


Il Fondo Turismo 2026 è un incentivo nazionale che sostiene investimenti di imprese turistiche con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, per progetti tra 1 e 15 milioni di euro. Il decreto, pubblicato dal Ministero del Turismo e dal MEF nel marzo 2026, definisce criteri, requisiti e modalità di accesso al Fondo Turismo 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2024.
L’obiettivo centrale è rafforzare la competitività del turismo italiano, incentivando progetti ad alto impatto in termini di sostenibilità, digitalizzazione.
Il Fondo Turismo 2026 finanzia investimenti che migliorano sostenibilità, digitalizzazione, destagionalizzazione e qualità dell’offerta turistica.
Le finalità previste dal decreto includono:
Il Fondo Turismo 2026 dispone di 109 milioni di euro: 59 milioni per contributi a fondo perduto e 50 milioni per finanziamenti agevolati.
| Tipologia | Importo disponibile |
|---|---|
| Contributi a fondo perduto | 59.000.000 € |
| Finanziamenti agevolati | 50.000.000 € |
L’incentivo Fondo Turismo 2026 è gestito da Invitalia su delega del Ministero del Turismo.
Possono partecipare imprese turistiche con codici ATECO del comparto ricettivo, ristorazione, parchi tematici, stabilimenti balneari, centri termali, wellness e congressi.
Sono ammissibili:
Possono richiedere l’incentivo anche:
Il Fondo Turismo 2026 finanzia interventi di efficienza energetica, digitalizzazione, rinnovabili, riqualificazione strutture, wellness, piscine, centri congressi e acquisto software.
Le spese ammissibili si dividono in 5 categorie:
Il Fondo offre fino al 30% a fondo perduto e fino al 70% di finanziamento agevolato, cumulabili fino al 100% dell’investimento.
Contributo + finanziamento non possono superare il 100% dei costi.
La domanda sarà presentata tramite piattaforma Invitalia, con istruttoria entro 60 giorni e investimenti da completare entro 18 mesi.
Il Fondo Turismo 2026 rappresenta una delle misure più vaste e strategiche degli ultimi anni, offrendo un’opportunità concreta per:
Nel nuovo ecosistema di incentivi turistici, servono esperti tecnici e fiscali certificati, in grado di:
FI Group combina:
Global Reach. Local Expertise.
Con oltre 2.500 progetti gestiti in Italia e una presenza globale in 15 paesi, siamo il partner strategico per CFO, CEO e responsabili finanziari che vogliono:
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Il Fondo Turismo 2026 è un incentivo nazionale che finanzia investimenti di imprese turistiche tramite contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con progetti compresi tra 1 e 15 milioni di euro.
Possono accedere imprese del settore turistico: hotel, resort, B&B, ristoranti, campeggi, parchi tematici, stabilimenti balneari, centri termali, organizzatori di eventi, oltre a PMI con attività prevalente nel turismo e proprietari di immobili turistici.
Sono finanziabili interventi di efficientamento energetico, impianti green, digitalizzazione avanzata, smart building, riqualificazione wellness e congressuale, software, tecnologie e soluzioni per la destagionalizzazione e la gestione dei flussi turistici.
Il contributo a fondo perduto arriva fino al 30%, con un massimo di 4,5 milioni di euro, cumulabile con finanziamento agevolato fino al 70% dei costi ammissibili.
Il finanziamento agevolato copre fino al 70% delle spese, dura 5 anni e applica un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE, rendendolo estremamente vantaggioso rispetto al credito bancario ordinario.
I progetti devono avere un importo compreso tra 1.000.000 € e 15.000.000 €, con spese coerenti con gli obiettivi del Fondo Turismo 2026.
La domanda sarà presentata tramite piattaforma Invitalia. Dopo l’invio, l’istruttoria dura circa 60 giorni. Gli investimenti devono essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione.
Sì, è possibile cumulare contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato fino al 100% dei costi. Ulteriori cumuli con altri incentivi sono possibili nel rispetto dei limiti GBER e del regime di aiuti applicabile.
Beneficiano maggiormente hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, strutture termali, ristorazione e grandi complessi turistici che devono realizzare interventi significativi in sostenibilità, digitalizzazione e riqualificazione.
FI Group by EPSA supporta la progettazione tecnica, l’ammissibilità, la gestione documentale, l’allineamento normativo e la rendicontazione, riducendo il rischio di errori che possono portare a revoche o ritardi. Offriamo competenza certificata e gestione end-to-end.
Il primo trimestre del 2026 si apre con numerose opportunità per imprese, PMI, startup e organismi di ricerca che vogliono finanziare progetti di crescita, innovazione e transizione sostenibile. I bandi nazionali e regionali 2026 attivi in questo periodo coprono un’ampia gamma di interventi: dalla ricerca e sviluppo agli investimenti produttivi, dalla digitalizzazione all’efficientamento energetico, fino alle tecnologie critiche e all’economia circolare.
Per facilitare la consultazione, abbiamo raccolto in un’unica risorsa tutte le principali misure aperte o di prossima apertura nel Q1 2026, con uno sguardo ai bandi nazionali e regionali. L’obiettivo è offrire uno strumento pratico per individuare rapidamente i bandi più rilevanti in base a tipologia di progetto, settore e territorio.
I bandi nazionali rappresentano il quadro delle principali misure promosse a livello centrale per sostenere la competitività del sistema produttivo italiano.
Nei bandi nazionali Q1 2026 troverai le misure più rilevanti rivolte a imprese, startup e organismi di ricerca, con contributi e agevolazioni per R&S, innovazione, investimenti produttivi, agrosolare, transizione green e progetti strategici a livello nazionale. La tabella riepiloga per ciascun bando: fondi disponibili, apertura, soggetti eleggibili e modalità di valutazione.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| ACCORDI PER L’INNOVAZIONE | Chiusura il 18 febbraio 2026 | 600/700 | R&S | PMI + GI | Valutazione |
| STAFF HOUSE TITOLO II | I | 22 (2026) + 16 (2026/7) | Capex | PMI + GI | Valutazione |
| FACILITY PARCO AGRISOLARE | I | 789 | Capex | Aziende agricole o TPA | Valutazione |
| BANDO FER MASE | Aperto | 262 | Capex | GI – PMI | Valutazione |
| DIGITAL TRANSFORMATION | Aperto | 100 | Capex / R&S | PMI + GI | Valutazione |
| SMART & START | Aperto | TBD | Capex / R&S | Startup innovative | Sportello / Valutazione |
| SMART & START ITALIA / FRANCIA | Aperto | TBD | Capex / R&S | Startup innovative ITA + FRA | Sportello / Valutazione |
| Fondi | Apertura Trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti Eleggibili |
Valutazione | Area |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Fondo Italia Economia Sociale | Aperto 2022 | – | Capex e progetti | PMI + GI sociale | Valutazione | Nat |
| Economia Circolare | Aperto 2020 | 219,8 | Strumento finanziario | PMI + GI | Valutazione | Nat |
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Soggetti eleggibili |
Valutazione | Fast track |
|---|---|---|---|---|---|
| CDS Industriale / TPA | Aperto | 400 (scorrimento) | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Ambientale | Aperto | – | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Semiconduttori | Aperto | 3.292 | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Sportello automotive | Aperto | 525 | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Net Zero | Aperto | 700 | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Sostenibilità processi produttivi | Aperto | 350 | PMI + GI Mezzogiorno | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS PON RIC Tecnologie STEP | Aperto | 497,8 | PMI + GI Mezzogiorno | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
I bandi regionali permettono di finanziare progetti localizzati nelle singole Regioni, con priorità specifiche per PMI, startup, grandi imprese e organismi di ricerca. Le tabelle riportano per ogni Regione apertura, dotazione finanziaria, tipologia di intervento (CAPEX, R&S, innovazione) e soggetti eleggibili.
