazione dell’organizzazione
- Selezione del topic di interesse
- Compilazione del formulario online
- Allegazione della documentazione richiesta
Lancio ufficiale delle call: dicembre 2025
Qual è l’impatto atteso?
- Ridurre le emissioni industriali
- Accelerare l’adozione di tecnologie verdi
- Creare nuovi posti di lavoro nel settore sostenibile
- Rafforzare la leadership europea nella transizione ecologica
Quali sono i vantaggi per le imprese italiane?
Partecipare alle call Horizon Europe 2025-2026 offre alle aziende italiane accesso a finanziamenti europei per progetti di innovazione, decarbonizzazione e digitalizzazione. A seguire, sono elencati alcuni dei benefici principali per la competitività delle imprese:
- Accesso a 550 milioni di euro stanziati dalla Commissione Europea.
- Possibilità di cumulare incentivi e bandi nazionali (es. Fondo per la Transizione Industriale).
- Allineamento con il PNRR per la transizione ecologica.
- Maggiore competitività internazionale grazie ai consorzi europei.
- FI Group, può essere il tuo partner di fiducia e supportare la tua impresa nella candidatura, dalla verifica di eleggibilità alla gestione del progetto.
FAQ – Domande frequenti
Cos’è Horizon Europe?
Cos’è il Clean Industrial Deal?
Chi può partecipare?
Come si presenta una proposta?
Quali sono le aree tematiche?
- Idrogeno rinnovabile
- Tecnologie CCUS
- Efficienza energetica
- Materiali sostenibili
- Digitalizzazione industriale
FI Group è il tuo partner strategico per accedere ai fondi europei. Offriamo consulenza completa per:
- Analisi di eleggibilità
- Redazione della proposta
- Gestione del progetto
- Ottimizzazione fiscale
Scopri i punti chiave del webinar sulla revoca degli incentivi 5.0: chiusura delle domande il 27 novembre, impatti per le imprese e strategie di recupero.
Il webinar gratuito del 13 novembre 2025 ha analizzato la revoca degli incentivi previsti dal Piano Transizione 5.0, pensato per sostenere le imprese italiane negli investimenti in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Durante il webinar, i nostri esperti hanno illustrato gli impatti della revoca e le strategie per affrontare questa fase di incertezza.
Cosa abbiamo trattato nel webinar
- Motivi della revoca degli incentivi 5.0
- Impatti immediati per le imprese
-
- Rischio finanziario per investimenti già avviati
-
- Progetti bloccati e perdita di competitività
- Alternative disponibili e strategie di recupero
- Sessione Q&A con i nostri consulenti
👉 Guarda la registrazione completa
FAQ – Transizione 5.0 e 4.0
Le domande per Transizione 5.0 sono chiuse?
Sì, il MIMIT ha chiuso le prenotazioni il 27 novembre 2025 a seguito dell’esaurimento delle risorse.
Cosa succede alle domande presentate dopo l’esaurimento delle risorse?Le domande presentate fino al 27 novembre 2025 sono garantite e saranno gestite secondo le modalità previste dal MIMIT. Quelle inviate dopo tale data non verranno accettate.
Il Governo sta cercando nuove risorse per Transizione 5.0?
Sì, il MIMIT è al lavoro per reperire fondi aggiuntivi, vista l’elevata adesione delle imprese alla misura.
Cosa succede alle domande presentate dopo l’esaurimento delle risorse?
Le domande restano valide e saranno considerate in ordine cronologico qualora vengano stanziate nuove risorse.
Quando sarà operativo il nuovo Piano Transizione 5.0?
Il nuovo piano entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, in piena continuità con la misura attuale.
Qual è la situazione di Transizione 4.0?
Le risorse sono quasi esaurite: il GSE segnala una disponibilità residua di circa 53 milioni di euro alle ore 13 dell’11 novembre.
Quanti nuovi progetti sono stati caricati sulla piattaforma GSE?
Dal 10 all’11 novembre sono stati caricati 742 nuovi progetti, per un valore complessivo di 231 milioni di euro.
Nel 2024 l’export italiano ha raggiunto 623,5 miliardi di euro con crescite record in mercati strategici come Arabia Saudita (+27,9%), Turchia (+23,9%) ed Emirati Arabi Uniti (+19,4%). Il Governo punta a 700 miliardi entro fine legislatura.
In questo scenario, il nuovo Piano Strategico SIMEST 2025–2027 mette a disposizione 28 miliardi di euro per sostenere la crescita delle imprese italiane. La grande novità? Accesso anche alle aziende non esportatrici, se parte di filiere a vocazione internazionale. Dal 7 agosto 2025, sono finanziabili progetti di transizione digitale ed ecologica, rafforzamento patrimoniale e iniziative sui mercati strategici (Africa, America Latina, India).
Premialità fino al 20% a fondo perduto per PMI innovative, startup e imprese del Mezzogiorno. Opportunità uniche per chi vuole innovare e crescere globalmente.
Che cos’è il Piano SIMEST 2025–2027?
Il Programma è un programma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per imprese italiane che investono in innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. È integrato nel piano di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e nasce dal confronto con Confindustria e le imprese, per rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati esteri.
Chi può accedere ai fondi?
Possono accedere tutte le imprese con sede in Italia, incluse quelle non esportatrici, se partecipano a filiere orientate all’export. Sono previste premialità per:
- PMI innovative e startup
- Imprese del Mezzogiorno
- PMI femminili e giovanili
- Aziende con certificazioni ambientali (ISO 14001, ISO 45001)
- Imprese energivore in percorso di efficientamento
Quali investimenti sono finanziabili?
Sono finanziati progetti strategici per la competitività:
- Transizione digitale ed ecologica
- Sostenibilità ambientale (efficientamento energetico e idrico, certificazioni)
- Digitalizzazione di prodotto e processo
- Formazione del personale
- Rafforzamento patrimoniale (aumenti di capitale, finanziamenti soci)
- Apertura sedi commerciali all’estero
- Partecipazione a fiere internazionali
Quali sono le condizioni di finanziamento?
- Tasso agevolato rispetto al mercato
- Contributo a fondo perduto fino al 20% per categorie prioritarie
- Ampia flessibilità per investimenti in macchinari, impianti, consulenza e promozione internazionale
- Possibilità di co-finanziamento per imprese energivore e localizzate nel Sud Italia
Focus geografico: mercati strategici
Il pacchetto SIMEST punta su aree ad alto potenziale:
- Africa (Piano Mattei)
- America Latina
- Paesi del Golfo
- India
- Balcani Occidentali È in valutazione una misura dedicata anche per gli Stati Uniti, destinazione chiave per il Made in Italy.
Numeri chiave e impatto
- Export Italia 2024: 623,5 miliardi €
- Obiettivo Governo: 700 miliardi € entro fine legislatura
- SIMEST 2024: 8 miliardi € impegnati, 4.700 operazioni finanziate, impatto 0,5% PIL
- Fondo 394: oltre 5.400 progetti finanziati, dotazione PNRR 1,95 miliardi €
- Previsioni export SACE: +3,7% nel 2024, +4,5% nel 2025
Come presentare domanda?
Dal 7 agosto 2025 tramite la piattaforma SIMEST. FI Group offre supporto completo per:
- Analisi di eleggibilità
- Preparazione della domanda
- Gestione della rendicontazione
- Ottimizzazione delle premialità
FAQ
Qual è il nuovo budget del piano per innovazione e internazionalizzazione?
Il budget complessivo è di 28 miliardi di euro.
Le imprese non esportatrici possono partecipare?
Sì, se fanno parte di filiere con orientamento internazionale.
Quali sono le categorie prioritarie per il fondo perduto?
PMI innovative, startup, imprese del Sud Italia, PMI femminili e giovanili, aziende con certificazioni ambientali.
Tabella riepilogativa
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Budget complessivo | 28 miliardi € |
| Beneficiari | Imprese italiane (anche non esportatrici) |
| Investimenti finanziabili | Digitalizzazione, sostenibilità, patrimonializzazione |
| Contributo a fondo perduto | Fino al 20% |
| Mercati strategici | Africa, America Latina, India, Golfo |
SIMEST: Global Reach. Local Expertise.
