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Le Aree Interne rappresentano una parte fondamentale del territorio italiano, caratterizzata da fragilità socioeconomiche ma anche da una straordinaria ricchezza culturale e ambientale. Per contrastare lo spopolamento e favorire lo sviluppo sostenibile, il Governo ha avviato la Strategia Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), che punta a migliorare i servizi essenziali e creare nuove opportunità economiche.
In questo contesto, i Contratti di Sviluppo diventano strumenti chiave per attrarre investimenti e rilanciare questi territori. Scopri cosa sono, come funzionano e quali vantaggi offrono alle imprese e alle comunità locali.
Cosa sono le Aree Interne e perché sono strategiche
Le Aree Interne sono territori italiani lontani dai principali servizi essenziali come ospedali, scuole superiori e trasporti.
Secondo il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), queste aree coprono:
- 60% del territorio nazionale
- 52% dei Comuni italiani
- 22% della popolazione
Caratteristiche principali
- Fragilità socioeconomica: spopolamento, declino demografico, riduzione delle opportunità di lavoro.
- Ricchezza ambientale e culturale: paesaggi unici, beni storici e tradizioni locali.
Obiettivo del PSNAI:
- Migliorare l’accesso ai servizi essenziali (sanità, istruzione, mobilità)
- Favorire la digitalizzazione e la connettività
- Creare opportunità economiche sostenibili per contrastare lo spopolamento
Contratti di Sviluppo prevedono delle facilitazioni per le aree interne
Il Contratto di Sviluppo è lo strumento principale gestito da Invitalia per sostenere investimenti strategici in settori come agroindustria, turismo e nuove tecnologie.
Per le Aree Interne, sono previsti vantaggi specifici:
- Soglie di investimento ridotte: da 20 milioni € a 7,5 milioni € per progetti agroindustriali e turistici.
- Fondi dedicati: per sviluppo di linee produttive ed efficientamento energetico
- Incentivi mirati: per rilanciare i territori e contrastare lo spopolamento.
Fast Track – Accordi di Sviluppo: investimenti strategici
L’Accordo di Sviluppo è una procedura accelerata all’interno del Contratto di Sviluppo, pensata per progetti di grandi dimensioni e di rilevanza strategica.
Importante: l’Accordo di Sviluppo non può essere richiesto in modo indipendente. Si attiva solo nell’ambito di un Contratto di Sviluppo già presentato.
Può essere attivato per investimenti > 50 milioni di euro.
Vantaggi della procedura Fast Track:
- Priorità nell’assegnazione dei fondi
- Tempi di valutazione ridotti (90 giorni dalla firma dell’accordo)
Opportunità per imprese e territori
Il Contratto di Sviluppo rappresenta una grande opportunità per:
- Imprese che vogliono investire fondi italiani o esteri creando posti di lavoro, nuove linee produttive, stabilimenti efficienti,
- Territori che necessitano di rilancio economico e sociale
Le imprese che prevedono incremento occupazionale devono assumere prioritariamente:
- Percettori di sostegno al reddito
- Disoccupati da licenziamenti collettivi
- Lavoratori coinvolti in tavoli di crisi presso il MIMIT
FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione dei progetti e nell’accesso agli incentivi previsti dagli Accordi di Sviluppo e dalla procedura Fast Track.
Come attivare un Contratto di Sviluppo
- Richiesta tramite piattaforma informatica Invitalia
- Possibile in fase di presentazione del contratto di sviluppo o successivamente
- Se la verifica è positiva, Invitalia avvia la procedura con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy
I Contratti di Sviluppo, con la procedura Fast Track, non sono solo uno strumento finanziario, ma una leva strategica per trasformare le Aree Interne in poli di innovazione e crescita sostenibile. Grazie alle agevolazioni e alle procedure semplificate, le imprese hanno oggi l’opportunità di investire in territori ricchi di potenziale, contribuendo a ridurre il divario infrastrutturale e a creare nuove prospettive occupazionali.
Il rilancio delle Aree Interne è una sfida che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali: ogni progetto avviato è un passo verso un’Italia più equilibrata e competitiva.
Per progetti agricoli, è richiesta la capacità di generare effetti positivi sulla filiera regionale o nazionale.
Requisiti principali Contratti di Sviluppo:
I programmi sviluppo industriale devono rispettare almeno due requisiti strategici, tra cui:
- Significativo impatto occupazionale
- Capacità di attrazione di investimenti esteri o rafforzare la presenza dell’impresa sui mercati esteri
- Sviluppo tecnologico o innovazione di prodotto
- Rilevante impatto ambientale
per un programma di sviluppo di attività turistiche:
- positivo impatto sull’occupazione;
- previsione di recupero e riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate nell’ambito del programma;
- incidenza del programma su una filiera di interesse turistico;
- capacità del programma di contribuire alla crescita o alla stabilizzazione della domanda turistica attraverso la destagionalizzazione dei flussi;
- realizzazione del programma in comuni tra loro limitrofi ovvero appartenenti a un unico distretto turistico;
- capacità del programma di attrarre investimenti esteri.
Grazie ai Contratti di Sviluppo e alla procedura Fast Track, le Aree Interne italiane possono diventare poli di innovazione, turismo sostenibile e nuova occupazione. Incentivi mirati, fondi dedicati e iter semplificati offrono alle imprese l’occasione unica di generare valore in territori ricchi di potenziale e strategici per il futuro dell’Italia.
FAQ – Contratti di Sviluppo, Accordi di Sviluppo e Aree Interne
Che cosa sono i Contratti di Sviluppo?
I Contratti di Sviluppo sono uno strumento agevolativo gestito da Invitalia per sostenere investimenti medi e grandi nei settori industriale, turistico e agroalimentare. Consentono alle imprese di accedere a finanziamenti agevolati, contributi e altre facilitazioni per avviare o ampliare attività produttive in Italia.
Perché i Contratti di Sviluppo sono particolarmente importanti per le Aree Interne?
Per le Aree Interne sono previste condizioni più favorevoli, come soglie di investimento ridotte e fondi dedicati. Questo permette di attrarre investimenti anche in territori che soffrono spopolamento, carenza di servizi e limitata accessibilità, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro e iniziative imprenditoriali.
Quali vantaggi specifici sono previsti per le imprese che investono nelle Aree Interne?
Gli investimenti nelle Aree Interne possono beneficiare di:
- Soglia minima ridotta da 20 a 7,5 milioni € per progetti agroindustriali e turistici
- Fondi dedicati per efficienza energetica e nuove linee produttive
- Incentivi mirati per favorire l’occupazione e contrastare lo spopolamento
Che cos’è l’Accordo di Sviluppo (Fast Track)?
L’Accordo di Sviluppo è una procedura Fast Track interna al Contratto di Sviluppo, dedicata a progetti di rilevanza strategica con investimenti superiori a 50 milioni di euro. Offre:
- Priorità nell’assegnazione dei fondi
- Tempi di valutazione ridotti (90 giorni dalla firma)
Non può essere richiesto separatamente: si attiva solo a valle di un Contratto di Sviluppo già presentato.
Quali territori rientrano nelle Aree Interne?
Le Aree Interne sono zone lontane dai principali servizi essenziali (ospedali, scuole, trasporti).
Coprono il 60% del territorio nazionale, comprendono il 52% dei Comuni e ospitano il 22% della popolazione italiana.
Chi può richiedere un Contratto di Sviluppo?
Imprese singole o reti di imprese che presentano progetti conformi ai requisiti previsti dal decreto e dal PSNAI.
Qual è il ruolo di FI Group by EPSA?
FI Group by EPSA, assiste le aziende nella definizione dei progetti, nella predisposizione della documentazione e nell’accesso agli incentivi dei Contratti di Sviluppo, inclusa la procedura Fast Track, facilitando l’intero processo dalla candidatura alla gestione degli investimenti.
Scopri di più sul ruolo di FI Group by EPSA e sulle opportunità disponibili.
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il nuovo quadro europeo sugli aiuti di Stato dedicato a potenziare la capacità produttiva nelle tecnologie a zero emissioni nette. Introdotto in Italia dal DM 24 novembre 2025, il CISAF permette alle imprese di accedere a incentivi rafforzati attraverso i Contratti di Sviluppo, sostenendo investimenti strategici nelle filiere delle tecnologie pulite, dei loro componenti principali e delle materie prime critiche necessarie alla transizione industriale.
Cos’è un contratto di sviluppo industriale
I contratti di sviluppo industriale sono strumenti agevolativi gestiti da Invitalia, progettati per favorire la realizzazione di programmi di sviluppo strategici, innovativi e di rilevante dimensione sul territorio nazionale.
Rappresentano uno dei principali strumenti di politica industriale italiana, con l’obiettivo di sostenere investimenti che rafforzino la competitività del Paese e contribuiscano alla crescita della capacità produttiva.
Attraverso i Contratti di Sviluppo, le imprese — italiane o estere, di qualsiasi dimensione — possono ottenere contributi a fondo perduto, contributi in conto impianti, e finanziamenti agevolati.
Per i programmi industriali, l’investimento minimo richiesto è 20M€ (o importi ridotti nel caso di TPA — trasformazione prodotti agricoli).
Cosa cambia con il DM 24 novembre 2025 e l’applicazione del CISAF
Il Decreto Ministeriale del 24 novembre 2025 introduce una novità importante: l’applicazione delle disposizioni contenute nella Sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF) ai programmi di sviluppo industriale presentati tramite Contratto di Sviluppo, quando riguardano la produzione di tecnologie a zero emissioni nette e relative filiere.
Questa sezione è dedicata agli “Aiuti volti a garantire una sufficiente capacità di produzione nel settore delle tecnologie pulite”, consentendo incentivi mirati per:
- Produzione di tecnologie a zero emissioni nette.
- Realizzazione di componenti strategici per la transizione energetica.
- Produzione di materie prime critiche per la filiera green.
Grazie a questa integrazione, le imprese italiane possono beneficiare di un regime di aiuti più ampio e competitivo, valido fino al 31 dicembre 2030.
Cos’è il CISAF e cosa prevede la Sezione 6
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il quadro europeo che disciplina gli aiuti di Stato destinati ad accelerare la produzione e la diffusione di tecnologie pulite. Con il DM 24 novembre 2025, il CISAF diventa un riferimento centrale per l’accesso ai nuovi contratti di sviluppo industriale, offrendo un regime di aiuti rafforzato e valido fino al 2030.
Il CISAF mira a sostenere tre priorità strategiche europee:
- Decarbonizzazione dell’industria
- Sviluppo e produzione di tecnologie pulite
- Rafforzamento della sovranità energetica europea
La Sezione 6 del CISAF, dedicata agli “Aiuti per garantire una sufficiente capacità produttiva nel settore delle tecnologie pulite”, consente agli Stati membri di supportare investimenti in:
- Produzione di tecnologie a zero emissioni nette.
- Componenti strategici per la transizione energetica.
- Materie prime critiche necessarie per la filiera green.
Questa sezione è la base normativa che permette di finanziare i progetti dei contratti di sviluppo industriali coerenti con il CISAF, ampliando significativamente il tipo di investimenti eleggibili e gli importi potenzialmente ottenibili. Gli incentivi previsti resteranno disponibili fino al 2030, offrendo alle imprese una finestra stabile per programmare investimenti green di ampia portata.
Come ottenere gli incentivi fino al 2030
Gli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025 rappresentano un’opportunità unica per le aziende che vogliono investire in tecnologie pulite. I vantaggi principali includono:
- Accesso a contributi e finanziamenti agevolati.
- Sostegno a progetti innovativi con impatto sulla decarbonizzazione.
- Aumento della competitività nel mercato europeo delle energie rinnovabili.
Requisiti per accedere
Possono presentare domanda tutte le imprese, senza limiti settoriali, che realizzano investimenti di almeno 20 milioni di euro in modalità singola o partenariato che realizzano:
- nuova unità produttiva
- ampliamento della capacità produttiva
- riconversione attività (diversificazione ATECO)
- ristrutturazione dell’unità produttiva: cambiamento fondamentale o notevole miglioramento.
Con l’obiettivo di investire in
- produzione di tecnologie a zero emissioni nette.
- produzione di componenti chiave (previsti dal bando).
- Materie prime critiche per la filiera green.
Le domande saranno inviabili fino al 21 aprile 2026 e possono accedere anche domande già presentate, se coerenti con la normativa.
Procedura Invitalia: come presentare la domanda
- Registrazione sul portale ufficiale Invitalia.
- Compilare la domanda inserendo il progetto dettagliato.
- Allegare la documentazione richiesta (linee guida e allegati disponibili sul sito Invitalia)
Il processo è interamente digitale e prevede controlli su requisiti prima dell’approvazione.
Perché aderire subito e affidarsi a FI Group by EPSA
La gestione dei contratti di sviluppo può essere complessa, soprattutto per progetti di grandi dimensioni. FI Group by EPSA, leader nella consulenza per finanziamenti e agevolazioni, supporta le imprese in tutte le fasi:
- Analisi dei requisiti.
- Preparazione della domanda.
- Rendicontazione e monitoraggio.
Affidarsi a professionisti significa ridurre i rischi, ottimizzare i tempi e massimizzare i benefici degli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025.
FAQ
Chi può accedere ai Contratti di Sviluppo nell’ambito del CISAF?
Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, italiane o estere, che presentano programmi di sviluppo industriale riguardanti:
- la produzione di tecnologie a zero emissioni nette,
- la produzione dei relativi componenti principali,
- la produzione o il recupero di materie prime critiche,
- come previsto dal DM 24 novembre 2025 e dal regime CISAF
Fino a quando si possono richiedere gli incentivi?
Gli aiuti CISAF possono essere concessi fino al 31 dicembre 2030, mentre la presentazione delle domande tramite Contratto di Sviluppo è possibile fino al 21 aprile 2026 per lo sportello NET ZERO.
Come si presenta la domanda?
La domanda deve essere presentata telematicamente tramite la piattaforma ufficiale di Invitalia, compilando la modulistica e caricando la documentazione richiesta.
Quali tipologie di progetti sono ammissibili con il CISAF?
Sono ammissibili solo i progetti riconducibili alla Sezione 6 del CISAF, ovvero:
- produzione dei prodotti finali delle tecnologie a zero emissioni nette,
- produzione dei componenti principali delle tecnologie a zero emissioni nette (Allegato 1 del DM),
- produzione o recupero delle materie prime critiche (Regolamento UE 2024/1252).
Qual è l’obiettivo principale del CISAF?
Il CISAF mira a:
- aumentare la capacità produttiva europea nel settore delle tecnologie pulite,
- sostenere investimenti che contribuiscono alla decarbonizzazione,
- rafforzare la sovranità industriale europea, riducendo la dipendenza da paesi terzi.
Perché il DM 24 novembre 2025 è collegato al CISAF?
Perché il DM 24/11/2025 integra formalmente la Sezione 6 del CISAF nei Contratti di Sviluppo Industriali, consentendo alle imprese italiane di accedere alle agevolazioni previste dal nuovo regime europeo per le tecnologie pulite.
Perché scegliere FI Group by EPSA?
FI Group by EPSA supporta le imprese in tutte le fasi del processo:
- valutazione di ammissibilità,
- costruzione del progetto,
- preparazione della domanda,
- rendicontazione e gestione post–concessione.
Questo supporto riduce i rischi, accelera la procedura e massimizza l’accesso ai contributi.
Nel 2024 l’export italiano ha raggiunto 623,5 miliardi di euro con crescite record in mercati strategici come Arabia Saudita (+27,9%), Turchia (+23,9%) ed Emirati Arabi Uniti (+19,4%). Il Governo punta a 700 miliardi entro fine legislatura.
In questo scenario, il nuovo Piano Strategico SIMEST 2025–2027 mette a disposizione 28 miliardi di euro per sostenere la crescita delle imprese italiane. La grande novità? Accesso anche alle aziende non esportatrici, se parte di filiere a vocazione internazionale. Dal 7 agosto 2025, sono finanziabili progetti di transizione digitale ed ecologica, rafforzamento patrimoniale e iniziative sui mercati strategici (Africa, America Latina, India).
Premialità fino al 20% a fondo perduto per PMI innovative, startup e imprese del Mezzogiorno. Opportunità uniche per chi vuole innovare e crescere globalmente.
Che cos’è il Piano SIMEST 2025–2027?
Il Programma è un programma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per imprese italiane che investono in innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. È integrato nel piano di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e nasce dal confronto con Confindustria e le imprese, per rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati esteri.
Chi può accedere ai fondi?
Possono accedere tutte le imprese con sede in Italia, incluse quelle non esportatrici, se partecipano a filiere orientate all’export. Sono previste premialità per:
- PMI innovative e startup
- Imprese del Mezzogiorno
- PMI femminili e giovanili
- Aziende con certificazioni ambientali (ISO 14001, ISO 45001)
- Imprese energivore in percorso di efficientamento
Quali investimenti sono finanziabili?
Sono finanziati progetti strategici per la competitività:
- Transizione digitale ed ecologica
- Sostenibilità ambientale (efficientamento energetico e idrico, certificazioni)
- Digitalizzazione di prodotto e processo
- Formazione del personale
- Rafforzamento patrimoniale (aumenti di capitale, finanziamenti soci)
- Apertura sedi commerciali all’estero
- Partecipazione a fiere internazionali
Quali sono le condizioni di finanziamento?
- Tasso agevolato rispetto al mercato
- Contributo a fondo perduto fino al 20% per categorie prioritarie
- Ampia flessibilità per investimenti in macchinari, impianti, consulenza e promozione internazionale
- Possibilità di co-finanziamento per imprese energivore e localizzate nel Sud Italia
Focus geografico: mercati strategici
Il pacchetto SIMEST punta su aree ad alto potenziale:
- Africa (Piano Mattei)
- America Latina
- Paesi del Golfo
- India
- Balcani Occidentali È in valutazione una misura dedicata anche per gli Stati Uniti, destinazione chiave per il Made in Italy.
Numeri chiave e impatto
- Export Italia 2024: 623,5 miliardi €
- Obiettivo Governo: 700 miliardi € entro fine legislatura
- SIMEST 2024: 8 miliardi € impegnati, 4.700 operazioni finanziate, impatto 0,5% PIL
- Fondo 394: oltre 5.400 progetti finanziati, dotazione PNRR 1,95 miliardi €
- Previsioni export SACE: +3,7% nel 2024, +4,5% nel 2025
Come presentare domanda?
Dal 7 agosto 2025 tramite la piattaforma SIMEST. FI Group offre supporto completo per:
- Analisi di eleggibilità
- Preparazione della domanda
- Gestione della rendicontazione
- Ottimizzazione delle premialità
FAQ
Qual è il nuovo budget del piano per innovazione e internazionalizzazione?
Il budget complessivo è di 28 miliardi di euro.
Le imprese non esportatrici possono partecipare?
Sì, se fanno parte di filiere con orientamento internazionale.
Quali sono le categorie prioritarie per il fondo perduto?
PMI innovative, startup, imprese del Sud Italia, PMI femminili e giovanili, aziende con certificazioni ambientali.
Tabella riepilogativa
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Budget complessivo | 28 miliardi € |
| Beneficiari | Imprese italiane (anche non esportatrici) |
| Investimenti finanziabili | Digitalizzazione, sostenibilità, patrimonializzazione |
| Contributo a fondo perduto | Fino al 20% |
| Mercati strategici | Africa, America Latina, India, Golfo |
SIMEST: Global Reach. Local Expertise.
Accedere ai fondi non è solo una questione di compilare una domanda: è una scelta strategica che impatta sul futuro della tua azienda. FI Group è il partner che trasforma complessità in chiarezza, con un approccio integrato che unisce visione globale e competenza locale.
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Funding Investments
Il Fondo Transizione Industriale 2026 è la spinta green e leva più potente per accompagnare le imprese italiane verso la transizione ecologica.
Lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il fondo mette sul piatto 400 milioni di euro per sostenere progetti industriali che puntano a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. Non si tratta di aumentare la produzione, ma di produrre meglio, con meno sprechi, meno emissioni e più innovazione.
Un fondo, quattro direttrici strategiche
Il cuore del bando è chiaro: aiutare le imprese a trasformarsi. Come? Attraverso interventi mirati su:
- Efficientamento energetico degli impianti
- Uso circolare delle risorse (riuso, riciclo, recupero)
- Produzione di energia rinnovabile per autoconsumo
- Tecnologie digitali e Industria 4.0 applicate alla sostenibilità
Quanto finanzia il Fondo Transizione Industriale 2026?
- PMI: contributo a fondo perduto fino al 40%
- Grandi imprese: fino al 30%
- Cumulo con altri incentivi: possibile per massimizzare il beneficio
Quali sono i vantaggi per le imprese?
- Miglioramento del rating ESG
- Accesso a certificazioni ambientali
- Maggiore competitività sui mercati internazionali
- Riduzione dei costi energetici e operativi
Le origini del Fondo Transizione Industriale 2026: una risposta strutturale alla sfida climatica
Il fondo nasce con la Legge di Bilancio 2022, ma affonda le sue radici nel PNRR e nelle politiche europee per la transizione ecologica. È regolato da due decreti chiave (ottobre 2022 e dicembre 2024) che ne definiscono criteri e modalità operative.
Non è un’iniziativa spot, ma parte di una strategia più ampia per decarbonizzare l’industria italiana e renderla protagonista del cambiamento.
I risultati delle edizioni precedenti del Fondo Transizione Industriale 2026
I numeri parlano chiaro:
- Centinaia di progetti finanziati in tutta Italia
- 40% delle risorse al Sud, a sostegno della coesione territoriale
- 50% dei fondi alle imprese energivore, con impatti tangibili sulla riduzione dei consumi
Ma non è solo questione di numeri. Molte aziende hanno colto l’occasione per ripensare il proprio modello produttivo, ottenere certificazioni ambientali, migliorare il proprio rating ESG e posizionarsi meglio sui mercati internazionali.
Le aspettative delle imprese per il nuovo bando Fondo Transizione Industriale 2026
Principali aspettative delle aziende
- Procedure più snelle e tempi certi di valutazione delle domande
- Maggiore flessibilità nei progetti ammissibili, per includere innovazioni integrate
- Integrazione tra transizione ambientale e digitale, in linea con Industria 4.0
- Più spazio alle PMI, spesso penalizzate nelle edizioni precedenti
Un’occasione da non perdere
Il Fondo per la Transizione Industriale non è solo un incentivo economico. È un acceleratore di cambiamento, una leva per rendere il nostro sistema produttivo più resiliente, moderno e sostenibile.
Per le imprese italiane, è il momento di agire. Preparare un progetto solido, coerente con gli obiettivi ambientali e ben strutturato può fare la differenza tra restare fermi o diventare protagonisti della nuova economia green.
Vuoi accedere al Fondo Transizione Industriale 2026 e massimizzare il contributo?
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FAQ – Domande frequenti
Qual è la dotazione del Fondo Transizione Industriale 2026?
Quali spese sono ammissibili?
Posso cumulare altri incentivi?
Come presentare la domanda per il Fondo Transizione Industriale 2026 ?
- Progetto dettagliato con obiettivi ambientali chiari
- Piano finanziario sostenibile
- Documentazione tecnica e amministrativa
Gli Accordi per l’Innovazione sono tra i principali argomenti trattati nella Manovra di Bilancio 2026, presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, conferma l’impegno del Governo nel sostenere la competitività e la transizione tecnologica delle imprese italiane. In un quadro macroeconomico prudente, le misure per l’innovazione si collocano tra le priorità strategiche per favorire crescita, digitalizzazione e sostenibilità.
Cosa sono gli Accordi per l’Innovazione
Gli Accordi per l’Innovazione, gestiti dal MIMIT, finanziano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico. Sono strumenti negoziali che prevedono:
- Contributo diretto alla spesa e finanziamento agevolato (max 20% dei costi).
- Procedura valutativa negoziale per accelerare l’approvazione.
- Maggiorazioni: +10% per progetti con organismi di ricerca; extra incentivi regionali (min 5%).
Novità nella Manovra 2026
Chi può accedere ai finanziamenti
- Imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati
- Centri di ricerca
- Organismi di ricerca
Tecnologie e settori prioritari
- Intelligenza Artificiale
- Semiconduttori
- Tecnologie quantistiche
- Mobilità intelligente
- Bioinnovazione
- Transizione energetica
Dotazione finanziaria e requisiti
- Risorse disponibili: 731 milioni €. Resi disponibili dal decreto ministeriale 4 settembre 2025, di cui:
- 530 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 2 al decreto;
- 201 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 3 al decreto.
- Beneficiari: imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati, centri di ricerca e organismi di ricerca.
- Servono almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazioni, che esercitano attività industriali e di trasporto, ivi comprese quelle artigiane, i Centri di ricerca e, limitatamente alle aree di intervento di cui all’allegato n. 3 al decreto, anche le imprese di servizi.
- Progetti ammissibili:
- Spese tra 5 e 40 milioni €.
- Durata 18–36 mesi.
- Avvio dopo la domanda.
- Intensità aiuto:
- calcolata sul totale dei costi e delle spese ammissibili di progetto, articolata sulla base della dimensione del soggetto proponente:
- 45 per cento per le imprese di piccola dimensione;
- 35 per cento per le imprese di media dimensione;
- 25 per cento per le imprese di grande dimensione.
- calcolata sul totale dei costi e delle spese ammissibili di progetto, articolata sulla base della dimensione del soggetto proponente:
Finanziamento agevolato degli Accordi per l’Innovazione
Il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese e nel limite massimo del 20 per cento del totale dei costi ammissibili di progetto.
Per gli Organismi di ricerca, le agevolazioni sono concesse esclusivamente nella forma di contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale pari al 50 per cento dei costi e delle spese ammissibili per attività di ricerca industriale e pari al 25 per cento dei costi e delle spese ammissibili di sviluppo sperimentale.
Le intensità di aiuto possono, inoltre, essere aumentate per ciascun soggetto proponente, di 15 punti percentuali se è soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:
- il progetto di ricerca e sviluppo prevede la collaborazione effettiva tra imprese di cui almeno una è una PMI e non prevede che una singola impresa sostenga da sola più del 70 (settanta) per cento dei costi ammissibili;
- il progetto di ricerca e sviluppo è interamente realizzato nei territori delle regioni meno sviluppate;
- il progetto di ricerca e sviluppo prevede la collaborazione effettiva tra un’impresa e uno o più Organismi di ricerca e di diffusione delle conoscenze, nell’ambito del quale tali Organismi di ricerca sostengono almeno il 10 (dieci) per cento dei costi ammissibili e hanno il diritto di pubblicare i risultati della propria ricerca.
Settori e tecnologie prioritarie degli Accordi per l’Innovazione
Gli Accordi per l’Innovazione si concentrano su tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) e ambiti Horizon Europe:
- Tecnologie di fabbricazione avanzata.
- Tecnologie digitali (incluse quantistiche).
- Materiali innovativi.
- Intelligenza artificiale e robotica.
- Industrie circolari e low-carbon.
- Mobilità intelligente e stoccaggio energia.
- Sistemi alimentari e bioinnovazione.
Bisogni delle imprese e opportunità degli Accordi per l’Innovazione
Le imprese italiane puntano a ridurre i costi di R&S, accelerare il time-to-market e accedere a tecnologie avanzate. Gli Accordi per l’Innovazione rispondono a queste esigenze offrendo:
- Contributi fino al 45% e finanziamenti agevolati.
- Partnership strategiche con centri di ricerca.
- Cumulabilità con altri incentivi nazionali ed europei.
FAQ
Quali sono i tempi medi di approvazione degli Accordi per l’Innovazione?
Tra 4 e 6 mesi, a seconda della complessità del progetto.
È possibile presentare progetti in partnership internazionale?
Sì, purché il coordinamento e la sede operativa principale siano in Italia.
Gli incentivi sono cumulabili con fondi europei come Horizon Europe?
Sì, nel rispetto dei limiti di cumulo previsti dalla normativa UE sugli aiuti di Stato.
Quali settori hanno priorità?
Digitalizzazione, transizione ecologica, semiconduttori, tecnologie quantistiche e AI.
È previsto un monitoraggio post-finanziamento?
Sì, con obbligo di rendicontazione periodica e verifiche sul raggiungimento degli obiettivi tecnologici.
Gli Accordi di Sviluppo sono strumenti agevolativi previsti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per sostenere progetti di investimento strategici in Italia. Si rivolgono a imprese che intendono realizzare programmi complessi di sviluppo industriale, tutela ambientale o innovazione.
La Manovra 2026 conferma il rifinanziamento degli strumenti di finanza agevolata più strategici per la crescita industriale e territoriale. Tra questi, gli Accordi di Sviluppo rappresentano una leva fondamentale per le imprese che intendono realizzare progetti di investimento di rilevanza nazionale. Con una dotazione complessiva di circa 750 milioni di euro, questo strumento è pensato per accelerare investimenti in green transition, digitalizzazione e sviluppo delle aree ZES. Scopri chi può beneficiarne e come accedere agli incentivi.
Cos’è un Accordo di Sviluppo
Gli Accordi di Sviluppo sono procedure negoziali speciali attivabili nell’ambito dei Contratti di Sviluppo per progetti di investimento pari o superiori a 50 milioni di euro.
Consentono:
- Corsia preferenziale nell’istruttoria e nell’assegnazione dei fondi
- Riduzione dei tempi di valutazione (entro 90 giorni dalla firma)
- Coinvolgimento diretto di MIMIT, Invitalia e altre amministrazioni per accelerare l’iter
Questa modalità è pensata per progetti strategici che generano impatto economico e occupazionale significativo.
Dotazione finanziaria
La Manovra 2026 destina risorse significative. Tabella dotazione finanziaria:
| Settore | Budget (€) |
|---|---|
| Industria/Agro | 400 mln |
| Ambiente | 225 mln |
| Turismo/ZES | 122,8 mln |
| Totale | ~750 mln |
Quali agevolazioni sono previste?
- Contributi a fondo perduto
- Finanziamenti agevolati
- Fast Track per progetti strategici
Questi incentivi rispondono ai bisogni delle imprese: riduzione dei costi energetici, digitalizzazione dei processi, attrazione di turismo sostenibile e certezza normativa per grandi investimenti.
Chi può beneficiarne
Gli Accordi di Sviluppo sono pensati per imprese con progetti di investimento di grande impatto economico e occupazionale, in settori strategici per la crescita del Paese. In particolare:
- Grandi imprese industriali che vogliono espandere la capacità produttiva con tecnologie green e ridurre i costi energetici.
- Gruppi agroalimentari interessati a digitalizzare la filiera, innovare i processi e migliorare la tracciabilità dei prodotti.
- Operatori turistici che intendono riqualificare strutture dismesse, soprattutto in Zone Economiche Speciali (ZES), puntando su sostenibilità e attrazione di nuovi flussi.
- Multinazionali che pianificano insediamenti produttivi in Italia con investimenti superiori a 50 milioni di euro, cercando procedure rapide e certezza normativa.
Chi sono le imprese target e come gli Accordi di Sviluppo rispondono ai loro bisogni
Gli Accordi di Sviluppo non sono pensati per tutte le aziende, ma per quelle che hanno progetti ambiziosi e necessità specifiche. Ecco i principali beneficiari di questo bando e come questo strumento innovativo le supporta:
- CEO di aziende industriali
Necessità: ridurre i costi energetici e innovare la produzione.
Obiettivo: espandere la capacità produttiva con tecnologie green.
Come aiuta il bando: contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per impianti sostenibili. - Responsabili innovazione agroalimentare
Necessità: digitalizzare la filiera e migliorare la tracciabilità.
Obiettivo: aumentare efficienza e competitività.
Come aiuta il bando: fondi dedicati alla digitalizzazione e procedure accelerate per progetti > 50 milioni €. - Imprenditori turistici
Necessità: riqualificare strutture dismesse e attrarre turismo sostenibile.
Obiettivo: valorizzare le aree ZES e incrementare il flusso turistico.
Come aiuta il bando: incentivi per riqualificazione, sostenibilità e digitalizzazione. - Direttori Operations di multinazionali
Necessità: tempi rapidi e certezza normativa per insediamenti produttivi.
Obiettivo: avviare grandi progetti in Italia senza ritardi.
Come aiuta il bando: Fast Track e supporto istituzionale con iter negoziale semplificato.
FAQ sugli Accordi di Sviluppo
Quanto dura l’istruttoria? Entro 90 giorni dalla firma.
Posso includere R&S? Sì, se funzionale al progetto principale.
Sono cumulabili con altri incentivi? In alcuni casi, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.
Quali obblighi occupazionali? Assunzione di percettori di sostegno al reddito e lavoratori da tavoli di crisi.
Come avviare la procedura? La richiesta parte da Invitalia tramite piattaforma online. Serve firma digitale, PEC e business plan dettagliato.
Perché agire subito
Gli Accordi di Sviluppo non sono solo un incentivo: sono una strategia di crescita per chi vuole investire in Italia con progetti ad alto impatto economico e occupazionale.
La finestra di opportunità è aperta: prenota la tua posizione e avvia la negoziazione.
Vuoi sapere se il tuo progetto è idoneo?
Contattaci per una consulenza dedicata: analizzeremo requisiti, tempistiche e vantaggi per la tua impresa.
Scopri come accedere al Bando Turismo Sicilia 2025: 135 milioni di euro per riqualificare, ampliare o creare strutture ricettive. Agevolazioni fino all’80%.
La Sicilia non smette mai di affascinare. Ma oggi, oltre alla bellezza dei suoi paesaggi, punta a rinnovare anche il modo in cui accoglie i suoi visitatori. Con il Bando Turismo Sicilia 2025, la Regione mette a disposizione 135 milioni di euro a fondo perduto per dare nuova linfa al settore turistico, sostenendo chi vuole riqualificare, ampliare o creare strutture ricettive in chiave moderna e sostenibile.
Un segnale forte, concreto, che parla a chi crede nel turismo come motore di sviluppo e identità.
A chi si rivolge il Bando Turismo Sicilia 2025
Il bando è pensato per tutte le imprese che operano nel settore dell’alloggio in Sicilia: dagli hotel ai B&B, dai campeggi ai rifugi, passando per reti d’impresa e cooperative. L’unico requisito? Avere radici operative nell’isola e la voglia di investire in qualità, innovazione e rispetto per il territorio.
Il contributo è a fondo perduto e varia in base alla tipologia di impresa e al regime applicato:
Regime de minimis
- Fino all’80% delle spese per progetti tra 50.000 e 300.000 euro
Regime in esenzione
- Fino al 60% per micro e piccole imprese
- Fino al 50% per medie imprese
- Fino al 40% per grandi imprese
- Per progetti fino a 3,5 milioni di euro
Spese ammissibili
- Ristrutturazioni e ampliamenti
- Realizzazione di nuove strutture ricettive
- Recupero di immobili dismessi
- Arredi, impianti, domotica, certificazioni
- Progettazione, direzione lavori, collaudi
Quando e come partecipare al Bando Turismo Sicilia 2025
Le domande si presentano online, sulla piattaforma incentivisicilia.irfis.it
- Aperto dal 15 luglio 2025
- In scadenza il 15 ottobre 2025 alle ore 17:00
La selezione sarà a graduatoria, premiando i progetti che dimostrano:
- Sostenibilità ambientale
- Digitalizzazione
- Valorizzazione del territorio
- Creazione di occupazione stabile
Bando Turismo Sicilia 2025: cosa ci raccontano le edizioni precedenti
Il precedente bando ha lasciato il segno: centinaia di interventi finanziati, strutture storiche riportate alla vita, nuove camere e servizi per accogliere un turismo sempre più esigente e consapevole.
Molte imprese hanno migliorato la propria reputazione ambientale, ridotto i consumi e aumentato la competitività. Un investimento che ha generato valore, dentro e fuori le mura delle strutture.
Le aspettative degli imprenditori
Il settore guarda al nuovo bando con fiducia e speranza. Le richieste sono chiare:
- Tempi rapidi e trasparenti
- Procedure semplificate
- Maggiore flessibilità nei progetti
- Un occhio di riguardo alle PMI, spesso penalizzate nei bandi precedenti
Molti operatori vedono in questa misura la possibilità di rinnovare le strutture in vista della stagione 2026, intercettando la crescita del turismo in Italia e nel Mediterraneo.
Bando Turismo Sicilia 2025: un’occasione da cogliere
Il Bando Turismo Sicilia 2025 non è solo un incentivo. È una visione di futuro, un invito a credere che l’ospitalità siciliana possa essere più moderna, più sostenibile, più competitiva.
Se sei un’impresa del settore, il momento di agire è adesso. Un progetto ben pensato, coerente con gli obiettivi del bando e radicato nel territorio può fare la differenza.
Il Bando Turismo Sicilia 2025 è molto più di un incentivo economico. È una strategia di rilancio territoriale, che punta a rendere l’isola più attrattiva, sostenibile e competitiva.
Se sei un’impresa del settore turistico, il momento di agire è adesso. Un progetto ben strutturato, coerente con gli obiettivi del bando e radicato nel territorio può fare la differenza.
Il 10 aprile si è svolto il webinar di FI Group e ORA Energy Solutions sul bando Invitalia dedicato alle PMI per autoproduzione di energia rinnovabile.
Bando Invitalia per Autoproduzione di Energia Rinnovabile nelle PMI
- Installare impianti fotovoltaici ed eolici
- Integrare sistemi di accumulo
- Migliorare l’efficienza energetica dei processi produttivi
- 40% riservato alle regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia)
- 40% destinato a micro e piccole imprese
Dettagli del Webinar
Tra i relatori, Elena Perini, Country Manager di FI Group Italia, ha illustrato:
- Le modalità di accesso al bando Invitalia per Autoproduzione di Energia Rinnovabile nelle PMI
- I requisiti per la presentazione delle domande
- Le opportunità per micro e piccole imprese
Perché è stato un evento importante
Infatti, il Decreto Direttoriale del 31 marzo 2025 ha prorogato il termine per la presentazione delle domande di agevolazione del bando in questione dal 5 maggio alle ore 12.00 del 17 giugno 2025.
FAQ
Impianti fotovoltaici, eolici, sistemi di accumulo e interventi di efficienza energetica.
PMI italiane, con priorità per microimprese e regioni del Sud.
Contributi a fondo perduto, variabili in base al progetto e alla localizzazione.
Il termine è stato prorogato al 17 giugno 2025 alle ore 12:00.
Sì, sono previsti nuovi incentivi per sostenere la transizione energetica delle imprese.
La Regione Campania ha lanciato due bandi del programma STEP, mettendo a disposizione 80 milioni di euro per sviluppare tecnologie strategiche. Di questi, 50 milioni sono destinati a investimenti produttivi, ricerca industriale e sviluppo sperimentale per tecnologie digitali, mentre 30 milioni sono riservati al settore aerospaziale per sviluppare tecnologie critiche e rafforzare le catene del valore.
L’iniziativa fa parte di un impegno più ampio della Regione, che ha aderito con 600 milioni di euro alla Piattaforma per le Tecnologie Strategiche per l’Europa (STEP), istituita dalla Commissione Europea per ridurre la dipendenza tecnologica dell’UE da Paesi terzi.
STEP Campania: apertura sportelli
A partire dal 16 giugno 2025, le imprese potranno presentare domanda per accedere a 50 milioni di euro di finanziamenti dedicati alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale.
STEP Campania: dettaglio agevolazione
- Investimenti produttivi: finanziamenti per la realizzazione di nuove unità produttive e l’innovazione dei processi produttivi.
- Ricerca e sviluppo: supporto per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, finalizzati a migliorare prodotti, processi o servizi esistenti.
- Piani di formazione: agevolazioni per la riqualificazione delle competenze dei lavoratori.
Gli interventi proposti, finalizzati allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie critiche o alla salvaguardia ed al rafforzamento delle rispettive catene del valore, devono riguardare almeno uno dei seguenti settori tecnologici:
- Tecnologie digitali e innovazione deep-tech;
- Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
- Biotecnologie.
Il provvedimento mira a incentivare lo sviluppo delle tecnologie digitali, migliorando la competitività delle imprese campane e stimolando l’efficienza e l’innovazione.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’apertura dello sportello per le agevolazioni destinate alle PMI che desiderano autoprodurre energia elettrica da fonti rinnovabili. A partire dal 4 aprile 2025 fino al 5 maggio 2025, le imprese potranno presentare domanda per accedere a finanziamenti dedicati alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici e minieolici.
L’incentivo si rivolge alle Pmi in tutta Italia, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.
La misura prevede contributi in conto impianti per i programmi di investimento delle piccole e medie imprese finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari fotovoltaici o mini eolici, per l’autoconsumo immediato e per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia dietro il contatore per autoconsumo differito.
Agevolazione Autoproduzione di Energia da Fonti Rinnovabili nelle PMI
Sono disponibili 320 milioni di euro, di cui il 40% riservato alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e un altro 40% alle micro e piccole imprese.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una graduatoria e assegnate ai programmi di investimento realizzati per un ammontare di spese ammissibili non inferiore a 30.000 euro e non superiore a un milione di euro nella misura massima del:
- 30% per le medie imprese
- 40% per le micro e piccole imprese
- 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento
- 50% per la diagnosi energetica ex-ante necessaria alla pianificazione degli interventi previsti dal decreto
Il provvedimento mira a incentivare l’autonomia energetica delle PMI, promuovendo l’uso di fonti rinnovabili e contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2.
Presentazione delle domande Autoproduzione di Energia da Fonti Rinnovabili nelle PMI
Le domande di agevolazione potranno essere inviate dalle ore 12.00 del 4 aprile 2025 fino alle ore 12.00 del 4 giugno 2025 tramite lo sportello online di Invitalia, gestore della misura per conto del Ministero.
Modulistica bando Autoproduzione di Energia da Fonti Rinnovabili nelle PMI
Scarica tutti i moduli necessari per la presentazione della domanda.
Queste agevolazioni rappresentano un’opportunità significativa per le PMI, contribuendo alla loro crescita sostenibile e competitività sul mercato.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’apertura dello sportello per le agevolazioni destinate alle imprese della filiera di trasformazione delle fibre tessili naturali e della concia della pelle.
Moda: agevolazioni per le Imprese della Filiera Tessile e della Concia della Pelle
Le domande di agevolazione potranno essere inviate dalle ore 12.00 del 3 aprile 2025 fino alle ore 12.00 del 3 giugno 2025 tramite lo sportello online di Invitalia. Le imprese potranno presentare domanda per accedere a oltre 30 milioni di euro di finanziamenti dedicati alla crescita, innovazione e sostenibilità ambientale.
Nello specifico la cifra sarà così suddivisa:
- 20 milioni destinati alla concessione di contributi a fondo perduto;
- oltre 10 milioni per la concessione di finanziamenti agevolati.
Le linee di intervento della misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del tessile (codice ATECO 13) e della concia del cuoio (codice ATECO 15.11) riguardano:
Dettagli delle agevolazioni della filiera tessile e della concia della pelle
Le linee di intervento della misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del tessile (codice ATECO 13) e della concia del cuoio (codice ATECO 15.11) riguardano:
- Crescita e innovazione: Investimenti finalizzati all’aumento della capacità produttiva, nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale e riduzione degli sprechi.
Risorse disponibili: 14.019.833 euro. - Sostenibilità ambientale: Acquisizione di beni strumentali, certificazioni ambientali di prodotto e di processo, utilizzo di fibre tessili di origine naturale e materiali riciclati.
Risorse disponibili: 16.022.667 euro.
Obiettivi del provvedimento dedicato alla Moda
Il provvedimento mira a potenziare l’autonomia di approvvigionamento delle materie prime naturali nell’industria tessile nazionale, promuovendo la sostenibilità e l’innovazione dei processi produttivi.
Queste agevolazioni rappresentano un’opportunità significativa per le imprese tessili e della concia della pelle, contribuendo alla loro crescita e competitività sul mercato internazionale.
SIMEST ha annunciato l’attivazione di nuovi strumenti finanziari per oltre 1 miliardo di euro, destinati a supportare lo sviluppo del Made in Italy nei mercati ad alto potenziale di crescita, come America Latina, Africa, India e USA, e a sostenere le aziende energivore colpite dall’aumento dei costi energetici.
Questi strumenti includono anche due nuove sezioni equity del Fondo 394/81 per la crescita e gli investimenti infrastrutturali all’estero.
Le imprese interessate possono presentare domanda di finanziamento attraverso il portale dedicato SIMEST.
FI Group è una società di consulenza internazionale, pronta a supportare le imprese nell’accesso a questi bandi.
Richiedi la tua consulenza gratuita.
SIMEST 2026: tutti gli strumenti
Stati Uniti
Novità: Dal 14 gennaio 2026 SIMEST attiva programmi dedicati al mercato americano per finanziare attività di Temporary Export Manager (TEM).
Caratteristiche principali:
- Importo: fino a 500.000 €
- Contributo a fondo perduto: 10%-20%
- Durata progetto: 24 mesi | Durata finanziamento: 4 anni
- Tasso agevolato: 0,321%
- Spese ammissibili: compenso TEM, attività promozionali, certificazioni, formazione, viaggi, costituzione di società locali.
Questa misura è ideale per le imprese che vogliono espandersi negli USA con il supporto di un Temporary Export Manager specializzato.
Con questi nuovi strumenti, SIMEST mira a rafforzare la competitività internazionale del Made in Italy, in collaborazione con altre agenzie per lo sviluppo e sotto la guida del Ministero degli Esteri.
America Latina
- Finanza agevolata: 200 milioni di euro per la competitività delle filiere e delle imprese italiane in America centrale o meridionale.
- Plafond dedicato: 300 milioni di euro per sostenere la competitività delle commesse export delle imprese italiane nell’area.
India
Dal 16 settembre 2025 è attivo lo strumento SIMEST “Affiancamento strategico per il mercato indiano”, che continua a rappresentare una grande opportunità per le imprese italiane — esportatrici e non — che vogliono investire, esportare o importare dall’India.
Caratteristiche principali:
- Dotazione: 500 milioni di euro
- Tasso agevolato: 0,321%
- Contributo a fondo perduto: fino al 20% per PMI innovative, startup e imprese del Sud Italia
- Importo massimo: 5 milioni € | Durata: 6 anni
- Spese ammissibili: investimenti, formazione, consulenza, promozione
Il mercato indiano è in forte espansione: questa misura rientra nel pacchetto SIMEST 2026 per l’internazionalizzazione.
Africa
- Nuove spese finanziabili: Estensione delle spese ammissibili nell’ambito del Piano Mattei.
- Cofinanziamento: Fino al 10% a fondo perduto, elevato al 20% per le imprese del Mezzogiorno.
Transizione Digitale o Ecologica
- Estensione: Inclusione delle imprese energivore esportatrici e di quelle con percorsi certificati di efficientamento energetico.
- Finanziamento: 90% del finanziamento per il rafforzamento patrimoniale e l’innovazione dei processi produttivi.
Fondo 394/81, nuove Sezioni Equity
- Sezione crescita: 100 milioni di euro per il rafforzamento del capitale sociale delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione.
- Sezione investimenti e infrastrutture: 100 milioni di euro per interventi in equity in progetti infrastrutturali internazionali.
- Scheda prodotto ufficiale, qui.
Con questi nuovi strumenti, SIMEST mira a rafforzare la competitività internazionale del Made in Italy, in collaborazione con altre agenzie per lo sviluppo e sotto la guida del Ministero degli Esteri.
FAQ – Domande frequenti sui finanziamenti SIMEST
Quali sono i nuovi strumenti SIMEST?
SIMEST ha attivato misure per oltre 1 miliardo di euro a sostegno del Made in Italy, con opportunità in America Latina, Africa, India e USA, oltre alle sezioni equity del Fondo 394/81.
Quando posso presentare domanda per la misura India?
La misura India è attiva dal 16 settembre 2025 e continua nel 2026 come parte del pacchetto SIMEST per l’internazionalizzazione
Quali sono le caratteristiche della misura India?
- Dotazione: 500 milioni di euro
- Tasso agevolato: 0,321%
- Contributo a fondo perduto: fino al 20% per PMI innovative, startup e imprese del Sud Italia
- Importo massimo: 5 milioni €
- Durata: 6 anni
Quali novità ci sono per il mercato USA?
Dal 14 gennaio 2026 è attivo il finanziamento per progetti di Temporary Export Manager (TEM) dedicati agli USA:
- Importo: fino a 500.000 €
- Contributo a fondo perduto: 10%-20%
- Durata progetto: 24 mesi
- Durata finanziamento: 4 anni
- Tasso agevolato: 0,321%
Chi può beneficiare dei finanziamenti SIMEST?
Possono accedere le imprese italiane costituite in forma di società di capitali, singole o in rete, che intendono investire in internazionalizzazione.
Quali spese sono ammissibili?
- Investimenti in mercati esteri
- Formazione e consulenza
- Attività promozionali
- Inserimento di TEM
- Certificazioni, marchi, costituzione di società locali
Come posso ottenere supporto per la domanda SIMEST?
FI Group offre consulenza gratuita per accompagnare le imprese nell’accesso ai bandi SIMEST.
Contattaci subito per una valutazione personalizzata.
Il settore turistico italiano è in continua evoluzione e le opportunità di finanziamento, create da incentivi e sovvenzioni, sono fondamentali per sostenere la crescita e l’innovazione.
Agevolazioni e sovvenzioni per il turismo: un ampio bacino di utenti
Le principali agevolazioni, a livello nazionale e regionale, si rivolgono ad una vasta gamma di imprese, tra cui ritroviamo: alberghi, agriturismi, strutture ricettive all’aria aperta. Imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, impianti di risalita, attività connesse a comprensori sciistici, porti turistici, parchi tematici e acquatici, stabilimenti balneari e termali.
I benefici delle sovvenzioni
Le sovvenzioni nel settore turistico possono portare numerosi benefici, tra cui:
- Miglioramento delle infrastrutture: le sovvenzioni possono essere utilizzate per ristrutturare e migliorare le strutture turistiche, aumentando la qualità dei servizi offerti.
- Sostenibilità ambientale: gli incentivi finanziari possono supportare progetti turistici sostenibili, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo pratiche ecologiche.
- Crescita economica locale: le sovvenzioni aiutano a stimolare l’economia locale, creando posti di lavoro e migliorando le condizioni economiche delle comunità ospitanti.
- Innovazione e competitività: le sovvenzioni possono incentivare l’adozione di tecnologie innovative, migliorando la competitività delle imprese turistiche.
Gli interventi ammessi
Le agevolazioni disponibili rivolgono il focus degli interventi ammissibili principali su tre pilastri principali: digitalizzazione, innovazione, sostenibilità ed efficientamento energetico.
Infatti, nei contratti di sviluppo dedicati al turismo viene reintrodotta la possibilità per le imprese del settore di presentare progetti di innovazione con le seguenti condizioni:
- progetti d’investimento realizzati dalla medesima impresa o da più imprese facenti parte del medesimo gruppo imprenditoriale;
- progetti d’investimento realizzati da più imprese volti a sviluppare sul territorio nazionale una ben individuata e caratterizzante tipologia di offerta turistica tematizzata;
- progetti d’investimento realizzati da più imprese con concreti collegamenti funzionali al perseguimento di comuni obiettivi di sviluppo e posizionamento nel mercato.
Contributi per il turismo: dagli hotel agli skilift
Gli esperti di FI Group hanno identificato le migliori opportunità in arrivo o già disponibili che puntano a supportare le imprese nel migliorare i servizi di ospitalità e potenziare le strutture ricettive. I principali interventi ammissibili includono:
- riqualificazione energetica,
- riqualificazione antisismica,
- eliminazione delle barriere architettoniche,
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri,
- ampliamento di strutture ricettive esistenti,
- realizzazione di piscine termali (solo per gli stabilimenti termali),
- ammodernamento delle strutture,
- miglioramento dei servizi,
- al potenziamento e/o al miglioramento di strutture polifunzionali,
- ristrutturazione e ammodernamento degli impianti di risalita,
- promozione dell’attrattività turistica,
- destagionalizzazione.
Iscriviti al webinar gratuito del 3 aprile, ore 11.30 – 12.30, per non perdere la possibilità di confrontarti con gli esperti del settore grazie a una sessione finale di domande e risposte.
Non perdere l’opportunità di sfruttare queste sovvenzioni per far crescere la tua attività turistica e contribuire allo sviluppo sostenibile del settore.
Scopri come l’industria della moda sta investendo 15 milioni di euro per sostenere la filiera delle fibre tessili naturali e della concia, promuovendo pratiche sostenibili e innovative.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato un importante finanziamento di 15 milioni di euro per valorizzare la filiera delle fibre tessili naturali e della concia della pelle. Questo provvedimento mira a potenziare l’autonomia di approvvigionamento delle materie prime naturali nell’industria tessile nazionale.
Obiettivi del finanziamento
- Promuovere la Sostenibilità: Incentivare l’uso di fibre tessili naturali e materiali riciclati, riducendo l’impatto ambientale.
- Supportare l’Innovazione: Favorire la ricerca e l’innovazione nei processi di produzione.
- Sostenere le PMI: Offrire supporto finanziario alle micro, piccole e medie imprese del settore tessile e della concia.
Dettagli del finanziamento
- Contributi a Fondo Perduto: 10 milioni di euro destinati a contributi a fondo perduto.
- Finanziamenti Agevolati: 5 milioni di euro in finanziamenti agevolati.
Modalità di accesso
Le imprese interessate possono presentare domanda attraverso il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È importante rispettare i criteri di sostenibilità ambientale e innovazione per poter accedere ai fondi.
Impatto sul settore
Questo finanziamento rappresenta un passo significativo per sostenere l’eccellenza del Made in Italy e promuovere un modello di sviluppo sostenibile e innovativo. Le imprese del settore tessile e della concia potranno beneficiare di risorse cruciali per migliorare la loro competitività e ridurre l’impatto ambientale.
Fondo Veneto Energia: opportunità di finanziamento per l’efficientamento energetico delle imprese
Fondo Veneto Energia, Sezione Efficientamento Imprese, vede una dotazione di 31 milioni di euro. Mira a sostenere le imprese del territorio che investono nell’efficientamento energetico dei propri impianti e sedi, offrendo finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.
Agevolazione del Bando Fondo Veneto Energia
Il Fondo Veneto Energia prevede sovvenzioni a fondo perduto pari al 20% dell’investimento totale ammissibile e finanziamenti agevolati fino al 100% dell’investimento. L’intervento ammissibile deve essere di importo minimo di € 100.000 e massimo di € 600.000.
Il finanziamento è composto da una quota a tasso zero (50%) con fondi pubblici del PR Veneto FESR 2021-2027 e da una quota a tasso convenzionato dagli istituti bancari.
Possono richiedere l’intervento del Fondo:
- le PMI;
- i Professionisti/lavoratori autonomi.
Interventi ammissibili Bando Fondo Veneto Energia
Gli interventi ammissibili riguardano progetti di efficienza energetica per il ciclo produttivo e l’efficientamento energetico degli immobili aziendali. In entrambi i casi, è incentivato l’utilizzo di energie rinnovabili per l’autoconsumo e la produzione di energia per alimentare i cicli produttivi, anche attraverso l’installazione dei relativi impianti.
A. Efficientamento energetico del ciclo produttivo:
- Acquisto e installazione di macchinari e attrezzature non alimentati da combustibili fossili (compreso il gas naturale) e a minore consumo energetico in sostituzione dei macchinari e delle attrezzature in uso nella Sede operativa oggetto di intervento quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: motori elettrici; forni; presse; compressori; generatori di calore, cogeneratori, pompe di calore; sistemi di trasporto/movimentazione interni alla Sede operativa.
- Acquisto e installazione di sistemi e componenti non alimentati da combustibili fossili: (compreso il gas naturale), in grado di ridurre i consumi energetici nei cicli produttivi nella Sede operativa oggetto di intervento, ivi compresi i dispositivi per il riutilizzo dell’energia/calore recuperata/o quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: inverter, rifasatori, pompe di calore / scambiatori di calore.
- Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, ecc.), compresi dispositivi autonomi per il controllo dell’accensione, della regolazione e dello spegnimento dei corpi illuminanti. B. Efficientamento energetico degli immobili aziendali:
- interventi diretti all’efficientamento energetico negli edifici delle unità operative quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: coibentazioni dell’involucro edilizio; sostituzione serramenti e/o pareti vetrate; realizzazioni di pareti ventilate; realizzazione di opere per l’ottenimento di apporti termici gratuiti ; installazione di sistemi schermanti per la protezione dalla radiazione solare.
- interventi di efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento e/o raffreddamento negli edifici delle unità operative, tramite generatori di calore (compresi cogeneratori e/o pompe di calore) non alimentati da combustibili fossili (compreso il gas naturale), in sostituzione dei generatori di calore/freddo in uso nella sede oggetto di intervento. Non sono ammissibili a contributo gli interventi di natura strutturale sugli immobili.
C. Installazione di impianti di energie rinnovabili per l’autoconsumo e/o la produzione dell’energia necessaria ad alimentare i cicli produttivi: acquisto e installazione di impianti di energie rinnovabili per l’autoconsumo e/o la produzione dell’energia necessaria ad alimentare i cicli produttivi (impianti destinati a produrre energia utilizzata per lo svolgimento dell’attività dell’impresa nella Sede operativa oggetto dell’intervento), compresi eventuali sistemi di accumulo/stoccaggio, esclusivamente nell’ambito di un progetto che comprenda almeno uno o più degli interventi di cui alle precedenti lettere A e/o B, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: impianti fotovoltaici, impianti solari termici. Gli interventi di cui alla presente lettera C concorrono al computo del risparmio di energia primaria e di riduzione di emissioni dirette ed indirette di CO2.
D. Installazione di sistemi per la rilevazione, il monitoraggio e la modellizzazione degli aspetti strategici del sistema produttivo: acquisto e installazione di sistemi per la rilevazione, il monitoraggio e la modellizzazione degli aspetti strategici del sistema produttivo. Sono esclusi dai benefici, di cui al presente provvedimento, le spese inerenti edifici e fabbricati per interventi realizzati dall’impresa affittuaria in assenza del preventivo assenso da parte del proprietario o dei proprietari, o, viceversa, realizzati dal proprietario/i senza assenso dell’impresa affittuaria.
Spese ammissibili
- Opere edili (es. costi relativi a lavori edilizi strettamente connessi agli interventi di efficientamento)100%.
- Macchinari e impianti (es. costi relativi all’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, sistemi, componenti, relative spese di montaggio e allacciamento) 100%.
- Servizi esterni (es. progettazione, direzione lavori e collaudo compresi i servizi esterni specialistici, spese per le diagnosi energetiche, spese per il rilascio, da parte di organismi accreditati, delle certificazioni ambientali o energetiche; spese connesse alla riprogettazione del ciclo produttivo, compresa la sua attuazione in funzione dell’efficienza energetica). In tale categoria rientra anche l’eventuale perizia asseverata per il rispetto del DNSH, 20%.
- Sistemi funzionali alla gestione e monitoraggio dei consumi energetici compresi software e servizi e licenze d’uso.
Presentazione delle domande
La data di apertura del bando “a sportello” non è ancora stata ufficalizzata, ma dovrà avvenire tramite un finanziatore (banche o Confidi), oppure tramite Confidi, Associazioni o Organizzazioni imprenditoriali (anche con proprie società di servizi). Le domande di agevolazione potranno essere presentate continuativamente, poiché l’agevolazione è “a sportello”.
Il Fondo Veneto Energia rappresenta un’importante opportunità per le imprese venete che desiderano migliorare l’efficienza energetica dei propri impianti e sedi. Con una combinazione di sovvenzioni a fondo perduto e finanziamenti agevolati, le imprese possono ottenere il supporto necessario per realizzare progetti sostenibili e innovativi.
Firmato il decreto “Investimenti sostenibili 4.0” per supportare la trasformazione tecnologica e digitale, la competitività e la crescita sostenibile delle micro, piccole e medie imprese (PMI) nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La misura prevede una dotazione finanziaria di oltre 300 milioni di euro.
Investimenti sostenibili 4.0: obiettivi del decreto
Gli incentivi mirano a:
- Favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI.
- Migliorare la competitività e la crescita sostenibile delle aziende.
- Contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali.
Investimenti sostenibili 4.0: settori ammessi
Le agevolazioni sono destinate alle attività manifatturiere e di servizi alle imprese. I programmi devono:
- Rendere il processo produttivo sostenibile e circolare.
- Migliorare la sostenibilità e il risparmio energetico.
- Favorire la transizione tecnologica e digitale.
Tecnologie abilitanti del decreto Investimenti sostenibili 4.0
Le tecnologie coinvolte includono:
- Intelligenza artificiale
- Blockchain
- Internet of Things (IoT)
- Industrial Internet
- Cloud computing
- Cybersecurity
- Big data e analytics
- Advanced manufacturing
- Manifattura additiva
- Simulazione e realtà aumentata
Spese ammissibili
Le spese devono essere comprese tra 750mila e 5 milioni di euro e possono riguardare:
- Acquisto di macchinari, impianti e nuove attrezzature
- Opere murarie
- Programmi informatici
- Certificazioni ambientali
- Servizi di consulenza specialistica
Modalità di concessione
Le agevolazioni sono concesse fino al 75% delle spese ammissibili, sotto forma di contributo in conto impianti e finanziamento agevolato. L’accesso alle agevolazioni avviene tramite procedura valutativa con procedimento a sportello.
Investimenti sostenibili 4.0: nuovo bando finanziato a valere sulle risorse del PN RIC 2021 – 2027
Le agevolazioni sono concesse a programmi di investimento proposti da piccole e medie imprese localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate, rispettosi della tutela dell’ambiente e coerenti con il piano Transizione 4.0. In particolare, saranno premiati i programmi che sono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali definiti dall’Unione europea e perseguiti dal Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.
Nuovo sportello Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale da 300 milioni di €
Nel 2025 sarà attivato un nuovo sportello del Fondo Transizione Industriale con una dotazione di 300 milioni di euro. Ad oggi si è in attesa del nuovo bando.
Questo fondo è destinato a incentivare l’efficientamento energetico e la transizione ecologica delle imprese italiane, supportando progetti che mirano a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza delle risorse.
Cos’è il Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale?
Il Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale è un’iniziativa governativa volta a supportare le imprese italiane nel processo di transizione ecologica e nell’adeguamento dei loro sistemi produttivi. Questo fondo prevede contributi a fondo perduto per incentivare gli investimenti in progetti innovativi che favoriscano il cambiamento fondamentale del processo produttivo e l’uso efficiente delle risorse.
Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale: interventi finanziabili
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e possono includere progetti di investimento che mirano a:
- miglioramento dell’efficienza energetica. Interventi che riducono il consumo energetico e migliorano l’efficienza dei processi produttivi.
- adeguamento del sistema produttivo alla transizione ecologica. Progetti che trasformano i processi produttivi per renderli più sostenibili e meno impattanti sull’ambiente.
Importo totale disponibile
Il fondo per il sostegno alla transizione industriale dispone di un budget complessivo di 300 milioni di euro per il 2025. Questa somma sarà distribuita tra le imprese che presenteranno richieste valide per ottenere agevolazioni e incentivi per i loro progetti di investimento.
Beneficiari Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale 2025
Le agevolazioni sono destinate a imprese di qualsiasi dimensione, operanti sull’intero territorio nazionale, costituite e iscritte nel Registro delle Imprese. In particolare, sono rivolte alle imprese che operano nei settori estrattivo e manifatturiero, come specificato nelle sezioni B e C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007.
Dettagli delle agevolazioni
Le agevolazioni coprono diverse tipologie di spese, con percentuali variabili a seconda del tipo di intervento:
- 30% delle spese ammissibili per miglioramenti dell’efficienza energetica, con maggiorazioni del 20% per le piccole imprese, del 10% per le medie imprese, del 15% per investimenti nelle zone a e del 5% per investimenti nelle zone c.
- 45% delle spese per impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, con maggiorazioni del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie imprese.
- 40% delle spese per l’uso efficiente delle risorse, con maggiorazioni del 20% per le piccole imprese, del 10% per le medie imprese, del 15% per investimenti nelle zone a e del 5% per investimenti nelle zone c.
Investimenti ammessi Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale 2025
I programmi di investimento devono perseguire almeno una delle seguenti finalità:
- Maggiore efficienza energetica: interventi che migliorano l’efficienza energetica dei processi produttivi, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dall’articolo 38 del GBER.
- Uso efficiente delle risorse: progetti che riducono l’utilizzo delle risorse tramite riuso, riciclo o recupero di materie prime, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dall’articolo 47 del GBER.
I programmi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di accesso al fondo, prevedere spese ammissibili tra 3 e 20 milioni di euro, e essere realizzati entro 36 mesi dalla concessione del contributo, con una possibile proroga di 12 mesi.
Le domande saranno valutate in ordine di graduatoria e ammesse alle agevolazioni fino a esaurimento delle risorse disponibili. Una quota pari al 50% delle risorse annualmente destinate al fondo è riservata alle imprese energivore.
Contratti di Sviluppo per la tutela ambientale: innovabili, efficienza energetica e sostenibilità dei processi produttivi
A partire dall’11 novembre, le imprese possono accedere ai finanziamenti del PNRR attraverso i contratti di sviluppo per la tutela ambientale, mirati per lo sviluppo di grandi programmi di investimento in energia rinnovabile per l’autoconsumo, efficienza energetica e sostenibilità dei processi produttivi, ed economia circolare.
Nello specifico, si fa riferimento al sottoinvestimento 7.1 della Missione 1 Componente 2 del PNRR: con una dotazione complessiva di 2 miliardi di euro. Di cui i primi 350 milioni accessibili dall’11 novembre.
Contratti di sviluppo: Sottoinvestimento 7.1 Missione 1 Componente 2 del PNRR
Il nuovo sportello dei contratti di sviluppo fa riferimento all’investimento 7 del PNRR, “Supporto al sistema produttivo per la transizione ecologica, le tecnologie Net Zero e la competitività e resilienza delle filiere strategiche”. Si articola in due sottoinvestimenti:
- il sottoinvestimento 1, dedicato ad efficienza energetica, produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo e trasformazione sostenibile del processo produttivo;
- sottoinvestimento 2, che invece riguarda le catene di approvvigionamento industriali.
Le domande potranno essere inviate attraverso la Piattaforma Incentivi messa a disposizione da Invitalia.
Obiettivi dei Contratti di Sviluppo per la tutela ambientale
Gli obiettivi dei contratti di sviluppo per la tutela ambientale si concentrano su:
• transizione ecologica del sistema di produzione nazionale a vari livelli. Rafforzamento delle catene di produzione dei dispositivi utili per la transizione ecologica (quali batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e dispositivi di cattura e stoccaggio del carbonio, ecc.);
• efficienza energetica dei processi di produzione. Produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, energia elettrica da fonti rinnovabili (ad esclusione della biomassa);
• sostenibilità ambientale dei medesimi processi produttivi. Promozione dell’economia circolare e uso efficiente delle risorse.
Il MIMIT ha stabilito che alle risorse del PNRR possono accedere:
- nuove domande di contratto di sviluppo, presentate quindi successivamente alla data di pubblicazione della circolare n. 42927 del 18 ottobre 2024,
- domande già presentate a Invitalia e in sospeso per carenza di risorse finanziarie,
- domande che risultino coerenti con le disposizioni della circolare.
In ultimo, si sottolinea che lo sportello è aperto alle nuove domande anche mediante l’utilizzo dell’idrogeno, le agevolazioni per questi progetti sono concesse nei limiti di cui alla sezione 2.6 del Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato adottato a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.
Contratto di sviluppo per tutela ambientale: requisiti e modalità di accesso
Le agevolazioni sono riservate ai programmi di investimento di importo pari ad almeno 20 milioni di euro (soglia che scende a 7,5 milioni nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli). Le domande possono essere presentate da nuove iniziative o da progetti già in sospeso per mancanza di fondi, purché conformi alle disposizioni della circolare n. 42927 del 18 ottobre 2024.
Gli investimenti devono riguardare:
- Tutela ambientale: riduzione delle emissioni di gas serra.
- Efficienza energetica: misure conformi agli articoli 38 e 38-bis del Regolamento GBER.
- Fonti rinnovabili: energia rinnovabile per l’autoconsumo.
- Economia circolare: uso efficiente delle risorse.
Come anticipato, per i progetti d’investimento concernenti interventi di efficientamento energetico e di decarbonizzazione mediante l’utilizzo dell’idrogeno, i soggetti proponenti nuove domande di contratto di sviluppo possono richiedere di accedere ai sensi dalla sezione 2.6 del Temporay Framework.
Come partecipare ai Contratti di Sviluppo per la tutela ambientale
Le agevolazioni possono essere concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi. Al soggetto proponente, che promuove il programma di sviluppo e se ne assume la responsabilità, possono aggiungersi come beneficiari eventuali altre imprese aderenti.
Le domande devono essere presentate tramite la Piattaforma Incentivi di Invitalia, con una dotazione iniziale di 350 milioni di euro, destinati per almeno il 60% all’efficienza energetica e per il 40% a progetti nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Il PNRR sta avendo un impatto significativo sul mercato digitale italiano, con diverse tendenze e previsioni per il futuro fino al 2027:
- Crescita del mercato digitale: si prevede che il mercato digitale italiano raggiungerà oltre 81,2 miliardi di euro entro il 2024.Questo trend di crescita è destinato a continuare fino al 2027, grazie agli investimenti in infrastrutture digitali e innovazione tecnologica.
- Digitalizzazione delle imprese: le imprese italiane sono incentivate ad adottare tecnologie digitali avanzate, migliorando la loro competitività e capacità di innovazione.
- Competenze digitali: un punto importante è il miglioramento delle competenze digitali della forza lavoro italiana con programmi di formazione e aggiornamento professionale.
- Infrastrutture digitali: reti ultraveloci e altre infrastrutture digitali sono una priorità del PNRR, per la connettività di cittadini e imprese e nuove opportunità di sviluppo economico.
- Innovazione e ricerca: finanziati progetti di ricerca e sviluppo in settori chiave come l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e l’Internet delle cose (IoT); cruciali per mantenere l’Italia competitiva a livello globale.
PNRR: il budget allocato per il mercato digitale
Nell’ambito del mercato digitale, finora l’Italia ha speso 51,4 miliardi dei fondi PNRR, quasi 10 in più rispetto al risultato raggiunto al termine del 2023. Praticamente la metà delle risorse, 102,5 miliardi, erogate fino a questo momento. Al 30 giugno 2024 gli interventi attivati ammontavano a circa 165 miliardi di euro, pari all’85% della dotazione complessiva del Piano. I progetti non ancora attivati riguardano invece le misure introdotte con la revisione del PNRR dello scorso 8 dicembre 2023, per le quali è in via di conclusione la fase di selezione dei progetti.
Con la richiesta di pagamento della sesta rata, presentata il 28 giugno scorso, l’Italia ha attestato il raggiungimento di traguardi ai quali è connesso il 63% delle risorse del piano. Finora ha ricevuto 102,5 miliardi di euro, corrispondenti al 53% della dotazione complessiva del Piano. Un dato salito a 113,5 miliardi di euro, oltre il 58% delle risorse totali, a seguito del pagamento della quinta rata.
Il mercato digitale in Italia ha registrato una crescita notevole negli ultimi anni, trainato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), iniziativa chiave insieme alla Legge di Bilancio, per promuovere la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica nel Paese. Il PNRR ha stanziato risorse significative per l’ammodernamento delle infrastrutture e l’adozione di tecnologie avanzate, con l’obiettivo di rendere il sistema economico italiano più competitivo e preparato alle sfide future.
Il mercato digitale
Nel 2023, il mercato digitale italiano ha registrato una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di 38,106 miliardi di euro nei primi sei mesi. Questa crescita è stata trainata principalmente da settori chiave come i servizi di information and communication technology (ICT), il cloud computing e i contenuti digitali, che stanno giocando un ruolo cruciale nella trasformazione tecnologica del Paese. In particolare, l’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale (AI) e i big data ha subito un’accelerazione, con un impatto trasversale su molteplici settori, dalla sanità alla pubblica amministrazione.
Il mercato digitale italiano continuerà a espandersi, con alte aspettative di crescita fino al 2026. L’intelligenza artificiale dovrebbe essere uno dei principali motori di questa evoluzione, con un tasso di crescita annuale composto del 28,2%. Le tecnologie legate all’AI, insieme ai big data e al cloud computing, continueranno a svolgere un ruolo centrale nella trasformazione di settori strategici, migliorando l’efficienza e le capacità di analisi dei dati in tempo reale.
Entro il 2024, si prevede che il mercato digitale in Italia crescerà del 3,3%, raggiungendo un valore di circa 82,2 miliardi di euro. Questa tendenza riflette i continui progressi nella digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla transizione digitale nel settore manifatturiero e all’implementazione di progetti chiave nell’ambito della strategia Industria 4.0.
PNRR e mercato digitale: tendenze e previsioni al 2027
Il PNRR ha stanziato circa 60 miliardi di euro per promuovere la transizione digitale, pari al 27% del budget totale del programma. I fondi PNRR vengono utilizzati per sviluppare e aggiornare le infrastrutture critiche, come i data center e le reti a banda larga, e per sostenere la digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione. Inoltre, il PNRR prevede misure specifiche per migliorare le competenze digitali degli italiani, ridurre il divario digitale e semplificare i servizi per le imprese e i cittadini.
“Nel 2025 si prevede, a fronte di un mercato digitale pari a 81,8 miliardi di euro, un impatto del PNRR di 2,7 miliardi di euro, per un totale complessivo di oltre 84,5 miliardi e un incremento del 4,1% rispetto al 3,4% che si registrerebbe al netto del PNRR.
Nel 2026 l’impatto del PNRR è stimato in 2,3 miliardi aggiuntivi, per un totale complessivo di oltre 88 miliardi di euro e un incremento del 4,1% del mercato digitale totale.
Nel 2027, infine, si prevede un prolungamento degli effetti del Piano oltre il termine previsto per effetto dei fattori condizionanti sopra descritti, con un impatto pari a 1,5 miliardi per un totale complessivo di 91,6 miliardi di euro e un incremento complessivo del 4,1% rispetto all’anno precedente.” – Fonte: “IL DIGITALE IN ITALIA 2024”, Anitec-Assinform.

Fonte: NetConsulting Cube, Aprile 2024
Investimenti chiave e aree di crescita
I fondi del PNRR sono destinati alla creazione di un’infrastruttura digitale solida e sicura, necessaria per facilitare la transizione tecnologica dell’Italia, ciò include l’espansione delle capacità di elaborazione dei dati e il miglioramento della sicurezza informatica. Inoltre, il piano sta promuovendo l’adozione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, l’internet delle cose (IoT) e la blockchain, trasformando i settori chiave e creando nuove opportunità di business.
In termini di opportunità per le aziende, gli incentivi fiscali e i fondi stanziati dal PNRR forniscono un ambiente favorevole per adottare nuove tecnologie e migliorare la loro competitività a livello globale.
In conclusione, le previsioni per il 2027 sono ottimistiche, con un mercato in crescita che promette di rimanere un motore fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo economico. Tuttavia, è essenziale che l’Italia continui a lavorare per superare le sfide in termini di infrastrutture e di divario digitale, assicurando che tutti i settori della società possano beneficiare pienamente di questa trasformazione tecnologica.
Nuove risorse per gli incentivi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+. Queste misure prevedono la concessione di agevolazioni per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.
Scopri come cumulare i bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+ agli incentivi Industria 4.0 e le restanti sovvenzioni disponibili.
Caratteristiche agevolazioni Brevetti+, Marchi+ e Disegni+
Le tre misure vedono a disposizione per l’anno 2024, 32 milioni di euro:
- 20 milioni per Brevetti+:
- favorisce lo sviluppo di una strategia brevettuale e l’accrescimento della capacità competitiva delle micro, piccole e medie imprese, attraverso la concessione ed erogazione di incentivi per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato;
- tutte le info del bando Brevetti +.
- 10 milioni di euro per Disegni+:
- supporta le imprese di micro, piccola e media dimensione nella valorizzazione di disegni e modelli attraverso agevolazioni concesse nella forma di contributo in conto capitale;
- dettagli bando Disegni+.
- 2 milioni di euro per Marchi+:
- rivolta a imprese di micro, piccola e media dimensione nella tutela dei marchi all’estero mediante agevolazioni concesse nella forma di contributo in conto capitale, attraverso le seguenti Misure agevolative:
- Misura A – Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione europea presso EUIPO attraverso l’acquisto di servizi specialistici;
- Misura B – Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI attraverso l’acquisto di servizi specialistici.
- informazioni bando Marchi +.
È aperto lo sportello online per l’accesso agli incentivi destinati ai progetti di ricerca e sviluppo sperimentale delle imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nell’ambito della “Strategia nazionale di Specializzazione intelligente” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Dalle ore 10.00 del 10 settembre 2024, le imprese di qualsiasi dimensione localizzate nelle regioni citate in precedenza, con attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e di ricerca, potranno presentare (anche in forma congiunta) le domande di agevolazione per i progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale. I progetti dovranno avere un importo compreso tra 3 e 20 milioni di euro.
L’intervento, rientra nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile, e vede uno stanziamento di oltre 470 milioni di euro:
- 328 milioni per la concessione di finanziamenti agevolati;
- 145 milioni per i contributi diretti alla spesa.
Specializzazione Intelligente: presentazione delle istanze
Le istanze per l’accesso agli incentivi possono essere precompilate dal 2 settembre 2024 tramite lo sportello online di Mediocredito Centrale. Il quale gestisce la misura per conto del Ministero.
I progetti devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che facciano utilizzo di tecnologie abilitanti fondamentali (KETs), in particolare:
- nanotecnologia e materiali avanzati,
- fotonica e micro/nano elettronica,
- sistemi avanzati di produzione,
- tecnologie delle scienze della vita,
- intelligenza artificiale,
- connessione e sicurezza digitale.
Specializzazione Intelligente: percentuali di finanziamento
I finanziamenti agevolati sono concessi, come segue:
- per una percentuale massima del 50% delle spese e dei costi ammissibili per le grandi imprese;
- 40% per le piccole e medie imprese.
Gli incentivi concessi nella forma del contributo diretto alla spesa sono articolati sulla base della dimensione dell’impresa proponente:
- 30% per le piccole imprese;
- 25% per le medie imprese;
- 15% per le grandi imprese.
Il Fondo per l’innovazione, 4 miliardi di euro per portare in Europa tecnologie innovative in ambio di decarbonizzazione.
Categorie del Fondo per l’innovazione
Con una scadenza al 9 aprile 2024, il Fondo per l’innovazione ha raddoppiato il suo budget rispetto al bando precedente, consentendo di presentare domande in cinque diverse categorie:
- Progetti pilota: 200 milioni di euro per progetti con un’enfasi sulla decarbonizzazione profonda e un CAPEX superiore a 2,5 milioni di euro.
- Produzione di tecnologie pulite: 1,4 miliardi di euro per progetti con un CAPEX superiore a 2,5 milioni di euro, con particolare attenzione alla produzione di componenti per le energie rinnovabili, lo stoccaggio dell’energia, le pompe di calore e la produzione di idrogeno.
- Decarbonizzazione generale su piccola scala: 200 milioni di euro per progetti con un CAPEX compreso tra 2,5 e 20 milioni di euro.
- Decarbonizzazione generale su media scala: i progetti con un CAPEX compreso tra 20 e 100 milioni di euro avranno un budget di 500 milioni di euro.
- Decarbonizzazione generale su larga scala: 1,7 miliardi di euro saranno disponibili per progetti con un CAPEX superiore a 100 milioni di euro.
Progetti ammissibili al Fondo per l’innovazione
Fondo per l’innovazione 2023 tecnologie Net Zero
Produzione
Costruzione e gestione di strutture produttive per la produzione di componenti specifici per:
- Impianti di energia rinnovabile, compreso il loro collegamento alla rete elettrica/di calore.
- Elettrolizzatori e celle a combustibile.
- Soluzioni per l’accumulo di energia che comprendono sia batterie che altre soluzioni di accumulo per uso stazionario e mobile per l’accumulo infragiornaliero e di lunga durata.
- Pompe di calore.
- Solo i progetti con una spesa totale in conto capitale superiore a 2.500.000 euro sono ammissibili per questo tema.
Decarbonizzazione generale
Progetti su piccola scala:
- Attività a sostegno dell’innovazione nelle tecnologie e nei processi a basse emissioni di carbonio nei settori elencati nell’Allegato I e nell’Allegato III della Direttiva ETS 2003/87, compresa la cattura e l’utilizzo del carbonio in condizioni di sicurezza ambientale (CCU).
- Attività che contribuiscono a stimolare la costruzione e il funzionamento di progetti finalizzati alla cattura e allo stoccaggio geologico di CO2 in condizioni di sicurezza ambientale (CCS).
- Attività che contribuiscono alla costruzione e al funzionamento di tecnologie innovative per l’energia rinnovabile e lo stoccaggio dell’energia.
- Solo i progetti con una spesa totale in conto capitale superiore a 2.500.000 euro e fino a 20.000 euro sono ammissibili nell’ambito di questo programma. 20.000.000 di euro sono ammissibili nell’ambito di questo tema.
Progetti su media scala
- Attività che sostengono l’innovazione nelle tecnologie e nei processi a basse emissioni di carbonio nei settori elencati nell’Allegato I e nell’Allegato III della Direttiva EU ETS 2003/87, compresa la cattura e l’utilizzo del carbonio in modo sicuro per l’ambiente (CCU).
- Attività che contribuiscono a stimolare la costruzione e il funzionamento di progetti che mirano alla cattura e allo stoccaggio geologico di CO2 in condizioni di sicurezza ambientale (CCS)
- Attività che contribuiscono alla costruzione e al funzionamento di tecnologie innovative per l’energia rinnovabile e lo stoccaggio dell’energia.
- Solo i progetti con una spesa totale in conto capitale superiore a 20.000.000 di euro e fino a 100.000.000 di euro sono ammissibili nell’ambito di questo programma. 100.000.000 di euro sono ammissibili nell’ambito di questo tema.
Progetti pilota
- Costruzione e gestione di progetti pilota che si concentrano sulla convalida, la sperimentazione e l’ottimizzazione di soluzioni altamente innovative e di decarbonizzazione profonda in tutti i settori ammissibili al sostegno del Fondo per l’innovazione.
- I progetti pilota possono quindi riguardare: i settori elencati nell’Allegato I e nell’Allegato III della Direttiva EU ETS 2003/87, compresa la cattura e l’utilizzo del carbonio (CCU) in condizioni di sicurezza ambientale.
- Solo i progetti con una spesa totale in conto capitale superiore a 2.500.000 euro sono ammissibili in questo ambito.
Idrogeno RFNBO
- Installazione di nuova capacità di produzione di idrogeno RFNBO (cioè capacità di produzione di idrogeno per la quale, al momento della richiesta di sovvenzione, non è ancora stato avviato il lavoro) e produzione verificata e certificata di idrogeno RFNBO da tali impianti (in kg di volume prodotto) per un periodo massimo di 10 anni.
- Saranno ammissibili solo i progetti con una capacità installata minima dell’elettrolizzatore di almeno 5 MWe.
Progetti su larga scala
- Attività a sostegno dell’innovazione nelle tecnologie e nei processi a basse emissioni di carbonio nei settori elencati nell’Allegato I e nell’Allegato III della Direttiva EU ETS 2003/87, compresa la cattura e l’utilizzo del carbonio in condizioni di sicurezza ambientale (CCU).
- Attività che contribuiscono a stimolare la costruzione e il funzionamento di progetti finalizzati alla cattura e allo stoccaggio geologico di CO2 (CCS) in condizioni di sicurezza ambientale.
- Attività che contribuiscono alla costruzione e al funzionamento di tecnologie innovative per l’energia rinnovabile e lo stoccaggio dell’energia.
- Solo i progetti con una spesa totale in conto capitale superiore a 100.000.000 di euro sono ammissibili per questo tema.
Fondo per l’innovazione Costi ammissibili
La sovvenzione sarà distribuita sotto forma di contributo forfettario:
- La parte dell’importo della sovvenzione preventivata fino alla chiusura finanziaria non deve superare il 40% dell’importo massimo della sovvenzione.
- La parte dell’importo della sovvenzione preventivata dopo l’entrata in funzione deve essere pari ad almeno il 10% dell’importo massimo della sovvenzione.
- L’importo massimo della sovvenzione sarà erogato solo se, nell’arco dell’intera durata del progetto, il progetto raggiungerà almeno il 75% della quantità totale di emissioni di gas serra che si prevede di evitare e se tutte le altre richieste avanzate nella domanda, in particolare per quanto riguarda il grado di innovazione e replicabilità, saranno soddisfatte.
Il Fondo nazionale per la microelettronica composto da 3,3 miliardi di euro, ed il Decreto Energia n.17 del 2022 con 4,15 miliardi di euro costituiscono gli strumenti principali del Chips Act.
L’obiettivo è incrementare la resilienza della supply chain europea in materia di semiconduttori attraverso;
- incentivi focus su ricerca e innovazione (3,3 miliardi di euro);
- la creazione di una rete di centri di competenza europea;
- meccanismo di emergenza per risolvere le criticità;
- l’incremento della quota europea nella produzione mondiale di semiconduttori dal 10 al 20%.
Le risorse supporteranno le imprese che intendono aprire nuovi stabilimenti o riconvertire siti industriali al fine di favorire le fasi di progettazione e design, fabbricazione, assemblaggio e packaging della filiera dei semiconduttori.
L’obiettivo è diminuire la dipendenza delle imprese italiane appartenenti ai settori industriali a più alto fabbisogno di chips: auto, energie rinnovabili, difesa, telecomunicazioni ed intelligenza artificiale.
Ripartizione annuale dei finanziamenti del Fondo nazionale per la microelettronica
- 50 milioni in riferimento al 2022;
- 487 milioni per il 2023;
- 456 milioni per il 2024;
- 336 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027;
- 341 milioni per il 2028;
- 475 milioni sia per il 2029 sia per il 2030.
Nei prossimi mesi sarà definita la data di apertura dello sportello per accedere al bando dedicato al settore dei semiconduttori.
Fondo nazionale per la microelettronica, ulteriori specifiche
L’articolo 2 del DPCM specifica che i termini per la presentazione delle domande saranno stabiliti in un successivo provvedimento della Direzione Incentivi del Ministero delle Imprese. L’articolo 3 prevede la costituzione di un Comitato tecnico interministeriale incaricato di coordinare e monitorare gli interventi agevolati.
Credito d’imposta per la R&S nella microelettronica
Scopri tutti i dettagli dei restanti incentivi relativi alla microelettronica.
Stanziati 910 milioni di euro per i Contratti di Sviluppo per l’agroalimentare. I Contratti di Sviluppo per l’agroalimentare mirano ad agevolare progetti di investimento strategici e innovativi fino al 2029.
Gli interventi possono riguardare:
- la creazione o l’ampliamento di un nuovo stabilimento,
- la riconversione o ristrutturazione di uno esistente,
- l’introduzione di impianti innovativi.
I progetti dovranno garantire:
- impatto positivo sull’occupazione;
- realizzazione/consolidamento di sistemi di filiera diretta ed allargata;
- innovazioni di prodotto, di processo, di organizzazione e/o di marketing rispetto allo stato dell’arte a livello internazionale;
- presenza dell’impresa sui mercati esteri o capacità di attrarre investimenti esteri;
- investimenti volti all’efficientamento energetico, alla riduzione delle emissioni o all’economia circolare di ammontare almeno al 50% del valore del progetto.
Percentuali di beneficio dei Contratti di Sviluppo per l’agroalimentare
A partire dal 2023, le percentuali di beneficio dei Contratti di Sviluppo per l’agroalimentare passano a:
- fino al 50% per il Centro-Nord;
- fino al 60% per il Sud.
Nota: le percentuali variano a seconda della dimensione aziendale.
Sono agevolabili gli investimenti a partire da 7,5 milioni di euro, rivolti alla trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli definiti a livello UE. Al fine di ricevere i finanziamenti i progetti devono essere stati avviati dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione.
I progetti devono rientrare in una delle seguenti tipologie:
- creazione di una nuova unità produttiva;
- ampliamento di un’unità produttiva già esistente;
- diversificazione dell’attività economica di uno stabilimento esistente
- cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di uno stabilimento esistente con l’introduzione di un nuovo processo produttivo o il notevole miglioramento del processo produttivo esistente.
Fondo Unico Artigianato – Sostegno agli investimenti per lo sviluppo delle imprese e per l’ammodernamento e innovazione dei processi produttivi.
Possono presentare domanda le Micro, piccole e medie imprese (MPMI), già in possesso dell’annotazione della qualifica artigiana sul Registro delle Imprese della CCIAA in possesso dei seguenti requisiti:
- avere almeno un’unità locale operativa attiva in Piemonte o dimostrarne la nuova attivazione in visura camerale alla conclusione del progetto;
- avere il codice ATECO 2007 prevalente indicato in visura camerale, che rispetti le limitazioni ed esclusioni riportate nell’Allegato 1, ad eccezione delle nuove attività, che dovranno dimostrarne la validità in visura camerale a conclusione del progetto.
Investimenti ammissibili bando Fondo Unico Artigianato
Sono ammissibili gli interventi finalizzati alla realizzazione di progetti di investimento, sviluppo, consolidamento e per le connesse necessità di scorte, di importo minimo pari a:
- € 25.000 per micro e piccole imprese;
- € 250.000 per le medie imprese.
Sono ammesse le spese “sostenute” successivamente alla data di invio della domanda, ad eccezione delle imprese/ditte costituite da meno di 6 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, per le quali sono ammissibili le spese sostenute entro i 6 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda, per un importo pari o inferiore al 30% del totale dei costi ritenuti ammissibili. A seguire il dettaglio spese ammissibili:
Spese principali:
- macchinari e impianti di servizio ai macchinari , attrezzature;
- hardware e software;
- mobili, arredi, macchine d’ufficio, altri beni, strumentali al progetto di investimento;
- automezzi per trasporto di cose alimentati a combustibili tradizionali o a combustibili alternativi ;
- opere edili ;
- brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore;
- sistemi e certificazioni aziendali che riguardino la qualità della lavorazione, il rispetto per l’ambiente e la sicurezza e la salute dei lavoratori;
- certificazioni di prodotto non obbligatorie rilasciate da Organismi di certificazione adeguatamente accreditati.
Spese con limitazione:
- acquisto e/o costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa (per un importo non superiore al totale delle “spese principali”);
- “avviamento d’azienda ” per un importo non superiore al 35% del totale delle “spese principali”;
- scorte (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merci), per un importo non superiore al 20% del totale delle “spese principali”;
- spese per servizi, per un importo non superiore al 25% del totale delle “spese principali” (consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare; costi di pubblicità e marketing, compresa la realizzazione e/o il potenziamento della propria presenza su internet attraverso siti e/o e-commerce, spese per partecipazione a fiere (plateatico e allestimento stand), locazione di immobili per l’attività di impresa (sono considerati finanziabili esclusivamente i canoni di locazione pagati dalla data di presentazione della domanda fino al termine di realizzazione del progetto), locazione operativa (noleggio) di beni e servizi;
- spese generali, per un importo non superiore al 5% del totale delle “spese principali”. Per “spese generali” si intende, a titolo esemplificativo e non esaustivo utenze (acqua, gas, elettricità, telefonia etc); cancelleria; spese per manutenzioni ordinarie; commissioni di garanzia, per un limite massimo di 1.500,00 euro.
Fondo Unico Artigianato: finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto
Finanziamento con il concorso di risorse regionali a tasso zero e risorse degli intermediari cofinanziatori a tassi di mercato convenzionati, fino al 100% delle spese ritenute ammissibili.
Finanziamento minimo, inteso come cofinanziamento complessivo:
• € 25.000,00 per le micro e piccole imprese;
• € 250.000,00 per le medie imprese.
Quota massima di intervento con risorse regionali:
• € 500.000,00 per le micro imprese;
• € 1.000.000,00 per le piccole imprese;
• € 1.500.000,00 per le medie imprese;
La percentuale massima di intervento con risorse regionali è pari al 70% del finanziamento complessivo concedibile.
Contributo a fondo perduto concesso con le seguenti percentuali e soglie massime:
• micro imprese: 10% della quota pubblica di finanziamento;
• piccole imprese: 8% della quota pubblica di finanziamento;
• medie imprese: 4% della quota pubblica di finanziamento.
I contributi sono erogati anche nel rispetto dei limiti previsti dal Regolamento (UE) n. 1407/2013 – De minimis e nel rispetto delle regole di cumulo previste dal bando.
FI Group può supportarti nell’accesso al bando.
Il Ministero dell’Agricoltura ha reso noto che è in fase di studio il secondo bando per l’assegnazione di contributi nell’ambito dell’investimento PNRR Parco Agrisolare. La bozza del nuovo decreto per la realizzazione di impianti fotovoltaici nel settore agricolo e agroindustriale, modifica le spese ammissibili e le percentuali di agevolazione. L’incentivo, erogato sotto forma di contributo a fondo perduto, può arrivare fino all’80% delle spese.
Alla misura si affiancherà un secondo investimento PNRR da 1,1 miliardi dedicato alla realizzazione di impianti agrivoltaici avanzati mediante la concessione di una tariffa affiancata ad un contributo fino al 40% dei costi. Il decreto attuativo è stato approvato dal Ministero ed è in attesa di approvazione da parte dell’Unione europea.
Soggetti beneficiari bando Parco Agrisolare 2023
- Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria, ex art. 2135 c.c.;
- Imprese agroindustriali con Codice Ateco prevalente (che saranno individuati con prossimo Provvedimento);
- Cooperative agricole, anche sotto forma di consorzio, che esercitano attività agricola ex art 2135 c.c..
Agevolazione
Con Decreto del 19/04/2023 sono programmate, a valere sul secondo sportello, le risorse residue della Misura, pari a euro 993.031.470,19, e così suddivise:
- 693.031.470,19 euro per le imprese del settore della produzione agricola primaria;
- 150 milioni di euro per le imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli;
- 75 milioni di euro per imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli;
- 75 milioni di euro per le imprese del settore della produzione agricola primaria, senza il vincolo dell’autoconsumo.
Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Progetti ammissibili
Agli interventi realizzati è riconosciuto un contributo in conto capitale con le seguenti intensità di aiuto per investimenti nei settori:
- produzione agricola primaria fino all’80% delle spese ammissibili;
- trasformazione di prodotti agricoli: fino all’80% delle spese ammissibili;
- trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli: fino al 30% delle spese ammissibili;
- produzione agricola primaria senza vincolo dell’autoconsumo: fino al 30% delle spese ammissibili.
Le principali novità del bando Parco Agrisolare
- Possibilità per le imprese beneficiarie di presentare domanda anche in forma aggregata;
- Aumento dell’importo della spesa massima ammissibile, da 50.000a 100.000 euro, per l’installazione dei sistemi di accumulo;
- Aumento della spesa massima ammissibile, fino a 30.000 euro per l’istallazione dei dispositivi di ricarica elettrica;
- Possibilità per le imprese del settore della produzione agricola primaria di realizzare gli interventi senza il vincolo dell’autoconsumo;
- Aumento delle intensità massime di aiuto concedibili.
Gli aiuti possono essere cumulati, in relazione agli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato nel rispetto del divieto di doppio finanziamento.
Consulta tutti i materiali disponibili relativi al bando Parco Agrisolare:




