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FI Group Expertise
Che cos’è l’Industria 4.0 e qual è il suo impatto sull’economia italiana?
L’Industria 4.0 indica la trasformazione digitale dei processi produttivi tramite tecnologie come robotica, IoT, intelligenza artificiale e sistemi connessi. In Italia, negli ultimi anni, questa trasformazione è stata trainata da incentivi fiscali che hanno mobilitato decine di miliardi di euro di investimenti privati.
Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nei primi tre anni di applicazione del Piano Transizione 4.0 le imprese italiane hanno maturato 29 miliardi di euro di credito d’imposta, di cui oltre 23 miliardi (più dell’80%) destinati a beni materiali 4.0: macchinari connessi, linee automatizzate, robot e sistemi digitali.
Questo volume di investimenti ha rafforzato la base produttiva del Paese, sostenendo la competitività del manifatturiero, dell’automotive, della logistica, dell’energia, del farmaceutico e di altri comparti strategici, proprio mentre la pandemia e le tensioni geopolitiche mettevano sotto stress le catene di fornitura globali.
Perché lo Stato ha puntato su Industria 4.0, Transizione 4.0 e Transizione 5.0?
Lo Stato ha utilizzato Industria 4.0, Transizione 4.0 e Transizione 5.0 come leve macroeconomiche per aumentare produttività, innovazione e sostenibilità delle imprese, orientando gli investimenti verso tecnologie avanzate e riduzione dei consumi energetici.
Industria 4.0: la prima ondata di investimenti tecnologici
Le prime misure Industria 4.0 hanno introdotto super e iperammortamento per macchinari e software avanzati, innescando la prima grande ondata di revamping degli impianti produttivi. L’obiettivo: recuperare il gap di produttività rispetto ai principali competitor europei attraverso l’adozione di beni strumentali intelligenti.
Transizione 4.0: da misura congiunturale a politica strutturale
Con la Legge di Bilancio 2020, il Piano Transizione 4.0 trasforma gli incentivi in crediti d’imposta, più neutri e programmabili per le imprese. Il MIMIT sottolinea che le misure diventano strutturali, coprendo:
- beni strumentali materiali e immateriali,
- ricerca e sviluppo,
- innovazione tecnologica,
- design e ideazione estetica.
Nell’ambito del PNRR, l’investimento Transizione 4.0 (M1C2 I1) dispone di 13,381 miliardi di euro, a cui si aggiungono 5,08 miliardi del Fondo complementare, con l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale delle imprese.
A conferma della fortissima domanda: il MIMIT ha recentemente comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili per Transizione 4.0, a seguito di un’accelerazione delle prenotazioni.
Transizione 5.0 e Nuovo Piano 5.0: digitale + efficienza energetica
Con il DL PNRR e la Legge di Bilancio 2025 viene lanciato il Piano Transizione 5.0, che ad oggi si evolve nel Nuovo Piano Transizione 5.0, che integra pienamente digitale ed energia:
- stanziamento di 6,3 miliardi di euro per la sfida green e digitale delle imprese;
- estensione e semplificazione delle procedure di accesso agli incentivi 5.0 nella normativa aggiornata.
Parallelamente, misure dedicate all’autoproduzione di energia rinnovabile nelle PMI hanno già finanziato 2.526 imprese nella prima graduatoria, con semplificazioni introdotte nel 2025 (eliminazione dell’obbligo di diagnosi energetica ex ante).
Quali sono i 7 settori chiave dell’Industria 4.0 in Italia?
I sette settori chiave dell’Industria 4.0 in Italia sono manifatturiero, automotive, farmaceutico, agroalimentare, logistica, energia e difesa. Secondo i dati MIMIT 2025, tra il 2020 e il 2024 questi comparti hanno guidato la crescita del valore aggiunto nazionale con aumenti fino al 25% e sono i principali beneficiari degli investimenti 4.0 e 5.0.
Perché questi settori sono centrali per Industria 4.0?
Questi sette comparti rappresentano:
- Il 70% del valore aggiunto manifatturiero italiano
- Le filiere più esposte alla competizione globale
- Le catene produttive con la maggiore intensità tecnologica
- I segmenti dove l’impatto di automazione, interconnessione, IA ed efficienza energetica genera il più alto ROI
Sono anche i settori che hanno utilizzato più intensamente:
- crediti d’imposta 4.0 e beni strumentali,
- Nuova Sabatini,
- Accordi per l’Innovazione,
- investimenti sostenibili 4.0,
- Transizione 5.0.
Grazie ai dataset ufficiali delle Relazioni MIMIT 2024 e 2025, possiamo ora quantificare il loro ruolo nell’economia italiana (valore aggiunto, crescita, stabilizzazione), e capire perché restano centrali per i piani industriali 2025–2027.
Manifatturiero e meccanica avanzata: il cuore pulsante della trasformazione 4.0
Il manifatturiero è il principale beneficiario di Transizione 4.0 e delle misure su beni strumentali, concentrando la maggior parte degli investimenti in macchine connesse, robotica, sistemi MES/ERP e sensoristica.
Gli Accordi per l’Innovazione dedicano una parte rilevante dei 731 milioni di euro disponibili a progetti in robotica, semiconduttori, materiali avanzati e tecnologie abilitanti fondamentali per questo comparto.
Dati MIMIT sul settore manifatturiero
Il manifatturiero italiano ha registrato un +16,41% di valore aggiunto tra 2020 e 2024, pur mostrando un lieve rallentamento nel 2024 (–0,71%). È il comparto che più beneficia della digitalizzazione e dei beni strumentali 4.0.
La manifattura italiana continua a rappresentare una delle eccellenze europee, grazie a:
- produzione di macchine e impianti ad alto contenuto tecnologico
- forte specializzazione nella meccanica strumentale
- filiere integrate (metallo, elettronica, automazione)
- export resiliente
L’indice MIMIT sul valore aggiunto mostra un forte recupero post-pandemico (+16,41% dal 2020), trainato da investimenti in:
- robotica collaborativa
- sistemi MES e software di fabbrica
- sensoristica IoT e manutenzione predittiva
- digital twin e simulazione
- sistemi di controllo qualità avanzati
Perché investire 2025–2027?
- È il settore più direttamente connesso agli incentivi su beni strumentali,
- è quello dove un audit tecnico-fiscale evita i maggiori rischi documentali,
- è quello con il ROI più rapido della transizione 5.0 (efficienza energetica + digitale).
Automotive, meccatronica e sistemi industriali: tra transizione elettrica e ciclicità
Il settore cresce del +20,88% sul periodo 2020–2024, ma registra un –7,34% nel solo 2024, segnale della ciclicità del comparto e della necessità di investimenti strutturali in elettrico e automazione.
L’automotive è in piena rivoluzione di filiera:
- elettrificazione,
- powertrain alternativi,
- ADAS e sensoristica,
- rigenerazione componenti,
- supply chain globali instabili,
- necessità di rapidità nei processi di assemblaggio e controllo qualità.
Il 2024 registra un calo fisiologico degli ordini globali, ma la crescita quadriennale rimane molto forte. Questo posiziona il settore come uno dei più grandi utilizzatori di:
- beni materiali 4.0 avanzati,
- robotica, visione artificiale, PLC evoluti,
- efficientamento energetico delle linee,
- Accordi per l’Innovazione sul comparto mobilità.
Questo settore è storicamente il settore con la maggiore densità di robot industriali e l’adozione più spinta di sistemi meccatronici e manutenzione predittiva.
Il MIMIT ha messo in campo 2,5 miliardi di euro nel triennio 2025–27 per la filiera automotive, di cui 1,6 miliardi nel solo 2025 tra innovazione, contratti di sviluppo e credito d’imposta, per supportare riconversione e transizione green.
Transizione 4.0 e 5.0 sono strumenti per:
- digitalizzare linee e processi,
- integrare sistemi avanzati di controllo qualità,
- sviluppare veicoli elettrici e connessi,
- rafforzare la resilienza della supply chain.
Farmaceutico e biomedicale
Il farmaceutico è tra i comparti più resilienti, con forte intensità di ricerca e sviluppo e innovazione.
Il farmaceutico cresce del +22,55% dal 2020 e registra un +8,70% nel 2024, la migliore performance tra tutti i settori chiave.
Il farmaceutico italiano è oggi uno dei più forti d’Europa grazie a:
- investimenti massivi in R&S e laboratorio
- produzione ad alta automazione
- controlli qualità avanzati
- linee asettiche e sistemi di serializzazione
- domanda internazionale in crescita
È anche uno dei settori più finanziati tramite:
- Accordi per l’Innovazione,
- IPCEI Salute/Biotech,
- contributi MIMIT alla ricerca farmaceutica,
- PNRR per biotech, laboratori e digitalizzazione (SINFONIA, piattaforme qualità).
Il MIMIT, con l’area Biotech e Farma, persegue l’obiettivo di favorire gli investimenti in biomedicale e farmaceutico, accelerando l’uso di dispositivi e prodotti per la diagnostica ad alto contenuto tecnologico.
Il Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico finanzia nuovi farmaci, vaccini, diagnostica e dispositivi medicali, anche attraverso poli di alta specializzazione.
Per i CFO, significa:
- investimenti 4.0 eleggibili in modo naturale,
- forte necessità di audit documentale per l’elevata complessità tecnica,
- possibilità di cumulare crediti 4.0, bandi R&S e fondi europei,
- automazione spinta delle linee asettiche,
- digital twin di processi critici, C’è QUALCHE BANDO A SITO DA LINKARE?
- sistemi avanzati di tracciabilità e serializzazione,
- progetti R&S ad alto TRL eleggibili per crediti d’imposta e Accordi per l’Innovazione.
Agroalimentare (AgriTech & FoodTech)
L’agricoltura registra –1,11% dal 2020, mentre la trasformazione alimentare cresce del +24,90% nello stesso periodo: il potenziale 4.0 è molto diverso tra i due stadi della filiera.
L’Agroalimentare è un macrosettore da leggere in due velocità:
Agricoltura primaria (A)
- Colpita da volatilità climatica, costi energetici, instabilità dei raccolti.
- Cresce solo dell’1,95% sul 2023 e resta sotto i livelli 2020.
L’intervento tecnologico necessario:
- sensori e IoT in campo,
- droni, mappatura suolo, irrigazione intelligente,
- agricoltura di precisione.
Trasformazione alimentare (CA)
Altro mondo:
- +24,90% valore aggiunto 2020–2024
- +3,91% nel 2024
Qui il 4.0 è già realtà:
- linee di trasformazione automatizzate,
- packaging intelligente,
- sistemi per tracciabilità e sicurezza alimentare,
- efficientamento energetico delle celle frigorifere.
L’agroalimentare è un settore tradizionale che sta virando verso AgriTech e FoodTech: droni, sensoristica, sistemi IoT, piattaforme di tracciabilità.
Le tecnologie 4.0 applicate alla trasformazione e alla logistica rientrano tra i beni agevolabili da Transizione 4.0 e dagli Investimenti sostenibili 4.0, che promuovono programmi ad alto contenuto digitale.
Un contratto di sviluppo dedicato alla logistica agroalimentare sostiene inoltre sistemi di stoccaggio e processi innovativi per ridurre costi economici e ambientali lungo la filiera.
Logistica, trasporti e supply chain
La logistica cresce del +18,18% in quattro anni, pur segnando un –1,96% nel 2024: è il settore che più beneficia di automazione, AGV, intelligenza artificiale e integrazione energetica.
Le principali dinamiche:
- boom e-commerce → espansione 2020–2022
- 2023–2024 → fase di stabilizzazione operativa
- aumento dei costi energetici
- necessità di ottimizzare flussi, giacenze, carburanti, kWh
Investimenti utili:
- magazzini automatizzati (AGV, AMR)
- gestione scorte con AI
- software di routing e simulazione dei flussi
- monitoraggio energetico dei hub logistici
Il settore della logistica è il collante fisico e digitale dell’Industria 4.0: senza magazzini automatizzati, robot mobili, sistemi di tracciamento IoT e piattaforme di pianificazione basate su AI, la trasformazione resta confinata in stabilimento.
Misure come Transizione 4.0 e Investimenti sostenibili 4.0 finanziano:
- automazione dei magazzini,
- software di gestione e pianificazione,
- sistemi di tracciabilità e IoT,
- robot mobili e AGV.
In più, strumenti come la Nuova Sabatini sostengono l’acquisto di macchinari, attrezzature e tecnologie digitali per la logistica, con migliaia di imprese che hanno già presentato domanda (quasi 20.000 nel solo 2024, per oltre 300 milioni di euro di risorse impegnate).
Energia, utilities e sistemi intelligenti
La transizione energetica è uno degli assi portanti della nuova stagione 5.0.
Oltre al Piano Transizione 5.0 (6,3 miliardi di euro per la sfida green e digitale), il MIMIT e Invitalia hanno attivato misure per:
- autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI, con 2.526 imprese già ammesse nel primo sportello;
- contratti di sviluppo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie”, che finanziano produzioni di tecnologie green, rinnovabili e sistemi di accumulo.
Per i settori energy-intensive, il 4.0 significa:
- sistemi di energy management integrati con i dati di produzione,
- smart grid,
- ottimizzazione dei carichi,
- combinazione di incentivi fiscali su beni strumentali e contributi a fondo perduto su FER.
Il comparto energia registra –22,86% dal 2020 per via dello shock dei prezzi, ma nel 2024 cresce del +7,26% grazie agli investimenti in rinnovabili e efficienza.
Segmento estremamente sensibile a:
- politiche energetiche europee,
- volatilità del gas,
- accelerazione delle rinnovabili.
Dal 2024 in poi, la crescita torna positiva grazie a:
- PNRR energia,
- sistemi FER in autoproduzione per PMI,
- digitalizzazione delle reti,
- transizione 5.0 (premi su riduzione dei consumi).
Settore ideale per progetti integrati digitale + FER + efficienza energetica.
Difesa, aerospazio e sicurezza avanzata
Il settore difesa e aerospazio registrata una crescita stabile: +2,11% dal 2020 e +1,13% nel 2024, ma ad alta intensità tecnologica (quantistica, HPC, sensoristica).
Pur con un valore aggiunto più stabile, è il settore:
- più connesso a programmi europei strategici,
- più attivo su quantum tech, HPC, space,
- più idoneo ad Accordi per l’Innovazione ad alto TRL.
In questo caso la parola chiave è innovazione deep tech.
Il settore difesa e aerospazio è un forte driver tecnologico: droni, sistemi autonomi, sensoristica avanzata, quantistica, HPC e cybersecurity.
Tecnologie deep tech e priorità nazionali
La strategia nazionale sulle tecnologie quantistiche, in consultazione con gli stakeholder industriali, riconosce il ruolo di queste tecnologie per comunicazioni sicure, sensoristica e applicazioni critiche.
Il MIMIT, con il piano sulle nuove tecnologie abilitanti, include tra le priorità: AI, IoT, Big Data, robotica, realtà aumentata, quantistica e HPC, tutte centrali per applicazioni dual-use (civili e difesa).
Incentivi e programmi europei
Gli Accordi per l’Innovazione 2025–2026 offrono a questo settore uno strumento chiave per sviluppare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico.
Cosa significa questo per CFO e CEO nel 2025–2026
In un contesto di incentivi più selettivi, il focus passa da “quanto investo” a “come investo”.
Le priorità strategiche diventano:
- interconnessione reale e dimostrabile
- integrazione energetica + digitale
- documentazione tecnica impeccabile
- audit fiscale preventivo
Qual è il ruolo di beni strumentali e finanza agevolata in questa trasformazione?
La finanza agevolata sugli investimenti in beni strumentali è la spina dorsale dell’Industria 4.0 in Italia. Misure come:
- Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0, con piattaforma dedicata dal 2025;
- Nuova Sabatini per macchinari, impianti, hardware, software e tecnologie digitali;
- Investimenti sostenibili 4.0 (PN RIC 2021–2027), per programmi con alto contenuto digitale;
hanno reso possibile un ricambio massiccio del parco macchine industriale e un salto di qualità nei processi di interconnessione e automazione.
Come può supportarti FI Group by EPSA
FI Group by EPSA si posiziona come partner strategico per CFO, responsabili fiscali e CEO che vogliono massimizzare il ritorno sugli investimenti 4.0, riducendo il rischio di non conformità.
In particolare, possiamo supportarti su quattro assi:
Beni strumentali
- Analisi tecnica dei macchinari (nuovi o revampati) rispetto ai requisiti 4.0,
- inquadramento tra credito d’imposta, Nuova Sabatini, Investimenti sostenibili 4.0.
Fiscal audit 4.0
- Verifica della corretta applicazione delle norme (allegati A e B, criteri di interconnessione, documentazione tecnica),
- supporto in caso di controlli e richieste di chiarimento.
Interconnessione e compliance tecnologica
- Valutazione dell’effettiva interconnessione dei beni,
- allineamento con i requisiti di raccolta e scambio dati richiesti dalla normativa,
- supporto alla redazione di perizie e relazioni tecniche a prova di verifica.
Bandi (nazionali, PNRR, regionali, europei)
- Mappatura degli strumenti rilevanti (Accordi per l’Innovazione, investimenti 4.0, PNRR, contratti di sviluppo, bandi regionali),
- strutturazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per massimizzare il mix di incentivi disponibili.
Global Reach. Local Expertise.
Con una presenza internazionale e team locali specializzati in normativa italiana, FI Group by EPSA aiuta i gruppi multinazionali a collegare la strategia della sede centrale con l’esecuzione nei diversi Paesi, garantendo velocità di implementazione, certezza del perimetro agevolabile e riduzione del rischio fiscale.
FAQ su Industria 4.0 e settori chiave
Qual è l’impatto economico del Piano Transizione 4.0 in Italia?
Nei primi tre anni di Transizione 4.0 le imprese italiane hanno maturato 29 miliardi di euro di credito d’imposta, di cui oltre 23 miliardi per beni materiali 4.0, stimolando investimenti significativi in digitalizzazione e automazione del sistema produttivo.
Quali sono i settori italiani più avanzati nell’Industria 4.0?
Tra i settori più avanzati vi sono manifatturiero, automotive, farmaceutico, agroalimentare, logistica, energia e difesa, tutti accomunati da un uso intensivo di robotica, IoT, AI, sensoristica e sistemi connessi, spesso sostenuto da incentivi come Transizione 4.0 e 5.0.
Perché Transizione 5.0 è rilevante per CFO e CEO?
Transizione 5.0 unisce digitale ed efficienza energetica, con 6,3 miliardi di euro per progetti che riducono consumi e aumentano produttività. Permette di integrare investimenti 4.0 con soluzioni FER e di energy management, migliorando contemporaneamente conto economico e profilo ESG dell’azienda.
Come può FI Group by EPSA supportare un progetto 4.0 complesso?
FI Group by EPSA affianca l’azienda dalla fase di idea fino alla rendicontazione, verificando l’ammissibilità tecnica e fiscale dei beni, costruendo un mix di incentivi (crediti d’imposta, Nuova Sabatini, PNRR, bandi), curando fiscal audit e documentazione per ridurre il rischio di contestazioni.