La Regione Campania concentra le risorse su innovazione tecnologica e sviluppo industriale, con particolare attenzione alle tecnologie critiche e ai progetti riconducibili alla piattaforma STEP. L’obiettivo è sostenere la competitività del tessuto produttivo regionale attraverso interventi di R&S e investimenti in nuovi impianti, processi e tecnologie.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| STEP II EDIZIONE – Avviso Pubblico – Aiuti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche | Chiusura 26 febbraio |
50 | R&S | PMI e GI | Graduatoria |
L’Emilia‑Romagna propone misure fortemente orientate a ricerca, innovazione di processo e di prodotto, ed efficientamento energetico. Particolare attenzione è dedicata alle imprese del settore manifatturiero che intendono:
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| INVESTIMENTI PRODUTTIVI, PROGETTI DI RICERCA E SVILUPPO DELLE IMPRESE NELL’AMBITO DELLA PIATTAFORMA PER LE TECNOLOGIE STRATEGICHE – STEP 2025 |
Tre finestre: 05/02 – 27/02 04/05 – 29/05 01/09 – 30/09 |
45 (22,5 progetti di investimento) (22,5 R&S) Dotazioni dedicate per ogni finestra |
CAPEX R&S |
PMI Grandi Imprese |
Graduatoria |
Il Friuli Venezia Giulia concentra il proprio impegno su R&S, innovazione e investimenti strategici per rafforzare il sistema produttivo regionale. I bandi favoriscono la realizzazione di interventi CAPEX e l’introduzione di tecnologie e soluzioni innovative all’interno delle PMI e delle grandi imprese.
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Ricerca e innovazione di processo e organizzativa | III trimestre 2026 | 10 | CAPEX | PMI e Grandi Imprese | In attesa |
| Incentivi per l’efficientamento energetico nelle imprese del settore manifatturiero | Aperto – chiusura 15/06/2026 | 7 | CAPEX | PMI | Sportello |
Il Lazio punta su tre direttrici principali:
| Bandi | Periodo apertura |
Stanziamento (mln) |
Tipologia investimenti |
Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| STEP Lazio – Sostegno allo sviluppo e alla fabbricazione delle tecnologie critiche | Aperto | 70 | R&S / CAPEX | Imprese | Sportello |
| Investimenti strategici PMI | Aperto | 40 | CAPEX | PMI | Sportello |
| Energia solare per le imprese | Aperto | 20 | CAPEX | PMI e GI | Valutazione |
I bandi regionali della Lombardia supportano lo sviluppo aziendale, l’efficienza energetica e la collaborazione tra PMI, MidCap, grandi imprese e organismi di ricerca.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| LINEA SVILUPPO AZIENDALE – nuovi investimenti e tecnologie digitali | Aperto | 25 (incremento a giugno 2025 – tot. 140) | CAPEX | PMI e MidCap | Sportello |
| LINEA IMPRESA EFFICIENTE – Incentivi per l’efficientamento energetico delle PMI | Aperto | 43 | CAPEX | PMI | Sportello |
| COLLABORA & INNOVA | Primi mesi del 2026 | In attesa | R&S | Partenariati di 3 soggetti (PMI + OdR + Grandi Imprese) | Graduatoria |
Il Piemonte concentra gli interventi su innovazione strategica, crescita delle startup innovative, attrazione di investimenti e sviluppo delle competenze. Le misure coprono:
| Bandi | Periodo apertura |
Stanziamento (mln) |
Tipologia investimenti |
Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| SWIch – Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell’innovazione | II trimestre | TBD | R&S, innovazione e tecnologie avanzate | Imprese e ODR | Merit Ranking |
| Sostegno alla prima crescita delle start‑up innovative | II trimestre | 10 | Crescita, posti di lavoro, CAPEX | PMI | Merit Ranking |
| Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio | Aperto | 45 | Investimenti | Imprese | Merit Ranking |
| Fondo regionale di garanzia PMI | Aperto | 60 | Competitività imprese | Imprese | – |
| MATCHIN – Mobilizing Advanced Talents for Competence and High Innovation | Apertura il 02/03/2026 | 5 | // | PMI | Merit Ranking |
I bandi regionali della Toscana favoriscono progetti di innovazione strategica, la valorizzazione del settore moda e lo sviluppo di filiere produttive avanzate, oltre a iniziative di economia circolare.
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Soggetti eleggibili |
Gestore | Tipologia |
|---|---|---|---|---|---|
| Innovazione Strategica – STEP | Apertura il 16/03/2026 | 9,956 mln + possibile integrazione di 27 mln | MPMI e GI | Sviluppo Toscana | Graduatoria |
| Innovazione Strategica – Moda | Aperto fino al 30/04/2026 | 30 | MPMI del settore Moda | Sviluppo Toscana | Sportello |
| Filiere Smart | Aperto fino al 30/04/2026 | 63 | MPMI e GI in aggregazione (minimo 6) | Sviluppo Toscana | Sportello |
| Economia Circolare – Privati | II trimestre 2026 | 15 | P.A., Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI), Enti gestori di servizi pubblici | Sviluppo Toscana | In attesa |
I bandi del Trentino e Alto Adige sostengono la realizzazione di infrastrutture sperimentali e progetti di ricerca avanzata, valorizzando la collaborazione tra imprese e centri di ricerca.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Sostegno alla realizzazione di nuove infrastrutture di prova e sperimentazione sul territorio trentino |
Marzo | 3 | R&S | PMI e GI | – |
| Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e innovazione di tecnologie avanzate (Bolzano) |
Aperto | 10 | R&S | Imprese e ODR | – |
I bandi regionali del Veneto supportano la collaborazione tra imprese e centri di ricerca, la trasformazione digitale e 4.0, nonché il rafforzamento delle filiere produttive.
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Rafforzare la ricerca e l’innovazione (in collaborazione tra imprese e organismi di ricerca) | Aperto | 6 | Investimenti | PMI, liberi professionisti e GI | Veneto Sviluppo – Graduatoria |
| Attrazione degli investimenti e sostegno alla competitività, integrazione e trasformazione 4.0 delle filiere produttive e distrettuali | Aperto | 30 | Investimenti | PMI e MidCap | – |
| Sostegno agli investimenti e alle attività di ricerca e innovazione delle PMI – Sub B | Aperto | 3 | RICERCA & INNOVAZIONE | PMI | – |
Consultare in modo sistematico i bandi nazionali e regionali 2026 del primo trimestre è fondamentale per tutte le imprese che vogliono pianificare in modo efficace la propria strategia di finanziamento. Molte aziende cercano informazioni su come trovare i bandi più adatti, quando escono i bandi, come partecipare, o come preparare progetti candidabili; il calendario permette di avere una visione chiara e immediata di tutte le finestre disponibili.
Grazie a una programmazione basata sul calendario dei bandi nazionali e regionali, le imprese possono:
Integrare queste informazioni nella strategia aziendale permette di trasformare i bandi da opportunità episodiche a leva strutturale di crescita, innovazione e sviluppo competitivo, facilitando la partecipazione consapevole e tempestiva ai finanziamenti disponibili.
Per molte imprese, comprendere quali bandi siano davvero accessibili non è semplice. Per questo numerose aziende scelgono di affidarsi a FI Group by EPSA, che analizza il potenziale di ammissibilità dei progetti, supporta nella pianificazione delle candidature e offre un monitoraggio costante dei bandi nazionali e regionali per evitare di perdere le finestre di apertura più rilevanti.
Per una panoramica completa su tutti i bandi nazionali e regionali 2026 del primo trimestre, con schede dettagliate e informazioni aggiornate, scarica il Calendario dei Bandi Italiani Q1 2026 di FI Group by EPSA
È fondamentale verificare quattro elementi:
Il calendario dei bandi nazionali e regionali 2026 aiuta a confrontare rapidamente tutte queste informazioni.
Il modo migliore è utilizzare un calendario aggiornato dei bandi nazionali e regionali 2026 per programmare:
Questo permette di non perdere le opportunità più rilevanti e di preparare progetti competitivi.
I principali settori finanziati nel primo trimestre dai bandi nazionali e regionali includono:
Sì. I bandi nazionali hanno una copertura più ampia, budget spesso più elevati e finanziano progetti con impatto strategico su scala nazionale (R&S, innovazione, tecnologie critiche, digitalizzazione, investimenti produttivi). I bandi regionali, invece, sono più mirati e rispondono alle esigenze specifiche del territorio: sostengono filiere locali, efficientamento energetico, manifatturiero, distretti e iniziative legate allo sviluppo regionale.
Molte imprese costruiscono strategie integrate partecipando a entrambi i bandi nazionali e regionali, così da cogliere opportunità complementari e massimizzare l’effetto dei finanziamenti disponibili.
Grazie al calendario dei bandi nazionali e regionali 2026, che raccoglie in modo ordinato tutte le finestre di apertura, le scadenze, i budget e i criteri di eleggibilità.
È consigliabile consultarlo periodicamente perché molti bandi si aprono a sportello.
Se vuoi capire quali tra i bandi nazionali e regionali 2026 sono più adatti alla tua impresa, FI Group by EPSA può supportarti in tutte le fasi: dall’analisi di eleggibilità alla preparazione della candidatura, fino alla gestione e rendicontazione del progetto.
