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Compliance tra R&D e Modello 231: Strategie di tutela per l’impresa

La relazione tra compliance tra R&D e Modello 231 sta diventando un pilastro fondamentale per le aziende che investono in Ricerca & Sviluppo e intendono tutelarsi nei confronti di controlli, audit e potenziali rischi operativi.
Nel webinar tenutosi a luglio 2025, FI Group Italia ha analizzato come una corretta compliance non solo prevenga sanzioni, ma migliori processi, organizzazione interna e capacità di difesa in caso di verifiche dell’Agenzia delle Entrate.

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Analisi personalizzata nel Modello 231

Uno dei punti chiave emersi è che la compliance non può essere standardizzata:

  • ogni azienda presenta rischi differenti,
  • un’analisi superficiale lascia scoperte aree critiche,
  • il Modello 231 richiede aggiornamento, formazione e monitoraggio costante per essere efficace.

Questo è particolarmente rilevante quando si parla di Compliance tra R&D e Modello 231, perché i progetti di ricerca comportano incertezze, innovazione e documentazione tecnica che devono essere correttamente tracciate.

Compliance nei progetti di Ricerca & Sviluppo

Per garantire una richiesta di incentivo solida, FI Group ha evidenziato gli elementi indispensabili:

  • descrizione tecnica dettagliata,
  • analisi dello stato dell’arte,
  • identificazione delle incertezze tecnologiche,
  • evidenza della novità rispetto al mercato,
  • gestione organizzata di timesheet e documentazione del personale.

Tutti aspetti cruciali della Compliance tra R&D e Modello 231, perché documentano in modo trasparente i processi aziendali e la gestione del rischio.

I vantaggi dell’essere realmente compliant

Un sistema ben strutturato porta benefici immediati:

  • semplificazione dei rapporti con AdE durante i controlli,
  • maggiore tutela del segreto industriale,
  • processi di audit più snelli,
  • possibilità di programmare verifiche e attività ispettive,
  • incremento del know‑how interno.

Cosa succede quando la compliance manca

Il webinar ha presentato casi concreti che mostrano i rischi dell’assenza di controllo:

  • documentazione disordinata dopo anni,
  • descrizioni tecniche carenti,
  • riversamenti di somme elevate invece di difendersi,
  • scoperte tardive di lacune tecniche,
  • progetti non conformi ai criteri del Manuale di Frascati.

Esempi che dimostrano quanto sia essenziale la Compliance tra R&D e Modello 231 nella gestione delle agevolazioni fiscali e dei rischi aziendali.

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FAQ

Che cos’è la Compliance tra R&D e Modello 231?

È l’applicazione del Modello 231 ai processi di Ricerca & Sviluppo per gestire rischi e responsabilità.

Perché è importante nei progetti R&D?

Garantisce che documentazione, analisi e processi siano conformi e difendibili in caso di controlli.

Quali sono i rischi della non compliance?

Documentazione disordinata, lacune tecniche, contestazioni AdE e possibile riversamento di somme.

Quali vantaggi offre essere compliant?

Semplifica controlli, tutela il know‑how, riduce tempi di audit e migliora la governance.

Cosa serve per una compliance corretta in R&D?

Descrizione tecnica completa, stato dell’arte, novità, incertezze e documentazione ordinata.

Il Modello 231 può essere standard?

No. Va personalizzato in base ai rischi e ai processi specifici di ogni azienda.

Cosa succede se emergono lacune durante un audit?

Azienda esposta a contestazioni, richieste di approfondimenti e potenziali somme da riversare.

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Compliance nella Ricerca & Sviluppo: un volano per la crescita sostenibile delle imprese

Nel panorama della finanza agevolata, la compliance nella Ricerca e Sviluppo (R&S) non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Rispettare normative, standard etici e regolamenti interni non solo tutela l’impresa da sanzioni, ma rappresenta un vero e proprio asset competitivo.

Vuoi maggiori informazioni sul tema? Partecipa al webinar firmato FI Group e PVM Avvocati.

Compliance nella Ricerca & Sviluppo, perché la compliance è fondamentale?

