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FI Group Expertise
Progetti UE: comunicazione e requisiti per garantire i finanziamenti
L’Unione europea finanzia progetti di ricerca, sviluppo e innovazione che rispondono alle sue priorità (sviluppo sostenibile, transizione digitale, ecc.) o ai settori di ricerca che intende promuovere in Europa.
Oltre alle attività tecniche del progetto, fornisce anche finanziamenti per azioni di comunicazione e diffusione, che i beneficiari sono tenuti a svolgere con l’obiettivo di:
- Attrarre altre organizzazioni per sfruttare i risultati del progetto dopo il suo completamento, attraverso nuove ricerche o sviluppi industriali.
- Riconoscere il lavoro dell’UE nel finanziamento della R&S&I.
- Sensibilizzare e promuovere la conoscenza scientifica nella società.
- Influenzare le politiche pubbliche sulla base di queste prove scientifiche.
Tuttavia, questi devono rispettare i requisiti e le norme specifici stabiliti dalla Commissione europea per i progetti finanziati dall’UE; il mancato rispetto di tali requisiti e norme può comportare una riduzione della sovvenzione che i beneficiari riceveranno.
Come coprire le attività di comunicazione nei progetti UE
Le attività di comunicazione e divulgazione nei progetti UE comprendono tipicamente l’identità visiva del progetto, la strategia di comunicazione e il monitoraggio, i contenuti web e social media, brochure e volantini, newsletter e comunicati stampa, video, pubblicazioni scientifiche e professionali ed eventi, nonché iniziative di coinvolgimento delle parti interessate.
Tuttavia, le azioni specifiche varieranno a seconda del programma di finanziamento, degli obiettivi del progetto e dei gruppi target. In base alle specifiche dell’invito a presentare proposte, le azioni sono definite dai beneficiari nella proposta di progetto e adeguate nel successivo accordo di sovvenzione.
Queste attività saranno descritte in modo più dettagliato nel Piano di comunicazione e diffusione, che sarà presentato nei primi sei mesi di attuazione del progetto e potrà poi essere adattato nel corso della sua durata.
3 fattori chiave per garantire il finanziamento dei progetti UE
Per garantire il finanziamento dei progetti UE, le attività di comunicazione e diffusione devono:
- Rispettare gli impegni stabiliti nell’accordo di sovvenzione e seguire il piano di comunicazione e diffusione, giustificando adeguatamente eventuali scostamenti.
- Riconoscere in modo evidente il progetto e il sostegno dell’UE.
- Essere monitorate, conservando le prove dei loro sforzi, dell’impatto e dei costi per le relazioni sul progetto e le potenziali verifiche.
Inoltre, quando si diffondono i risultati della ricerca in pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione paritaria, deve essere sempre garantito il principio dell’accesso aperto. Ciò significa consentire l’accesso gratuito online alle informazioni a qualsiasi utente, compreso il diritto di leggere e copiare.
Come riconoscere correttamente il sostegno dell’UE
Il modello di accordo di sovvenzione per i programmi di finanziamento dell’UE 2021-2027 stabilisce che tutte le attività di comunicazione e diffusione dei beneficiari relative al progetto e finanziate dalla sovvenzione devono riconoscere il sostegno dell’UE attraverso:
- L’esposizione dell’emblema dell’UE e della dichiarazione di finanziamento.
- L’inclusione di una clausola di esclusione di responsabilità che esonera l’UE dalla responsabilità per le opinioni e i pareri espressi dai beneficiari.
In ogni caso, è sempre consigliabile consultare l’accordo di sovvenzione per verificare eventuali obblighi aggiuntivi relativi al programma di finanziamento o al bando specifico.
I principali requisiti relativi all’emblema dell’UE
Esistono una serie di linee guida relative al marchio che devono essere seguite quando si espone l’emblema dell’UE:
- Utilizzare solo la versione ufficiale per riconoscere il sostegno dell’UE, senza alcuna modifica o sostituzione.
- Display in modo ben visibile, mantenendolo visibile, assicurando un’altezza minima di 1 cm e mantenendo un’area di protezione intorno ad esso.
- Utilizzare il blu e il giallo aziendali dell’UE come colori unici, sostituendoli con le versioni bianca, nera, negativa e contornata solo se necessario per garantire un contrasto sufficiente.
- Selezionare la dichiarazione di finanziamento o cofinanziamento, in base al tasso di finanziamento, e utilizzare la versione tradotta se necessario.
- Se utilizzato insieme ad altri loghi, display in modo altrettanto visibile e mantenerlo distinto e separato dagli altri, per evitare di suggerire qualsiasi affiliazione con le istituzioni dell’UE.
Cosa deve riportare la dichiarazione di non responsabilità dell’UE
Sebbene i beneficiari siano già tenuti a utilizzare solo informazioni fattualmente accurate, devono anche esonerare l’UE dalla responsabilità per le opinioni e i pareri da essi espressi. Ciò si ottiene includendo la seguente dichiarazione di non responsabilità, in un carattere semplice e neutro come Arial e tradotta nelle lingue locali, se necessario:
“[Finanziato/cofinanziato] dall’Unione europea. Le opinioni e i pareri espressi sono tuttavia esclusivamente quelli dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione europea o [nome dell’autorità che concede la sovvenzione]. Né l’Unione europea né l’autorità che concede la sovvenzione possono essere ritenute responsabili per essi.”
Il team che si occupa delle sovvenzioni UE presso FI Group può contare su esperti in comunicazione e divulgazione per i progetti finanziati dall’UE, nonché nella redazione di proposte e nella gestione dei progetti. Contattaci per ricevere assistenza!
FAQ
Quali sono i requisiti di comunicazione nei progetti UE per garantire i finanziamenti?
Perché la comunicazione è obbligatoria nei progetti UE?
Come riconoscere correttamente il sostegno dell’UE nei materiali di comunicazione?
Quali attività di comunicazione sono richieste nei progetti UE?
Dove posso trovare le linee guida ufficiali per la comunicazione nei progetti UE?