Parla con un esperto FI Group by EPSA per individuare le migliori opportunità di finanziamento per il tuo settore.
Le Aree Interne rappresentano una parte fondamentale del territorio italiano, caratterizzata da fragilità socioeconomiche ma anche da una straordinaria ricchezza culturale e ambientale. Per contrastare lo spopolamento e favorire lo sviluppo sostenibile, il Governo ha avviato la Strategia Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), che punta a migliorare i servizi essenziali e creare nuove opportunità economiche.
In questo contesto, i Contratti di Sviluppo diventano strumenti chiave per attrarre investimenti e rilanciare questi territori. Scopri cosa sono, come funzionano e quali vantaggi offrono alle imprese e alle comunità locali.
Le Aree Interne sono territori italiani lontani dai principali servizi essenziali come ospedali, scuole superiori e trasporti.
Secondo il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), queste aree coprono:
Obiettivo del PSNAI:
Il Contratto di Sviluppo è lo strumento principale gestito da Invitalia per sostenere investimenti strategici in settori come agroindustria, turismo e nuove tecnologie.
Per le Aree Interne, sono previsti vantaggi specifici:
L’Accordo di Sviluppo è una procedura accelerata all’interno del Contratto di Sviluppo, pensata per progetti di grandi dimensioni e di rilevanza strategica.
Importante: l’Accordo di Sviluppo non può essere richiesto in modo indipendente. Si attiva solo nell’ambito di un Contratto di Sviluppo già presentato.
Può essere attivato per investimenti > 50 milioni di euro.
Il Contratto di Sviluppo rappresenta una grande opportunità per:
Le imprese che prevedono incremento occupazionale devono assumere prioritariamente:
FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione dei progetti e nell’accesso agli incentivi previsti dagli Accordi di Sviluppo e dalla procedura Fast Track.
I Contratti di Sviluppo, con la procedura Fast Track, non sono solo uno strumento finanziario, ma una leva strategica per trasformare le Aree Interne in poli di innovazione e crescita sostenibile. Grazie alle agevolazioni e alle procedure semplificate, le imprese hanno oggi l’opportunità di investire in territori ricchi di potenziale, contribuendo a ridurre il divario infrastrutturale e a creare nuove prospettive occupazionali.
Il rilancio delle Aree Interne è una sfida che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali: ogni progetto avviato è un passo verso un’Italia più equilibrata e competitiva.
Per progetti agricoli, è richiesta la capacità di generare effetti positivi sulla filiera regionale o nazionale.
I programmi sviluppo industriale devono rispettare almeno due requisiti strategici, tra cui:
per un programma di sviluppo di attività turistiche:
Grazie ai Contratti di Sviluppo e alla procedura Fast Track, le Aree Interne italiane possono diventare poli di innovazione, turismo sostenibile e nuova occupazione. Incentivi mirati, fondi dedicati e iter semplificati offrono alle imprese l’occasione unica di generare valore in territori ricchi di potenziale e strategici per il futuro dell’Italia.
I Contratti di Sviluppo sono uno strumento agevolativo gestito da Invitalia per sostenere investimenti medi e grandi nei settori industriale, turistico e agroalimentare. Consentono alle imprese di accedere a finanziamenti agevolati, contributi e altre facilitazioni per avviare o ampliare attività produttive in Italia.
Per le Aree Interne sono previste condizioni più favorevoli, come soglie di investimento ridotte e fondi dedicati. Questo permette di attrarre investimenti anche in territori che soffrono spopolamento, carenza di servizi e limitata accessibilità, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro e iniziative imprenditoriali.
Gli investimenti nelle Aree Interne possono beneficiare di:
L’Accordo di Sviluppo è una procedura Fast Track interna al Contratto di Sviluppo, dedicata a progetti di rilevanza strategica con investimenti superiori a 50 milioni di euro. Offre:
Non può essere richiesto separatamente: si attiva solo a valle di un Contratto di Sviluppo già presentato.
Le Aree Interne sono zone lontane dai principali servizi essenziali (ospedali, scuole, trasporti).
Coprono il 60% del territorio nazionale, comprendono il 52% dei Comuni e ospitano il 22% della popolazione italiana.
Imprese singole o reti di imprese che presentano progetti conformi ai requisiti previsti dal decreto e dal PSNAI.
FI Group by EPSA, assiste le aziende nella definizione dei progetti, nella predisposizione della documentazione e nell’accesso agli incentivi dei Contratti di Sviluppo, inclusa la procedura Fast Track, facilitando l’intero processo dalla candidatura alla gestione degli investimenti.
Scopri di più sul ruolo di FI Group by EPSA e sulle opportunità disponibili.
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il nuovo quadro europeo sugli aiuti di Stato dedicato a potenziare la capacità produttiva nelle tecnologie a zero emissioni nette. Introdotto in Italia dal DM 24 novembre 2025, il CISAF permette alle imprese di accedere a incentivi rafforzati attraverso i Contratti di Sviluppo, sostenendo investimenti strategici nelle filiere delle tecnologie pulite, dei loro componenti principali e delle materie prime critiche necessarie alla transizione industriale.
I contratti di sviluppo industriale sono strumenti agevolativi gestiti da Invitalia, progettati per favorire la realizzazione di programmi di sviluppo strategici, innovativi e di rilevante dimensione sul territorio nazionale.
Rappresentano uno dei principali strumenti di politica industriale italiana, con l’obiettivo di sostenere investimenti che rafforzino la competitività del Paese e contribuiscano alla crescita della capacità produttiva.
Attraverso i Contratti di Sviluppo, le imprese — italiane o estere, di qualsiasi dimensione — possono ottenere contributi a fondo perduto, contributi in conto impianti, e finanziamenti agevolati.
Per i programmi industriali, l’investimento minimo richiesto è 20M€ (o importi ridotti nel caso di TPA — trasformazione prodotti agricoli).
Il Decreto Ministeriale del 24 novembre 2025 introduce una novità importante: l’applicazione delle disposizioni contenute nella Sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF) ai programmi di sviluppo industriale presentati tramite Contratto di Sviluppo, quando riguardano la produzione di tecnologie a zero emissioni nette e relative filiere.
Questa sezione è dedicata agli “Aiuti volti a garantire una sufficiente capacità di produzione nel settore delle tecnologie pulite”, consentendo incentivi mirati per:
Grazie a questa integrazione, le imprese italiane possono beneficiare di un regime di aiuti più ampio e competitivo, valido fino al 31 dicembre 2030.
Il CISAF (Clean Industrial Deal State Aid Framework) è il quadro europeo che disciplina gli aiuti di Stato destinati ad accelerare la produzione e la diffusione di tecnologie pulite. Con il DM 24 novembre 2025, il CISAF diventa un riferimento centrale per l’accesso ai nuovi contratti di sviluppo industriale, offrendo un regime di aiuti rafforzato e valido fino al 2030.
Il CISAF mira a sostenere tre priorità strategiche europee:
La Sezione 6 del CISAF, dedicata agli “Aiuti per garantire una sufficiente capacità produttiva nel settore delle tecnologie pulite”, consente agli Stati membri di supportare investimenti in:
Questa sezione è la base normativa che permette di finanziare i progetti dei contratti di sviluppo industriali coerenti con il CISAF, ampliando significativamente il tipo di investimenti eleggibili e gli importi potenzialmente ottenibili. Gli incentivi previsti resteranno disponibili fino al 2030, offrendo alle imprese una finestra stabile per programmare investimenti green di ampia portata.
Gli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025 rappresentano un’opportunità unica per le aziende che vogliono investire in tecnologie pulite. I vantaggi principali includono:
Possono presentare domanda tutte le imprese, senza limiti settoriali, che realizzano investimenti di almeno 20 milioni di euro in modalità singola o partenariato che realizzano:
Con l’obiettivo di investire in
Le domande saranno inviabili fino al 21 aprile 2026 e possono accedere anche domande già presentate, se coerenti con la normativa.
Il processo è interamente digitale e prevede controlli su requisiti prima dell’approvazione.
La gestione dei contratti di sviluppo può essere complessa, soprattutto per progetti di grandi dimensioni. FI Group by EPSA, leader nella consulenza per finanziamenti e agevolazioni, supporta le imprese in tutte le fasi:
Affidarsi a professionisti significa ridurre i rischi, ottimizzare i tempi e massimizzare i benefici degli incentivi previsti dal DM 24 novembre 2025.
Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, italiane o estere, che presentano programmi di sviluppo industriale riguardanti:
Gli aiuti CISAF possono essere concessi fino al 31 dicembre 2030, mentre la presentazione delle domande tramite Contratto di Sviluppo è possibile fino al 21 aprile 2026 per lo sportello NET ZERO.
La domanda deve essere presentata telematicamente tramite la piattaforma ufficiale di Invitalia, compilando la modulistica e caricando la documentazione richiesta.
Sono ammissibili solo i progetti riconducibili alla Sezione 6 del CISAF, ovvero:
Il CISAF mira a:
Perché il DM 24/11/2025 integra formalmente la Sezione 6 del CISAF nei Contratti di Sviluppo Industriali, consentendo alle imprese italiane di accedere alle agevolazioni previste dal nuovo regime europeo per le tecnologie pulite.
FI Group by EPSA supporta le imprese in tutte le fasi del processo:
Questo supporto riduce i rischi, accelera la procedura e massimizza l’accesso ai contributi.
Nel 2024 l’export italiano ha raggiunto 623,5 miliardi di euro con crescite record in mercati strategici come Arabia Saudita (+27,9%), Turchia (+23,9%) ed Emirati Arabi Uniti (+19,4%). Il Governo punta a 700 miliardi entro fine legislatura.
In questo scenario, il nuovo Piano Strategico SIMEST 2025–2027 mette a disposizione 28 miliardi di euro per sostenere la crescita delle imprese italiane. La grande novità? Accesso anche alle aziende non esportatrici, se parte di filiere a vocazione internazionale. Dal 7 agosto 2025, sono finanziabili progetti di transizione digitale ed ecologica, rafforzamento patrimoniale e iniziative sui mercati strategici (Africa, America Latina, India).
Premialità fino al 20% a fondo perduto per PMI innovative, startup e imprese del Mezzogiorno. Opportunità uniche per chi vuole innovare e crescere globalmente.
Il Programma è un programma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per imprese italiane che investono in innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. È integrato nel piano di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e nasce dal confronto con Confindustria e le imprese, per rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati esteri.
Possono accedere tutte le imprese con sede in Italia, incluse quelle non esportatrici, se partecipano a filiere orientate all’export. Sono previste premialità per:
Sono finanziati progetti strategici per la competitività:
Il pacchetto SIMEST punta su aree ad alto potenziale:
Dal 7 agosto 2025 tramite la piattaforma SIMEST. FI Group offre supporto completo per:
Qual è il nuovo budget del piano per innovazione e internazionalizzazione?
Il budget complessivo è di 28 miliardi di euro.
Le imprese non esportatrici possono partecipare?
Sì, se fanno parte di filiere con orientamento internazionale.
Quali sono le categorie prioritarie per il fondo perduto?
PMI innovative, startup, imprese del Sud Italia, PMI femminili e giovanili, aziende con certificazioni ambientali.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Budget complessivo | 28 miliardi € |
| Beneficiari | Imprese italiane (anche non esportatrici) |
| Investimenti finanziabili | Digitalizzazione, sostenibilità, patrimonializzazione |
| Contributo a fondo perduto | Fino al 20% |
| Mercati strategici | Africa, America Latina, India, Golfo |
Accedere ai fondi non è solo una questione di compilare una domanda: è una scelta strategica che impatta sul futuro della tua azienda. FI Group è il partner che trasforma complessità in chiarezza, con un approccio integrato che unisce visione globale e competenza locale.
Il tuo HQ vede il quadro completo. I tuoi team sentono il supporto sul territorio.
Riduci rischi, accelera l’implementazione, garantisci compliance.
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Il Fondo Transizione Industriale 2026 è la spinta green e leva più potente per accompagnare le imprese italiane verso la transizione ecologica.
Lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il fondo mette sul piatto 400 milioni di euro per sostenere progetti industriali che puntano a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. Non si tratta di aumentare la produzione, ma di produrre meglio, con meno sprechi, meno emissioni e più innovazione.
Il cuore del bando è chiaro: aiutare le imprese a trasformarsi. Come? Attraverso interventi mirati su:
Il fondo nasce con la Legge di Bilancio 2022, ma affonda le sue radici nel PNRR e nelle politiche europee per la transizione ecologica. È regolato da due decreti chiave (ottobre 2022 e dicembre 2024) che ne definiscono criteri e modalità operative.
Non è un’iniziativa spot, ma parte di una strategia più ampia per decarbonizzare l’industria italiana e renderla protagonista del cambiamento.
I numeri parlano chiaro:
Ma non è solo questione di numeri. Molte aziende hanno colto l’occasione per ripensare il proprio modello produttivo, ottenere certificazioni ambientali, migliorare il proprio rating ESG e posizionarsi meglio sui mercati internazionali.
Il Fondo per la Transizione Industriale non è solo un incentivo economico. È un acceleratore di cambiamento, una leva per rendere il nostro sistema produttivo più resiliente, moderno e sostenibile.
Per le imprese italiane, è il momento di agire. Preparare un progetto solido, coerente con gli obiettivi ambientali e ben strutturato può fare la differenza tra restare fermi o diventare protagonisti della nuova economia green.
Vuoi accedere al Fondo Transizione Industriale 2026 e massimizzare il contributo?
FI Group è il tuo partner strategico per la finanza agevolata e la consulenza ESG.
Gli Accordi per l’Innovazione sono tra i principali argomenti trattati nella Manovra di Bilancio 2026, presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, conferma l’impegno del Governo nel sostenere la competitività e la transizione tecnologica delle imprese italiane. In un quadro macroeconomico prudente, le misure per l’innovazione si collocano tra le priorità strategiche per favorire crescita, digitalizzazione e sostenibilità.
Gli Accordi per l’Innovazione, gestiti dal MIMIT, finanziano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico. Sono strumenti negoziali che prevedono:
Il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese e nel limite massimo del 20 per cento del totale dei costi ammissibili di progetto.
Per gli Organismi di ricerca, le agevolazioni sono concesse esclusivamente nella forma di contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale pari al 50 per cento dei costi e delle spese ammissibili per attività di ricerca industriale e pari al 25 per cento dei costi e delle spese ammissibili di sviluppo sperimentale.
Le intensità di aiuto possono, inoltre, essere aumentate per ciascun soggetto proponente, di 15 punti percentuali se è soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:
Gli Accordi per l’Innovazione si concentrano su tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) e ambiti Horizon Europe:
Le imprese italiane puntano a ridurre i costi di R&S, accelerare il time-to-market e accedere a tecnologie avanzate. Gli Accordi per l’Innovazione rispondono a queste esigenze offrendo:
Tra 4 e 6 mesi, a seconda della complessità del progetto.
Sì, purché il coordinamento e la sede operativa principale siano in Italia.
Sì, nel rispetto dei limiti di cumulo previsti dalla normativa UE sugli aiuti di Stato.
Digitalizzazione, transizione ecologica, semiconduttori, tecnologie quantistiche e AI.
Sì, con obbligo di rendicontazione periodica e verifiche sul raggiungimento degli obiettivi tecnologici.
Gli Accordi di Sviluppo sono strumenti agevolativi previsti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per sostenere progetti di investimento strategici in Italia. Si rivolgono a imprese che intendono realizzare programmi complessi di sviluppo industriale, tutela ambientale o innovazione.
La Manovra 2026 conferma il rifinanziamento degli strumenti di finanza agevolata più strategici per la crescita industriale e territoriale. Tra questi, gli Accordi di Sviluppo rappresentano una leva fondamentale per le imprese che intendono realizzare progetti di investimento di rilevanza nazionale. Con una dotazione complessiva di circa 750 milioni di euro, questo strumento è pensato per accelerare investimenti in green transition, digitalizzazione e sviluppo delle aree ZES. Scopri chi può beneficiarne e come accedere agli incentivi.
Gli Accordi di Sviluppo sono procedure negoziali speciali attivabili nell’ambito dei Contratti di Sviluppo per progetti di investimento pari o superiori a 50 milioni di euro.
Consentono:
Questa modalità è pensata per progetti strategici che generano impatto economico e occupazionale significativo.
La Manovra 2026 destina risorse significative. Tabella dotazione finanziaria:
| Settore | Budget (€) |
|---|---|
| Industria/Agro | 400 mln |
| Ambiente | 225 mln |
| Turismo/ZES | 122,8 mln |
| Totale | ~750 mln |
Questi incentivi rispondono ai bisogni delle imprese: riduzione dei costi energetici, digitalizzazione dei processi, attrazione di turismo sostenibile e certezza normativa per grandi investimenti.