  1. Conformità normativa e legale
    La compliance garantisce l’aderenza a riferimenti fondamentali come il Manuale di Frascati e quello di Oslo, evitando sanzioni e danni reputazionali.
  2. Controllo delle responsabilità
    Protegge i manager e il personale strategico da rischi legali, definendo chiaramente ruoli e obblighi.
  3. Tutela della proprietà intellettuale
    Un sistema di compliance efficace salvaguarda brevetti, marchi e know-how, valorizzando l’innovazione aziendale.
  4. Accesso ai finanziamenti
    Le imprese compliant sono più credibili per investitori e enti pubblici, facilitando l’ottenimento di fondi e bandi.
  5. Reputazione e fiducia
    Un’impresa che rispetta le regole si distingue sul mercato, rafforzando la propria immagine e la fiducia degli stakeholder.

Compliance nella Ricerca & Sviluppo, il perimetro del rischio e il ruolo del risk assessment

Ogni impresa opera entro un “perimetro soggettivo di rischio”, che varia in base all’attività svolta. Definire questo confine – attraverso il risk assessment – consente di distinguere tra condotte lecite e potenzialmente illecite. Agire all’interno di questo perimetro significa operare in piena legalità, proteggendo i margini di profitto da rischi imprevisti.

Il rischio dell’over-compliance

Essere compliant non significa appesantire l’organizzazione con burocrazia inutile. Un sistema di controllo eccessivo può rendere l’impresa inefficiente. L’equilibrio tra controllo e flessibilità è la chiave per una compliance efficace e sostenibile.

Compliance come leva di sviluppo

La compliance non è solo un obbligo, ma un’opportunità per ripensare l’impresa. Conoscere i propri rischi, adattarsi alle normative e comunicare i propri valori rafforza la competitività. In un mercato sempre più attento al “come” oltre che al “cosa”, la compliance diventa un volano di crescita e innovazione.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2015–2019: sentenza della CGT Lombardia a favore delle imprese

Una svolta giurisprudenziale per il credito d’imposta R&S

Con la sentenza n. 1482/25/2025 depositata il 16 giugno 2025, la Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia ha accolto integralmente le tesi difensive di un’impresa in merito al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (R&S) relative al periodo 2015–2019.

Il punto centrale? L’innovatività di un progetto va valutata rispetto alle conoscenze disponibili per l’impresa, non per il mercato nel suo complesso.

Il riferimento alle linee guida MIMIT 2024

La Corte ha richiamato le linee guida del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 4 luglio 2024, che ribadiscono un principio fondamentale:

“Rientrano nella R&S anche attività non nuove in senso assoluto, ma nuove per la singola impresa.”

Questo chiarimento è cruciale per tutte le aziende che hanno investito in innovazione interna, anche senza introdurre rivoluzioni di mercato.

L’errore dell’Agenzia delle Entrate

L’accertamento dell’Agenzia delle Entrate si basava sui cinque criteri del Manuale di Frascati 2015, tra cui la novità per il mercato. Tuttavia, la Corte ha evidenziato due errori fondamentali:

  1. Interpretazione troppo restrittiva: la normativa italiana agevola anche il miglioramento di prodotti e processi esistenti.
  2. Applicazione errata del Manuale di Frascati: per il periodo 2015–2019 era vigente la versione 2002, non quella del 2015.

Innovazione relativa, non assoluta

Secondo la Corte, il concetto di innovazione rilevante per il credito d’imposta deve essere relativo all’impresa, non assoluto. Questo significa che:

  • È sufficiente un “apprezzabile elemento di novità”.
  • La soluzione non deve essere ovvia per chi ha familiarità con le tecnologie di base.
  • Conta lo sforzo innovativo rispetto alle conoscenze accessibili all’impresa.

Due ulteriori punti chiave della sentenza

  1. Obbligo di parere tecnico: l’Ufficio avrebbe dovuto consultare il MIMIT prima di procedere, vista la natura scientifica del progetto.
  2. Nozione di credito inesistente: secondo il Dlgs 87/2024, un credito è inesistente solo se fittizio. Nel caso in esame, i progetti erano reali e documentati.

Cosa cambia per le imprese?

Questa sentenza rappresenta un precedente favorevole per tutte le aziende che hanno investito in R&S tra il 2015 e il 2019. Potrebbe aprire la strada a:

  • Ricorsi contro accertamenti ingiustificati.
  • Recupero di crediti d’imposta negati.
  • Maggiore chiarezza normativa per il futuro.

Conclusione

La giurisprudenza conferma: l’innovazione è anche interna. Le imprese che hanno migliorato i propri processi o prodotti, anche senza rivoluzionare il mercato, hanno diritto al credito d’imposta R&S.