Accedere ai fondi non è solo una questione di compilare una domanda: è una scelta strategica che impatta sul futuro della tua azienda. FI Group è il partner che trasforma complessità in chiarezza, con un approccio integrato che unisce visione globale e competenza locale.
Il tuo HQ vede il quadro completo. I tuoi team sentono il supporto sul territorio.
Riduci rischi, accelera l’implementazione, garantisci compliance.
Contatta FI Group oggi stesso e scopri come possiamo guidarti verso una crescita internazionale sicura e veloce.
Il Fondo Transizione Industriale 2026 è la spinta green e leva più potente per accompagnare le imprese italiane verso la transizione ecologica.
Lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il fondo mette sul piatto 400 milioni di euro per sostenere progetti industriali che puntano a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. Non si tratta di aumentare la produzione, ma di produrre meglio, con meno sprechi, meno emissioni e più innovazione.
Un fondo, quattro direttrici strategiche
Il cuore del bando è chiaro: aiutare le imprese a trasformarsi. Come? Attraverso interventi mirati su:
- Efficientamento energetico degli impianti
- Uso circolare delle risorse (riuso, riciclo, recupero)
- Produzione di energia rinnovabile per autoconsumo
- Tecnologie digitali e Industria 4.0 applicate alla sostenibilità
Quanto finanzia il Fondo Transizione Industriale 2026?
- PMI: contributo a fondo perduto fino al 40%
- Grandi imprese: fino al 30%
- Cumulo con altri incentivi: possibile per massimizzare il beneficio
Quali sono i vantaggi per le imprese?
- Miglioramento del rating ESG
- Accesso a certificazioni ambientali
- Maggiore competitività sui mercati internazionali
- Riduzione dei costi energetici e operativi
Le origini del Fondo Transizione Industriale 2026: una risposta strutturale alla sfida climatica
Il fondo nasce con la Legge di Bilancio 2022, ma affonda le sue radici nel PNRR e nelle politiche europee per la transizione ecologica. È regolato da due decreti chiave (ottobre 2022 e dicembre 2024) che ne definiscono criteri e modalità operative.
Non è un’iniziativa spot, ma parte di una strategia più ampia per decarbonizzare l’industria italiana e renderla protagonista del cambiamento.
I risultati delle edizioni precedenti del Fondo Transizione Industriale 2026
I numeri parlano chiaro:
- Centinaia di progetti finanziati in tutta Italia
- 40% delle risorse al Sud, a sostegno della coesione territoriale
- 50% dei fondi alle imprese energivore, con impatti tangibili sulla riduzione dei consumi
Ma non è solo questione di numeri. Molte aziende hanno colto l’occasione per ripensare il proprio modello produttivo, ottenere certificazioni ambientali, migliorare il proprio rating ESG e posizionarsi meglio sui mercati internazionali.
Le aspettative delle imprese per il nuovo bando Fondo Transizione Industriale 2026
Principali aspettative delle aziende
- Procedure più snelle e tempi certi di valutazione delle domande
- Maggiore flessibilità nei progetti ammissibili, per includere innovazioni integrate
- Integrazione tra transizione ambientale e digitale, in linea con Industria 4.0
- Più spazio alle PMI, spesso penalizzate nelle edizioni precedenti
Un’occasione da non perdere
Il Fondo per la Transizione Industriale non è solo un incentivo economico. È un acceleratore di cambiamento, una leva per rendere il nostro sistema produttivo più resiliente, moderno e sostenibile.
Per le imprese italiane, è il momento di agire. Preparare un progetto solido, coerente con gli obiettivi ambientali e ben strutturato può fare la differenza tra restare fermi o diventare protagonisti della nuova economia green.
Vuoi accedere al Fondo Transizione Industriale 2026 e massimizzare il contributo?
FI Group è il tuo partner strategico per la finanza agevolata e la consulenza ESG.
FAQ – Domande frequenti
Qual è la dotazione del Fondo Transizione Industriale 2026?
Quali spese sono ammissibili?
Posso cumulare altri incentivi?
Come presentare la domanda per il Fondo Transizione Industriale 2026 ?
- Progetto dettagliato con obiettivi ambientali chiari
- Piano finanziario sostenibile
- Documentazione tecnica e amministrativa
Gli Accordi per l’Innovazione sono tra i principali argomenti trattati nella Manovra di Bilancio 2026, presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, conferma l’impegno del Governo nel sostenere la competitività e la transizione tecnologica delle imprese italiane. In un quadro macroeconomico prudente, le misure per l’innovazione si collocano tra le priorità strategiche per favorire crescita, digitalizzazione e sostenibilità.
Cosa sono gli Accordi per l’Innovazione
Gli Accordi per l’Innovazione, gestiti dal MIMIT, finanziano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico. Sono strumenti negoziali che prevedono:
- Contributo diretto alla spesa e finanziamento agevolato (max 20% dei costi).
- Procedura valutativa negoziale per accelerare l’approvazione.
- Maggiorazioni: +10% per progetti con organismi di ricerca; extra incentivi regionali (min 5%).
Novità nella Manovra 2026
Chi può accedere ai finanziamenti
- Imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati
- Centri di ricerca
- Organismi di ricerca
Tecnologie e settori prioritari
- Intelligenza Artificiale
- Semiconduttori
- Tecnologie quantistiche
- Mobilità intelligente
- Bioinnovazione
- Transizione energetica
Dotazione finanziaria e requisiti
- Risorse disponibili: 731 milioni €. Resi disponibili dal decreto ministeriale 4 settembre 2025, di cui:
- 530 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 2 al decreto;
- 201 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 3 al decreto.
- Beneficiari: imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati, centri di ricerca e organismi di ricerca.
- Servono almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazioni, che esercitano attività industriali e di trasporto, ivi comprese quelle artigiane, i Centri di ricerca e, limitatamente alle aree di intervento di cui all’allegato n. 3 al decreto, anche le imprese di servizi.
- Progetti ammissibili:
- Spese tra 5 e 40 milioni €.
- Durata 18–36 mesi.
- Avvio dopo la domanda.
- Intensità aiuto:
- calcolata sul totale dei costi e delle spese ammissibili di progetto, articolata sulla base della dimensione del soggetto proponente:
- 45 per cento per le imprese di piccola dimensione;
- 35 per cento per le imprese di media dimensione;
- 25 per cento per le imprese di grande dimensione.
- calcolata sul totale dei costi e delle spese ammissibili di progetto, articolata sulla base della dimensione del soggetto proponente:
Finanziamento agevolato degli Accordi per l’Innovazione
Il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese e nel limite massimo del 20 per cento del totale dei costi ammissibili di progetto.
Per gli Organismi di ricerca, le agevolazioni sono concesse esclusivamente nella forma di contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale pari al 50 per cento dei costi e delle spese ammissibili per attività di ricerca industriale e pari al 25 per cento dei costi e delle spese ammissibili di sviluppo sperimentale.
Le intensità di aiuto possono, inoltre, essere aumentate per ciascun soggetto proponente, di 15 punti percentuali se è soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:
- il progetto di ricerca e sviluppo prevede la collaborazione effettiva tra imprese di cui almeno una è una PMI e non prevede che una singola impresa sostenga da sola più del 70 (settanta) per cento dei costi ammissibili;
- il progetto di ricerca e sviluppo è interamente realizzato nei territori delle regioni meno sviluppate;
- il progetto di ricerca e sviluppo prevede la collaborazione effettiva tra un’impresa e uno o più Organismi di ricerca e di diffusione delle conoscenze, nell’ambito del quale tali Organismi di ricerca sostengono almeno il 10 (dieci) per cento dei costi ammissibili e hanno il diritto di pubblicare i risultati della propria ricerca.