In che modo FI Group può aiutare nella comunicazione dei progetti UE per garantire i finanziamenti?
Cos’è l’EIC e perché è importante nel 2026
Con un budget totale di 1,4 miliardi di euro, il programma di lavoro EIC 2026 introduce importanti aggiornamenti volti a incoraggiare idee ambiziose per tecnologie rivoluzionarie, accelerare il percorso dalla ricerca al mercato e rafforzare la posizione dell’Europa come leader globale nell’innovazione,
Quali sono le principali novità dell’EIC 2026 che potrebbero influire sulla tua candidatura?
L’EIC 2026 introduce aggiornamenti significativi nei suoi programmi di finanziamento per migliorare la flessibilità, la competitività e il sostegno alle innovazioni rivoluzionarie:
- Lancio delle EIC Advanced Innovation Challenges, che introducono un modello di finanziamento competitivo e basato su traguardi con una rapida convalida e il coinvolgimento degli utenti.
- EIC Pathfinder Open aumenta il finanziamento massimo raccomandato per progetto da 3 milioni di euro a 4 milioni di euro.
- Il processo di valutazione dell’EIC Accelerator è ora molto più rapido e semplice, con scadenze più frequenti, un nuovo formato di candidatura e due diligence nella fase di presentazione della proposta completa. Il budget del bando aperto aumenta e gli investimenti in società quotate in borsa sono consentiti solo se operano in uno dei settori strategici STEP.
- EIC Transition estende l’ammissibilità ai progetti di infrastrutture di ricerca del pilastro I di Horizon 2020 e Horizon Europe e modifica il periodo di ammissibilità.
- EIC STEP Scale-Up introduce 4 scadenze fisse e limita ogni entità a 3 candidature non accolte.
- I criteri di valutazione sono stati semplificati in tutti i programmi.
EIC 2026: 5 programmi di finanziamento per potenziare le innovazioni
Il programma di lavoro EIC 2026 è strutturato attorno a 5 programmi di finanziamento principali, ciascuno dei quali sostiene una fase diversa del percorso di innovazione e della maturità tecnologica.
262 milioni di euro per EIC Pathfinder
EIC Pathfinder sostiene la ricerca visionaria e ad alto rischio per esplorare tecnologie radicalmente nuove nelle prime fasi di maturità tecnologica (in genere TRL 1-4). Finanzia sia bandi aperti che bandi Challenge, promuovendo consorzi interdisciplinari per gettare le basi scientifiche dei mercati futuri.
Il bilancio totale per il 2026 è di 262 milioni di euro, di cui 166 milioni destinati ai bandi Open e 96 milioni ai bandi Challenge. Questi ultimi sono riservati a progetti che rispondono a una delle seguenti sfide:
- Materiali avanzati per sistemi miniaturizzati di raccolta di energia
- Biotecnologie per un invecchiamento sano
- DeepRAP: ragionamento profondo, astrazione e pianificazione verso sistemi di IA cognitiva affidabili
100 milioni di euro per EIC Transition
EIC Transition colma il divario tra la prova di concetto e la maturità di mercato, sostenendo la maturazione e la convalida dei risultati promettenti ottenuti da EIC Pathfinder, dalla sovvenzione Proof of Concept (ERC PoC) del Consiglio europeo della ricerca e da altri progetti europei ammissibili.
Il budget totale disponibile per il 2026 è di 100 milioni di euro. I progetti partono in genere dai livelli di maturità tecnologica (TRL) 3-4 e mirano a raggiungere i livelli TRL 5-6, compreso lo sviluppo di modelli di business e la dimostrazione in ambienti pertinenti.
31 milioni di euro per l’EIC Advanced Innovation Challenges
EIC Advanced Innovation Challenges sono la principale novità per il 2026. Questo programma in due fasi, in stile ARPA, è rivolto a soluzioni deep tech ad alto rischio con un forte coinvolgimento degli utenti.
Passando tipicamente dal TRL 4 al TRL 6-7, i progetti dovrebbero convalidare e valutare le tecnologie dirompenti, rispondendo a una delle seguenti sfide di innovazione avanzata:
- Accelerare l’IA fisica: intelligenza incarnata per la prossima frontiera della robotica alimentata dall’IA
- Tradurre in pratica nuove metodologie di approccio dirompenti (NAM)
Con un budget totale di 31 milioni di euro, l’invito è suddiviso in due fasi:
- Fase 1 (6 milioni di euro): convalida e benchmarking delle soluzioni, con un finanziamento forfettario fino a 300.000 euro per progetto per un massimo di 9 mesi.
- Fase 2 (25 milioni di euro): ulteriore sviluppo e test degli utenti per i progetti provenienti dalla fase 1, con un finanziamento fino a 2,5 milioni di euro per progetto. Questo bando sarà lanciato nel 2027.
634 milioni di euro all’EIC Accelerator
L’EIC Accelerator è destinato alle start-up e alle PMI con innovazioni rivoluzionarie pronte per essere scalate. Sostiene attività dal TRL 6 al TRL 8, combinando sovvenzioni e investimenti azionari per portare le innovazioni sul mercato e sostenere una rapida crescita.
Il budget totale per il 2026 è di 634 milioni di euro, di cui 414 milioni destinati a bandi Open e 220 milioni a bandi Challenges, riservati a progetti che rispondono a una delle seguenti sfide:
- Materiali avanzati per le energie rinnovabili e i sistemi di accumulo dell’energia
- Concetti alternativi e tecnologie abilitanti fondamentali per le centrali a fusione
- Biotecnologie per la rigenerazione dei suoli agricoli
- Rafforzare la catena del valore delle materie prime critiche europee
- Tecnologia avanzata per l’adattamento climatico
300 milioni di euro a EIC STEP Scale-Up
EIC STEP Scale-Up fornisce investimenti su larga scala alle aziende che sviluppano tecnologie strategiche per l’Europa, sostenendo la loro crescita dalla fase di dimostrazione a quella di immissione sul mercato (TRL 8-9).