Funding Investments

Credito d’Imposta R&S: Gestione del Processo Verbale di Constatazione R&S

La Gestione del Processo Verbale di Constatazione (PVC) rappresenta una fase decisiva nei controlli dell’Agenzia delle Entrate relativi al Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo. Comprendere le procedure, le tempistiche e la documentazione richiesta permette alle imprese di affrontare verifiche e ispezioni in modo più consapevole, riducendo rischi e incertezze.
Questo approfondimento riprende i punti essenziali presentati durante il webinar FI Group del 22 maggio 2025.

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Le fasi che precedono il PVC

Prima della redazione del PVC, il controllo segue un percorso strutturato:

  • invio del questionario e della notifica di avvio del controllo
  • verifica documentale e analisi tecnica/fiscale
  • eventuali richieste di chiarimento
  • esito del controllo
  • avviso di accertamento in caso di criticità

Queste fasi possono variare leggermente in base all’ufficio dell’Agenzia che effettua la verifica.

Notifica di avvio del controllo: che cos’è

La notifica coincide con un questionario ex art. 32 DPR 600/73 che l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza invia al contribuente per avviare l’attività ispettiva.

Contiene:

  1. gli anni oggetto di controllo
  2. la documentazione da presentare
  3. modalità e tempistiche di invio

Si tratta del primo passo formale del procedimento.

Cosa fare dopo la notifica

L’impresa deve trasmettere la documentazione richiesta nei tempi indicati, rispondendo in modo completo e ordinato. L’Agenzia può richiedere integrazioni. In questa fase è consigliato coinvolgere:

  • un consulente specializzato in finanza agevolata
  • un consulente legale

Se i progetti sono conformi alla normativa, il consulente abilitato può rilasciare una certificazione, utile per rafforzare la posizione tecnica del contribuente.

Cos’è il Processo Verbale di Constatazione (PVC)

È il documento ufficiale con cui Agenzia delle Entrate o Guardia di Finanza riportano:

  1. gli esiti della verifica
  2. eventuali violazioni riscontrate (imposte dirette, IVA, IRAP ecc.)

Il Processo Verbale di Constatazione ha natura dichiarativa e non impositiva: non genera un debito automatico, ma può precedere un avviso di accertamento.

Gestione del PVC: cosa fare entro 60 giorni

Dopo aver ricevuto il PVC, il contribuente ha 60 giorni per:

  • presentare osservazioni
  • inviare memorie difensive
  • fornire documenti integrativi

Questa fase, prevista dallo Statuto del Contribuente, è decisiva perché ogni elemento fornito deve essere valutato dall’Amministrazione finanziaria. Una risposta strutturata può influenzare significativamente l’esito del procedimento.

Cosa succede in caso di avviso di accertamento

Se dopo il Processo Verbale di Constatazione non si trova un punto d’incontro, può essere emesso un avviso di accertamento. A questo punto esistono diverse opzioni:

  1. strumenti deflattivi (adesione, ravvedimento operoso, istanza di adesione, acquiescenza, conciliazione)
  2. autotutela
  3. ricorso in sede di giustizia tributaria

Gestire correttamente il Processo Verbale di Constatazione è fondamentale per prevenire contestazioni, tutelare l’impresa e ridurre rischi economici e operativi. Intervenire tempestivamente già nella fase di notifica permette di affrontare l’intero processo in modo più efficace.

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Ruolo di FI Group nella gestione del Processo Verbale di Constatazione

FI Group supporta le imprese durante tutte le fasi che precedono e seguono il Processo Verbale di Constatazione (PVC), fornendo assistenza nella raccolta e nella verifica della documentazione richiesta e coordinandosi con consulenti tecnici e legali quando necessario. L’intervento degli specialisti è utile già dal momento della Notifica di Avvio del Controllo, per garantire risposte complete e coerenti e per valutare l’eventuale certificazione delle attività R&S, prevista prima dell’emissione del PVC.

FAQ

Che cos’è il Processo Verbale di Constatazione (PVC)?

È il documento che riporta gli esiti della verifica fiscale svolta dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza.

Il PVC genera subito un debito fiscale?

No, ha natura dichiarativa: precede un eventuale avviso di accertamento.

Quanto tempo ho per rispondere al PVC?

Hai 60 giorni per presentare osservazioni o documentazione integrativa.

Cosa fare dopo aver ricevuto la Notifica di Avvio del Controllo?

Inviare la documentazione richiesta e coinvolgere consulenti specializzati.

Quali documenti può richiedere l’Agenzia?

Dipende dal questionario: anni verificati, documenti tecnici, fiscali e amministrativi.

A cosa serve la certificazione delle attività R&S?

A rafforzare la posizione tecnica del contribuente prima del PVC.

Cosa succede se arrivo all’Avviso di Accertamento?

Si possono valutare strumenti deflattivi o il ricorso.

Hai bisogno di supporto nella gestione del PVC? FI Group affianca le imprese in tutte le fasi di analisi e verifica del credito R&S, offrendo assistenza tecnica e documentale per affrontare i controlli con sicurezza.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: gestione del Processo Verbale di Constatazione

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è uno strumento fondamentale per le imprese innovative, ma può essere oggetto di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo articolo approfondiamo come gestire il Processo Verbale di Constatazione (PVC) e quali strategie adottare per difendere il tuo credito.

Come affrontare un controllo sul credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

Il webinar ha illustrato i passaggi chiave per gestire un controllo fiscale:
  • Notifica di avvio del controllo
  • Presentazione delle osservazioni
  • Opzioni in caso di avviso di accertamento
Un focus speciale è stato dedicato alla certificazione tecnica e alla procedura di riversamento spontaneo, con scadenza fissata al 3 giugno 2025.

Relatori del webinar: 

  • Nicola Strangis, Sales Leader Italia, FI Group 
  • Veronica Peretti, Esperta di Crediti R&S, FI Group 

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FAQ – Credito d’imposta R&S e PVC 

Cos’è il Processo Verbale di Constatazione (PVC)?
È il documento che l’Agenzia delle Entrate redige al termine di un controllo, indicando le contestazioni relative al credito d’imposta. 

Come posso difendermi dopo aver ricevuto un PVC?
Presentando osservazioni entro i termini previsti e predisponendo una documentazione tecnica completa. 

Quali sono le opzioni in caso di avviso di accertamento?
Si può valutare il riversamento spontaneo o altre procedure per ridurre sanzioni e interessi. 

Cos’è la procedura di riversamento spontaneo?
Una misura che consente di regolarizzare il credito indebitamente fruito, evitando contenziosi e riducendo le sanzioni. 

Qual è stata la scadenza per il riversamento spontaneo?
Il 3 giugno 2025. 

Scopri come gestire il Processo Verbale di Constatazione e difendere il tuo credito R&S. FI Group ti supporta con strategie operative e consulenza dedicata.
Sanatoria credito d’imposta R&S: nuova scadenza

Il Decreto-Legge 14 marzo 2025, n. 25, è stato definitivamente convertito in legge ed introduce importanti modifiche riguardanti la sanatoria del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (R&S) relative agli anni 2015-2019. Di seguito, i punti salienti del decreto:

Nuova scadenza procedura riversamento spontaneo

L’articolo 19, commi 5-8, del decreto stabilisce la riapertura dei termini per la procedura di riversamento spontaneo, fissando la nuova scadenza al 3 giugno 2025. Questa misura riguarda le imprese che, al 22 ottobre 2021, hanno utilizzato in compensazione il credito d’imposta R&S maturato tra il 2015 e il 2019, senza averne i requisiti.

Modalità di versamento

Le imprese possono effettuare il versamento in un’unica soluzione entro il 3 giugno 2025 o in tre rate di pari importo con le seguenti scadenze:

  • Prima rata: 3 giugno 2025
  • Seconda rata: 16 dicembre 2025
  • Terza rata: 16 dicembre 2026

Sulle rate successive alla prima saranno applicati gli interessi legali a partire dal 4 giugno 2025.

Rinuncia ai contenziosi

Per aderire alla procedura di riversamento, le imprese devono rinunciare a eventuali contenziosi in corso o instaurabili relativi ai crediti d’imposta oggetto della sanatoria. In caso di atti impositivi già definitivi alla data di presentazione dell’istanza, il riversamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 3 giugno 2025.

Estensione del termine di decadenza

Il decreto estende di due anni il termine di decadenza per l’emissione degli atti di recupero e di altri provvedimenti impositivi relativi ai crediti d’imposta utilizzati negli anni 2016 e 2017.

Contributo in conto capitale

È previsto un contributo in conto capitale per le imprese che aderiscono alla procedura di riversamento entro il 3 giugno 2025. L’importo del contributo è calcolato in percentuale sul credito d’imposta riversato, con un limite complessivo di 250 milioni di euro da utilizzare nel periodo 2025-2028.

Procedura di adesione

Le imprese devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro la scadenza indicata, l’apposito modulo disponibile sul portale dell’Amministrazione finanziaria, intitolato “Domanda di accesso alla procedura di riversamento del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo“. Nella richiesta devono essere indicati:

  • gli anni fiscali in cui è stato generato il credito oggetto della domanda;
  • I crediti che si intendono restituire spontaneamente;
  • Tutte le informazioni e i dettagli relativi ai progetti e alle spese ritenute idonee secondo la normativa vigente.

Modalità di pagamento

Il pagamento delle somme dovute deve essere effettuato utilizzando il modello F24, senza possibilità di compensazione, scegliendo tra due modalità:

  1. Pagamento in un’unica soluzione (codice tributo 8170), da eseguire entro il 3 giugno 2025;
  2. Versamento in tre rate annuali di pari importo:
    • Prima rata (codice tributo 8171) da versare entro il 3 giugno 2025;
    • Seconda rata (codice tributo 8172) da saldare entro il 16 dicembre 2025;
    • Terza rata (codice tributo 8173) con scadenza al 16 dicembre 2026.

A partire dal 4 giugno 2025, sulle rate successive saranno applicati interessi legali.

Sanzioni per mancato pagamento

Il mancato pagamento anche solo di una rata entro la data stabilita comporta la decadenza dalla procedura, con conseguente iscrizione a ruolo dell’importo residuo, maggiorato di una sanzione pari al 30% e degli interessi annuali del 4%, come stabilito dall’art. 20 del DPR 602/1973.

Limitazioni alla rateizzazione

Le imprese che, alla data del 22 ottobre 2021, risultavano già destinatarie di un verbale di constatazione (PVC), di un provvedimento di recupero crediti o di altro atto fiscale non ancora definitivo, non possono accedere alla modalità di pagamento rateale.

Per ulteriori dettagli e per scaricare il modulo di adesione, si invita a visitare il portale dell’Agenzia delle Entrate.

Certificazione R&S: strategie di tutela per l’impresa

La certificazione dei crediti d’imposta per Ricerca & Sviluppo (R&S) è uno strumento fondamentale per le imprese che vogliono investire in innovazione in modo sicuro e conforme alla normativa. Il webinar FI Group ha illustrato come evitare sanzioni fiscali, garantire la terzietà e ottimizzare l’accesso agli incentivi R&S. 

Perché certificare i crediti R&S? 

Certificare i crediti d’imposta consente di: 

  • Ridurre il rischio di contestazioni fiscali.
  • Dimostrare la conformità alle norme vigenti.
  • Accedere in modo sicuro agli incentivi per Ricerca & Sviluppo.

Cosa abbiamo trattato nel webinar 

  • Iter di certificazione crediti R&S. 
  • Ruolo della terzietà e delle perizie tecniche. 
  • Sanzioni per crediti non spettanti o inesistenti. 
  • Alternative come il riversamento spontaneo. 

Vantaggi per le imprese 

  • Maggiore sicurezza fiscale. 
  • Accesso agevolato agli incentivi nazionali. 
  • Protezione da sanzioni e rischi legali. 

Relatori 

  • Nicola Strangis, Sales Leader Italia, FI Group 
  • Giacomo Benazzo, Legal Specialist, FI Group 
  • Elisa Pavanello, Partner, BT Laws 

👉 Rivedi il webinar e scopri come proteggere la tua impresa

FAQ  

Cos’è la certificazione dei crediti R&S?
È una procedura che garantisce la conformità normativa dei crediti d’imposta per attività di Ricerca & Sviluppo, riducendo il rischio di contestazioni fiscali. 

Perché è importante certificare i crediti R&S?
Per evitare sanzioni fiscali e tutelare l’impresa, dimostrando la correttezza delle spese e delle attività dichiarate. 

Chi può richiedere la certificazione?
Tutte le imprese che hanno effettuato investimenti in Ricerca & Sviluppo e vogliono accedere agli incentivi fiscali in modo sicuro. 

Quali sono i rischi in caso di crediti non certificati?
Sanzioni per crediti non spettanti o inesistenti, con conseguenze economiche e legali. 

Quali alternative esistono alla certificazione?
Il riversamento spontaneo è una soluzione per regolarizzare crediti non conformi, evitando sanzioni più gravi. 

Come si ottiene la certificazione?
Tramite un iter che prevede la verifica da parte di un soggetto terzo indipendente e la predisposizione della documentazione tecnica. 

Proteggi la tua impresa e accedi agli incentivi in modo sicuro!
FI Group ti supporta nella certificazione dei crediti R&S per ridurre il rischio fiscale e garantire la conformità normativa. Contattaci oggi per una consulenza dedicata.

Scala TRL: il fattore chiave per ottenere incentivi e fondi

La scala TRL (Technology Readiness Level) è utilizzata per valutare la maturità tecnologica di un’innovazione o di una tecnologia prima della sua implementazione operativa. Questo strumento è comunemente utilizzato nel campo della ricerca e sviluppo (R&S) per fornire una comprensione comune del grado di preparazione di una tecnologia.

Il TRL è un concetto creato dalla NASA

La NASA (National Aeronautics and Space Administration) ha sviluppato la scala TRL negli anni Settanta. In origine, questo strumento prevedeva 7 livelli di maturità ed era utilizzato per gestire i rischi tecnologici dei programmi NASA. Solo nel 1995, tuttavia, è stata pubblicata una versione finale e globale della scala, che comprendeva complessivamente 9 diversi livelli di maturità.

Livelli di maturità tecnologica della Scala TRL

La scala TRL è composta da nove livelli, numerati da 1 a 9, che rappresentano diversi stadi di sviluppo tecnologico. Ogni TRL è associato a criteri specifici che descrivono le caratteristiche e le prestazioni della tecnologia in quello stadio di sviluppo.

Qual è il significato di TRL?

La valutazione del TRL di una tecnologia ci permette di capire a che punto è il suo ciclo di sviluppo e di identificare le fasi rimanenti necessarie per raggiungere la maturità e la commercializzazione.

La scala è utilizzata da ricercatori, ingegneri, aziende e organizzazioni per valutare il TRL.

I 9 livelli di TRL

Idea

  • TRL 1 – Ricerca fondamentale

È la fase iniziale della ricerca, in cui vengono esplorati e compresi i principi scientifici.

  • TRL 2 – Ricerca applicata

I principi scientifici vengono applicati per sviluppare concetti e prototipi tecnologici.

  • TRL 3 – Prova sperimentale del concetto

Vengono effettuati esperimenti per dimostrare la fattibilità della tecnologia e convalidare i principi di base.

Prototipo

  • TRL 4 – Convalida in laboratorio

La tecnologia viene testata in laboratorio per valutarne le prestazioni e la funzionalità.

  • TRL 5 – Convalida in ambiente simulato

La tecnologia viene testata in condizioni simulate che approssimano l’ambiente reale in cui verrà utilizzata.

Convalida

  • TRL 6 – Convalida in ambiente operativo

La tecnologia viene testata in un ambiente operativo per valutarne le prestazioni in condizioni reali. Questa fase cruciale richiede la dimostrazione del prototipo di un sistema reale.

  • TRL 7 – Introduzione operativa iniziale

La tecnologia viene messa in uso operativo limitato e valutata (su scala prototipale) in condizioni reali.

Produzione

  • TRL 8 – Uso operativo

La tecnologia nella sua forma finale viene resa operativa su larga scala, dimostrando la sua affidabilità ed efficacia.

  • TRL 9 – Tecnologia pronta per il mercato

La tecnologia nella sua forma finale è completamente sviluppata, validata e pronta per essere commercializzata e distribuita su larga scala.

La Scala TRL e il finanziamento pubblico

La scala TRL è applicata in diversi contesti di finanziamento. Ecco le principali tipologie:

1. Programmi Europei

  • Horizon Europe: quasi tutti i topic indicano TRL iniziale e finale.
  • EIC Accelerator / Pathfinder: distingue ricerca di base (TRL 1-3), sviluppo (TRL 4-6) e pre-commercializzazione (TRL 7-9).
  • LIFE Programme: progetti ambientali e sostenibilità, richiede TRL medio-alto.

2. Bandi Nazionali

  • Accordi per l’Innovazione: TRL 4-8 per sviluppo tecnologico.
  • Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS): TRL per ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
  • Bandi MIMIT (ex MISE): TRL come criterio di ammissibilità.

3. Bandi Regionali

  • Nei POR FESR e bandi regionali per innovazione, il TRL classifica il progetto come ricerca industriale o sviluppo sperimentale.

4. Bandi Internazionali

  • Agenzie spaziali (ESA, NASA) e difesa: TRL è standard per valutare la maturità tecnologica.

Fous Horizon Europe e Scala TRL

Nel 2014, la scala TRL è stata incorporata nei progetti finanziati dall’Unione europea (UE) nell’ambito del programma quadro Horizon 2020.

Il programma Horizon Europe ha quindi adottato la scala TRL come indicatore per migliorare il posizionamento dei progetti richiesti nel programma. Questa scala unificata consente ai candidati e ai valutatori di soddisfare le aspettative della Commissione europea (CE).

Ciò rende la scala TRL uno strumento chiave nelle condizioni quadro di partecipazione di Horizon Europe 2021-2027. Per essere ammessi al finanziamento, i progetti devono soddisfare i seguenti requisiti:

Un TRL più alto nel testo di un bando indica quindi chiaramente che la CE sta cercando una soluzione più applicativa all’interno del progetto, mentre un TRL più basso indica che ci si aspetta un progetto di ricerca più fondamentale.

Il TRL viene utilizzato anche per indicare il “punto di ingresso”, ossia il livello di maturità di una determinata tecnologia, prodotto o processo all’inizio del progetto. In questo caso, il rispettivo TRL funge da “limite inferiore”.

La Scala TRL in sovvenzioni e sussidi per l’innovazione

Nella procedura di richiesta di sovvenzioni e innovazione, le agenzie di finanziamento utilizzano la scala TRL per valutare l’ammissibilità di diversi progetti innovativi.

TRL nel finanziamento di progetti innovativi

Il TRL è fondamentale per i bandi di innovazione: livelli bassi (1-3) indicano ricerca, mentre livelli medi (4-6) richiedono prototipi validati. Livelli alti (7-9) sono richiesti per progetti vicini alla commercializzazione.

TRL nel finanziamento di progetti di investimento

Per progetti di investimento, il TRL deve essere alto: livelli 7-9 indicano tecnologie validate e operative, requisito chiave per attrarre capitali e incentivi.

Nei bandi MIMIT e PNRR, il TRL è spesso richiesto per dimostrare la maturità tecnologica prima dell’erogazione dei fondi.

Scala TRL nei progetti di credito fiscale

La scala TRL viene utilizzata anche per valutare l’ammissibilità dei progetti ai crediti d’imposta, come il Credito d’imposta per la ricerca e sviluppo e il Credito d’imposta per l’innovazione tecnologica.

I progetti nelle prime fasi di sviluppo sono eleggibili per il CIR, mentre i progetti più avanti nella scala TRL sono eleggibili per il CII.

FAQ sulla scala TRL

Cos’è la scala TRL?

La scala Technology Readiness Level (TRL) misura la maturità tecnologica di un’innovazione, dal concetto iniziale (TRL 1) alla piena commercializzazione (TRL 9).

Quanti livelli ha la scala TRL?

La scala TRL ha 9 livelli, che vanno dalla ricerca fondamentale (TRL 1) alla tecnologia pronta per il mercato (TRL 9).

Chi utilizza la scala TRL?

È utilizzata da NASA, Commissione Europea, aziende e centri di ricerca per valutare la maturità tecnologica nei progetti di innovazione.

In quali bandi è richiesto il TRL?

Il TRL è richiesto in bandi europei (Horizon Europe, EIC, LIFE), nazionali (Accordi per l’Innovazione, FCS, MIMIT), regionali (POR FESR) e internazionali (ESA, NASA), per definire la fase di sviluppo tecnologico e l’ammissibilità.

Il TRL influisce sui crediti d’imposta in Italia?

Non è normato, ma viene usato come riferimento tecnico: TRL bassi per credito ricerca (CIR), TRL alti per credito innovazione (CII).

Nuovi obblighi di comunicazione per i crediti d’imposta

Il C.d. “Decreto Salva-conti” ha introdotto nuovi obblighi di comunicazione per le imprese che vogliono fruire dei crediti d’imposta. Sia per beni strumentali 4.0 e che per il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica. Gli oneri di comunicazione variano in base al momento in cui sono realizzati gli investimenti, si possono distinguere tre casi.  


Affidati ad FI Group, con la nostra esperienza ventennale nell’ambito degli incentivi legati all’innovazione ed alla ricerca e sviluppo, sapremo guidarti attraverso gli ultimi aggiornamenti legislativi e valorizzare al massimo i tuoi investimenti.


Nuovi obblighi di comunicazione per i crediti d’imposta: le tre casistiche

Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 30 marzo 2024

Dal 30 marzo 2024, data di entrata in vigore del Decreto, le imprese che vogliono effettuare investimenti saranno tenute ad inviare una comunicazione ex ante, contenente:

  • l’ammontare degli investimenti,
  • la presunta ripartizione del credito negli anni,
  • e la relativa fruizione.

Tale comunicazione, inoltre, dovrà essere aggiornata ex post al completamento degli investimenti. Il Decreto prevede che le comunicazioni avvengano in base alla modulistica introdotta dal decreto direttoriale del 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico, che dovrà essere opportunamente modificato con apposito decreto direttoriale del MIMIT. Processo simile agli incentivi 5.0.

Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 1° gennaio al 29 marzo 2024

Secondariamente, per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 29 marzo 2024, le imprese, ai fini della fruizione dei crediti, dovranno procedere a inviare la comunicazione ex post di completamento degli investimenti.  

Comunicazione crediti d’imposta: focus beni strumentali 4.0

Da ultimo per gli investimenti in beni strumentali 4.0, si escludono quindi le spese di ricerca e sviluppo, innovazione e design, relativi all’anno 2023, la compensabilità dei crediti maturati e non fruiti è subordinata all’invio del modello di comunicazione di cui al decreto direttoriale 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico.  

Nelle more della approvazione del decreto direttoriale, è consigliabile farsi affiancare da un esperto per la corretta fruizione dei crediti.  

Pubblicato l’albo dei certificatori per il credito d’imposta

FI Group è lieta di annunciare l’iscrizione all’Albo dei certificatori del credito d’imposta.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta le imprese dovranno fornire una certificazione attestante la qualificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.

Sceglici come certificatori sulla piattaforma MIMIT.

Le imprese che intendono richiedere una certificazione dovranno farne richiesta al Ministero, indicando il soggetto incaricato, selezionato tra quelli iscritti all’Albo dei certificatori, e comunicando la dichiarazione di accettazione del certificatore.

La certificazione è un documento fondamentale per tutte le imprese che hanno fruito del credito d’imposta: tramite questa procedura, infatti, il credito sarà al sicuro da eventuali contestazioni da parte degli enti controllanti.


È attiva la piattaforma del Ministero delle Imprese e del made in Italy per i professionisti che intendo iscriversi all’Albo dei certificatori del crediti d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design.

Pubblicato anche il decreto direttoriale che definisce la modalità tecnica per formalizzare l’iscrizione all’albo. Si rimane in attesa di:

  • le linee guida per la corretta applicazione del credito d’imposta;
  • schemi di certificazione;
  • decreto sullo scambio di informazioni con l’agenzia delle Entrate.

Certificazione crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo

In prima battuta, il meccanismo era stato definito dal Decreto Semplificazioni dell’estate 2022 nell’ottica di assicurare la correttezza dei progetti di ricerca e sviluppo facendo così legittimamente ambire al credito d’imposta. Il problema nasce dalle contestazioni del Fisco che in alcuni casi sono sfociate nel sostenere l’inesistenza del credito d’imposta. Per questo motivo è stata prevista una sanatoria che consente la restituzione spontanea dei bonus relativi al periodo 2015-2019 senza corrispondere sanzioni e interessi. Procedura prorogata fino al 30 luglio 2024 proprio per i ritardi con cui si è materializzato il sistema della certificazione.

Albo certificatori crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo

Si tratta di un albo con requisiti ben definiti. Ad esempio, la necessaria presentazione, valutazione o rendicontazione di almeno quindici progetti in tre anni da indicare nella domanda di iscrizione.

Possono, inoltre, presentare domanda di iscrizione all’albo dei certificatori:

  • i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0;
  • i centri di competenza ad alta specializzazione;
  • le università statali e non;
  • gli entri pubblici di ricerca e così via.

Questa opportunità permette alle imprese di certificare i loro crediti d’imposta, anche passati, offrendo una sicurezza giuridica concordata con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

FI Group con il suo team di tecnici specializzati è a supporto di imprese con progetti in ambito di ricerca e sviluppo e innovazione da oltre vent’anni.

Rivolgiti subito ai nostri consulenti per beneficiare dei crediti d’imposta o verificare che questi non possano essere soggetti a controlli.

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