Settori e tecnologie prioritarie degli Accordi per l’Innovazione
Gli Accordi per l’Innovazione si concentrano su tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) e ambiti Horizon Europe:
- Tecnologie di fabbricazione avanzata.
- Tecnologie digitali (incluse quantistiche).
- Materiali innovativi.
- Intelligenza artificiale e robotica.
- Industrie circolari e low-carbon.
- Mobilità intelligente e stoccaggio energia.
- Sistemi alimentari e bioinnovazione.
Bisogni delle imprese e opportunità degli Accordi per l’Innovazione
Le imprese italiane puntano a ridurre i costi di R&S, accelerare il time-to-market e accedere a tecnologie avanzate. Gli Accordi per l’Innovazione rispondono a queste esigenze offrendo:
- Contributi fino al 45% e finanziamenti agevolati.
- Partnership strategiche con centri di ricerca.
- Cumulabilità con altri incentivi nazionali ed europei.
FAQ
Quali sono i tempi medi di approvazione degli Accordi per l’Innovazione?
Tra 4 e 6 mesi, a seconda della complessità del progetto.
È possibile presentare progetti in partnership internazionale?
Sì, purché il coordinamento e la sede operativa principale siano in Italia.
Gli incentivi sono cumulabili con fondi europei come Horizon Europe?
Sì, nel rispetto dei limiti di cumulo previsti dalla normativa UE sugli aiuti di Stato.
Quali settori hanno priorità?
Digitalizzazione, transizione ecologica, semiconduttori, tecnologie quantistiche e AI.
È previsto un monitoraggio post-finanziamento?
Sì, con obbligo di rendicontazione periodica e verifiche sul raggiungimento degli obiettivi tecnologici.
Gli Accordi di Sviluppo sono strumenti agevolativi previsti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per sostenere progetti di investimento strategici in Italia. Si rivolgono a imprese che intendono realizzare programmi complessi di sviluppo industriale, tutela ambientale o innovazione.
La Manovra 2026 conferma il rifinanziamento degli strumenti di finanza agevolata più strategici per la crescita industriale e territoriale. Tra questi, gli Accordi di Sviluppo rappresentano una leva fondamentale per le imprese che intendono realizzare progetti di investimento di rilevanza nazionale. Con una dotazione complessiva di circa 750 milioni di euro, questo strumento è pensato per accelerare investimenti in green transition, digitalizzazione e sviluppo delle aree ZES. Scopri chi può beneficiarne e come accedere agli incentivi.
Cos’è un Accordo di Sviluppo
Gli Accordi di Sviluppo sono procedure negoziali speciali attivabili nell’ambito dei Contratti di Sviluppo per progetti di investimento pari o superiori a 50 milioni di euro.
Consentono:
- Corsia preferenziale nell’istruttoria e nell’assegnazione dei fondi
- Riduzione dei tempi di valutazione (entro 90 giorni dalla firma)
- Coinvolgimento diretto di MIMIT, Invitalia e altre amministrazioni per accelerare l’iter
Questa modalità è pensata per progetti strategici che generano impatto economico e occupazionale significativo.
Dotazione finanziaria
La Manovra 2026 destina risorse significative. Tabella dotazione finanziaria:
| Settore | Budget (€) |
|---|---|
| Industria/Agro | 400 mln |
| Ambiente | 225 mln |
| Turismo/ZES | 122,8 mln |
| Totale | ~750 mln |
Quali agevolazioni sono previste?
- Contributi a fondo perduto
- Finanziamenti agevolati
- Fast Track per progetti strategici
Questi incentivi rispondono ai bisogni delle imprese: riduzione dei costi energetici, digitalizzazione dei processi, attrazione di turismo sostenibile e certezza normativa per grandi investimenti.
Chi può beneficiarne
Gli Accordi di Sviluppo sono pensati per imprese con progetti di investimento di grande impatto economico e occupazionale, in settori strategici per la crescita del Paese. In particolare:
- Grandi imprese industriali che vogliono espandere la capacità produttiva con tecnologie green e ridurre i costi energetici.
- Gruppi agroalimentari interessati a digitalizzare la filiera, innovare i processi e migliorare la tracciabilità dei prodotti.
- Operatori turistici che intendono riqualificare strutture dismesse, soprattutto in Zone Economiche Speciali (ZES), puntando su sostenibilità e attrazione di nuovi flussi.
- Multinazionali che pianificano insediamenti produttivi in Italia con investimenti superiori a 50 milioni di euro, cercando procedure rapide e certezza normativa.
Chi sono le imprese target e come gli Accordi di Sviluppo rispondono ai loro bisogni
Gli Accordi di Sviluppo non sono pensati per tutte le aziende, ma per quelle che hanno progetti ambiziosi e necessità specifiche. Ecco i principali beneficiari di questo bando e come questo strumento innovativo le supporta:
- CEO di aziende industriali
Necessità: ridurre i costi energetici e innovare la produzione.
Obiettivo: espandere la capacità produttiva con tecnologie green.
Come aiuta il bando: contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per impianti sostenibili. - Responsabili innovazione agroalimentare
Necessità: digitalizzare la filiera e migliorare la tracciabilità.
Obiettivo: aumentare efficienza e competitività.
Come aiuta il bando: fondi dedicati alla digitalizzazione e procedure accelerate per progetti > 50 milioni €. - Imprenditori turistici
Necessità: riqualificare strutture dismesse e attrarre turismo sostenibile.
Obiettivo: valorizzare le aree ZES e incrementare il flusso turistico.
Come aiuta il bando: incentivi per riqualificazione, sostenibilità e digitalizzazione. - Direttori Operations di multinazionali
Necessità: tempi rapidi e certezza normativa per insediamenti produttivi.
Obiettivo: avviare grandi progetti in Italia senza ritardi.
Come aiuta il bando: Fast Track e supporto istituzionale con iter negoziale semplificato.
FAQ sugli Accordi di Sviluppo
Quanto dura l’istruttoria? Entro 90 giorni dalla firma.
Posso includere R&S? Sì, se funzionale al progetto principale.
Sono cumulabili con altri incentivi? In alcuni casi, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.
Quali obblighi occupazionali? Assunzione di percettori di sostegno al reddito e lavoratori da tavoli di crisi.
Come avviare la procedura? La richiesta parte da Invitalia tramite piattaforma online. Serve firma digitale, PEC e business plan dettagliato.
Perché agire subito
Gli Accordi di Sviluppo non sono solo un incentivo: sono una strategia di crescita per chi vuole investire in Italia con progetti ad alto impatto economico e occupazionale.
La finestra di opportunità è aperta: prenota la tua posizione e avvia la negoziazione.
Vuoi sapere se il tuo progetto è idoneo?
Contattaci per una consulenza dedicata: analizzeremo requisiti, tempistiche e vantaggi per la tua impresa.
Dal 2026 l’Italia rilancia l’iperammortamento come leva per accelerare la digitalizzazione delle imprese. Dopo le complessità dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, il Governo introduce un meccanismo più semplice, ma con condizioni più restrittive rispetto alle prime bozze.
Cos’è l’Iperammortamento 2026?
L’iperammortamento è un incentivo fiscale che consente alle imprese di maggiorare il costo di beni strumentali innovativi ai fini della deduzione, favorendo la digitalizzazione e l’industria 4.0.
Aumenta il valore fiscale di beni Industria 4.0, riducendo il reddito imponibile e accelerando le trasformazione digitale.
Come funziona l’iperammortamento 2026?
Dal 2026 al 2028, le imprese che acquistano beni Industria 4.0 potranno maggiorare il costo fiscalmente deducibile secondo aliquote specifiche.
+20% fino a € 2,5 milioni e +10% fino a € 10 milioni, se il bene è interconnesso.
Aliquote e scaglione aggiornati
| Fascia di investimento | Aliquota maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni € | 20% |
| Da 2,5 a 10 milioni € | 10% |
| Oltre 10 milioni € | 0% |
Periodo di validità: 1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028
Nessuna coda di consegna: non è più possibile prenotare ordini con acconto per estendere la finestra temporale.