Gli Accordi di Sviluppo sono pensati per imprese con progetti di investimento di grande impatto economico e occupazionale, in settori strategici per la crescita del Paese. In particolare:
Gli Accordi di Sviluppo non sono pensati per tutte le aziende, ma per quelle che hanno progetti ambiziosi e necessità specifiche. Ecco i principali beneficiari di questo bando e come questo strumento innovativo le supporta:
Quanto dura l’istruttoria? Entro 90 giorni dalla firma.
Posso includere R&S? Sì, se funzionale al progetto principale.
Sono cumulabili con altri incentivi? In alcuni casi, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.
Quali obblighi occupazionali? Assunzione di percettori di sostegno al reddito e lavoratori da tavoli di crisi.
Come avviare la procedura? La richiesta parte da Invitalia tramite piattaforma online. Serve firma digitale, PEC e business plan dettagliato.
Gli Accordi di Sviluppo non sono solo un incentivo: sono una strategia di crescita per chi vuole investire in Italia con progetti ad alto impatto economico e occupazionale.
La finestra di opportunità è aperta: prenota la tua posizione e avvia la negoziazione.
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Scopri come accedere al Bando Turismo Sicilia 2025: 135 milioni di euro per riqualificare, ampliare o creare strutture ricettive. Agevolazioni fino all’80%.
La Sicilia non smette mai di affascinare. Ma oggi, oltre alla bellezza dei suoi paesaggi, punta a rinnovare anche il modo in cui accoglie i suoi visitatori. Con il Bando Turismo Sicilia 2025, la Regione mette a disposizione 135 milioni di euro a fondo perduto per dare nuova linfa al settore turistico, sostenendo chi vuole riqualificare, ampliare o creare strutture ricettive in chiave moderna e sostenibile.
Un segnale forte, concreto, che parla a chi crede nel turismo come motore di sviluppo e identità.
Il bando è pensato per tutte le imprese che operano nel settore dell’alloggio in Sicilia: dagli hotel ai B&B, dai campeggi ai rifugi, passando per reti d’impresa e cooperative. L’unico requisito? Avere radici operative nell’isola e la voglia di investire in qualità, innovazione e rispetto per il territorio.
Il contributo è a fondo perduto e varia in base alla tipologia di impresa e al regime applicato:
Regime de minimis
Regime in esenzione
Spese ammissibili
Le domande si presentano online, sulla piattaforma incentivisicilia.irfis.it
La selezione sarà a graduatoria, premiando i progetti che dimostrano:
Il precedente bando ha lasciato il segno: centinaia di interventi finanziati, strutture storiche riportate alla vita, nuove camere e servizi per accogliere un turismo sempre più esigente e consapevole.
Molte imprese hanno migliorato la propria reputazione ambientale, ridotto i consumi e aumentato la competitività. Un investimento che ha generato valore, dentro e fuori le mura delle strutture.
Il settore guarda al nuovo bando con fiducia e speranza. Le richieste sono chiare:
Molti operatori vedono in questa misura la possibilità di rinnovare le strutture in vista della stagione 2026, intercettando la crescita del turismo in Italia e nel Mediterraneo.
Il Bando Turismo Sicilia 2025 non è solo un incentivo. È una visione di futuro, un invito a credere che l’ospitalità siciliana possa essere più moderna, più sostenibile, più competitiva.
Se sei un’impresa del settore, il momento di agire è adesso. Un progetto ben pensato, coerente con gli obiettivi del bando e radicato nel territorio può fare la differenza.
Il Bando Turismo Sicilia 2025 è molto più di un incentivo economico. È una strategia di rilancio territoriale, che punta a rendere l’isola più attrattiva, sostenibile e competitiva.
Se sei un’impresa del settore turistico, il momento di agire è adesso. Un progetto ben strutturato, coerente con gli obiettivi del bando e radicato nel territorio può fare la differenza.
Il 10 aprile si è svolto il webinar di FI Group e ORA Energy Solutions sul bando Invitalia dedicato alle PMI per autoproduzione di energia rinnovabile.
La Regione Campania ha lanciato due bandi del programma STEP, mettendo a disposizione 80 milioni di euro per sviluppare tecnologie strategiche. Di questi, 50 milioni sono destinati a investimenti produttivi, ricerca industriale e sviluppo sperimentale per tecnologie digitali, mentre 30 milioni sono riservati al settore aerospaziale per sviluppare tecnologie critiche e rafforzare le catene del valore.
L’iniziativa fa parte di un impegno più ampio della Regione, che ha aderito con 600 milioni di euro alla Piattaforma per le Tecnologie Strategiche per l’Europa (STEP), istituita dalla Commissione Europea per ridurre la dipendenza tecnologica dell’UE da Paesi terzi.
A partire dal 16 giugno 2025, le imprese potranno presentare domanda per accedere a 50 milioni di euro di finanziamenti dedicati alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale.
Gli interventi proposti, finalizzati allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie critiche o alla salvaguardia ed al rafforzamento delle rispettive catene del valore, devono riguardare almeno uno dei seguenti settori tecnologici:
Il provvedimento mira a incentivare lo sviluppo delle tecnologie digitali, migliorando la competitività delle imprese campane e stimolando l’efficienza e l’innovazione.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’apertura dello sportello per le agevolazioni destinate alle PMI che desiderano autoprodurre energia elettrica da fonti rinnovabili. A partire dal 4 aprile 2025 fino al 5 maggio 2025, le imprese potranno presentare domanda per accedere a finanziamenti dedicati alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici e minieolici.
L’incentivo si rivolge alle Pmi in tutta Italia, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.
La misura prevede contributi in conto impianti per i programmi di investimento delle piccole e medie imprese finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari fotovoltaici o mini eolici, per l’autoconsumo immediato e per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia dietro il contatore per autoconsumo differito.
Sono disponibili 320 milioni di euro, di cui il 40% riservato alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e un altro 40% alle micro e piccole imprese.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una graduatoria e assegnate ai programmi di investimento realizzati per un ammontare di spese ammissibili non inferiore a 30.000 euro e non superiore a un milione di euro nella misura massima del:
Il provvedimento mira a incentivare l’autonomia energetica delle PMI, promuovendo l’uso di fonti rinnovabili e contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2.
Le domande di agevolazione potranno essere inviate dalle ore 12.00 del 4 aprile 2025 fino alle ore 12.00 del 4 giugno 2025 tramite lo sportello online di Invitalia, gestore della misura per conto del Ministero.
Scarica tutti i moduli necessari per la presentazione della domanda.
Queste agevolazioni rappresentano un’opportunità significativa per le PMI, contribuendo alla loro crescita sostenibile e competitività sul mercato.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’apertura dello sportello per le agevolazioni destinate alle imprese della filiera di trasformazione delle fibre tessili naturali e della concia della pelle.
Le domande di agevolazione potranno essere inviate dalle ore 12.00 del 3 aprile 2025 fino alle ore 12.00 del 3 giugno 2025 tramite lo sportello online di Invitalia. Le imprese potranno presentare domanda per accedere a oltre 30 milioni di euro di finanziamenti dedicati alla crescita, innovazione e sostenibilità ambientale.
Nello specifico la cifra sarà così suddivisa:
Le linee di intervento della misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del tessile (codice ATECO 13) e della concia del cuoio (codice ATECO 15.11) riguardano:
Le linee di intervento della misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del tessile (codice ATECO 13) e della concia del cuoio (codice ATECO 15.11) riguardano:
Il provvedimento mira a potenziare l’autonomia di approvvigionamento delle materie prime naturali nell’industria tessile nazionale, promuovendo la sostenibilità e l’innovazione dei processi produttivi.
Queste agevolazioni rappresentano un’opportunità significativa per le imprese tessili e della concia della pelle, contribuendo alla loro crescita e competitività sul mercato internazionale.
SIMEST ha annunciato l’attivazione di nuovi strumenti finanziari per oltre 1 miliardo di euro, destinati a supportare lo sviluppo del Made in Italy nei mercati ad alto potenziale di crescita, come America Latina, Africa, India e USA, e a sostenere le aziende energivore colpite dall’aumento dei costi energetici.
Questi strumenti includono anche due nuove sezioni equity del Fondo 394/81 per la crescita e gli investimenti infrastrutturali all’estero.
Le imprese interessate possono presentare domanda di finanziamento attraverso il portale dedicato SIMEST.
FI Group è una società di consulenza internazionale, pronta a supportare le imprese nell’accesso a questi bandi.
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Novità: Dal 14 gennaio 2026 SIMEST attiva programmi dedicati al mercato americano per finanziare attività di Temporary Export Manager (TEM).