Con 300 milioni di euro stanziati nel 2026, questo programma è rivolto a startup, PMI e medie imprese con un forte potenziale di crescita in settori critici.
Prossimi inviti a presentare proposte dell’EIC nel 2026
| Tipo di chiamata | Budget | Scadenze |
| EIC Pathfinder Open | 166 M€ | 12 Maggio 2026 |
| EIC Pathfinder Challenges | 96 M€ | 28 Ottobre 2026 |
| EIC Transition | 100 M€ | 16 Settembre 2026 |
| EIC Advanced Innovation Challenges (Stage 1) | 6 M€ | 26 Febbraio 2026 |
| EIC Accelerator (Open/Challenges) | 414 M€/ 220 M€ | 7 Gennaio 2026
4 Marzo 2026 6 Maggio 2026 8 Luglio 2026 2 Settembre 2026 4 Novembre 2026 |
| EIC STEP Scale Up | 300 M€ | 11 Febbraio 2026
6 Maggio 2026 9 Settembre 2026 25 Novembre 2026 |
Il team dell’UE che si occupa delle sovvenzioni presso FI Group può contare su esperti in grado di offrire consulenza sui programmi di finanziamento dell’UE, nonché fornire assistenza nella redazione di proposte, nella gestione dei progetti e nella comunicazione e diffusione. Contattaci per ricevere assistenza!
FAQ per il Programma di lavoro EIC 2026
L’EIC (Consiglio Europeo per l’Innovazione) sostiene innovazioni ad alto rischio e impatto, creando nuovi mercati e rafforzando la leadership tecnologica europea.
Il programma EIC 2026 dispone di un budget totale di 1,4 miliardi di euro, suddiviso tra cinque principali strumenti di finanziamento.
Tra le novità: EIC Advanced Innovation Challenges, aumento dei finanziamenti per Pathfinder, semplificazione dei criteri di valutazione e nuove scadenze per Accelerator e STEP Scale-Up.
Startup, PMI, medie imprese e consorzi di ricerca che sviluppano tecnologie innovative e ad alto potenziale di crescita.
Le scadenze sono indicate nel programma di lavoro EIC 2026 e variano per ciascun strumento: Pathfinder, Transition, Accelerator, STEP Scale-Up e Advanced Innovation Challenges.
Il 10 dicembre 2025 a Milano, presso il Competence Center MADE Industria 4.0, si è svolto l’evento “Finanziare l’Innovazione: strumenti, strategie e opportunità per le imprese nel 2026”. Un appuntamento chiave per orientarsi nella nuova stagione della politica industriale italiana e scoprire come accedere agli incentivi fiscali e alle agevolazioni per la transizione digitale e green.
Perché guardare la registrazione
- Scopri come accedere ai fondi per la competitività industriale.
- Anticipa le strategie per Transizione 4.0 e 5.0, ZES Unica e incentivi green.
- Confrontati con esperti e stakeholder della politica industriale italiana.
Argomenti trattati all’evento “Finanziare l’innovazione”
-
- Nuovo Piano Transizione 4.0-5.0
- ZES Unica 2026
- Nuova Sabatini
- Incentivi per efficientamento energetico e fonti rinnovabili
- Rendicontazione ESG
- Misure per Ricerca, Sviluppo e Innovazione
- Protezione della proprietà intellettuale
- Strategie per internazionalizzazione
Tavola rotonda “La nuova era della politica industriale” con:
Marco Taisch (Politecnico di Milano e MADE), Valentina Carlini (Confindustria), Marco Calabrò (MIMIT), Riccardo Rosa e Alfredo Mariotti (UCIMU), Pietro Almici (ANIMA Confindustria), Marco Belardi (Polo Tecnologico Alto Adriatico), Marco Bortoletti (Unicredit).
Focus FI Group: intervento di Elena Perini
Come tutelare la proprietà intellettuale e ridurre il carico fiscale sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
Relatore: Elena Perini – FI Group Italia
- Patent Box: vantaggi fiscali per valorizzare gli asset immateriali.
- Credito certificato R&S: sicurezza normativa e riduzione del rischio sanzioni.
- Strategie di compliance per CFO e responsabili fiscali.
Altri temi della sessione
- Iperammortamento per Transizione 4.0 e 5.0
- Efficientamento energetico e ESG
- Export e internazionalizzazione
- ZES Unica 2026
FAQ
Funding Investments
Il webinar “Vincere gli Accordi per l’Innovazione” si è svolto il 26 novembre 2025. Guarda la registrazione per ottenere fino al 60% di contributi per Ricerca e Sviluppo.731 milioni di euro per sostenere l’innovazione tecnologica e la competitività del sistema produttivo nazionale.
- Comprendere i requisiti di accesso e le modalità di candidatura per ottenere fino al 60% di contributi a fondo perduto
- Scoprire le strategie vincenti per ottenere il massimo delle agevolazioni
- Evitare gli errori più comuni che compromettono l’esito della domanda
- Capire la cumulabilità con altri incentivi nazionali ed europei
Chi dovrebbe partecipare?
- CFO, CEO, Innovation Manager
- Responsabili R&D e Finanza
- Consulenti aziendali e Project Manager
Accordi per l’Innovazione: cosa finanzia il bando
- Progetti tra 5 e 40 milioni di euro
- Durata: 18–36 mesi
- Avvio: dopo la presentazione della domanda
Settori prioritari:
- Intelligenza artificiale e robotica
- Tecnologie digitali e quantistiche
- Materiali avanzati
- Mobilità intelligente e stoccaggio energia
- Industrie circolari e low-carbon
- Bioeconomia e sistemi alimentari innovativi
FAQ
Quali attività sono finanziabili?
Sono finanziabili attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale con un forte contenuto tecnologico e strategico, coerenti con le priorità del PNRR e della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.
È possibile cumulare il contributo con altri incentivi?
Chi può partecipare al bando?
Quando si può presentare domanda?
Gli Accordi per l’Innovazione sono tra i principali argomenti trattati nella Manovra di Bilancio 2026, presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, conferma l’impegno del Governo nel sostenere la competitività e la transizione tecnologica delle imprese italiane. In un quadro macroeconomico prudente, le misure per l’innovazione si collocano tra le priorità strategiche per favorire crescita, digitalizzazione e sostenibilità.
Cosa sono gli Accordi per l’Innovazione
Gli Accordi per l’Innovazione, gestiti dal MIMIT, finanziano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico. Sono strumenti negoziali che prevedono:
- Contributo diretto alla spesa e finanziamento agevolato (max 20% dei costi).
- Procedura valutativa negoziale per accelerare l’approvazione.
- Maggiorazioni: +10% per progetti con organismi di ricerca; extra incentivi regionali (min 5%).
Novità nella Manovra 2026
Chi può accedere ai finanziamenti
- Imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati
- Centri di ricerca
- Organismi di ricerca
Tecnologie e settori prioritari
- Intelligenza Artificiale
- Semiconduttori
- Tecnologie quantistiche
- Mobilità intelligente
- Bioinnovazione
- Transizione energetica
Dotazione finanziaria e requisiti
- Risorse disponibili: 731 milioni €. Resi disponibili dal decreto ministeriale 4 settembre 2025, di cui:
- 530 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 2 al decreto;
- 201 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 3 al decreto.
- Beneficiari: imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati, centri di ricerca e organismi di ricerca.
- Servono almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazioni, che esercitano attività industriali e di trasporto, ivi comprese quelle artigiane, i Centri di ricerca e, limitatamente alle aree di intervento di cui all’allegato n. 3 al decreto, anche le imprese di servizi.
- Progetti ammissibili:
- Spese tra 5 e 40 milioni €.
- Durata 18–36 mesi.
- Avvio dopo la domanda.
- Intensità aiuto:
- calcolata sul totale dei costi e delle spese ammissibili di progetto, articolata sulla base della dimensione del soggetto proponente:
- 45 per cento per le imprese di piccola dimensione;
- 35 per cento per le imprese di media dimensione;
- 25 per cento per le imprese di grande dimensione.
- calcolata sul totale dei costi e delle spese ammissibili di progetto, articolata sulla base della dimensione del soggetto proponente:
Finanziamento agevolato degli Accordi per l’Innovazione
Il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese e nel limite massimo del 20 per cento del totale dei costi ammissibili di progetto.
Per gli Organismi di ricerca, le agevolazioni sono concesse esclusivamente nella forma di contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale pari al 50 per cento dei costi e delle spese ammissibili per attività di ricerca industriale e pari al 25 per cento dei costi e delle spese ammissibili di sviluppo sperimentale.
Le intensità di aiuto possono, inoltre, essere aumentate per ciascun soggetto proponente, di 15 punti percentuali se è soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:
- il progetto di ricerca e sviluppo prevede la collaborazione effettiva tra imprese di cui almeno una è una PMI e non prevede che una singola impresa sostenga da sola più del 70 (settanta) per cento dei costi ammissibili;
- il progetto di ricerca e sviluppo è interamente realizzato nei territori delle regioni meno sviluppate;
- il progetto di ricerca e sviluppo prevede la collaborazione effettiva tra un’impresa e uno o più Organismi di ricerca e di diffusione delle conoscenze, nell’ambito del quale tali Organismi di ricerca sostengono almeno il 10 (dieci) per cento dei costi ammissibili e hanno il diritto di pubblicare i risultati della propria ricerca.
Settori e tecnologie prioritarie degli Accordi per l’Innovazione
Gli Accordi per l’Innovazione si concentrano su tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) e ambiti Horizon Europe:
- Tecnologie di fabbricazione avanzata.
- Tecnologie digitali (incluse quantistiche).
- Materiali innovativi.
- Intelligenza artificiale e robotica.
- Industrie circolari e low-carbon.
- Mobilità intelligente e stoccaggio energia.
- Sistemi alimentari e bioinnovazione.
Bisogni delle imprese e opportunità degli Accordi per l’Innovazione
Le imprese italiane puntano a ridurre i costi di R&S, accelerare il time-to-market e accedere a tecnologie avanzate. Gli Accordi per l’Innovazione rispondono a queste esigenze offrendo:
- Contributi fino al 45% e finanziamenti agevolati.
- Partnership strategiche con centri di ricerca.
- Cumulabilità con altri incentivi nazionali ed europei.
FAQ
Quali sono i tempi medi di approvazione degli Accordi per l’Innovazione?
Tra 4 e 6 mesi, a seconda della complessità del progetto.
È possibile presentare progetti in partnership internazionale?
Sì, purché il coordinamento e la sede operativa principale siano in Italia.
Gli incentivi sono cumulabili con fondi europei come Horizon Europe?
Sì, nel rispetto dei limiti di cumulo previsti dalla normativa UE sugli aiuti di Stato.
Quali settori hanno priorità?
Digitalizzazione, transizione ecologica, semiconduttori, tecnologie quantistiche e AI.
È previsto un monitoraggio post-finanziamento?
Sì, con obbligo di rendicontazione periodica e verifiche sul raggiungimento degli obiettivi tecnologici.
Con l’atto di indirizzo firmato il 1° luglio 2025 dal Viceministro dell’Economia Maurizio Leo e dal Direttore Generale delle Finanze Giovanni Spalletta, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha introdotto importanti chiarimenti sulla distinzione tra crediti d’imposta inesistenti e crediti non spettanti. Un passaggio cruciale per le imprese che hanno beneficiato di agevolazioni fiscali in ambito Ricerca & Sviluppo, Innovazione tecnologica e Transizione 4.0.
Inesistenza vs. Non spettanza: cosa cambia davvero?
Il nuovo orientamento stabilisce che un credito non può essere considerato “inesistente” se la sua contestazione si basa su requisiti tecnici non espressamente richiamati dalla normativa, come ad esempio manuali o linee guida (es. Manuale di Frascati). In questi casi, il credito è da considerarsi “non spettante”, con conseguenze sanzionatorie meno gravi.
Questo chiarimento è particolarmente rilevante per i crediti R&S maturati fino al 2019, quando il Manuale di Frascati non era ancora formalmente richiamato nei decreti ministeriali. La distinzione ha effetto dal 1° settembre 2024, data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 87/2024 che ha riformato il sistema sanzionatorio tributario.
Il valore strategico della certificazione
L’atto di indirizzo riconosce un ruolo centrale alla certificazione tecnica prevista dal DL 73/2022 e dal DPCM 15 settembre 2023. Le imprese possono richiederla per attestare la conformità dei propri investimenti alle normative di riferimento. Se ottenuta prima della notifica di un processo verbale di constatazione (PVC), la certificazione può inibire l’azione di recupero da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Inoltre, anche per investimenti già effettuati, la certificazione può essere richiesta e comunicata all’Agenzia delle Entrate per prevenire contestazioni basate esclusivamente sulla qualificazione tecnica dell’investimento.
Un cambio di passo anche per il Fisco
Il documento invita gli uffici dell’Amministrazione finanziaria a valutare con attenzione gli atti impositivi e sanzionatori, soprattutto se fondati solo su elementi qualitativi. In presenza di una certificazione valida, tali atti possono essere annullati per nullità, evitando contenziosi e potenziali danni reputazionali per le imprese.
Il messaggio è chiaro: più dialogo, meno rigidità, soprattutto in un contesto in cui gli investimenti agevolati sono spesso di valore elevato e strategico per la competitività del sistema produttivo.
FI Group supporta le imprese nella gestione dei crediti d’imposta e nell’ottenimento delle certificazioni tecniche, garantendo conformità normativa e tutela in caso di controlli. Contattaci per una consulenza dedicata.
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 ha subito importanti modifiche che le imprese devono conoscere per non perdere l’accesso all’incentivo e per evitare errori nella fase di fruizione.
Il nuovo meccanismo prevede una procedura più articolata, fondata su un sistema di prenotazione delle risorse, un monitoraggio continuo da parte del MIMIT e dell’Agenzia delle Entrate, e l’introduzione di un nuovo codice tributo per la compensazione.
Quando si può iniziare a compensare
La compensazione del credito d’imposta non è più automatica. Le imprese potranno iniziare a utilizzarlo dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui il MIMIT trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse. Questo elenco viene aggiornato mensilmente e include solo le imprese che hanno completato correttamente l’iter previsto.
Chi può accedere
Possono accedere alla compensazione le imprese che hanno inviato la comunicazione di completamento degli investimenti, secondo il modello allegato al decreto direttoriale del 16 giugno 2025. È fondamentale che l’intero iter – comunicazione preventiva, comunicazione con acconto e comunicazione di completamento – sia stato rispettato nei tempi e nelle modalità previste.
Come si compensa
Per la compensazione in F24, è stato istituito il nuovo codice tributo “7077”, che deve essere utilizzato indicando come anno di riferimento quello in cui è stato completato l’investimento. Questo codice si applica esclusivamente agli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2025 e soggetti alle nuove regole.
Per gli investimenti precedenti o coperti dalla clausola di salvaguardia (cioè quelli per cui entro il 31 dicembre 2024 è stato accettato l’ordine e versato almeno il 20% del costo), resta valido il codice tributo “6936”.
Il nuovo iter di accesso al credito
Il processo si articola in tre fasi:
- Comunicazione preventiva: va inviata il prima possibile e comunque entro il 31 gennaio 2026. Serve a prenotare le risorse e determina la priorità in base all’ordine cronologico di invio.
- Comunicazione con acconto: deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla preventiva, attestando il pagamento di almeno il 20% del costo o la stipula del contratto di leasing.
- Comunicazione di completamento: va inviata al termine dell’investimento, entro il 31 gennaio 2026 (per investimenti effettuati entro il 2025) o entro il 31 luglio 2026 (per investimenti completati entro il 30 giugno 2026).
Attenzione alle tempistiche e alla disponibilità delle risorse
Il credito d’imposta è soggetto a un limite di spesa annuale di 2,2 miliardi di euro, applicabile solo agli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati dal 2025 in poi. Per questo motivo, è fondamentale rispettare le scadenze e inviare le comunicazioni nei tempi previsti.
Le imprese che hanno trasmesso le comunicazioni con il vecchio modello entro il 15 maggio 2025 possono mantenere la priorità, a condizione che aggiornino la documentazione entro il 17 luglio 2025. Chi ha inviato le comunicazioni dopo tale data o non le ha inviate affatto, dovrà seguire la nuova procedura e sarà soggetto alla disponibilità residua delle risorse.
Conclusioni
Il nuovo credito d’imposta Transizione 4.0 rappresenta un’opportunità importante per le imprese che investono in innovazione e digitalizzazione, ma richiede una gestione attenta e puntuale della documentazione. La corretta compilazione delle comunicazioni, il rispetto delle scadenze e l’utilizzo dei codici tributo appropriati sono elementi essenziali per non perdere il beneficio.
FI Group supporta le imprese in ogni fase del processo, dalla pianificazione dell’investimento alla gestione operativa delle pratiche, garantendo conformità normativa e massimizzazione del vantaggio fiscale.
Nel panorama della finanza agevolata, la compliance nella Ricerca e Sviluppo (R&S) non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Rispettare normative, standard etici e regolamenti interni non solo tutela l’impresa da sanzioni, ma rappresenta un vero e proprio asset competitivo.
Vuoi maggiori informazioni sul tema? Partecipa al webinar firmato FI Group e PVM Avvocati.
Compliance nella Ricerca & Sviluppo, perché la compliance è fondamentale?
- Conformità normativa e legale
La compliance garantisce l’aderenza a riferimenti fondamentali come il Manuale di Frascati e quello di Oslo, evitando sanzioni e danni reputazionali. - Controllo delle responsabilità
Protegge i manager e il personale strategico da rischi legali, definendo chiaramente ruoli e obblighi. - Tutela della proprietà intellettuale
Un sistema di compliance efficace salvaguarda brevetti, marchi e know-how, valorizzando l’innovazione aziendale. - Accesso ai finanziamenti
Le imprese compliant sono più credibili per investitori e enti pubblici, facilitando l’ottenimento di fondi e bandi. - Reputazione e fiducia
Un’impresa che rispetta le regole si distingue sul mercato, rafforzando la propria immagine e la fiducia degli stakeholder.
Compliance nella Ricerca & Sviluppo, il perimetro del rischio e il ruolo del risk assessment
Ogni impresa opera entro un “perimetro soggettivo di rischio”, che varia in base all’attività svolta. Definire questo confine – attraverso il risk assessment – consente di distinguere tra condotte lecite e potenzialmente illecite. Agire all’interno di questo perimetro significa operare in piena legalità, proteggendo i margini di profitto da rischi imprevisti.
Il rischio dell’over-compliance
Essere compliant non significa appesantire l’organizzazione con burocrazia inutile. Un sistema di controllo eccessivo può rendere l’impresa inefficiente. L’equilibrio tra controllo e flessibilità è la chiave per una compliance efficace e sostenibile.
Compliance come leva di sviluppo
La compliance non è solo un obbligo, ma un’opportunità per ripensare l’impresa. Conoscere i propri rischi, adattarsi alle normative e comunicare i propri valori rafforza la competitività. In un mercato sempre più attento al “come” oltre che al “cosa”, la compliance diventa un volano di crescita e innovazione.
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è uno strumento fondamentale per le imprese innovative, ma può essere oggetto di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo articolo approfondiamo come gestire il Processo Verbale di Constatazione (PVC) e quali strategie adottare per difendere il tuo credito.
Come affrontare un controllo sul credito d’imposta Ricerca e Sviluppo
- Notifica di avvio del controllo
- Presentazione delle osservazioni
- Opzioni in caso di avviso di accertamento
Relatori del webinar:
- Nicola Strangis, Sales Leader Italia, FI Group
- Veronica Peretti, Esperta di Crediti R&S, FI Group
Guarda la registrazione del webinar
FAQ – Credito d’imposta R&S e PVC
Cos’è il Processo Verbale di Constatazione (PVC)?
È il documento che l’Agenzia delle Entrate redige al termine di un controllo, indicando le contestazioni relative al credito d’imposta.
Come posso difendermi dopo aver ricevuto un PVC?
Presentando osservazioni entro i termini previsti e predisponendo una documentazione tecnica completa.
Quali sono le opzioni in caso di avviso di accertamento?
Si può valutare il riversamento spontaneo o altre procedure per ridurre sanzioni e interessi.
Cos’è la procedura di riversamento spontaneo?
Una misura che consente di regolarizzare il credito indebitamente fruito, evitando contenziosi e riducendo le sanzioni.
Qual è stata la scadenza per il riversamento spontaneo?
Il 3 giugno 2025.
La certificazione dei crediti d’imposta per Ricerca & Sviluppo (R&S) è uno strumento fondamentale per le imprese che vogliono investire in innovazione in modo sicuro e conforme alla normativa. Il webinar FI Group ha illustrato come evitare sanzioni fiscali, garantire la terzietà e ottimizzare l’accesso agli incentivi R&S.
Perché certificare i crediti R&S?
Certificare i crediti d’imposta consente di:
- Ridurre il rischio di contestazioni fiscali.
- Dimostrare la conformità alle norme vigenti.
- Accedere in modo sicuro agli incentivi per Ricerca & Sviluppo.
Cosa abbiamo trattato nel webinar
- Iter di certificazione crediti R&S.
- Ruolo della terzietà e delle perizie tecniche.
- Sanzioni per crediti non spettanti o inesistenti.
- Alternative come il riversamento spontaneo.
Vantaggi per le imprese
- Maggiore sicurezza fiscale.
- Accesso agevolato agli incentivi nazionali.
- Protezione da sanzioni e rischi legali.
Relatori
- Nicola Strangis, Sales Leader Italia, FI Group
- Giacomo Benazzo, Legal Specialist, FI Group
- Elisa Pavanello, Partner, BT Laws
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FAQ
Cos’è la certificazione dei crediti R&S?
È una procedura che garantisce la conformità normativa dei crediti d’imposta per attività di Ricerca & Sviluppo, riducendo il rischio di contestazioni fiscali.
Perché è importante certificare i crediti R&S?
Per evitare sanzioni fiscali e tutelare l’impresa, dimostrando la correttezza delle spese e delle attività dichiarate.
Chi può richiedere la certificazione?
Tutte le imprese che hanno effettuato investimenti in Ricerca & Sviluppo e vogliono accedere agli incentivi fiscali in modo sicuro.
Quali sono i rischi in caso di crediti non certificati?
Sanzioni per crediti non spettanti o inesistenti, con conseguenze economiche e legali.
Quali alternative esistono alla certificazione?
Il riversamento spontaneo è una soluzione per regolarizzare crediti non conformi, evitando sanzioni più gravi.
Come si ottiene la certificazione?
Tramite un iter che prevede la verifica da parte di un soggetto terzo indipendente e la predisposizione della documentazione tecnica.
Proteggi la tua impresa e accedi agli incentivi in modo sicuro!
FI Group ti supporta nella certificazione dei crediti R&S per ridurre il rischio fiscale e garantire la conformità normativa. Contattaci oggi per una consulenza dedicata.
La scala TRL (Technology Readiness Level) è utilizzata per valutare la maturità tecnologica di un’innovazione o di una tecnologia prima della sua implementazione operativa. Questo strumento è comunemente utilizzato nel campo della ricerca e sviluppo (R&S) per fornire una comprensione comune del grado di preparazione di una tecnologia.
Il TRL è un concetto creato dalla NASA
La NASA (National Aeronautics and Space Administration) ha sviluppato la scala TRL negli anni Settanta. In origine, questo strumento prevedeva 7 livelli di maturità ed era utilizzato per gestire i rischi tecnologici dei programmi NASA. Solo nel 1995, tuttavia, è stata pubblicata una versione finale e globale della scala, che comprendeva complessivamente 9 diversi livelli di maturità.
Livelli di maturità tecnologica della Scala TRL
La scala TRL è composta da nove livelli, numerati da 1 a 9, che rappresentano diversi stadi di sviluppo tecnologico. Ogni TRL è associato a criteri specifici che descrivono le caratteristiche e le prestazioni della tecnologia in quello stadio di sviluppo.
Qual è il significato di TRL?
La valutazione del TRL di una tecnologia ci permette di capire a che punto è il suo ciclo di sviluppo e di identificare le fasi rimanenti necessarie per raggiungere la maturità e la commercializzazione.
La scala è utilizzata da ricercatori, ingegneri, aziende e organizzazioni per valutare il TRL.
I 9 livelli di TRL
Idea
- TRL 1 – Ricerca fondamentale
È la fase iniziale della ricerca, in cui vengono esplorati e compresi i principi scientifici.
- TRL 2 – Ricerca applicata
I principi scientifici vengono applicati per sviluppare concetti e prototipi tecnologici.
- TRL 3 – Prova sperimentale del concetto
Vengono effettuati esperimenti per dimostrare la fattibilità della tecnologia e convalidare i principi di base.
Prototipo
- TRL 4 – Convalida in laboratorio
La tecnologia viene testata in laboratorio per valutarne le prestazioni e la funzionalità.
- TRL 5 – Convalida in ambiente simulato
La tecnologia viene testata in condizioni simulate che approssimano l’ambiente reale in cui verrà utilizzata.
Convalida
- TRL 6 – Convalida in ambiente operativo
La tecnologia viene testata in un ambiente operativo per valutarne le prestazioni in condizioni reali. Questa fase cruciale richiede la dimostrazione del prototipo di un sistema reale.
- TRL 7 – Introduzione operativa iniziale
La tecnologia viene messa in uso operativo limitato e valutata (su scala prototipale) in condizioni reali.
Produzione
- TRL 8 – Uso operativo
La tecnologia nella sua forma finale viene resa operativa su larga scala, dimostrando la sua affidabilità ed efficacia.
- TRL 9 – Tecnologia pronta per il mercato
La tecnologia nella sua forma finale è completamente sviluppata, validata e pronta per essere commercializzata e distribuita su larga scala.
La Scala TRL e il finanziamento pubblico
1. Programmi Europei
- Horizon Europe: quasi tutti i topic indicano TRL iniziale e finale.
- EIC Accelerator / Pathfinder: distingue ricerca di base (TRL 1-3), sviluppo (TRL 4-6) e pre-commercializzazione (TRL 7-9).
- LIFE Programme: progetti ambientali e sostenibilità, richiede TRL medio-alto.
2. Bandi Nazionali
- Accordi per l’Innovazione: TRL 4-8 per sviluppo tecnologico.
- Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS): TRL per ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
- Bandi MIMIT (ex MISE): TRL come criterio di ammissibilità.
3. Bandi Regionali
- Nei POR FESR e bandi regionali per innovazione, il TRL classifica il progetto come ricerca industriale o sviluppo sperimentale.
4. Bandi Internazionali
- Agenzie spaziali (ESA, NASA) e difesa: TRL è standard per valutare la maturità tecnologica.
Fous Horizon Europe e Scala TRL
Nel 2014, la scala TRL è stata incorporata nei progetti finanziati dall’Unione europea (UE) nell’ambito del programma quadro Horizon 2020.
Il programma Horizon Europe ha quindi adottato la scala TRL come indicatore per migliorare il posizionamento dei progetti richiesti nel programma. Questa scala unificata consente ai candidati e ai valutatori di soddisfare le aspettative della Commissione europea (CE).
Ciò rende la scala TRL uno strumento chiave nelle condizioni quadro di partecipazione di Horizon Europe 2021-2027. Per essere ammessi al finanziamento, i progetti devono soddisfare i seguenti requisiti:
Un TRL più alto nel testo di un bando indica quindi chiaramente che la CE sta cercando una soluzione più applicativa all’interno del progetto, mentre un TRL più basso indica che ci si aspetta un progetto di ricerca più fondamentale.
Il TRL viene utilizzato anche per indicare il “punto di ingresso”, ossia il livello di maturità di una determinata tecnologia, prodotto o processo all’inizio del progetto. In questo caso, il rispettivo TRL funge da “limite inferiore”.
La Scala TRL in sovvenzioni e sussidi per l’innovazione
Nella procedura di richiesta di sovvenzioni e innovazione, le agenzie di finanziamento utilizzano la scala TRL per valutare l’ammissibilità di diversi progetti innovativi.
TRL nel finanziamento di progetti innovativi
Il TRL è fondamentale per i bandi di innovazione: livelli bassi (1-3) indicano ricerca, mentre livelli medi (4-6) richiedono prototipi validati. Livelli alti (7-9) sono richiesti per progetti vicini alla commercializzazione.
TRL nel finanziamento di progetti di investimento
Per progetti di investimento, il TRL deve essere alto: livelli 7-9 indicano tecnologie validate e operative, requisito chiave per attrarre capitali e incentivi.
Nei bandi MIMIT e PNRR, il TRL è spesso richiesto per dimostrare la maturità tecnologica prima dell’erogazione dei fondi.
Scala TRL nei progetti di credito fiscale
La scala TRL viene utilizzata anche per valutare l’ammissibilità dei progetti ai crediti d’imposta, come il Credito d’imposta per la ricerca e sviluppo e il Credito d’imposta per l’innovazione tecnologica.
I progetti nelle prime fasi di sviluppo sono eleggibili per il CIR, mentre i progetti più avanti nella scala TRL sono eleggibili per il CII.
FAQ sulla scala TRL
Cos’è la scala TRL?
La scala Technology Readiness Level (TRL) misura la maturità tecnologica di un’innovazione, dal concetto iniziale (TRL 1) alla piena commercializzazione (TRL 9).
Quanti livelli ha la scala TRL?
La scala TRL ha 9 livelli, che vanno dalla ricerca fondamentale (TRL 1) alla tecnologia pronta per il mercato (TRL 9).
Chi utilizza la scala TRL?
È utilizzata da NASA, Commissione Europea, aziende e centri di ricerca per valutare la maturità tecnologica nei progetti di innovazione.
In quali bandi è richiesto il TRL?
Il TRL è richiesto in bandi europei (Horizon Europe, EIC, LIFE), nazionali (Accordi per l’Innovazione, FCS, MIMIT), regionali (POR FESR) e internazionali (ESA, NASA), per definire la fase di sviluppo tecnologico e l’ammissibilità.
Il TRL influisce sui crediti d’imposta in Italia?
Non è normato, ma viene usato come riferimento tecnico: TRL bassi per credito ricerca (CIR), TRL alti per credito innovazione (CII).
Il C.d. “Decreto Salva-conti” ha introdotto nuovi obblighi di comunicazione per le imprese che vogliono fruire dei crediti d’imposta. Sia per beni strumentali 4.0 e che per il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica. Gli oneri di comunicazione variano in base al momento in cui sono realizzati gli investimenti, si possono distinguere tre casi.
Affidati ad FI Group, con la nostra esperienza ventennale nell’ambito degli incentivi legati all’innovazione ed alla ricerca e sviluppo, sapremo guidarti attraverso gli ultimi aggiornamenti legislativi e valorizzare al massimo i tuoi investimenti.
Nuovi obblighi di comunicazione per i crediti d’imposta: le tre casistiche
Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 30 marzo 2024
Dal 30 marzo 2024, data di entrata in vigore del Decreto, le imprese che vogliono effettuare investimenti saranno tenute ad inviare una comunicazione ex ante, contenente:
- l’ammontare degli investimenti,
- la presunta ripartizione del credito negli anni,
- e la relativa fruizione.
Tale comunicazione, inoltre, dovrà essere aggiornata ex post al completamento degli investimenti. Il Decreto prevede che le comunicazioni avvengano in base alla modulistica introdotta dal decreto direttoriale del 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico, che dovrà essere opportunamente modificato con apposito decreto direttoriale del MIMIT. Processo simile agli incentivi 5.0.
Comunicazione crediti d’imposta: investimenti dal 1° gennaio al 29 marzo 2024
Secondariamente, per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 29 marzo 2024, le imprese, ai fini della fruizione dei crediti, dovranno procedere a inviare la comunicazione ex post di completamento degli investimenti.
Comunicazione crediti d’imposta: focus beni strumentali 4.0
Da ultimo per gli investimenti in beni strumentali 4.0, si escludono quindi le spese di ricerca e sviluppo, innovazione e design, relativi all’anno 2023, la compensabilità dei crediti maturati e non fruiti è subordinata all’invio del modello di comunicazione di cui al decreto direttoriale 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico.
Nelle more della approvazione del decreto direttoriale, è consigliabile farsi affiancare da un esperto per la corretta fruizione dei crediti.
FI Group è lieta di annunciare l’iscrizione all’Albo dei certificatori del credito d’imposta.
Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta le imprese dovranno fornire una certificazione attestante la qualificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.
Sceglici come certificatori sulla piattaforma MIMIT.
Le imprese che intendono richiedere una certificazione dovranno farne richiesta al Ministero, indicando il soggetto incaricato, selezionato tra quelli iscritti all’Albo dei certificatori, e comunicando la dichiarazione di accettazione del certificatore.
La certificazione è un documento fondamentale per tutte le imprese che hanno fruito del credito d’imposta: tramite questa procedura, infatti, il credito sarà al sicuro da eventuali contestazioni da parte degli enti controllanti.
È attiva la piattaforma del Ministero delle Imprese e del made in Italy per i professionisti che intendo iscriversi all’Albo dei certificatori del crediti d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design.
Pubblicato anche il decreto direttoriale che definisce la modalità tecnica per formalizzare l’iscrizione all’albo. Si rimane in attesa di:
- le linee guida per la corretta applicazione del credito d’imposta;
- schemi di certificazione;
- decreto sullo scambio di informazioni con l’agenzia delle Entrate.
Certificazione crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo
In prima battuta, il meccanismo era stato definito dal Decreto Semplificazioni dell’estate 2022 nell’ottica di assicurare la correttezza dei progetti di ricerca e sviluppo facendo così legittimamente ambire al credito d’imposta. Il problema nasce dalle contestazioni del Fisco che in alcuni casi sono sfociate nel sostenere l’inesistenza del credito d’imposta. Per questo motivo è stata prevista una sanatoria che consente la restituzione spontanea dei bonus relativi al periodo 2015-2019 senza corrispondere sanzioni e interessi. Procedura prorogata fino al 30 luglio 2024 proprio per i ritardi con cui si è materializzato il sistema della certificazione.
Albo certificatori crediti d’imposta innovazione, ricerca e sviluppo
Si tratta di un albo con requisiti ben definiti. Ad esempio, la necessaria presentazione, valutazione o rendicontazione di almeno quindici progetti in tre anni da indicare nella domanda di iscrizione.
Possono, inoltre, presentare domanda di iscrizione all’albo dei certificatori:
- i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0;
- i centri di competenza ad alta specializzazione;
- le università statali e non;
- gli entri pubblici di ricerca e così via.
Questa opportunità permette alle imprese di certificare i loro crediti d’imposta, anche passati, offrendo una sicurezza giuridica concordata con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
FI Group con il suo team di tecnici specializzati è a supporto di imprese con progetti in ambito di ricerca e sviluppo e innovazione da oltre vent’anni.
Rivolgiti subito ai nostri consulenti per beneficiare dei crediti d’imposta o verificare che questi non possano essere soggetti a controlli.





