


I controlli sul credito R&S si basano su analisi automatizzate dei dati fiscali e verifiche tecniche ispirate al Manuale OCSE di Frascati, con l’obiettivo di accertare la reale natura innovativa degli investimenti dichiarati.
Per una panoramica completa sul quadro degli incentivi e del credito R&S nel 2026, consulta la guida aggiornata ai crediti d’imposta 2026.
Questi indicatori rappresentano i principali segnali utilizzati nei controlli credito R&S per avviare verifiche approfondite.
Per comprendere nel dettaglio le sanzioni applicabili e i rischi fiscali concreti sui crediti R&S, guarda la registrazione del webinar sulle sanzioni R&S.
In un contesto caratterizzato da crescente complessità normativa e aumento dei controlli sui crediti R&S, affidarsi a un partner specializzato rappresenta un fattore decisivo per ridurre il rischio fiscale e prendere decisioni strategiche informate.
FI Group by EPSA si distingue per un approccio integrato che combina competenze tecniche e fiscali, supportando le imprese in tutte le fasi: dall’analisi dei progetti alla gestione dei controlli e delle eventuali criticità.
Nel 2026, molte imprese si trovano esposte a controlli dell’Agenzia delle Entrate sempre più frequenti e tecnicamente approfonditi, basati su analisi dei dati fiscali e verifiche puntuali sull’effettiva natura innovativa dei progetti.
In questo scenario, anche crediti apparentemente corretti possono essere oggetto di contestazione, soprattutto in assenza di una documentazione tecnica strutturata o di una corretta qualificazione secondo i criteri OCSE.
FI Group by EPSA ti supporta nella valutazione del rischio e nella difesa fiscale.
Un approccio strutturato consente di trasformare un potenziale rischio fiscale in una decisione consapevole e gestibile.
I controlli credito R&S sono verifiche fiscali e tecniche dell’Agenzia delle Entrate per validare la corretta applicazione del credito d’imposta R&S.
La sanatoria del credito R&S consente alle imprese di regolarizzare crediti d’imposta utilizzati indebitamente tra il 2015 e il 2019, restituendo il solo importo senza sanzioni e interessi, con possibilità di pagamento rateale.
Potresti essere esposto a controlli dell’Agenzia delle Entrate, oggi più frequenti e approfonditi.
La sanatoria consente di regolarizzare senza sanzioni:
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| Fase | Data |
|---|---|
| Domanda | 3 giugno 2025 |
| Prima rata | 3 giugno 2025 |
| Seconda rata | 16 dicembre 2025 |
| Terza rata | 16 dicembre 2026 |
La relazione tra compliance tra R&D e Modello 231 sta diventando un pilastro fondamentale per le aziende che investono in Ricerca & Sviluppo e intendono tutelarsi nei confronti di controlli, audit e potenziali rischi operativi.
Nel webinar tenutosi a luglio 2025, FI Group Italia ha analizzato come una corretta compliance non solo prevenga sanzioni, ma migliori processi, organizzazione interna e capacità di difesa in caso di verifiche dell’Agenzia delle Entrate.
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Uno dei punti chiave emersi è che la compliance non può essere standardizzata:
Questo è particolarmente rilevante quando si parla di Compliance tra R&D e Modello 231, perché i progetti di ricerca comportano incertezze, innovazione e documentazione tecnica che devono essere correttamente tracciate.
Per garantire una richiesta di incentivo solida, FI Group ha evidenziato gli elementi indispensabili:
Tutti aspetti cruciali della Compliance tra R&D e Modello 231, perché documentano in modo trasparente i processi aziendali e la gestione del rischio.
Un sistema ben strutturato porta benefici immediati:
Il webinar ha presentato casi concreti che mostrano i rischi dell’assenza di controllo:
Esempi che dimostrano quanto sia essenziale la Compliance tra R&D e Modello 231 nella gestione delle agevolazioni fiscali e dei rischi aziendali.
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È l’applicazione del Modello 231 ai processi di Ricerca & Sviluppo per gestire rischi e responsabilità.
Garantisce che documentazione, analisi e processi siano conformi e difendibili in caso di controlli.
Documentazione disordinata, lacune tecniche, contestazioni AdE e possibile riversamento di somme.
Semplifica controlli, tutela il know‑how, riduce tempi di audit e migliora la governance.
Descrizione tecnica completa, stato dell’arte, novità, incertezze e documentazione ordinata.
No. Va personalizzato in base ai rischi e ai processi specifici di ogni azienda.
Azienda esposta a contestazioni, richieste di approfondimenti e potenziali somme da riversare.
Nel panorama della finanza agevolata, la compliance nella Ricerca e Sviluppo (R&S) non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Rispettare normative, standard etici e regolamenti interni non solo tutela l’impresa da sanzioni, ma rappresenta un vero e proprio asset competitivo.
Vuoi maggiori informazioni sul tema? Partecipa al webinar firmato FI Group e PVM Avvocati.
Ogni impresa opera entro un “perimetro soggettivo di rischio”, che varia in base all’attività svolta. Definire questo confine – attraverso il risk assessment – consente di distinguere tra condotte lecite e potenzialmente illecite. Agire all’interno di questo perimetro significa operare in piena legalità, proteggendo i margini di profitto da rischi imprevisti.
Essere compliant non significa appesantire l’organizzazione con burocrazia inutile. Un sistema di controllo eccessivo può rendere l’impresa inefficiente. L’equilibrio tra controllo e flessibilità è la chiave per una compliance efficace e sostenibile.
La compliance non è solo un obbligo, ma un’opportunità per ripensare l’impresa. Conoscere i propri rischi, adattarsi alle normative e comunicare i propri valori rafforza la competitività. In un mercato sempre più attento al “come” oltre che al “cosa”, la compliance diventa un volano di crescita e innovazione.
Con la sentenza n. 1482/25/2025 depositata il 16 giugno 2025, la Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia ha accolto integralmente le tesi difensive di un’impresa in merito al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (R&S) relative al periodo 2015–2019.
Il punto centrale? L’innovatività di un progetto va valutata rispetto alle conoscenze disponibili per l’impresa, non per il mercato nel suo complesso.
La Corte ha richiamato le linee guida del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 4 luglio 2024, che ribadiscono un principio fondamentale:
“Rientrano nella R&S anche attività non nuove in senso assoluto, ma nuove per la singola impresa.”
Questo chiarimento è cruciale per tutte le aziende che hanno investito in innovazione interna, anche senza introdurre rivoluzioni di mercato.
L’accertamento dell’Agenzia delle Entrate si basava sui cinque criteri del Manuale di Frascati 2015, tra cui la novità per il mercato. Tuttavia, la Corte ha evidenziato due errori fondamentali:
Secondo la Corte, il concetto di innovazione rilevante per il credito d’imposta deve essere relativo all’impresa, non assoluto. Questo significa che:
Questa sentenza rappresenta un precedente favorevole per tutte le aziende che hanno investito in R&S tra il 2015 e il 2019. Potrebbe aprire la strada a:
La giurisprudenza conferma: l’innovazione è anche interna. Le imprese che hanno migliorato i propri processi o prodotti, anche senza rivoluzionare il mercato, hanno diritto al credito d’imposta R&S.
La Gestione del Processo Verbale di Constatazione (PVC) rappresenta una fase decisiva nei controlli dell’Agenzia delle Entrate relativi al Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo. Comprendere le procedure, le tempistiche e la documentazione richiesta permette alle imprese di affrontare verifiche e ispezioni in modo più consapevole, riducendo rischi e incertezze.
Questo approfondimento riprende i punti essenziali presentati durante il webinar FI Group del 22 maggio 2025.
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Prima della redazione del PVC, il controllo segue un percorso strutturato:
Queste fasi possono variare leggermente in base all’ufficio dell’Agenzia che effettua la verifica.
La notifica coincide con un questionario ex art. 32 DPR 600/73 che l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza invia al contribuente per avviare l’attività ispettiva.
Contiene:
Si tratta del primo passo formale del procedimento.
L’impresa deve trasmettere la documentazione richiesta nei tempi indicati, rispondendo in modo completo e ordinato. L’Agenzia può richiedere integrazioni. In questa fase è consigliato coinvolgere:
Se i progetti sono conformi alla normativa, il consulente abilitato può rilasciare una certificazione, utile per rafforzare la posizione tecnica del contribuente.
È il documento ufficiale con cui Agenzia delle Entrate o Guardia di Finanza riportano:
Il Processo Verbale di Constatazione ha natura dichiarativa e non impositiva: non genera un debito automatico, ma può precedere un avviso di accertamento.
Dopo aver ricevuto il PVC, il contribuente ha 60 giorni per:
Questa fase, prevista dallo Statuto del Contribuente, è decisiva perché ogni elemento fornito deve essere valutato dall’Amministrazione finanziaria. Una risposta strutturata può influenzare significativamente l’esito del procedimento.
Se dopo il Processo Verbale di Constatazione non si trova un punto d’incontro, può essere emesso un avviso di accertamento. A questo punto esistono diverse opzioni:
Gestire correttamente il Processo Verbale di Constatazione è fondamentale per prevenire contestazioni, tutelare l’impresa e ridurre rischi economici e operativi. Intervenire tempestivamente già nella fase di notifica permette di affrontare l’intero processo in modo più efficace.
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FI Group supporta le imprese durante tutte le fasi che precedono e seguono il Processo Verbale di Constatazione (PVC), fornendo assistenza nella raccolta e nella verifica della documentazione richiesta e coordinandosi con consulenti tecnici e legali quando necessario. L’intervento degli specialisti è utile già dal momento della Notifica di Avvio del Controllo, per garantire risposte complete e coerenti e per valutare l’eventuale certificazione delle attività R&S, prevista prima dell’emissione del PVC.
È il documento che riporta gli esiti della verifica fiscale svolta dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza.
No, ha natura dichiarativa: precede un eventuale avviso di accertamento.
Hai 60 giorni per presentare osservazioni o documentazione integrativa.
Inviare la documentazione richiesta e coinvolgere consulenti specializzati.
Dipende dal questionario: anni verificati, documenti tecnici, fiscali e amministrativi.
A rafforzare la posizione tecnica del contribuente prima del PVC.
Si possono valutare strumenti deflattivi o il ricorso.
Hai bisogno di supporto nella gestione del PVC? FI Group affianca le imprese in tutte le fasi di analisi e verifica del credito R&S, offrendo assistenza tecnica e documentale per affrontare i controlli con sicurezza.
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è uno strumento fondamentale per le imprese innovative, ma può essere oggetto di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo articolo approfondiamo come gestire il Processo Verbale di Constatazione (PVC) e quali strategie adottare per difendere il tuo credito.
Relatori del webinar:
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Cos’è il Processo Verbale di Constatazione (PVC)?
È il documento che l’Agenzia delle Entrate redige al termine di un controllo, indicando le contestazioni relative al credito d’imposta.
Come posso difendermi dopo aver ricevuto un PVC?
Presentando osservazioni entro i termini previsti e predisponendo una documentazione tecnica completa.
Quali sono le opzioni in caso di avviso di accertamento?
Si può valutare il riversamento spontaneo o altre procedure per ridurre sanzioni e interessi.
Cos’è la procedura di riversamento spontaneo?
Una misura che consente di regolarizzare il credito indebitamente fruito, evitando contenziosi e riducendo le sanzioni.
Qual è stata la scadenza per il riversamento spontaneo?
Il 3 giugno 2025.
Il Decreto-Legge 14 marzo 2025, n. 25, è stato definitivamente convertito in legge ed introduce importanti modifiche riguardanti la sanatoria del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (R&S) relative agli anni 2015-2019. Di seguito, i punti salienti del decreto:
L’articolo 19, commi 5-8, del decreto stabilisce la riapertura dei termini per la procedura di riversamento spontaneo, fissando la nuova scadenza al 3 giugno 2025. Questa misura riguarda le imprese che, al 22 ottobre 2021, hanno utilizzato in compensazione il credito d’imposta R&S maturato tra il 2015 e il 2019, senza averne i requisiti.
Le imprese possono effettuare il versamento in un’unica soluzione entro il 3 giugno 2025 o in tre rate di pari importo con le seguenti scadenze:
Sulle rate successive alla prima saranno applicati gli interessi legali a partire dal 4 giugno 2025.
Per aderire alla procedura di riversamento, le imprese devono rinunciare a eventuali contenziosi in corso o instaurabili relativi ai crediti d’imposta oggetto della sanatoria. In caso di atti impositivi già definitivi alla data di presentazione dell’istanza, il riversamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 3 giugno 2025.
Il decreto estende di due anni il termine di decadenza per l’emissione degli atti di recupero e di altri provvedimenti impositivi relativi ai crediti d’imposta utilizzati negli anni 2016 e 2017.
È previsto un contributo in conto capitale per le imprese che aderiscono alla procedura di riversamento entro il 3 giugno 2025. L’importo del contributo è calcolato in percentuale sul credito d’imposta riversato, con un limite complessivo di 250 milioni di euro da utilizzare nel periodo 2025-2028.
Le imprese devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro la scadenza indicata, l’apposito modulo disponibile sul portale dell’Amministrazione finanziaria, intitolato “Domanda di accesso alla procedura di riversamento del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo“. Nella richiesta devono essere indicati:
Il pagamento delle somme dovute deve essere effettuato utilizzando il modello F24, senza possibilità di compensazione, scegliendo tra due modalità:
A partire dal 4 giugno 2025, sulle rate successive saranno applicati interessi legali.
Il mancato pagamento anche solo di una rata entro la data stabilita comporta la decadenza dalla procedura, con conseguente iscrizione a ruolo dell’importo residuo, maggiorato di una sanzione pari al 30% e degli interessi annuali del 4%, come stabilito dall’art. 20 del DPR 602/1973.
Le imprese che, alla data del 22 ottobre 2021, risultavano già destinatarie di un verbale di constatazione (PVC), di un provvedimento di recupero crediti o di altro atto fiscale non ancora definitivo, non possono accedere alla modalità di pagamento rateale.
Per ulteriori dettagli e per scaricare il modulo di adesione, si invita a visitare il portale dell’Agenzia delle Entrate.
La certificazione dei crediti d’imposta per Ricerca & Sviluppo (R&S) è uno strumento fondamentale per le imprese che vogliono investire in innovazione in modo sicuro e conforme alla normativa. Il webinar FI Group ha illustrato come evitare sanzioni fiscali, garantire la terzietà e ottimizzare l’accesso agli incentivi R&S.
Certificare i crediti d’imposta consente di:
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FAQ
Cos’è la certificazione dei crediti R&S?
È una procedura che garantisce la conformità normativa dei crediti d’imposta per attività di Ricerca & Sviluppo, riducendo il rischio di contestazioni fiscali.
Perché è importante certificare i crediti R&S?
Per evitare sanzioni fiscali e tutelare l’impresa, dimostrando la correttezza delle spese e delle attività dichiarate.
Chi può richiedere la certificazione?
Tutte le imprese che hanno effettuato investimenti in Ricerca & Sviluppo e vogliono accedere agli incentivi fiscali in modo sicuro.
Quali sono i rischi in caso di crediti non certificati?
Sanzioni per crediti non spettanti o inesistenti, con conseguenze economiche e legali.
Quali alternative esistono alla certificazione?
Il riversamento spontaneo è una soluzione per regolarizzare crediti non conformi, evitando sanzioni più gravi.
Come si ottiene la certificazione?
Tramite un iter che prevede la verifica da parte di un soggetto terzo indipendente e la predisposizione della documentazione tecnica.
Proteggi la tua impresa e accedi agli incentivi in modo sicuro!
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La scala TRL (Technology Readiness Level) è utilizzata per valutare la maturità tecnologica di un’innovazione o di una tecnologia prima della sua implementazione operativa. Questo strumento è comunemente utilizzato nel campo della ricerca e sviluppo (R&S) per fornire una comprensione comune del grado di preparazione di una tecnologia.
La NASA (National Aeronautics and Space Administration) ha sviluppato la scala TRL negli anni Settanta. In origine, questo strumento prevedeva 7 livelli di maturità ed era utilizzato per gestire i rischi tecnologici dei programmi NASA. Solo nel 1995, tuttavia, è stata pubblicata una versione finale e globale della scala, che comprendeva complessivamente 9 diversi livelli di maturità.
La scala TRL è composta da nove livelli, numerati da 1 a 9, che rappresentano diversi stadi di sviluppo tecnologico. Ogni TRL è associato a criteri specifici che descrivono le caratteristiche e le prestazioni della tecnologia in quello stadio di sviluppo.
La valutazione del TRL di una tecnologia ci permette di capire a che punto è il suo ciclo di sviluppo e di identificare le fasi rimanenti necessarie per raggiungere la maturità e la commercializzazione.
La scala è utilizzata da ricercatori, ingegneri, aziende e organizzazioni per valutare il TRL.
È la fase iniziale della ricerca, in cui vengono esplorati e compresi i principi scientifici.
I principi scientifici vengono applicati per sviluppare concetti e prototipi tecnologici.
Vengono effettuati esperimenti per dimostrare la fattibilità della tecnologia e convalidare i principi di base.
La tecnologia viene testata in laboratorio per valutarne le prestazioni e la funzionalità.
La tecnologia viene testata in condizioni simulate che approssimano l’ambiente reale in cui verrà utilizzata.
La tecnologia viene testata in un ambiente operativo per valutarne le prestazioni in condizioni reali. Questa fase cruciale richiede la dimostrazione del prototipo di un sistema reale.
La tecnologia viene messa in uso operativo limitato e valutata (su scala prototipale) in condizioni reali.
La tecnologia nella sua forma finale viene resa operativa su larga scala, dimostrando la sua affidabilità ed efficacia.
La tecnologia nella sua forma finale è completamente sviluppata, validata e pronta per essere commercializzata e distribuita su larga scala.
Nel 2014, la scala TRL è stata incorporata nei progetti finanziati dall’Unione europea (UE) nell’ambito del programma quadro Horizon 2020.
Il programma Horizon Europe ha quindi adottato la scala TRL come indicatore per migliorare il posizionamento dei progetti richiesti nel programma. Questa scala unificata consente ai candidati e ai valutatori di soddisfare le aspettative della Commissione europea (CE).
Ciò rende la scala TRL uno strumento chiave nelle condizioni quadro di partecipazione di Horizon Europe 2021-2027. Per essere ammessi al finanziamento, i progetti devono soddisfare i seguenti requisiti:
Un TRL più alto nel testo di un bando indica quindi chiaramente che la CE sta cercando una soluzione più applicativa all’interno del progetto, mentre un TRL più basso indica che ci si aspetta un progetto di ricerca più fondamentale.
Il TRL viene utilizzato anche per indicare il “punto di ingresso”, ossia il livello di maturità di una determinata tecnologia, prodotto o processo all’inizio del progetto. In questo caso, il rispettivo TRL funge da “limite inferiore”.
Nella procedura di richiesta di sovvenzioni e innovazione, le agenzie di finanziamento utilizzano la scala TRL per valutare l’ammissibilità di diversi progetti innovativi.
Il TRL è fondamentale per i bandi di innovazione: livelli bassi (1-3) indicano ricerca, mentre livelli medi (4-6) richiedono prototipi validati. Livelli alti (7-9) sono richiesti per progetti vicini alla commercializzazione.
Per progetti di investimento, il TRL deve essere alto: livelli 7-9 indicano tecnologie validate e operative, requisito chiave per attrarre capitali e incentivi.
Nei bandi MIMIT e PNRR, il TRL è spesso richiesto per dimostrare la maturità tecnologica prima dell’erogazione dei fondi.
La scala TRL viene utilizzata anche per valutare l’ammissibilità dei progetti ai crediti d’imposta, come il Credito d’imposta per la ricerca e sviluppo e il Credito d’imposta per l’innovazione tecnologica.
I progetti nelle prime fasi di sviluppo sono eleggibili per il CIR, mentre i progetti più avanti nella scala TRL sono eleggibili per il CII.
La scala Technology Readiness Level (TRL) misura la maturità tecnologica di un’innovazione, dal concetto iniziale (TRL 1) alla piena commercializzazione (TRL 9).
La scala TRL ha 9 livelli, che vanno dalla ricerca fondamentale (TRL 1) alla tecnologia pronta per il mercato (TRL 9).
È utilizzata da NASA, Commissione Europea, aziende e centri di ricerca per valutare la maturità tecnologica nei progetti di innovazione.
Il TRL è richiesto in bandi europei (Horizon Europe, EIC, LIFE), nazionali (Accordi per l’Innovazione, FCS, MIMIT), regionali (POR FESR) e internazionali (ESA, NASA), per definire la fase di sviluppo tecnologico e l’ammissibilità.
Non è normato, ma viene usato come riferimento tecnico: TRL bassi per credito ricerca (CIR), TRL alti per credito innovazione (CII).
L’innovazione e la gestione della conoscenza svolgono un ruolo decisivo per l’adattamento, la crescita e il successo delle aziende nell’attuale ambiente competitivo, caratterizzato da mercati dinamici e condizioni mutevoli. In questo contesto, i progetti R&S rappresentano una leva fondamentale per aumentare la produttività e la competitività, risultando essenziali per affrontare le transizioni digitali e verdi.
Il ruolo degli investimenti pubblici a supporto dei progetti R&S è strategico anche per stimolare ulteriori investimenti privati. L’Unione Europea ha fissato l’ambizioso obiettivo di destinare il 3% del PIL agli investimenti in ricerca e sviluppo. Pertanto, nei prossimi anni si prevede un’ulteriore promozione di strumenti e incentivi dedicati ai progetti R&S delle imprese.
Una volta identificato il progetto di R&S&I, occorre determinarne l’ambito, il costo e la durata e stabilire obiettivi chiari. Questo grado di definizione è essenziale, poiché il piano e la descrizione del progetto devono essere successivamente dettagliati nei documenti e nelle relazioni tecniche richieste dalle amministrazioni.
Indipendentemente dalla natura innovativa di un progetto, la mancanza di struttura e coerenza nell’approccio può portare a valutazioni non positive, con conseguente rifiuto delle sovvenzioni pubbliche.
In secondo luogo, per ottenere sovvenzioni per la R&I, è necessario dimostrare il grado di innovazione del progetto, confrontando l’attuale livello di sviluppo tecnologico sul mercato con la differenziazione tecnologica fornita dal progetto. In alcuni bandi possono essere decisivi anche altri criteri del progetto, come l’argomento o il settore tecnologico, il budget e la durata, tra gli altri. In questi casi, il potenziale di finanziamento di un progetto dipenderà dai requisiti specifici di ciascun bando.
Infine, esistono alcuni requisiti generali nei quadri normativi sulle sovvenzioni, con regolamenti a livello europeo e nazionale, che determinano se un’azienda può essere beneficiaria di sovvenzioni pubbliche. Questi requisiti possono includere limitazioni in base alle attività economiche svolte dall’azienda, il rispetto delle normative sulla diligenza, i bilanci dell’azienda o l’essere in regola con gli obblighi di pagamento con le diverse amministrazioni, tra gli altri.
Pertanto, per determinare se un progetto è ammissibile alle sovvenzioni pubbliche per la R&S&I, è essenziale esaminare scrupolosamente la conformità ai requisiti dei beneficiari e, in secondo luogo, valutare se il progetto è chiaramente definito e incorpora elementi di innovazione tecnologica.
I progetti R&Ssono spesso strategici per le aziende per attuare i loro piani aziendali e garantire la crescita del business. Per questo motivo, molte aziende sono determinate a realizzare il progetto indipendentemente dall’ottenimento di sovvenzioni pubbliche. Tuttavia, i finanziamenti pubblici hanno un effetto incentivante su queste attività.
Ad esempio, i progetti possono essere accelerati, grazie a un’attuazione più rapida o a una maggiore portata. Inoltre, molti bandi offrono anticipi di finanziamento che possono aiutare i progetti a partire grazie alla disponibilità di una parte significativa del capitale necessario per l’investimento. Inoltre, i fondi pubblici per la realizzazione del progetto favoriscono la riduzione del periodo di ammortamento dell’investimento in R&S rispetto a uno scenario privo di tali finanziamenti.
Inoltre, è spesso possibile trovare formule di sovvenzione miste che includono sovvenzioni e prestiti agevolati, le cui condizioni sono più favorevoli di quelle di mercato. Allo stesso modo, in alcuni casi, le sovvenzioni possono essere compatibili con altri incentivi alla R&S, come i sussidi, il Patent Box o le detrazioni fiscali per la R&S.
Oltre a questi vantaggi economici e finanziari, l’ottenimento di sovvenzioni pubbliche rappresenta un marchio di qualità per l’azienda e per il suo impegno nella R&S, dal momento che i bandi di gara sono spesso regolati da un concorso competitivo. Questo riconoscimento favorisce la visibilità delle iniziative del beneficiario e incrementa le opportunità di business e di collaborazione con terzi.
Le attività di R&S&I sono quelle che incorporano nuove tecnologie, strumenti, nuovi progetti o processi dirompenti rispetto alle tecniche comunemente utilizzate sul mercato. A seconda del grado di maturità delle nuove tecnologie (TRL, Technology Readiness Level), possono essere necessarie diverse fasi di test e validazione prima di ottenere una soluzione commerciale o definitiva. Queste fasi sono solitamente successive per avvicinare il prodotto, il servizio o il processo al mercato finale e vanno da test su scala di laboratorio a prototipi o test in ambienti reali.
Gli strumenti di finanziamento della R&S&I di solito riconoscono lo sforzo e il rischio delle attività innovative, con condizioni più favorevoli per le attività a più alto rischio tecnologico e lontane dal mercato. Pertanto, la corretta identificazione del TRL del progetto e una buona giustificazione del grado di novità e di maturità tecnologica sono fondamentali per massimizzare le sovvenzioni o i benefici fiscali per queste attività.
Un progetto che include attività di ricerca industriale ha maggiori probabilità di essere ammesso al finanziamento pubblico rispetto a un progetto sperimentale di sviluppo dell’innovazione. In questo modo, le amministrazioni pubbliche incoraggiano la crescita e lo sviluppo economico basati sull’innovazione e sull’incorporazione di nuove tecnologie.
L’Unione Europea è impegnata nell’innovazione verso le transizioni verdi e digitali che, insieme all’incorporazione di nuove tecnologie, favoriscono la competitività delle imprese e migliorano il posizionamento globale delle aziende europee. A tal fine, i meccanismi di sovvenzione pubblica mirano a cofinanziare i progetti di R&I delle imprese attraverso diverse amministrazioni.
La concorrenza per ottenere queste sovvenzioni è solitamente molto alta ed è quindi importante che i progetti siano chiari, ben definiti e allineati con i diversi bandi di sovvenzione. Inoltre, è fondamentale garantire la conformità ai requisiti dei diversi bandi, sia a livello di progetto sia per garantire l’ammissibilità delle imprese.
Grazie alle sovvenzioni pubbliche, le imprese possono promuovere i loro progetti con una maggiore sicurezza economica e finanziaria, che mitiga in parte il rischio legato agli investimenti in R&I. Inoltre, aumentano le opportunità di sviluppo collaborativo e migliorano la proiezione dell’azienda sul mercato.
FI Group by EPSA supporta le imprese nello sviluppo e nella gestione dei progetti R&S, facilitando l’accesso ai finanziamenti e riducendo i rischi tecnici e amministrativi.
Affrontare correttamente lo sviluppo e la gestione dei progetti R&S — dalla definizione alla candidatura ai bandi — richiede competenze tecniche, conoscenza normativa e capacità di pianificazione strategica.
In questo contesto, FI Group by EPSA Italia affianca le imprese in tutte le fasi del processo:
Il supporto di FI Group consente di:
Global Reach. Local Expertise.
I progetti R&S sono iniziative di ricerca e sviluppo finalizzate a creare nuovi prodotti, processi o tecnologie innovative e a migliorare la competitività delle imprese.
I progetti devono essere innovativi, ben strutturati, con obiettivi chiari, un piano definito e conformi ai requisiti normativi e ai criteri specifici dei bandi.
Permettono di ridurre i costi, accelerare i progetti, migliorare il ROI e accedere a nuove opportunità di sviluppo e collaborazione.
Sì, in molti casi le sovvenzioni possono essere accumulate con altri strumenti come crediti d’imposta, Patent Box e altri incentivi fiscali.
È fondamentale presentare un progetto ben definito, dimostrare il grado di innovazione e rispettare tutti i requisiti tecnici e amministrativi previsti dal bando.
Affidati a FI Group by EPSA Italia per:
Trasforma l’innovazione in valore concreto per la tua impresa.
Il C.d. “Decreto Salva-conti” ha introdotto nuovi obblighi di comunicazione per le imprese che vogliono fruire dei crediti d’imposta. Sia per beni strumentali 4.0 e che per il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica. Gli oneri di comunicazione variano in base al momento in cui sono realizzati gli investimenti, si possono distinguere tre casi.
Affidati ad FI Group, con la nostra esperienza ventennale nell’ambito degli incentivi legati all’innovazione ed alla ricerca e sviluppo, sapremo guidarti attraverso gli ultimi aggiornamenti legislativi e valorizzare al massimo i tuoi investimenti.
Dal 30 marzo 2024, data di entrata in vigore del Decreto, le imprese che vogliono effettuare investimenti saranno tenute ad inviare una comunicazione ex ante, contenente:
Tale comunicazione, inoltre, dovrà essere aggiornata ex post al completamento degli investimenti. Il Decreto prevede che le comunicazioni avvengano in base alla modulistica introdotta dal decreto direttoriale del 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico, che dovrà essere opportunamente modificato con apposito decreto direttoriale del MIMIT. Processo simile agli incentivi 5.0.
Secondariamente, per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 29 marzo 2024, le imprese, ai fini della fruizione dei crediti, dovranno procedere a inviare la comunicazione ex post di completamento degli investimenti.
Da ultimo per gli investimenti in beni strumentali 4.0, si escludono quindi le spese di ricerca e sviluppo, innovazione e design, relativi all’anno 2023, la compensabilità dei crediti maturati e non fruiti è subordinata all’invio del modello di comunicazione di cui al decreto direttoriale 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico.
Nelle more della approvazione del decreto direttoriale, è consigliabile farsi affiancare da un esperto per la corretta fruizione dei crediti.
L’albo certificatori MIMIT è l’elenco ufficiale dei soggetti abilitati a rilasciare la certificazione dei crediti d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design. È istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e garantisce qualità, competenza e affidabilità tecnica.
L’albo certificatori MIMIT è fondamentale perché:
Solo chi è iscritto all’albo può certificare validamente i crediti d’imposta.
L’albo certificatori MIMIT è l’elenco ufficiale dei soggetti autorizzati a rilasciare certificazioni per i crediti d’imposta R&S, innovazione e design, garantendo competenze tecniche e conformità normativa secondo il DPCM 15 settembre 2023.
Possono iscriversi all’albo diversi soggetti qualificati. Tra i principali:
L’accesso è riservato a soggetti con comprovata esperienza.
Per iscriversi all’albo certificatori MIMIT è necessario dimostrare:
Il MIMIT verifica i requisiti tramite procedura formale.
L’iscrizione avviene tramite una piattaforma ufficiale del MIMIT. Procedura:
Le modalità sono definite da decreto direttoriale MIMIT.
L’albo certificatori MIMIT è centrale nella procedura di certificazione. In pratica:
Senza iscrizione all’albo, la certificazione non è valida.
Le imprese devono indicare:
Il soggetto deve essere selezionato esclusivamente tra quelli presenti nell’albo certificatori MIMIT.
La certificazione rilasciata da un soggetto iscritto all’albo:
È uno strumento chiave per la compliance.
L’albo certificatori MIMIT si inserisce nella disciplina definita da:
Insieme definiscono il sistema attuale di certificazione.
Il MIMIT ha attivato una piattaforma digitale per:
Il sistema è completamente digitalizzato e tracciabile.
Alla data di giugno 2026:
L’albo è oggi uno strumento stabile e consolidato.
L’introduzione dell’albo risponde a una criticità concreta:
Le numerose contestazioni sui crediti d’imposta R&S nel periodo 2015–2019.
Problemi emersi:
L’albo serve a standardizzare e garantire qualità tecnica.
La sanatoria per il periodo 2015–2019:
Nel 2026, lo strumento principale è la certificazione tramite albo certificatori MIMIT.
| Elemento | Descrizione |
| Autorità | MIMIT |
| Funzione | Abilitare certificatori |
| Accesso | Su requisiti tecnici |
| Validità | Obbligatoria per certificazione |
| Stato 2026 | Attivo |
Le imprese devono evitare:
La scelta del certificatore è strategica.
FI Group by EPSA Italia è iscritta all’albo certificatori MIMIT e rappresenta un partner strategico per le imprese.
Valore distintivo:
Supportiamo aziende italiane e multinazionali nella gestione dei crediti d’imposta e nella riduzione del rischio fiscale.
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È l’elenco ufficiale dei soggetti autorizzati a rilasciare certificazioni per crediti d’imposta R&S.
Sì, altrimenti la certificazione non è valida.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Sì, FI Group by EPSA Italia è iscritta all’albo certificatori MIMIT.
Sì, è pienamente attivo e utilizzato.