Requisiti per accedere all’incentivo
- Beni strumentali nuovi conformi ai requisiti Industria 4.0
- Interconnessione ai sistemi aziendali
- Comunicazione obbligatoria al MIMIT
- Perizia tecnica giurata per investimenti > € 300.000
- Vincolo Made in UE/SEE
- Conservazione documentazione per eventuali controlli
Quali beni sono agevolabili?
Sono ammessi macchinari, sistemi digitali e software conformi ai requisiti Industria 4.0, inclusi componenti per automazione, AI e fotovoltaico ad alta efficienza.
L’iperammortamento 2026 si applica ai beni elencati negli Allegati A e B della normativa, aggiornati alle tecnologie più avanzate.
Allegato A -Beni materiali
- Gruppo IV (nuovo):
- Server GPU e cluster HPC
- Sistemi di edge computing industriale
- Reti 5G private e Wi-Fi industriale
- Firewall OT e sistemi di backup/disaster recovery
- Impianti HVAC evoluti per efficienza energetica
- Revamping:
- Componentistica meccatronica ad alta efficienza per ammodernamento impianti
- Retail e servizi:
- Totem interattivi, camerini digitali
- Sistemi di self-checkout e vetrine interconnesse
- Fotovoltaico:
- Ammessi solo pannelli previsti alle lettere b) e c) del decreto energia (esclusi quelli meno efficienti della lettera a)
Allegato B – Beni immateriali (software)
- AI avanzata:
- Large Language Models (LLM)
- Agentic AI e piattaforme MLOps
- Sostenibilità:
- Software per calcolo Carbon Footprint
- Analisi LCA e Passaporto Digitale del Prodotto (DPP)
- Nuovi paradigmi:
- Piattaforme Low-code/No-code
- Data Spaces conformi agli standard europei
- Realtà estesa:
- Soluzioni XR/MR e metaverso industriale
Durata e scadenze
- Periodo di validità: 1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028
- Prenotazione ordini: entro il 31/12/2025 con acconto 20%
- Consegna beni: entro il 30/06/2027
- Decreto attuativo: entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge
Opportunità e criticità per le imprese
Opportunità
- Incentivo valido per investimenti in digitalizzazione e automazione
- Pianificazione strategica entro il 2026
Criticità
- Aliquote ridotte rispetto al passato
- Maggiore complessità burocratica
- Vincolo Made in UE/SEE
Come accedere all’incentivo?
- Ordine e acconto entro il 31/12/2025
- Perizia asseverata per beni > € 300.000
- Comunicazione al MIMIT
- Interconnessione del bene ai sistemi aziendali
FI Group supporta le imprese in tutte le fasi: analisi, documentazione, perizie e gestione delle comunicazioni ministeriali.
FAQ – Domande frequenti
Come funziona l’iperammortamento 2026?
L’iperammortamento 2026 consente di maggiorare il costo dei beni Industria 4.0 ai fini fiscali, con aliquote del 20% fino a 2,5 milioni e del 10% fino a 10 milioni.
Cosa significa “iperammortamento 180%”?
Significa che il bene viene ammortizzato fiscalmente al 180% del suo valore, aumentando la deduzione.
Quali sono le agevolazioni per l’installazione di pannelli fotovoltaici nel 2026?
Sono previsti incentivi tramite superammortamento fotovoltaico e crediti d’imposta per transizione energetica.
Qual è la percentuale di incentivo per il credito d’imposta 4.0 nel 2026?
Si prevedono aliquote tra il 20% e il 40%, in attesa del decreto attuativo.
Cos’è il Superammortamento Fotovoltaico 2026?
È una maggiorazione del costo ammortizzabile per impianti fotovoltaici ad alta efficienza.
Quando è terminato il super ammortamento?
Il super ammortamento è terminato nel 2019, sostituito dal credito d’imposta e ora dall’iperammortamento.
Vuoi sfruttare al massimo iperammortamento, credito d’imposta e incentivi fotovoltaici?
FI Group è il partner strategico per la tua impresa:
- Analisi dei requisiti
- Gestione documentale
- Supporto fino alla certificazione
Il Mezzogiorno nel 2026 sarà protagonista di una fase di rilancio grazie a una serie di incentivi nazionali e comunitari dedicati alla finanza agevolata. Gli incentivi per il Mezzogiorno sono misure fiscali e finanziarie pensate per favorire gli investimenti nelle regioni del Sud Italia. L’obiettivo è stimolare innovazione, occupazione e sviluppo industriale in aree con ritardi economici. Ecco una guida sugli incentivi per il Sud Italia.
Perché il Mezzogiorno è strategico nel 2026?
- ZES Unica
- Credito d’imposta per investimenti
- Contratti di sviluppo Invitalia
- Nuovo incentivo 2026 per digitalizzazione e risparmio energetico
Novità della Manovra 2026
- Proroga del Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali
- Maggiore attenzione alla transizione digitale e green
- Nuovi fondi per progetti di ricerca e sviluppo
Focus: Il Nuovo Incentivo 2026 per il Sud Italia
- Credito d’imposta per investimenti in digitalizzazione e risparmio energetico
- Premialità per imprese del Mezzogiorno con aliquote maggiorate
- Cumulabilità con ZES Unica e Credito d’Imposta Mezzogiorno
- Obbligo di diagnosi energetica e interconnessione dei beni
Matrice comparativa: ZES Unica, incentivi 2026 e Contratti di sviluppo
| Parametro | ZES Unica | Incentivi 2026 | Contratti di sviluppo |
|---|---|---|---|
| Tipologia agevolazione | Credito d’imposta | Credito d’imposta + contributo | Contributo + finanziamento agevolato |
| Ambito | Beni strumentali, immobili, terreni | Industria 4.0 + risparmio energetico ≥ 3% | Programmi industriali, turistici, ambientali |
| Soglie | Min. €200.000 – Max. €100 mln | Min. €40.000 – Max. €50 mln | Min. €20 mln (grandi imprese), €7,5 mln (PMI) |
| Benefici fiscali | Fino al 60% | Fino al 45% cumulabile | Fino al 75% cumulato |
ZES Unica: fiscalità incentivante per il Sud
La Zona Economica Speciale Unica è stata istituita con il DL 124/2023 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025. Prevede un credito d’imposta fino al 60% per investimenti in beni strumentali, immobili e terreni nelle regioni del Mezzogiorno. Requisiti chiave:
- Credito d’imposta fino al 60% per investimenti in beni strumentali, immobili e terreni
- Cumulabilità con Transizione 5.0 e incentivi 2026
- Requisiti chiave:
- Investimento minimo: €200.000
- Certificazione revisore legale
- Comunicazioni AdE entro le finestre previste
Il Nuovo Incentivo 2026 per il Sud Italia
- Credito d’imposta per investimenti in digitalizzazione e risparmio energetico
- Premialità per imprese del Mezzogiorno con aliquote maggiorate
- Cumulabilità con ZES Unica e Credito d’Imposta Mezzogiorno
- Obbligo di diagnosi energetica e interconnessione dei beni
Contratti di sviluppo: grandi progetti industriali
Gestiti da Invitalia, i Contratti di sviluppo sono pensati per progetti complessi e ad alto impatto.
Finanziano progetti complessi con:
- Contributi a fondo perduto
- Finanziamenti agevolati
- Iter negoziale e istruttoria tecnica dettagliata
Strategie operative per le imprese italiane
- Segmentazione degli investimenti
- Pianificare su base biennale per sfruttare ZES Unica 2025 e 2026.
- Cumulo intelligente
- Simulare scenari di cumulo tra ZES e Transizione 5.0 per ottimizzare il beneficio fiscale.
- Governance documentale
- Predisporre dossier tecnico-contabili, certificazioni e comunicazioni AdE.
Il Mezzogiorno come hub fiscale e produttivo
FAQ sugli incentivi Mezzogiorno
45% piccole imprese, 35% medie, 25% grandi imprese.
Macchinari, impianti e attrezzature nuove.
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
Tramite domanda agli enti competenti con documentazione tecnica e fiscale.