Caratteristiche principali:
Questa misura è ideale per le imprese che vogliono espandersi negli USA con il supporto di un Temporary Export Manager specializzato.
Con questi nuovi strumenti, SIMEST mira a rafforzare la competitività internazionale del Made in Italy, in collaborazione con altre agenzie per lo sviluppo e sotto la guida del Ministero degli Esteri.
Dal 16 settembre 2025 è attivo lo strumento SIMEST “Affiancamento strategico per il mercato indiano”, che continua a rappresentare una grande opportunità per le imprese italiane — esportatrici e non — che vogliono investire, esportare o importare dall’India.
Caratteristiche principali:
Il mercato indiano è in forte espansione: questa misura rientra nel pacchetto SIMEST 2026 per l’internazionalizzazione.
Con questi nuovi strumenti, SIMEST mira a rafforzare la competitività internazionale del Made in Italy, in collaborazione con altre agenzie per lo sviluppo e sotto la guida del Ministero degli Esteri.
SIMEST ha attivato misure per oltre 1 miliardo di euro a sostegno del Made in Italy, con opportunità in America Latina, Africa, India e USA, oltre alle sezioni equity del Fondo 394/81.
La misura India è attiva dal 16 settembre 2025 e continua nel 2026 come parte del pacchetto SIMEST per l’internazionalizzazione
Dal 14 gennaio 2026 è attivo il finanziamento per progetti di Temporary Export Manager (TEM) dedicati agli USA:
Possono accedere le imprese italiane costituite in forma di società di capitali, singole o in rete, che intendono investire in internazionalizzazione.
FI Group offre consulenza gratuita per accompagnare le imprese nell’accesso ai bandi SIMEST.
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Il settore turistico italiano è in continua evoluzione e le opportunità di finanziamento, create da incentivi e sovvenzioni, sono fondamentali per sostenere la crescita e l’innovazione.
Le principali agevolazioni, a livello nazionale e regionale, si rivolgono ad una vasta gamma di imprese, tra cui ritroviamo: alberghi, agriturismi, strutture ricettive all’aria aperta. Imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, impianti di risalita, attività connesse a comprensori sciistici, porti turistici, parchi tematici e acquatici, stabilimenti balneari e termali.
Le sovvenzioni nel settore turistico possono portare numerosi benefici, tra cui:
Le agevolazioni disponibili rivolgono il focus degli interventi ammissibili principali su tre pilastri principali: digitalizzazione, innovazione, sostenibilità ed efficientamento energetico.
Infatti, nei contratti di sviluppo dedicati al turismo viene reintrodotta la possibilità per le imprese del settore di presentare progetti di innovazione con le seguenti condizioni:
Gli esperti di FI Group hanno identificato le migliori opportunità in arrivo o già disponibili che puntano a supportare le imprese nel migliorare i servizi di ospitalità e potenziare le strutture ricettive. I principali interventi ammissibili includono:
Iscriviti al webinar gratuito del 3 aprile, ore 11.30 – 12.30, per non perdere la possibilità di confrontarti con gli esperti del settore grazie a una sessione finale di domande e risposte.
Non perdere l’opportunità di sfruttare queste sovvenzioni per far crescere la tua attività turistica e contribuire allo sviluppo sostenibile del settore.
Scopri come l’industria della moda sta investendo 15 milioni di euro per sostenere la filiera delle fibre tessili naturali e della concia, promuovendo pratiche sostenibili e innovative.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato un importante finanziamento di 15 milioni di euro per valorizzare la filiera delle fibre tessili naturali e della concia della pelle. Questo provvedimento mira a potenziare l’autonomia di approvvigionamento delle materie prime naturali nell’industria tessile nazionale.
Le imprese interessate possono presentare domanda attraverso il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È importante rispettare i criteri di sostenibilità ambientale e innovazione per poter accedere ai fondi.
Questo finanziamento rappresenta un passo significativo per sostenere l’eccellenza del Made in Italy e promuovere un modello di sviluppo sostenibile e innovativo. Le imprese del settore tessile e della concia potranno beneficiare di risorse cruciali per migliorare la loro competitività e ridurre l’impatto ambientale.
Fondo Veneto Energia: opportunità di finanziamento per l’efficientamento energetico delle imprese
Fondo Veneto Energia, Sezione Efficientamento Imprese, vede una dotazione di 31 milioni di euro. Mira a sostenere le imprese del territorio che investono nell’efficientamento energetico dei propri impianti e sedi, offrendo finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.
Il Fondo Veneto Energia prevede sovvenzioni a fondo perduto pari al 20% dell’investimento totale ammissibile e finanziamenti agevolati fino al 100% dell’investimento. L’intervento ammissibile deve essere di importo minimo di € 100.000 e massimo di € 600.000.
Il finanziamento è composto da una quota a tasso zero (50%) con fondi pubblici del PR Veneto FESR 2021-2027 e da una quota a tasso convenzionato dagli istituti bancari.
Possono richiedere l’intervento del Fondo:
Gli interventi ammissibili riguardano progetti di efficienza energetica per il ciclo produttivo e l’efficientamento energetico degli immobili aziendali. In entrambi i casi, è incentivato l’utilizzo di energie rinnovabili per l’autoconsumo e la produzione di energia per alimentare i cicli produttivi, anche attraverso l’installazione dei relativi impianti.
A. Efficientamento energetico del ciclo produttivo:
C. Installazione di impianti di energie rinnovabili per l’autoconsumo e/o la produzione dell’energia necessaria ad alimentare i cicli produttivi: acquisto e installazione di impianti di energie rinnovabili per l’autoconsumo e/o la produzione dell’energia necessaria ad alimentare i cicli produttivi (impianti destinati a produrre energia utilizzata per lo svolgimento dell’attività dell’impresa nella Sede operativa oggetto dell’intervento), compresi eventuali sistemi di accumulo/stoccaggio, esclusivamente nell’ambito di un progetto che comprenda almeno uno o più degli interventi di cui alle precedenti lettere A e/o B, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti: impianti fotovoltaici, impianti solari termici. Gli interventi di cui alla presente lettera C concorrono al computo del risparmio di energia primaria e di riduzione di emissioni dirette ed indirette di CO2.
D. Installazione di sistemi per la rilevazione, il monitoraggio e la modellizzazione degli aspetti strategici del sistema produttivo: acquisto e installazione di sistemi per la rilevazione, il monitoraggio e la modellizzazione degli aspetti strategici del sistema produttivo. Sono esclusi dai benefici, di cui al presente provvedimento, le spese inerenti edifici e fabbricati per interventi realizzati dall’impresa affittuaria in assenza del preventivo assenso da parte del proprietario o dei proprietari, o, viceversa, realizzati dal proprietario/i senza assenso dell’impresa affittuaria.
La data di apertura del bando “a sportello” non è ancora stata ufficalizzata, ma dovrà avvenire tramite un finanziatore (banche o Confidi), oppure tramite Confidi, Associazioni o Organizzazioni imprenditoriali (anche con proprie società di servizi). Le domande di agevolazione potranno essere presentate continuativamente, poiché l’agevolazione è “a sportello”.
Il Fondo Veneto Energia rappresenta un’importante opportunità per le imprese venete che desiderano migliorare l’efficienza energetica dei propri impianti e sedi. Con una combinazione di sovvenzioni a fondo perduto e finanziamenti agevolati, le imprese possono ottenere il supporto necessario per realizzare progetti sostenibili e innovativi.
Firmato il decreto “Investimenti sostenibili 4.0” per supportare la trasformazione tecnologica e digitale, la competitività e la crescita sostenibile delle micro, piccole e medie imprese (PMI) nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La misura prevede una dotazione finanziaria di oltre 300 milioni di euro.
Gli incentivi mirano a:
Le agevolazioni sono destinate alle attività manifatturiere e di servizi alle imprese. I programmi devono:
Le tecnologie coinvolte includono:
Le spese devono essere comprese tra 750mila e 5 milioni di euro e possono riguardare:
Le agevolazioni sono concesse fino al 75% delle spese ammissibili, sotto forma di contributo in conto impianti e finanziamento agevolato. L’accesso alle agevolazioni avviene tramite procedura valutativa con procedimento a sportello.
Le agevolazioni sono concesse a programmi di investimento proposti da piccole e medie imprese localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate, rispettosi della tutela dell’ambiente e coerenti con il piano Transizione 4.0. In particolare, saranno premiati i programmi che sono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali definiti dall’Unione europea e perseguiti dal Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.