Cos’è la ZES Unica e perché è strategica per le imprese
La Zona Economica Speciale Unica è un regime agevolativo che semplifica le procedure amministrative e offre incentivi fiscali alle imprese che investono nel Mezzogiorno. Dal 2024 ha sostituito le precedenti ZES regionali, creando un perimetro unico che comprende tutte le regioni del Sud Italia, l’Abruzzo e, dal 2025, anche Marche e Umbria.
Quali sono i vantaggi del credito d’imposta per investimenti produttivi?
- Credito d’imposta fino al 60% per investimenti in beni strumentali nuovi.
- Semplificazioni amministrative tramite lo Sportello Digitale ZES.
- Cumulo con altri incentivi nazionali (iperammortamento).
Novità 2026: proroga e risorse fino al 2028
| Anno | Risorse stanziate |
|---|---|
| 2026 | 2,3 miliardi € |
| 2027 | 1 miliardo € |
| 2028 | 750 milioni € |
Il beneficio riguarda investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle aree ZES Unica. Restano invariati i requisiti di ammissibilità e le modalità di calcolo del credito.
Requisiti di ammissibilità
- Effettuare investimenti in beni strumentali nuovi (impianti, macchinari, attrezzature).
- Localizzare gli investimenti in aree ammissibili secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
- Certificare le spese tramite revisore legale.
Aliquote e soglie
- Aliquote fino al 60% in base alla dimensione aziendale e alla localizzazione.
- Soglie di investimento: da 200.000 € a 100 milioni € per progetto.
Aggiornamento normativo: fine della Transizione 5.0
Il Governo sta definendo un nuovo incentivo per la transizione digitale e green, che sarà disciplinato dai decreti attuativi nel primo trimestre 2026.
- Cumulo con Transizione 5.0 → NON più applicabile
- Nuovo incentivo in arrivo → compatibilità da verificare
- Cumulo con iperammortamento → confermato
ZES Unica 2026: continuità agevolativa e aggiornamenti tecnici
Il 2026 conferma la proroga del credito d’imposta ZES, che potrà essere cumulato con:
- Iperammortamento per beni strumentali nuovi, inclusi quelli 4.0 e green.
- Altri incentivi regionali e nazionali, nel rispetto del limite del 100% del costo netto dell’investimento.
Come si relazionano le agevolazioni fiscali nel Mezzogiorno ai nuovi bandi e incentivi 2026
- Contratti di sviluppo Invitalia (finanziati e potenziati).
- Nuova Sabatini (rifinanziata per investimenti in beni strumentali).
- Fondo sviluppo e coesione e PNRR rimodulato.
- Nuovi bandi per innovazione e transizione green.
Estensione incentivo a Marche e Umbria
Con la Legge 18 novembre 2025, n. 171, la ZES Unica è stata estesa alle regioni Marche e Umbria, con l’obiettivo di sostenere territori in transizione economica. Le imprese che investono in queste aree possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025, previa comunicazione integrativa entro il 2 dicembre 2025.
L’estensione introduce anche semplificazioni amministrative tramite lo Sportello Digitale ZES, favorendo l’insediamento produttivo e la riduzione della burocrazia.
Finanza agevolata e fiscalità incentivante per il rilancio produttivo del Sud
La ZES Unica Mezzogiorno, istituita con il DL 124/2023 e operativa dal 1° gennaio 2024, rappresenta una infrastruttura normativa di rilievo sistemico per la politica industriale nel Sud Italia. L’unificazione delle otto ZES regionali ha generato un ecosistema agevolativo semplificato, orientato a favorire investimenti produttivi, reindustrializzazione e reshoring in territori a bassa densità di sviluppo.
Questa misura si inserisce nel quadro più ampio della finanza agevolata nazionale, in sinergia con strumenti come Transizione 5.0, Contratti di sviluppo Invitalia, Fondo sviluppo e coesione e PNRR.
Timeline procedurale ZES Unica 2025
- Comunicazione iniziale: 31 marzo – 30 maggio 2025.
- Comunicazione integrativa: 18 novembre – 2 dicembre 2025.
- Trasmissione telematica tramite i modelli approvati dall’Agenzia delle Entrate.
Il Mezzogiorno come laboratorio di fiscalità incentivante
La ZES Unica 2025-2028 non è solo un incentivo, ma un dispositivo di politica economica avanzata. Le imprese che sapranno anticipare la transizione normativa, strutturare gli investimenti in modo strategico e interfacciarsi con partner esperti in finanza agevolata, potranno ottenere benefici fiscali rilevanti, rafforzare la propria posizione competitiva e contribuire al rilancio industriale del Sud Italia.
Strategie per imprese e advisor: come strutturare gli investimenti nel Mezzogiorno
- Pianificazione fiscale e industriale
- Segmentazione degli investimenti in fasi pluriennali per ottimizzare il beneficio su più esercizi.
- Analisi di ammissibilità territoriale e coerenza con la Carta degli aiuti a finalità regionale.
- Ottimizzazione del cumulo
- Simulazioni di impatto fiscale.
- Verifica di compatibilità con nuovi incentivi 2026 (Contratti di sviluppo, Nuova Sabatini, bandi green).
- Coordinamento con consulenti di finanza agevolata e fiscalità d’impresa.
- Governance documentale
- Predisposizione di dossier tecnico-economici.
- Certificazione delle spese e audit interno.
- Monitoraggio delle FAQ e circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate.
FAQ
Sì, dal 2026 il credito ZES Unica potrà essere combinato con iperammortamento e superammortamento per investimenti in beni strumentali nuovi, inclusi quelli 4.0 e green.
Le modalità operative saranno definite dai decreti attuativi MIMIT entro il primo trimestre 2026.
Sì, sarà un incentivo per la transizione digitale e green, cumulabile con ZES Unica e altri bandi nazionali.
Vuoi sfruttare al massimo le opportunità della ZES Unica e dei nuovi incentivi in arrivo?
Contatta FI Group: ti supportiamo nella pianificazione fiscale, nella compliance normativa e nell’ottimizzazione dei benefici.
Scopri come accedere al Bando Turismo Sicilia 2025: 135 milioni di euro per riqualificare, ampliare o creare strutture ricettive. Agevolazioni fino all’80%.
La Sicilia non smette mai di affascinare. Ma oggi, oltre alla bellezza dei suoi paesaggi, punta a rinnovare anche il modo in cui accoglie i suoi visitatori. Con il Bando Turismo Sicilia 2025, la Regione mette a disposizione 135 milioni di euro a fondo perduto per dare nuova linfa al settore turistico, sostenendo chi vuole riqualificare, ampliare o creare strutture ricettive in chiave moderna e sostenibile.
Un segnale forte, concreto, che parla a chi crede nel turismo come motore di sviluppo e identità.
A chi si rivolge il Bando Turismo Sicilia 2025
Il bando è pensato per tutte le imprese che operano nel settore dell’alloggio in Sicilia: dagli hotel ai B&B, dai campeggi ai rifugi, passando per reti d’impresa e cooperative. L’unico requisito? Avere radici operative nell’isola e la voglia di investire in qualità, innovazione e rispetto per il territorio.
Il contributo è a fondo perduto e varia in base alla tipologia di impresa e al regime applicato:
Regime de minimis
- Fino all’80% delle spese per progetti tra 50.000 e 300.000 euro
Regime in esenzione
- Fino al 60% per micro e piccole imprese
- Fino al 50% per medie imprese
- Fino al 40% per grandi imprese
- Per progetti fino a 3,5 milioni di euro
Spese ammissibili
- Ristrutturazioni e ampliamenti
- Realizzazione di nuove strutture ricettive
- Recupero di immobili dismessi
- Arredi, impianti, domotica, certificazioni
- Progettazione, direzione lavori, collaudi
Quando e come partecipare al Bando Turismo Sicilia 2025
Le domande si presentano online, sulla piattaforma incentivisicilia.irfis.it
- Aperto dal 15 luglio 2025
- In scadenza il 15 ottobre 2025 alle ore 17:00
La selezione sarà a graduatoria, premiando i progetti che dimostrano:
- Sostenibilità ambientale
- Digitalizzazione
- Valorizzazione del territorio
- Creazione di occupazione stabile
Bando Turismo Sicilia 2025: cosa ci raccontano le edizioni precedenti
Il precedente bando ha lasciato il segno: centinaia di interventi finanziati, strutture storiche riportate alla vita, nuove camere e servizi per accogliere un turismo sempre più esigente e consapevole.
Molte imprese hanno migliorato la propria reputazione ambientale, ridotto i consumi e aumentato la competitività. Un investimento che ha generato valore, dentro e fuori le mura delle strutture.
Le aspettative degli imprenditori
Il settore guarda al nuovo bando con fiducia e speranza. Le richieste sono chiare:
- Tempi rapidi e trasparenti
- Procedure semplificate
- Maggiore flessibilità nei progetti
- Un occhio di riguardo alle PMI, spesso penalizzate nei bandi precedenti
Molti operatori vedono in questa misura la possibilità di rinnovare le strutture in vista della stagione 2026, intercettando la crescita del turismo in Italia e nel Mediterraneo.
Bando Turismo Sicilia 2025: un’occasione da cogliere
Il Bando Turismo Sicilia 2025 non è solo un incentivo. È una visione di futuro, un invito a credere che l’ospitalità siciliana possa essere più moderna, più sostenibile, più competitiva.
Se sei un’impresa del settore, il momento di agire è adesso. Un progetto ben pensato, coerente con gli obiettivi del bando e radicato nel territorio può fare la differenza.
Il Bando Turismo Sicilia 2025 è molto più di un incentivo economico. È una strategia di rilancio territoriale, che punta a rendere l’isola più attrattiva, sostenibile e competitiva.
Se sei un’impresa del settore turistico, il momento di agire è adesso. Un progetto ben strutturato, coerente con gli obiettivi del bando e radicato nel territorio può fare la differenza.
Con l’atto di indirizzo firmato il 1° luglio 2025 dal Viceministro dell’Economia Maurizio Leo e dal Direttore Generale delle Finanze Giovanni Spalletta, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha introdotto importanti chiarimenti sulla distinzione tra crediti d’imposta inesistenti e crediti non spettanti. Un passaggio cruciale per le imprese che hanno beneficiato di agevolazioni fiscali in ambito Ricerca & Sviluppo, Innovazione tecnologica e Transizione 4.0.
Inesistenza vs. Non spettanza: cosa cambia davvero?
Il nuovo orientamento stabilisce che un credito non può essere considerato “inesistente” se la sua contestazione si basa su requisiti tecnici non espressamente richiamati dalla normativa, come ad esempio manuali o linee guida (es. Manuale di Frascati). In questi casi, il credito è da considerarsi “non spettante”, con conseguenze sanzionatorie meno gravi.
Questo chiarimento è particolarmente rilevante per i crediti R&S maturati fino al 2019, quando il Manuale di Frascati non era ancora formalmente richiamato nei decreti ministeriali. La distinzione ha effetto dal 1° settembre 2024, data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 87/2024 che ha riformato il sistema sanzionatorio tributario.
Il valore strategico della certificazione
L’atto di indirizzo riconosce un ruolo centrale alla certificazione tecnica prevista dal DL 73/2022 e dal DPCM 15 settembre 2023. Le imprese possono richiederla per attestare la conformità dei propri investimenti alle normative di riferimento. Se ottenuta prima della notifica di un processo verbale di constatazione (PVC), la certificazione può inibire l’azione di recupero da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Inoltre, anche per investimenti già effettuati, la certificazione può essere richiesta e comunicata all’Agenzia delle Entrate per prevenire contestazioni basate esclusivamente sulla qualificazione tecnica dell’investimento.
Un cambio di passo anche per il Fisco
Il documento invita gli uffici dell’Amministrazione finanziaria a valutare con attenzione gli atti impositivi e sanzionatori, soprattutto se fondati solo su elementi qualitativi. In presenza di una certificazione valida, tali atti possono essere annullati per nullità, evitando contenziosi e potenziali danni reputazionali per le imprese.
Il messaggio è chiaro: più dialogo, meno rigidità, soprattutto in un contesto in cui gli investimenti agevolati sono spesso di valore elevato e strategico per la competitività del sistema produttivo.
FI Group supporta le imprese nella gestione dei crediti d’imposta e nell’ottenimento delle certificazioni tecniche, garantendo conformità normativa e tutela in caso di controlli. Contattaci per una consulenza dedicata.
Una svolta giurisprudenziale per il credito d’imposta R&S
Con la sentenza n. 1482/25/2025 depositata il 16 giugno 2025, la Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia ha accolto integralmente le tesi difensive di un’impresa in merito al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (R&S) relative al periodo 2015–2019.
Il punto centrale? L’innovatività di un progetto va valutata rispetto alle conoscenze disponibili per l’impresa, non per il mercato nel suo complesso.
Il riferimento alle linee guida MIMIT 2024
La Corte ha richiamato le linee guida del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 4 luglio 2024, che ribadiscono un principio fondamentale:
“Rientrano nella R&S anche attività non nuove in senso assoluto, ma nuove per la singola impresa.”
Questo chiarimento è cruciale per tutte le aziende che hanno investito in innovazione interna, anche senza introdurre rivoluzioni di mercato.
L’errore dell’Agenzia delle Entrate
L’accertamento dell’Agenzia delle Entrate si basava sui cinque criteri del Manuale di Frascati 2015, tra cui la novità per il mercato. Tuttavia, la Corte ha evidenziato due errori fondamentali:
- Interpretazione troppo restrittiva: la normativa italiana agevola anche il miglioramento di prodotti e processi esistenti.
- Applicazione errata del Manuale di Frascati: per il periodo 2015–2019 era vigente la versione 2002, non quella del 2015.
Innovazione relativa, non assoluta
Secondo la Corte, il concetto di innovazione rilevante per il credito d’imposta deve essere relativo all’impresa, non assoluto. Questo significa che:
- È sufficiente un “apprezzabile elemento di novità”.
- La soluzione non deve essere ovvia per chi ha familiarità con le tecnologie di base.
- Conta lo sforzo innovativo rispetto alle conoscenze accessibili all’impresa.
Due ulteriori punti chiave della sentenza
- Obbligo di parere tecnico: l’Ufficio avrebbe dovuto consultare il MIMIT prima di procedere, vista la natura scientifica del progetto.
- Nozione di credito inesistente: secondo il Dlgs 87/2024, un credito è inesistente solo se fittizio. Nel caso in esame, i progetti erano reali e documentati.
Cosa cambia per le imprese?
Questa sentenza rappresenta un precedente favorevole per tutte le aziende che hanno investito in R&S tra il 2015 e il 2019. Potrebbe aprire la strada a:
- Ricorsi contro accertamenti ingiustificati.
- Recupero di crediti d’imposta negati.
- Maggiore chiarezza normativa per il futuro.
Conclusione
La giurisprudenza conferma: l’innovazione è anche interna. Le imprese che hanno migliorato i propri processi o prodotti, anche senza rivoluzionare il mercato, hanno diritto al credito d’imposta R&S.
Il 2025 segna un punto di svolta per il Piano Transizione 4.0, il principale strumento di finanza agevolata per le imprese italiane che investono in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Con l’arrivo del nuovo decreto direttoriale firmato dal MIMIT, cambiano le regole per accedere ai crediti d’imposta 4.0, con l’obiettivo di garantire una gestione più efficiente delle risorse e un monitoraggio più rigoroso del tetto di spesa fissato a 2,2 miliardi di euro.
Credito d’imposta 4.0: nuove condizioni per il 2025
Le imprese che intendono beneficiare degli incentivi fiscali per investimenti in beni strumentali 4.0 dovranno seguire una nuova procedura, più strutturata e trasparente. Il decreto stabilisce che, per accedere al credito d’imposta, sarà obbligatorio inviare una comunicazione preventiva al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), attraverso un modello che sarà reso disponibile sulla piattaforma del GSE.
Questa comunicazione dovrà essere inviata prima dell’effettuazione dell’investimento, pena l’esclusione dal beneficio. Inoltre, sarà necessario inviare anche una comunicazione di completamento a investimento concluso, per confermare l’effettiva realizzazione del progetto.
Ricapitolando, la nuova procedura prevede tempistiche serrate e un iter burocratico:
- comunicazione preventiva: da inviare in via preliminare, indicando l’ammontare complessivo degli investimenti previsti in beni materiali 4.0 e il credito d’imposta prenotato entro e non oltre il 31.01.2026.
- Conferma dell’acconto: da inviare entro 30 giorni dalla prima preventiva, indicando data e importo dell’ultimo acconto versato per raggiungere il 20% del costo.
- Comunicazione di completamento: da inviare al completamento degli investimenti entro il 31.01.26 per investimenti ultimati al 31 dicembre 2025, oppure entro il 31.07.26 per investimenti ultimati al 30 giugno 2026.
Agire tempestivamente con una pianificazione strategica degli investimenti è ora più che mai determinante per ottenere il massimo beneficio dagli incentivi disponibili.
Investimenti 2024 vs 2025: cosa cambia
Il decreto distingue chiaramente tra due categorie di investimenti:
- Investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2024, con acconto minimo del 20% e ordine accettato dal fornitore: continueranno a beneficiare delle vecchie regole.
- Investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 o privi di acconto entro fine 2024: saranno soggetti alle nuove regole, comprese le comunicazioni obbligatorie.
Un’attenzione particolare è riservata alle imprese che avevano già inviato comunicazioni ex ante ma che non hanno rispettato i requisiti entro il 2024: queste dovranno ripresentare la domanda secondo le nuove modalità, ma manterranno la priorità cronologica acquisita.
Transizione 4.0: perché agire ora
Con l’introduzione di queste novità, il credito d’imposta per l’industria 4.0 diventa ancora più strategico, ma anche più selettivo. Le imprese devono essere pronte a pianificare con precisione i propri investimenti e a rispettare le nuove scadenze per non perdere l’accesso agli incentivi.
In un contesto in cui la transizione digitale e sostenibile è al centro delle politiche industriali europee, saper cogliere queste opportunità può fare la differenza tra restare competitivi o perdere terreno.
Vuoi sapere come accedere agli incentivi 4.0 nel 2025?
Contattaci per una consulenza personalizzata o iscriviti alla nostra newsletter per ricevere aggiornamenti su finanza agevolata, bandi per l’innovazione e credito d’imposta per le imprese.
Il webinar del 3 aprile 2025 ha presentato le principali agevolazioni pubbliche per il settore turistico, con focus su hotel, strutture ricettive e impianti di risalita.
Sono stati analizzati strumenti come:
- FRI Turismo
- Bandi regionali (Veneto, Calabria, Puglia, Sicilia)
- Fondo per gli impianti di risalita
- Contratti di Sviluppo turistici
Con approfondimenti su requisiti, modalità di accesso e percentuali di contributo fino all’80%.
Un appuntamento utile per imprese del turismo che vogliono rinnovare, digitalizzare e investire in sostenibilità, sfruttando al massimo le opportunità di finanziamento.
Guarda la registrazione del webinar
Relatori
- Nicola Strangis, Coordinatore progetti di investimento, FI Group
- Manuela Pavan, Innovation Manager, FI Group
- Mario Gazineo, Esperto in finanza agevolata, FI Group
- David Zanolli, Area Manager Alto Adige, Mediocredito Trentino-Alto Adige
FAQ – Contributi per il turismo
Quali sono i principali incentivi per il settore turistico nel 2025?
FRI Turismo, bandi regionali, Fondo per impianti di risalita e Contratti di Sviluppo turistici.
Qual è la percentuale massima di contributo?
Fino all’80% a seconda della misura e della tipologia di investimento.
Chi può accedere a questi incentivi?
Imprese turistiche, hotel, strutture ricettive e gestori di impianti di risalita che investono in ristrutturazione, digitalizzazione e sostenibilità.
È possibile cumulare più agevolazioni?
Sì, ma occorre rispettare i limiti previsti dalle normative e pianificare correttamente.
Scopri come accedere ai contributi turismo 2025 e ottenere fino all’80% di agevolazioni per hotel e impianti di risalita. FI Group ti supporta con una consulenza dedicata.
Incentivi alle imprese e bandi a sostegno degli investimenti: le novità per il 2025
Quali sono i bandi e gli incentivi che le imprese potranno utilizzare per sostenere i propri investimenti nel 2025? La partita, come ogni anno, si gioca soprattutto nella Legge di Bilancio, lo strumento legislativo con il quale il Parlamento introduce, modifica o potenzia le misure pensate per sostenere l’economia e gli investimenti delle imprese italiane.
Tra le principali novità anticipate per il 2025, spiccano:
- il rinnovo della nuova Sabatini,
- la proroga del credito per le PMI che si quotano
- il tanto discusso aggiornamento del Piano Transizione 5.0.
Queste misure mirano a sostenere gli investimenti e la crescita economica delle imprese e saranno integrate da una serie di nuove opportunità con provvedimenti specifici.
L’importanza della finanza agevolata nella pianificazione d’impresa
La finanza agevolata gioca un ruolo cruciale nella pianificazione d’impresa, offrendo strumenti finanziari che permettono alle aziende di investire in innovazione e crescita compensando le oscillazioni dei mercati. Con un’attenta pianificazione, è possibile liberare risorse e supportare il cash-flow aziendale per una gestione più efficace.
Il webinar sugli incentivi per le imprese nel 2025, condotto da Nicola Strangis, Sales Leader di FI Group Italia, con la partecipazione di Elena Perini, Country Manager di FI Group Italia, e Franco Canna, Direttore Responsabile di Innovation Post, offrirà un’analisi approfondita di queste tematiche, fornendo alle imprese gli strumenti necessari per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla Legge di Bilancio 2025 e dal Piano Transizione 5.0.
Guarda la registrazione del webinar!
FAQ
Quali sono gli incentivi principali per il 2025?
Transizione 4.0 e 5.0, Patent Box, Nuova Sabatini, ZES Unica, SIMEST, Fondo Transizione Industriale e Mini Contratti di Sviluppo.
È possibile cumulare più agevolazioni?
Sì, in molti casi è possibile cumulare incentivi, ma occorre rispettare i limiti previsti dalle normative e verificare la compatibilità tra misure.
Come ottenere il massimo vantaggio fiscale?
Attraverso una pianificazione strategica degli investimenti e l’analisi delle premialità previste dai bandi.
Il webinar FI Group ha analizzato le opportunità di finanziamento pubblico per imprese che investono in tecnologie, sostenibilità e innovazione, con focus su:
- Transizione 4.0 e 5.0
- Cumulo di incentivi fiscali e crediti d’imposta maggiorati
- Criteri di premialità e classi di efficientamento
Combinazione di bandi regionali, SIMEST, Nuova Sabatini e Contratti di Sviluppo
Un confronto concreto tra esperti e imprese su come massimizzare il rendimento degli investimenti e accedere alle agevolazioni fiscali più vantaggiose.
Relatori
- Nicola Strangis – Sales Leader Italia, FI Group
- Elena Perini – Country Manager Italia, FI Group
- Magner Steffens – CEO Europa, Audaces
Guarda la registrazione del webinar
FAQ
Cos’è il Piano Transizione 5.0?
Un programma di incentivi per imprese che investono in digitalizzazione, efficienza energetica e innovazione sostenibile.
È possibile cumulare gli incentivi?
Sì, in molti casi è possibile combinare credito d’imposta 5.0 con bandi regionali, SIMEST e Nuova Sabatini.
Chi può accedere agli incentivi 5.0?
Imprese di qualsiasi dimensione che investono in tecnologie abilitanti e progetti green.
Quali sono i criteri di premialità?
Efficientamento energetico, riduzione delle emissioni e investimenti in innovazione digitale.
FI Group ti guida nell’accesso alle agevolazioni e nella pianificazione strategica degli investimenti. Contattaci per una consulenza gratuita e trasforma i tuoi progetti in realtà!
Il webinar del 19 aprile 2024 ha spiegato come pianificare e finanziare grandi investimenti aziendali sfruttando la finanza agevolata. In meno di un’ora, gli esperti FI Group hanno illustrato strumenti e strategie per massimizzare il risparmio fiscale e coordinare fornitori e consulenti.
Strategie e strumenti analizzati nel Webinar
- Contratti di Sviluppo
- Fondo per la Transizione Industriale
- Coordinamento fornitori e consulenti
- Strategie per ottimizzare la pianificazione degli investimenti
Relatori
- Nicola Strangis, Sales Leader Italia, FI Group
- Manuela Pavan, Grant Senior Consultant & Innovation Manager, FI Group
- Elisa Leoni, Responsabile Area Finanza Agevolata & Fundraising Manager, UCIMA
📺 Guarda la registrazione del webinar
FAQ – Grandi investimenti e finanza agevolata
Quali strumenti sono stati analizzati?
Contratti di Sviluppo, Fondo per la Transizione Industriale e incentivi nazionali.
Chi dovrebbe partecipare?
CEO, CFO, Innovation Manager e responsabili finanziari.
Qual è il vantaggio principale?
Ottimizzare la pianificazione degli investimenti e ridurre il carico fiscale.
Affidati a FI Group: ti aiutiamo a ottenere agevolazioni fiscali e contributi per innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Il C.d. “Decreto Salva-conti” ha introdotto nuovi obblighi di comunicazione per le imprese che vogliono fruire dei crediti d’imposta. Sia per beni strumentali 4.0 e che per il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica. Gli oneri di comunicazione variano in base al momento in cui sono realizzati gli investimenti, si possono distinguere tre casi.
Affidati ad FI Group, con la nostra esperienza ventennale nell’ambito degli incentivi legati all’innovazione ed alla ricerca e sviluppo, sapremo guidarti attraverso gli ultimi aggiornamenti legislativi e valorizzare al massimo i tuoi investimenti.
Nuovi obblighi di comunicazione per i crediti d’imposta: le tre casistiche
Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 30 marzo 2024
Dal 30 marzo 2024, data di entrata in vigore del Decreto, le imprese che vogliono effettuare investimenti saranno tenute ad inviare una comunicazione ex ante, contenente:
- l’ammontare degli investimenti,
- la presunta ripartizione del credito negli anni,
- e la relativa fruizione.
Tale comunicazione, inoltre, dovrà essere aggiornata ex post al completamento degli investimenti. Il Decreto prevede che le comunicazioni avvengano in base alla modulistica introdotta dal decreto direttoriale del 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico, che dovrà essere opportunamente modificato con apposito decreto direttoriale del MIMIT. Processo simile agli incentivi 5.0.
Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 1° gennaio al 29 marzo 2024
Secondariamente, per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 29 marzo 2024, le imprese, ai fini della fruizione dei crediti, dovranno procedere a inviare la comunicazione ex post di completamento degli investimenti.
Comunicazione crediti d’imposta: focus beni strumentali 4.0
Da ultimo per gli investimenti in beni strumentali 4.0, si escludono quindi le spese di ricerca e sviluppo, innovazione e design, relativi all’anno 2023, la compensabilità dei crediti maturati e non fruiti è subordinata all’invio del modello di comunicazione di cui al decreto direttoriale 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico.
Nelle more della approvazione del decreto direttoriale, è consigliabile farsi affiancare da un esperto per la corretta fruizione dei crediti.
FI Group è lieta di annunciare l’iscrizione all’Albo dei certificatori del credito d’imposta.
Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta le imprese dovranno fornire una certificazione attestante la qualificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.
Sceglici come certificatori sulla piattaforma MIMIT.
Le imprese che intendono richiedere una certificazione dovranno farne richiesta al Ministero, indicando il soggetto incaricato, selezionato tra quelli iscritti all’Albo dei certificatori, e comunicando la dichiarazione di accettazione del certificatore.
La certificazione è un documento fondamentale per tutte le imprese che hanno fruito del credito d’imposta: tramite questa procedura, infatti, il credito sarà al sicuro da eventuali contestazioni da parte degli enti controllanti.
È attiva la piattaforma del Ministero delle Imprese e del made in Italy per i professionisti che intendo iscriversi all’Albo dei certificatori del crediti d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design.
Pubblicato anche il decreto direttoriale che definisce la modalità tecnica per formalizzare l’iscrizione all’albo. Si rimane in attesa di:
- le linee guida per la corretta applicazione del credito d’imposta;
- schemi di certificazione;
- decreto sullo scambio di informazioni con l’agenzia delle Entrate.
Certificazione crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo
In prima battuta, il meccanismo era stato definito dal Decreto Semplificazioni dell’estate 2022 nell’ottica di assicurare la correttezza dei progetti di ricerca e sviluppo facendo così legittimamente ambire al credito d’imposta. Il problema nasce dalle contestazioni del Fisco che in alcuni casi sono sfociate nel sostenere l’inesistenza del credito d’imposta. Per questo motivo è stata prevista una sanatoria che consente la restituzione spontanea dei bonus relativi al periodo 2015-2019 senza corrispondere sanzioni e interessi. Procedura prorogata fino al 30 luglio 2024 proprio per i ritardi con cui si è materializzato il sistema della certificazione.
Albo certificatori crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo
Si tratta di un albo con requisiti ben definiti. Ad esempio, la necessaria presentazione, valutazione o rendicontazione di almeno quindici progetti in tre anni da indicare nella domanda di iscrizione.
Possono, inoltre, presentare domanda di iscrizione all’albo dei certificatori:
- i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0;
- i centri di competenza ad alta specializzazione;
- le università statali e non;
- gli entri pubblici di ricerca e così via.
Questa opportunità permette alle imprese di certificare i loro crediti d’imposta, anche passati, offrendo una sicurezza giuridica concordata con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
FI Group con il suo team di tecnici specializzati è a supporto di imprese con progetti in ambito di ricerca e sviluppo e innovazione da oltre vent’anni.
Rivolgiti subito ai nostri consulenti per beneficiare dei crediti d’imposta o verificare che questi non possano essere soggetti a controlli.
Il webinar gratuito del 10 gennaio 2024 ha fornito una guida pratica per sfruttare le agevolazioni fiscali e ottenere fino al 50% di contributi per investimenti in innovazione e Industria 5.0.
Gli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2024 e dal Piano Transizione 5.0 offrono opportunità uniche per sostenere la digitalizzazione, la transizione ecologica e la competitività delle imprese italiane.
Cosa abbiamo trattato nel webinar
- Credito d’imposta Industria 5.0: nuove aliquote e modalità di accesso.
- Opportunità di finanziamento tramite SIMEST e bandi europei.
- Come pianificare gli investimenti sfruttando la finanza agevolata come leva strategica.
- Cumulabilità degli incentivi e errori da evitare.
📺 Guarda la registrazione del webinar
FAQ – Incentivi 5.0 e agevolazioni fiscali
Quali attività sono finanziabili?
Investimenti in tecnologie abilitanti, digitalizzazione, efficienza energetica e progetti coerenti con il Piano Transizione 5.0.
È possibile cumulare il contributo con altri incentivi?
Sì, in molti casi è possibile cumulare con strumenti nazionali o europei, previa verifica di compatibilità.
Chi può partecipare agli incentivi 5.0?
Grandi e medie imprese che investono in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione.
Quando si può presentare domanda?
Le domande si presentano a sportello tramite la piattaforma MIMIT. Le date ufficiali sono pubblicate sul sito del Ministero.
FI Group ti aiuta a pianificare grandi investimenti con finanza agevolata e strategie fiscali. Contattaci per scoprire tutte le opportunità disponibili.