Nel 2025 sarà attivato un nuovo sportello del Fondo Transizione Industriale con una dotazione di 300 milioni di euro. Ad oggi si è in attesa del nuovo bando.
Questo fondo è destinato a incentivare l’efficientamento energetico e la transizione ecologica delle imprese italiane, supportando progetti che mirano a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza delle risorse.
Il Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale è un’iniziativa governativa volta a supportare le imprese italiane nel processo di transizione ecologica e nell’adeguamento dei loro sistemi produttivi. Questo fondo prevede contributi a fondo perduto per incentivare gli investimenti in progetti innovativi che favoriscano il cambiamento fondamentale del processo produttivo e l’uso efficiente delle risorse.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e possono includere progetti di investimento che mirano a:
Il fondo per il sostegno alla transizione industriale dispone di un budget complessivo di 300 milioni di euro per il 2025. Questa somma sarà distribuita tra le imprese che presenteranno richieste valide per ottenere agevolazioni e incentivi per i loro progetti di investimento.
Le agevolazioni sono destinate a imprese di qualsiasi dimensione, operanti sull’intero territorio nazionale, costituite e iscritte nel Registro delle Imprese. In particolare, sono rivolte alle imprese che operano nei settori estrattivo e manifatturiero, come specificato nelle sezioni B e C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007.
Le agevolazioni coprono diverse tipologie di spese, con percentuali variabili a seconda del tipo di intervento:
I programmi di investimento devono perseguire almeno una delle seguenti finalità:
I programmi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di accesso al fondo, prevedere spese ammissibili tra 3 e 20 milioni di euro, e essere realizzati entro 36 mesi dalla concessione del contributo, con una possibile proroga di 12 mesi.
Le domande saranno valutate in ordine di graduatoria e ammesse alle agevolazioni fino a esaurimento delle risorse disponibili. Una quota pari al 50% delle risorse annualmente destinate al fondo è riservata alle imprese energivore.
A partire dall’11 novembre, le imprese possono accedere ai finanziamenti del PNRR attraverso i contratti di sviluppo per la tutela ambientale, mirati per lo sviluppo di grandi programmi di investimento in energia rinnovabile per l’autoconsumo, efficienza energetica e sostenibilità dei processi produttivi, ed economia circolare.
Nello specifico, si fa riferimento al sottoinvestimento 7.1 della Missione 1 Componente 2 del PNRR: con una dotazione complessiva di 2 miliardi di euro. Di cui i primi 350 milioni accessibili dall’11 novembre.
Il nuovo sportello dei contratti di sviluppo fa riferimento all’investimento 7 del PNRR, “Supporto al sistema produttivo per la transizione ecologica, le tecnologie Net Zero e la competitività e resilienza delle filiere strategiche”. Si articola in due sottoinvestimenti:
Le domande potranno essere inviate attraverso la Piattaforma Incentivi messa a disposizione da Invitalia.
Gli obiettivi dei contratti di sviluppo per la tutela ambientale si concentrano su:
• transizione ecologica del sistema di produzione nazionale a vari livelli. Rafforzamento delle catene di produzione dei dispositivi utili per la transizione ecologica (quali batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e dispositivi di cattura e stoccaggio del carbonio, ecc.);
• efficienza energetica dei processi di produzione. Produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, energia elettrica da fonti rinnovabili (ad esclusione della biomassa);
• sostenibilità ambientale dei medesimi processi produttivi. Promozione dell’economia circolare e uso efficiente delle risorse.
Il MIMIT ha stabilito che alle risorse del PNRR possono accedere:
In ultimo, si sottolinea che lo sportello è aperto alle nuove domande anche mediante l’utilizzo dell’idrogeno, le agevolazioni per questi progetti sono concesse nei limiti di cui alla sezione 2.6 del Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato adottato a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.
Le agevolazioni sono riservate ai programmi di investimento di importo pari ad almeno 20 milioni di euro (soglia che scende a 7,5 milioni nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli). Le domande possono essere presentate da nuove iniziative o da progetti già in sospeso per mancanza di fondi, purché conformi alle disposizioni della circolare n. 42927 del 18 ottobre 2024.
Gli investimenti devono riguardare:
Come anticipato, per i progetti d’investimento concernenti interventi di efficientamento energetico e di decarbonizzazione mediante l’utilizzo dell’idrogeno, i soggetti proponenti nuove domande di contratto di sviluppo possono richiedere di accedere ai sensi dalla sezione 2.6 del Temporay Framework.
Le agevolazioni possono essere concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi. Al soggetto proponente, che promuove il programma di sviluppo e se ne assume la responsabilità, possono aggiungersi come beneficiari eventuali altre imprese aderenti.
Le domande devono essere presentate tramite la Piattaforma Incentivi di Invitalia, con una dotazione iniziale di 350 milioni di euro, destinati per almeno il 60% all’efficienza energetica e per il 40% a progetti nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Il PNRR sta avendo un impatto significativo sul mercato digitale italiano, con diverse tendenze e previsioni per il futuro fino al 2027:
Nell’ambito del mercato digitale, finora l’Italia ha speso 51,4 miliardi dei fondi PNRR, quasi 10 in più rispetto al risultato raggiunto al termine del 2023. Praticamente la metà delle risorse, 102,5 miliardi, erogate fino a questo momento. Al 30 giugno 2024 gli interventi attivati ammontavano a circa 165 miliardi di euro, pari all’85% della dotazione complessiva del Piano. I progetti non ancora attivati riguardano invece le misure introdotte con la revisione del PNRR dello scorso 8 dicembre 2023, per le quali è in via di conclusione la fase di selezione dei progetti.
Con la richiesta di pagamento della sesta rata, presentata il 28 giugno scorso, l’Italia ha attestato il raggiungimento di traguardi ai quali è connesso il 63% delle risorse del piano. Finora ha ricevuto 102,5 miliardi di euro, corrispondenti al 53% della dotazione complessiva del Piano. Un dato salito a 113,5 miliardi di euro, oltre il 58% delle risorse totali, a seguito del pagamento della quinta rata.
Il mercato digitale in Italia ha registrato una crescita notevole negli ultimi anni, trainato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), iniziativa chiave insieme alla Legge di Bilancio, per promuovere la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica nel Paese. Il PNRR ha stanziato risorse significative per l’ammodernamento delle infrastrutture e l’adozione di tecnologie avanzate, con l’obiettivo di rendere il sistema economico italiano più competitivo e preparato alle sfide future.
Nel 2023, il mercato digitale italiano ha registrato una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di 38,106 miliardi di euro nei primi sei mesi. Questa crescita è stata trainata principalmente da settori chiave come i servizi di information and communication technology (ICT), il cloud computing e i contenuti digitali, che stanno giocando un ruolo cruciale nella trasformazione tecnologica del Paese. In particolare, l’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale (AI) e i big data ha subito un’accelerazione, con un impatto trasversale su molteplici settori, dalla sanità alla pubblica amministrazione.
Il mercato digitale italiano continuerà a espandersi, con alte aspettative di crescita fino al 2026. L’intelligenza artificiale dovrebbe essere uno dei principali motori di questa evoluzione, con un tasso di crescita annuale composto del 28,2%. Le tecnologie legate all’AI, insieme ai big data e al cloud computing, continueranno a svolgere un ruolo centrale nella trasformazione di settori strategici, migliorando l’efficienza e le capacità di analisi dei dati in tempo reale.
Entro il 2024, si prevede che il mercato digitale in Italia crescerà del 3,3%, raggiungendo un valore di circa 82,2 miliardi di euro. Questa tendenza riflette i continui progressi nella digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla transizione digitale nel settore manifatturiero e all’implementazione di progetti chiave nell’ambito della strategia Industria 4.0.
Il PNRR ha stanziato circa 60 miliardi di euro per promuovere la transizione digitale, pari al 27% del budget totale del programma. I fondi PNRR vengono utilizzati per sviluppare e aggiornare le infrastrutture critiche, come i data center e le reti a banda larga, e per sostenere la digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione. Inoltre, il PNRR prevede misure specifiche per migliorare le competenze digitali degli italiani, ridurre il divario digitale e semplificare i servizi per le imprese e i cittadini.
“Nel 2025 si prevede, a fronte di un mercato digitale pari a 81,8 miliardi di euro, un impatto del PNRR di 2,7 miliardi di euro, per un totale complessivo di oltre 84,5 miliardi e un incremento del 4,1% rispetto al 3,4% che si registrerebbe al netto del PNRR.
Nel 2026 l’impatto del PNRR è stimato in 2,3 miliardi aggiuntivi, per un totale complessivo di oltre 88 miliardi di euro e un incremento del 4,1% del mercato digitale totale.
Nel 2027, infine, si prevede un prolungamento degli effetti del Piano oltre il termine previsto per effetto dei fattori condizionanti sopra descritti, con un impatto pari a 1,5 miliardi per un totale complessivo di 91,6 miliardi di euro e un incremento complessivo del 4,1% rispetto all’anno precedente.” – Fonte: “IL DIGITALE IN ITALIA 2024”, Anitec-Assinform.

Fonte: NetConsulting Cube, Aprile 2024
I fondi del PNRR sono destinati alla creazione di un’infrastruttura digitale solida e sicura, necessaria per facilitare la transizione tecnologica dell’Italia, ciò include l’espansione delle capacità di elaborazione dei dati e il miglioramento della sicurezza informatica. Inoltre, il piano sta promuovendo l’adozione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, l’internet delle cose (IoT) e la blockchain, trasformando i settori chiave e creando nuove opportunità di business.
In termini di opportunità per le aziende, gli incentivi fiscali e i fondi stanziati dal PNRR forniscono un ambiente favorevole per adottare nuove tecnologie e migliorare la loro competitività a livello globale.
In conclusione, le previsioni per il 2027 sono ottimistiche, con un mercato in crescita che promette di rimanere un motore fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo economico. Tuttavia, è essenziale che l’Italia continui a lavorare per superare le sfide in termini di infrastrutture e di divario digitale, assicurando che tutti i settori della società possano beneficiare pienamente di questa trasformazione tecnologica.
Nuove risorse per gli incentivi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+. Queste misure prevedono la concessione di agevolazioni per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.
Le tre misure vedono a disposizione per l’anno 2024, 32 milioni di euro:
È aperto lo sportello online per l’accesso agli incentivi destinati ai progetti di ricerca e sviluppo sperimentale delle imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nell’ambito della “Strategia nazionale di Specializzazione intelligente” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Dalle ore 10.00 del 10 settembre 2024, le imprese di qualsiasi dimensione localizzate nelle regioni citate in precedenza, con attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e di ricerca, potranno presentare (anche in forma congiunta) le domande di agevolazione per i progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale. I progetti dovranno avere un importo compreso tra 3 e 20 milioni di euro.
L’intervento, rientra nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile, e vede uno stanziamento di oltre 470 milioni di euro:
Le istanze per l’accesso agli incentivi possono essere precompilate dal 2 settembre 2024 tramite lo sportello online di Mediocredito Centrale. Il quale gestisce la misura per conto del Ministero.
I progetti devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che facciano utilizzo di tecnologie abilitanti fondamentali (KETs), in particolare:
I finanziamenti agevolati sono concessi, come segue:
Gli incentivi concessi nella forma del contributo diretto alla spesa sono articolati sulla base della dimensione dell’impresa proponente:
Il Fondo per l’innovazione, 4 miliardi di euro per portare in Europa tecnologie innovative in ambio di decarbonizzazione.
Con una scadenza al 9 aprile 2024, il Fondo per l’innovazione ha raddoppiato il suo budget rispetto al bando precedente, consentendo di presentare domande in cinque diverse categorie:
Costruzione e gestione di strutture produttive per la produzione di componenti specifici per:
Progetti su piccola scala:
La sovvenzione sarà distribuita sotto forma di contributo forfettario:
Il Fondo nazionale per la microelettronica composto da 3,3 miliardi di euro, ed il Decreto Energia n.17 del 2022 con 4,15 miliardi di euro costituiscono gli strumenti principali del Chips Act.
L’obiettivo è incrementare la resilienza della supply chain europea in materia di semiconduttori attraverso;
Le risorse supporteranno le imprese che intendono aprire nuovi stabilimenti o riconvertire siti industriali al fine di favorire le fasi di progettazione e design, fabbricazione, assemblaggio e packaging della filiera dei semiconduttori.
L’obiettivo è diminuire la dipendenza delle imprese italiane appartenenti ai settori industriali a più alto fabbisogno di chips: auto, energie rinnovabili, difesa, telecomunicazioni ed intelligenza artificiale.
Nei prossimi mesi sarà definita la data di apertura dello sportello per accedere al bando dedicato al settore dei semiconduttori.
L’articolo 2 del DPCM specifica che i termini per la presentazione delle domande saranno stabiliti in un successivo provvedimento della Direzione Incentivi del Ministero delle Imprese. L’articolo 3 prevede la costituzione di un Comitato tecnico interministeriale incaricato di coordinare e monitorare gli interventi agevolati.
Scopri tutti i dettagli dei restanti incentivi relativi alla microelettronica.
Stanziati 910 milioni di euro per i Contratti di Sviluppo per l’agroalimentare. I Contratti di Sviluppo per l’agroalimentare mirano ad agevolare progetti di investimento strategici e innovativi fino al 2029.
A partire dal 2023, le percentuali di beneficio dei Contratti di Sviluppo per l’agroalimentare passano a:
Nota: le percentuali variano a seconda della dimensione aziendale.
Sono agevolabili gli investimenti a partire da 7,5 milioni di euro, rivolti alla trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli definiti a livello UE. Al fine di ricevere i finanziamenti i progetti devono essere stati avviati dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione.
I progetti devono rientrare in una delle seguenti tipologie:
Fondo Unico Artigianato – Sostegno agli investimenti per lo sviluppo delle imprese e per l’ammodernamento e innovazione dei processi produttivi.
Possono presentare domanda le Micro, piccole e medie imprese (MPMI), già in possesso dell’annotazione della qualifica artigiana sul Registro delle Imprese della CCIAA in possesso dei seguenti requisiti:
Sono ammissibili gli interventi finalizzati alla realizzazione di progetti di investimento, sviluppo, consolidamento e per le connesse necessità di scorte, di importo minimo pari a:
Sono ammesse le spese “sostenute” successivamente alla data di invio della domanda, ad eccezione delle imprese/ditte costituite da meno di 6 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, per le quali sono ammissibili le spese sostenute entro i 6 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda, per un importo pari o inferiore al 30% del totale dei costi ritenuti ammissibili. A seguire il dettaglio spese ammissibili:
Finanziamento con il concorso di risorse regionali a tasso zero e risorse degli intermediari cofinanziatori a tassi di mercato convenzionati, fino al 100% delle spese ritenute ammissibili.
• € 25.000,00 per le micro e piccole imprese;
• € 250.000,00 per le medie imprese.
Quota massima di intervento con risorse regionali:
• € 500.000,00 per le micro imprese;
• € 1.000.000,00 per le piccole imprese;
• € 1.500.000,00 per le medie imprese;
La percentuale massima di intervento con risorse regionali è pari al 70% del finanziamento complessivo concedibile.
• micro imprese: 10% della quota pubblica di finanziamento;
• piccole imprese: 8% della quota pubblica di finanziamento;
• medie imprese: 4% della quota pubblica di finanziamento.
I contributi sono erogati anche nel rispetto dei limiti previsti dal Regolamento (UE) n. 1407/2013 – De minimis e nel rispetto delle regole di cumulo previste dal bando.
FI Group può supportarti nell’accesso al bando.
Il Ministero dell’Agricoltura ha reso noto che è in fase di studio il secondo bando per l’assegnazione di contributi nell’ambito dell’investimento PNRR Parco Agrisolare. La bozza del nuovo decreto per la realizzazione di impianti fotovoltaici nel settore agricolo e agroindustriale, modifica le spese ammissibili e le percentuali di agevolazione. L’incentivo, erogato sotto forma di contributo a fondo perduto, può arrivare fino all’80% delle spese.
Alla misura si affiancherà un secondo investimento PNRR da 1,1 miliardi dedicato alla realizzazione di impianti agrivoltaici avanzati mediante la concessione di una tariffa affiancata ad un contributo fino al 40% dei costi. Il decreto attuativo è stato approvato dal Ministero ed è in attesa di approvazione da parte dell’Unione europea.
Con Decreto del 19/04/2023 sono programmate, a valere sul secondo sportello, le risorse residue della Misura, pari a euro 993.031.470,19, e così suddivise:
Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Agli interventi realizzati è riconosciuto un contributo in conto capitale con le seguenti intensità di aiuto per investimenti nei settori:
Gli aiuti possono essere cumulati, in relazione agli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato nel rispetto del divieto di doppio finanziamento.
Consulta tutti i materiali disponibili relativi al bando Parco Agrisolare: