



Il Fondo Turismo 2026 è un incentivo nazionale che sostiene investimenti di imprese turistiche con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, per progetti tra 1 e 15 milioni di euro. Il decreto, pubblicato dal Ministero del Turismo e dal MEF nel marzo 2026, definisce criteri, requisiti e modalità di accesso al Fondo Turismo 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2024.
L’obiettivo centrale è rafforzare la competitività del turismo italiano, incentivando progetti ad alto impatto in termini di sostenibilità, digitalizzazione.
Il Fondo Turismo 2026 finanzia investimenti che migliorano sostenibilità, digitalizzazione, destagionalizzazione e qualità dell’offerta turistica.
Le finalità previste dal decreto includono:
Il Fondo Turismo 2026 dispone di 109 milioni di euro: 59 milioni per contributi a fondo perduto e 50 milioni per finanziamenti agevolati.
| Tipologia | Importo disponibile |
|---|---|
| Contributi a fondo perduto | 59.000.000 € |
| Finanziamenti agevolati | 50.000.000 € |
L’incentivo Fondo Turismo 2026 è gestito da Invitalia su delega del Ministero del Turismo.
Possono partecipare imprese turistiche con codici ATECO del comparto ricettivo, ristorazione, parchi tematici, stabilimenti balneari, centri termali, wellness e congressi.
Sono ammissibili:
Possono richiedere l’incentivo anche:
Il Fondo Turismo 2026 finanzia interventi di efficienza energetica, digitalizzazione, rinnovabili, riqualificazione strutture, wellness, piscine, centri congressi e acquisto software.
Le spese ammissibili si dividono in 5 categorie:
Il Fondo offre fino al 30% a fondo perduto e fino al 70% di finanziamento agevolato, cumulabili fino al 100% dell’investimento.
Contributo + finanziamento non possono superare il 100% dei costi.
La domanda sarà presentata tramite piattaforma Invitalia, con istruttoria entro 60 giorni e investimenti da completare entro 18 mesi.
Il Fondo Turismo 2026 rappresenta una delle misure più vaste e strategiche degli ultimi anni, offrendo un’opportunità concreta per:
Nel nuovo ecosistema di incentivi turistici, servono esperti tecnici e fiscali certificati, in grado di:
FI Group combina:
Global Reach. Local Expertise.
Con oltre 2.500 progetti gestiti in Italia e una presenza globale in 15 paesi, siamo il partner strategico per CFO, CEO e responsabili finanziari che vogliono:
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Il Fondo Turismo 2026 è un incentivo nazionale che finanzia investimenti di imprese turistiche tramite contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con progetti compresi tra 1 e 15 milioni di euro.
Possono accedere imprese del settore turistico: hotel, resort, B&B, ristoranti, campeggi, parchi tematici, stabilimenti balneari, centri termali, organizzatori di eventi, oltre a PMI con attività prevalente nel turismo e proprietari di immobili turistici.
Sono finanziabili interventi di efficientamento energetico, impianti green, digitalizzazione avanzata, smart building, riqualificazione wellness e congressuale, software, tecnologie e soluzioni per la destagionalizzazione e la gestione dei flussi turistici.
Il contributo a fondo perduto arriva fino al 30%, con un massimo di 4,5 milioni di euro, cumulabile con finanziamento agevolato fino al 70% dei costi ammissibili.
Il finanziamento agevolato copre fino al 70% delle spese, dura 5 anni e applica un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE, rendendolo estremamente vantaggioso rispetto al credito bancario ordinario.
I progetti devono avere un importo compreso tra 1.000.000 € e 15.000.000 €, con spese coerenti con gli obiettivi del Fondo Turismo 2026.
La domanda sarà presentata tramite piattaforma Invitalia. Dopo l’invio, l’istruttoria dura circa 60 giorni. Gli investimenti devono essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione.
Sì, è possibile cumulare contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato fino al 100% dei costi. Ulteriori cumuli con altri incentivi sono possibili nel rispetto dei limiti GBER e del regime di aiuti applicabile.
Beneficiano maggiormente hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, strutture termali, ristorazione e grandi complessi turistici che devono realizzare interventi significativi in sostenibilità, digitalizzazione e riqualificazione.
FI Group by EPSA supporta la progettazione tecnica, l’ammissibilità, la gestione documentale, l’allineamento normativo e la rendicontazione, riducendo il rischio di errori che possono portare a revoche o ritardi. Offriamo competenza certificata e gestione end-to-end.

Il Decreto Fiscale del 27 marzo 2026 introduce una modifica normativa rilevante: la soppressione del vincolo Made in UE/SEE per l’accesso alla maggiorazione dell’ammortamento dei beni strumentali nuovi (ex “iperammortamento”).
L’intervento elimina la parte del comma 427 della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 che richiedeva che i beni fossero prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo.
La soppressione del requisito Made in UE amplia le opportunità di investimento, riduce la complessità documentale e rende l’incentivo più competitivo anche per imprese con catene di fornitura globali.
Il vincolo Made in UE era il requisito normativo che imponeva l’acquisto di beni prodotti in UE/SEE per accedere alla maggiorazione dell’ammortamento. Dal 2026 viene eliminato dal Decreto Fiscale, consentendo l’acquisto di beni 4.0 da qualsiasi Paese senza limitazioni geografiche.
Dal 2026 i beni 4.0 extra-UE sono ammessi all’incentivo. Le imprese possono acquistare macchinari e software da qualsiasi Paese, mantenendo l’accesso alla maggiorazione. L’origine non ha più alcun ruolo nell’accesso all’incentivo.
Nel Decreto Fiscale, l’articolo dedicato alla “maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali” sopprime le parole:
“in beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo”
Applicazione: investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026.
L’eliminazione del vincolo Made in UE non modifica l’elenco dei beni ammissibili.
La normativa continua a fare riferimento agli Allegati IV e V della Legge 199/2025, che identificano i beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale delle imprese.
Principali categorie di beni ammissibili:
Include software, sistemi e applicazioni come:
La procedura per accedere all’agevolazione è definita dal DM Iperammortamento (bozza), che disciplina comunicazioni, perizie, verifiche GSE e documentazione tecnica.
Per una panoramica completa dei requisiti, dei beni ammissibili e delle procedure operative, consulta la nostra Guida completa all’iperammortamento.
L’intero processo, inclusa la gestione della fine del vincolo Made in UE, è tracciato tramite piattaforma digitale GSE. L’accesso all’agevolazione richiede tre comunicazioni al GSE (preventiva, conferma, completamento) e una perizia asseverata per beni sopra i 300.000 euro. Il processo è totalmente digitale.
L’abolizione del requisito Made in UE permette alle imprese di acquistare beni da qualsiasi Paese, ampliando la scelta dei fornitori, riducendo costi e rischi documentali e accelerando l’adozione di tecnologie avanzate.
Impatti strategici
| Elemento | Fino al 2025 | Dal 2026 |
| Origine bene | Solo UE/SEE | Nessun limite geografico |
| Documentazione di origine | Obbligatoria | Eliminata |
| Beni extra-UE | Non ammessi | Ammessi |
| Perizia tecnica | >300k € | Invariata |
| Procedure | Agenzia Entrate | GSE + DM attuativo |
Il Decreto Fiscale quantifica gli oneri della riforma in:
FI Group by EPSA Italia, grazie alla combinazione Global Reach. Local Expertise., supporta le imprese nella gestione completa dell’agevolazione, incluso:
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Sì, il Decreto Fiscale elimina completamente il requisito.
Sì, senza restrizioni geografiche.
Sì, sono confermati dalla normativa.
Sì, per beni sopra i 300.000 €.

Nel 2026 la meccatronica rappresenta una delle principali tecnologie abilitanti dell’industria intelligente. L’integrazione tra meccanica, elettronica, software, sensoristica e analisi dei dati consente di sviluppare sistemi produttivi capaci di adattarsi dinamicamente alle condizioni operative, migliorando efficienza, qualità e flessibilità dei processi industriali.
In questo contesto, la robotica costituisce una delle applicazioni più avanzate della meccatronica industriale, rendendo possibile l’automazione di operazioni complesse e l’interazione sicura tra macchine e operatori umani.
La Commissione europea definisce il paradigma Industry 5.0 come un’evoluzione dell’industria digitale orientata a sostenibilità, resilienza e centralità della persona. Questo approccio evidenzia il ruolo strategico di tecnologie capaci di integrare automazione, dati e intelligenza artificiale nei sistemi produttivi.
Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la convergenza tra meccatronica, robotica e AI rappresenta un elemento chiave per rafforzare la competitività industriale e sostenere l’evoluzione delle filiere tecnologiche avanzate.
Lo sviluppo di robot avanzati è strettamente legato alla capacità di integrare competenze meccaniche, elettroniche e digitali, caratteristiche distintive dell’ecosistema industriale europeo.
La meccatronica è la base dei sistemi intelligenti moderni e integra più discipline ingegneristiche in un unico sistema coordinato.
È una disciplina ingegneristica interdisciplinare che combina meccanica, elettronica, automazione e informatica industriale per progettare sistemi intelligenti in grado di interagire con l’ambiente fisico.
I sistemi meccatronici integrano:
Questa integrazione consente di sviluppare sistemi cyber-fisici capaci di raccogliere dati, analizzarli e adattare il proprio comportamento in tempo reale.
Il Programma Nazionale per la Ricerca 2021-2027 identifica robotica, AI e sistemi intelligenti come tecnologie prioritarie per lo sviluppo industriale europeo, evidenziando l’importanza dell’integrazione tra sistemi fisici e digitali.
La robotica industriale rappresenta una delle applicazioni più avanzate della meccatronica.
Un robot industriale è un sistema integrato che combina:
La robotica moderna non è più limitata a movimenti ripetitivi programmati, ma include sistemi capaci di adattarsi all’ambiente e collaborare con operatori umani.
La competitività industriale dipende sempre più dalla capacità di integrare sistemi meccatronici con piattaforme di gestione del dato e algoritmi di intelligenza artificiale.
Questa evoluzione porta ai sistemi di embodied AI: macchine in cui l’intelligenza artificiale è integrata direttamente nella parte fisica del robot.
La convergenza tra AI e meccatronica rappresenta uno dei principali fattori di innovazione industriale.
L’intelligenza artificiale consente ai sistemi meccatronici di:
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, cresce progressivamente il numero di aziende che integrano sistemi intelligenti nei processi produttivi.
Questa evoluzione rende la meccatronica sempre più orientata alla gestione del dato come fattore produttivo.
I sistemi meccatronici generano grandi quantità di dati attraverso sensori e sistemi di monitoraggio.
Questi dati consentono:
La gestione del dato rappresenta uno dei principali fattori competitivi per le imprese manifatturiere avanzate.
Il ruolo strategico del dato nella meccatronica è evidenziato anche nel position paper Confindustria sulla meccatronica.
La robotica rappresenta una tecnologia chiave per affrontare alcune delle principali sfide industriali europee:
Secondo Cassa Depositi e Prestiti, la robotica può contribuire alla sicurezza economica europea sostenendo lo sviluppo di filiere tecnologiche avanzate.
L’integrazione tra meccatronica, robotica e AI è considerata una priorità strategica anche nel framework Industry 5.0.
In questo contesto emergono attori specializzati nel supportare imprese, filiere e centri di ricerca nello sviluppo di tecnologie avanzate. FI Group by EPSA svolge un ruolo centrale nel supportare imprese e filiere nello sviluppo di progetti meccatronici e robotici, contribuendo alla capacità europea di innovare e investire in tecnologie chiave.
Le applicazioni della meccatronica sono trasversali a numerosi settori industriali.
Tra le principali:
La diffusione dei robot industriali continua a crescere a livello globale.
L’adozione di sistemi meccatronici avanzati consente:
Evoluzione verso sistemi intelligenti autonomi
La meccatronica sta evolvendo verso sistemi sempre più autonomi e intelligenti.
Tra i trend emergenti:
Il paradigma Industry 5.0 evidenzia la necessità di sviluppare sistemi produttivi resilienti e sostenibili.
La meccatronica rappresenta un elemento chiave per migliorare la competitività delle imprese europee nel lungo periodo.
Nell’evoluzione verso sistemi intelligenti e tecnologie Industry 5.0, il supporto a ricerca, sviluppo e innovazione diventa un fattore strategico per le imprese.
Per trasformare queste tecnologie in progetti concreti, le aziende hanno bisogno di competenze, partner e strumenti di finanziamento adeguati. In questo scenario, FI Group by EPSA opera a fianco delle aziende per facilitare l’adozione di tecnologie avanzate come meccatronica, robotica e intelligenza artificiale, accompagnando le imprese nella valorizzazione degli investimenti in R&S e nello sviluppo di progetti ad alto contenuto tecnologico.
Grazie a competenze specialistiche in ambito ingegneristico e nella gestione degli incentivi fiscali e finanziari per l’innovazione, FI Group by EPSA contribuisce a:
Questo ruolo si inserisce pienamente nel percorso di rafforzamento della competitività europea basata su tecnologie avanzate e filiere industriali resilienti.
La meccatronica è una disciplina che integra meccanica, elettronica, software e automazione per sviluppare sistemi intelligenti utilizzati nei processi industriali avanzati.
La robotica è una delle principali applicazioni della meccatronica. I robot industriali sono sistemi meccatronici che combinano componenti meccaniche, elettroniche e software
Perché consente di sviluppare sistemi produttivi intelligenti, efficienti e adattivi integrando automazione, dati e intelligenza artificiale.
Si utilizzata in manifattura avanzata, automotive, robotica industriale, elettronica, medicale e logistica automatizzata.
L’intelligenza artificiale permette ai sistemi meccatronici di diventare adattivi, autonomi e più efficienti. Attraverso algoritmi di machine learning e analisi predittiva, l’AI migliora il controllo qualità, ottimizza i parametri di produzione, rileva anomalie operative e riduce sprechi energetici. L’integrazione tra AI e robotica rappresenta oggi uno dei principali driver dell’innovazione industriale.
Le aziende possono ottenere incentivi fiscali e finanziamenti attraverso diversi strumenti nazionali ed europei dedicati alla ricerca, sviluppo e innovazione. FI Group by EPSA supporta le imprese nella valutazione dei requisiti, nella preparazione dei progetti e nella gestione delle domande di finanziamento, facilitando l’investimento in tecnologie avanzate come robotica, meccatronica e sistemi intelligenti.

Il Libro Bianco “Made in Italy 2030”, pubblicato dal MIMIT e presentato al CNEL, segna l’avvio di una nuova stagione di politica industriale italiana. Il documento, evoluzione del precedente Libro Verde avviato in consultazione con stakeholder pubblici e privati, definisce una strategia che mira a rafforzare la competitività del Paese, proteggere le filiere critiche e guidare le transizioni tecnologiche, energetiche e demografiche.
Per i CEO, i CFO, e i decisori industriali, rappresenta un cambiamento di paradigma: dalla semplice osservazione dei fenomeni alla pianificazione attiva, con uno Stato che assume un ruolo di “stratega” e orienta investimenti, priorità e strumenti operativi.
Il Libro Bianco “Made in Italy 2030” è il documento strategico con cui il MIMIT definisce la nuova politica industriale italiana. Identifica priorità, filiere strategiche, investimenti e strumenti di governance per rafforzare competitività, autonomia tecnologica ed energetica, e resilienza delle imprese italiane fino al 2030.
Il documento, composto da 320 pagine, fornisce una ricognizione dettagliata dei punti di forza del sistema produttivo e delle nuove traiettorie di sviluppo industriale per i prossimi anni.
Per CEO, CFO e top executive, questa strategia rappresenta un cambio di paradigma: maggiore attenzione alle filiere strategiche, transizioni tecnologiche e green, sicurezza economica e una governance industriale fortemente data-driven.
Il Libro Bianco delinea 10 obiettivi prioritari che guidano la strategia industriale italiana.
Sebbene il MIMIT presenti principalmente una visione di contesto e non incentivi puntuali, emergono chiaramente alcune macro-direzioni chiave:
Per i team executive, questi obiettivi richiedono una revisione dei piani triennali e dei processi di investimento, con un approccio più orientato alle filiere e alla riduzione dei rischi.
Il MIMIT definisce un nuovo paradigma: lo Stato stratega, un modello in cui il pubblico diventa regista delle traiettorie industriali senza ricoprire un ruolo interventista o gestore diretto.
Il MIMIT sottolinea da tempo il ruolo centrale delle filiere come cuore della politica industriale, già emerso nelle attività preparatorie del Libro Verde.
Il nuovo impianto strategico identifica tre gruppi:
Questa classificazione preannuncia che le misure future – bandi, crediti, strumenti UE – saranno sempre più organizzate per value chain verticali, non per singolo incentivo.
Le analisi del MIMIT evidenziano criticità già citate nei documenti ufficiali collegati al percorso di consultazione pubblica, tra cui la necessità di rafforzare investimenti, filiere e capacità tecnologica.
Per un CEO o CFO, ciò implica ripensare:
L’evoluzione del quadro industriale richiede alle imprese di adottare un approccio più strutturato alla strategia di investimento e alla gestione del rischio.
FI Group by EPSA, fornisce alle imprese un ecosistema completo di advisory che consente di ridurre il rischio, accelerare gli investimenti e cogliere tutte le opportunità aperte dal Made in Italy 2030.
I nostri servizi coprono l’intero ciclo del valore:
È la strategia industriale definita dal MIMIT per rafforzare la competitività e la sovranità economica dell’Italia attraverso investimenti, filiere strategiche e governance data-driven.
Manifattura avanzata, autonomia energetica, transizioni tech/green, sicurezza economica, export resilience, capitale umano.
MIMIT, CNEL, imprese, stakeholder industriali e nuovi organismi come UMASI e Conferenza delle Filiere.

Il primo trimestre del 2026 si apre con numerose opportunità per imprese, PMI, startup e organismi di ricerca che vogliono finanziare progetti di crescita, innovazione e transizione sostenibile. I bandi nazionali e regionali 2026 attivi in questo periodo coprono un’ampia gamma di interventi: dalla ricerca e sviluppo agli investimenti produttivi, dalla digitalizzazione all’efficientamento energetico, fino alle tecnologie critiche e all’economia circolare.
Per facilitare la consultazione, abbiamo raccolto in un’unica risorsa tutte le principali misure aperte o di prossima apertura nel Q1 2026, con uno sguardo ai bandi nazionali e regionali. L’obiettivo è offrire uno strumento pratico per individuare rapidamente i bandi più rilevanti in base a tipologia di progetto, settore e territorio.
I bandi nazionali rappresentano il quadro delle principali misure promosse a livello centrale per sostenere la competitività del sistema produttivo italiano.
Nei bandi nazionali Q1 2026 troverai le misure più rilevanti rivolte a imprese, startup e organismi di ricerca, con contributi e agevolazioni per R&S, innovazione, investimenti produttivi, agrosolare, transizione green e progetti strategici a livello nazionale. La tabella riepiloga per ciascun bando: fondi disponibili, apertura, soggetti eleggibili e modalità di valutazione.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| ACCORDI PER L’INNOVAZIONE | Chiusura il 18 febbraio 2026 | 600/700 | R&S | PMI + GI | Valutazione |
| STAFF HOUSE TITOLO II | I | 22 (2026) + 16 (2026/7) | Capex | PMI + GI | Valutazione |
| FACILITY PARCO AGRISOLARE | I | 789 | Capex | Aziende agricole o TPA | Valutazione |
| BANDO FER MASE | Aperto | 262 | Capex | GI – PMI | Valutazione |
| DIGITAL TRANSFORMATION | Aperto | 100 | Capex / R&S | PMI + GI | Valutazione |
| SMART & START | Aperto | TBD | Capex / R&S | Startup innovative | Sportello / Valutazione |
| SMART & START ITALIA / FRANCIA | Aperto | TBD | Capex / R&S | Startup innovative ITA + FRA | Sportello / Valutazione |
| Fondi | Apertura Trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti Eleggibili |
Valutazione | Area |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Fondo Italia Economia Sociale | Aperto 2022 | – | Capex e progetti | PMI + GI sociale | Valutazione | Nat |
| Economia Circolare | Aperto 2020 | 219,8 | Strumento finanziario | PMI + GI | Valutazione | Nat |
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Soggetti eleggibili |
Valutazione | Fast track |
|---|---|---|---|---|---|
| CDS Industriale / TPA | Aperto | 400 (scorrimento) | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Ambientale | Aperto | – | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Semiconduttori | Aperto | 3.292 | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Sportello automotive | Aperto | 525 | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Net Zero | Aperto | 700 | PMI + GI | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS Sostenibilità processi produttivi | Aperto | 350 | PMI + GI Mezzogiorno | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
| CDS PON RIC Tecnologie STEP | Aperto | 497,8 | PMI + GI Mezzogiorno | Istruttoria | Progetti > 50 M Notifica > 30 M |
I bandi regionali permettono di finanziare progetti localizzati nelle singole Regioni, con priorità specifiche per PMI, startup, grandi imprese e organismi di ricerca. Le tabelle riportano per ogni Regione apertura, dotazione finanziaria, tipologia di intervento (CAPEX, R&S, innovazione) e soggetti eleggibili.
La Regione Campania concentra le risorse su innovazione tecnologica e sviluppo industriale, con particolare attenzione alle tecnologie critiche e ai progetti riconducibili alla piattaforma STEP. L’obiettivo è sostenere la competitività del tessuto produttivo regionale attraverso interventi di R&S e investimenti in nuovi impianti, processi e tecnologie.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| STEP II EDIZIONE – Avviso Pubblico – Aiuti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche | Chiusura 26 febbraio |
50 | R&S | PMI e GI | Graduatoria |
L’Emilia‑Romagna propone misure fortemente orientate a ricerca, innovazione di processo e di prodotto, ed efficientamento energetico. Particolare attenzione è dedicata alle imprese del settore manifatturiero che intendono:
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| INVESTIMENTI PRODUTTIVI, PROGETTI DI RICERCA E SVILUPPO DELLE IMPRESE NELL’AMBITO DELLA PIATTAFORMA PER LE TECNOLOGIE STRATEGICHE – STEP 2025 |
Tre finestre: 05/02 – 27/02 04/05 – 29/05 01/09 – 30/09 |
45 (22,5 progetti di investimento) (22,5 R&S) Dotazioni dedicate per ogni finestra |
CAPEX R&S |
PMI Grandi Imprese |
Graduatoria |
Il Friuli Venezia Giulia concentra il proprio impegno su R&S, innovazione e investimenti strategici per rafforzare il sistema produttivo regionale. I bandi favoriscono la realizzazione di interventi CAPEX e l’introduzione di tecnologie e soluzioni innovative all’interno delle PMI e delle grandi imprese.
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Ricerca e innovazione di processo e organizzativa | III trimestre 2026 | 10 | CAPEX | PMI e Grandi Imprese | In attesa |
| Incentivi per l’efficientamento energetico nelle imprese del settore manifatturiero | Aperto – chiusura 15/06/2026 | 7 | CAPEX | PMI | Sportello |
Il Lazio punta su tre direttrici principali:
| Bandi | Periodo apertura |
Stanziamento (mln) |
Tipologia investimenti |
Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| STEP Lazio – Sostegno allo sviluppo e alla fabbricazione delle tecnologie critiche | Aperto | 70 | R&S / CAPEX | Imprese | Sportello |
| Investimenti strategici PMI | Aperto | 40 | CAPEX | PMI | Sportello |
| Energia solare per le imprese | Aperto | 20 | CAPEX | PMI e GI | Valutazione |
I bandi regionali della Lombardia supportano lo sviluppo aziendale, l’efficienza energetica e la collaborazione tra PMI, MidCap, grandi imprese e organismi di ricerca.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| LINEA SVILUPPO AZIENDALE – nuovi investimenti e tecnologie digitali | Aperto | 25 (incremento a giugno 2025 – tot. 140) | CAPEX | PMI e MidCap | Sportello |
| LINEA IMPRESA EFFICIENTE – Incentivi per l’efficientamento energetico delle PMI | Aperto | 43 | CAPEX | PMI | Sportello |
| COLLABORA & INNOVA | Primi mesi del 2026 | In attesa | R&S | Partenariati di 3 soggetti (PMI + OdR + Grandi Imprese) | Graduatoria |
Il Piemonte concentra gli interventi su innovazione strategica, crescita delle startup innovative, attrazione di investimenti e sviluppo delle competenze. Le misure coprono:
| Bandi | Periodo apertura |
Stanziamento (mln) |
Tipologia investimenti |
Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| SWIch – Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell’innovazione | II trimestre | TBD | R&S, innovazione e tecnologie avanzate | Imprese e ODR | Merit Ranking |
| Sostegno alla prima crescita delle start‑up innovative | II trimestre | 10 | Crescita, posti di lavoro, CAPEX | PMI | Merit Ranking |
| Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio | Aperto | 45 | Investimenti | Imprese | Merit Ranking |
| Fondo regionale di garanzia PMI | Aperto | 60 | Competitività imprese | Imprese | – |
| MATCHIN – Mobilizing Advanced Talents for Competence and High Innovation | Apertura il 02/03/2026 | 5 | // | PMI | Merit Ranking |
I bandi regionali della Toscana favoriscono progetti di innovazione strategica, la valorizzazione del settore moda e lo sviluppo di filiere produttive avanzate, oltre a iniziative di economia circolare.
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Soggetti eleggibili |
Gestore | Tipologia |
|---|---|---|---|---|---|
| Innovazione Strategica – STEP | Apertura il 16/03/2026 | 9,956 mln + possibile integrazione di 27 mln | MPMI e GI | Sviluppo Toscana | Graduatoria |
| Innovazione Strategica – Moda | Aperto fino al 30/04/2026 | 30 | MPMI del settore Moda | Sviluppo Toscana | Sportello |
| Filiere Smart | Aperto fino al 30/04/2026 | 63 | MPMI e GI in aggregazione (minimo 6) | Sviluppo Toscana | Sportello |
| Economia Circolare – Privati | II trimestre 2026 | 15 | P.A., Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI), Enti gestori di servizi pubblici | Sviluppo Toscana | In attesa |
I bandi del Trentino e Alto Adige sostengono la realizzazione di infrastrutture sperimentali e progetti di ricerca avanzata, valorizzando la collaborazione tra imprese e centri di ricerca.
| Fondi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Sostegno alla realizzazione di nuove infrastrutture di prova e sperimentazione sul territorio trentino |
Marzo | 3 | R&S | PMI e GI | – |
| Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e innovazione di tecnologie avanzate (Bolzano) |
Aperto | 10 | R&S | Imprese e ODR | – |
I bandi regionali del Veneto supportano la collaborazione tra imprese e centri di ricerca, la trasformazione digitale e 4.0, nonché il rafforzamento delle filiere produttive.
| Bandi | Apertura trimestre |
Stanziamento (mln) |
Tipologia | Soggetti eleggibili |
Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Rafforzare la ricerca e l’innovazione (in collaborazione tra imprese e organismi di ricerca) | Aperto | 6 | Investimenti | PMI, liberi professionisti e GI | Veneto Sviluppo – Graduatoria |
| Attrazione degli investimenti e sostegno alla competitività, integrazione e trasformazione 4.0 delle filiere produttive e distrettuali | Aperto | 30 | Investimenti | PMI e MidCap | – |
| Sostegno agli investimenti e alle attività di ricerca e innovazione delle PMI – Sub B | Aperto | 3 | RICERCA & INNOVAZIONE | PMI | – |
Consultare in modo sistematico i bandi nazionali e regionali 2026 del primo trimestre è fondamentale per tutte le imprese che vogliono pianificare in modo efficace la propria strategia di finanziamento. Molte aziende cercano informazioni su come trovare i bandi più adatti, quando escono i bandi, come partecipare, o come preparare progetti candidabili; il calendario permette di avere una visione chiara e immediata di tutte le finestre disponibili.
Grazie a una programmazione basata sul calendario dei bandi nazionali e regionali, le imprese possono:
Integrare queste informazioni nella strategia aziendale permette di trasformare i bandi da opportunità episodiche a leva strutturale di crescita, innovazione e sviluppo competitivo, facilitando la partecipazione consapevole e tempestiva ai finanziamenti disponibili.
Per molte imprese, comprendere quali bandi siano davvero accessibili non è semplice. Per questo numerose aziende scelgono di affidarsi a FI Group by EPSA, che analizza il potenziale di ammissibilità dei progetti, supporta nella pianificazione delle candidature e offre un monitoraggio costante dei bandi nazionali e regionali per evitare di perdere le finestre di apertura più rilevanti.
Per una panoramica completa su tutti i bandi nazionali e regionali 2026 del primo trimestre, con schede dettagliate e informazioni aggiornate, scarica il Calendario dei Bandi Italiani Q1 2026 di FI Group by EPSA
È fondamentale verificare quattro elementi:
Il calendario dei bandi nazionali e regionali 2026 aiuta a confrontare rapidamente tutte queste informazioni.
Il modo migliore è utilizzare un calendario aggiornato dei bandi nazionali e regionali 2026 per programmare:
Questo permette di non perdere le opportunità più rilevanti e di preparare progetti competitivi.
I principali settori finanziati nel primo trimestre dai bandi nazionali e regionali includono:
Sì. I bandi nazionali hanno una copertura più ampia, budget spesso più elevati e finanziano progetti con impatto strategico su scala nazionale (R&S, innovazione, tecnologie critiche, digitalizzazione, investimenti produttivi). I bandi regionali, invece, sono più mirati e rispondono alle esigenze specifiche del territorio: sostengono filiere locali, efficientamento energetico, manifatturiero, distretti e iniziative legate allo sviluppo regionale.
Molte imprese costruiscono strategie integrate partecipando a entrambi i bandi nazionali e regionali, così da cogliere opportunità complementari e massimizzare l’effetto dei finanziamenti disponibili.
Grazie al calendario dei bandi nazionali e regionali 2026, che raccoglie in modo ordinato tutte le finestre di apertura, le scadenze, i budget e i criteri di eleggibilità.
È consigliabile consultarlo periodicamente perché molti bandi si aprono a sportello.
Se vuoi capire quali tra i bandi nazionali e regionali 2026 sono più adatti alla tua impresa, FI Group by EPSA può supportarti in tutte le fasi: dall’analisi di eleggibilità alla preparazione della candidatura, fino alla gestione e rendicontazione del progetto.
Parla con un esperto FI Group by EPSA per individuare le migliori opportunità di finanziamento per il tuo settore.

Negli ultimi anni, molte imprese italiane hanno visto cambiare radicalmente il contesto in cui operano: i costi dell’energia sono aumentati, le normative europee sono diventate più stringenti e la sostenibilità è ormai un requisito competitivo. Per questo, PMI e grandi industrie cercano risposte chiare su come ridurre i consumi, migliorare l’efficienza energetica e sfruttare al meglio gli incentivi disponibili nel 2026.
Il fulcro di questo cambiamento è la transizione energetica, guidata dall’Unione Europea attraverso norme e obiettivi vincolanti. La Direttiva (UE) 2023/1791, stabilisce che l’energia deve essere utilizzata nel modo più efficiente possibile prima di produrne di nuova, rendendo l’efficienza energetica una priorità legale in tutti i settori. In parallelo, la strategia dell’Unione dell’Energia punta a un sistema moderno, interconnesso e basato su fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e aumentando la sicurezza energetica europea.
In questo scenario, il primo semestre 2026 offre alle imprese un’opportunità concreta: accedere a numerose agevolazioni nazionali, regionali ed europei per efficientamento energetico, autoproduzione rinnovabile, decarbonizzazione dei processi e incentivi 4.0.
La transizione energetica dell’UE è supportata da tre pilastri istituzionali:
La Direttiva 2023/1791 stabilisce un quadro comune per promuovere l’efficienza energetica e rende questo principio prioritario in tutti i settori (politiche, investimenti, pianificazione).
La direttiva contribuisce anche a ridurre la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili, rafforzando la sicurezza energetica.
EUR‑Lex indica che la Direttiva fissa per il 2030 un obiettivo vincolante pari a −11,7% del consumo energetico dell’UE rispetto alle proiezioni 2020, con tetti specifici per energia primaria e finale da non superare.
La Commissione ribadisce che la transizione energetica è essenziale per raggiungere la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, dato che oltre il 75% delle emissioni deriva dall’energia prodotta e consumata nell’UE.: rendere l’energia più pulita ed efficiente è quindi una leva decisiva per la decarbonizzazione.
La transizione energetica richiede alle imprese un’evoluzione profonda dei propri modelli produttivi e gestionali. L’adozione di tecnologie ad alta efficienza, l’integrazione di sistemi intelligenti e la riduzione dei consumi energetici non rappresentano più opzioni, ma necessità strategiche per:
Interventi come la sostituzione di impianti obsoleti, l’installazione di sistemi di monitoraggio e automazione, l’autoproduzione da rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza termica ed elettrica dei siti produttivi permettono di ottenere benefici concreti e di accedere a incentivi sempre più orientati alla transizione.
La transizione energetica richiede alle imprese di ridurre i consumi, modernizzare gli impianti, integrare soluzioni rinnovabili e adottare tecnologie digitali per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei processi. Questo percorso aumenta efficienza, continuità operativa e competitività, rispondendo allo stesso tempo agli obblighi europei.
La transizione energetica richiede investimenti consistenti: dall’efficientamento degli impianti industriali alla produzione di energia da fonti rinnovabili, passando per la digitalizzazione dei processi e l’adozione di tecnologie a minor consumo.
Per accompagnare questo percorso, le imprese possono contare su un insieme articolato di sovvenzioni ed incentivi pubblici, disponibili a livello nazionale, regionale ed europeo.
Questi strumenti svolgono un ruolo fondamentale perché permettono di:
Gli incentivi assumono un ruolo strategico nel facilitare la transizione energetica, supportando la realizzazione di interventi che risulterebbero difficilmente sostenibili per molte imprese.
Nel primo trimestre 2026, il panorama italiano mette a disposizione delle imprese un set di strumenti dedicati a:
Questi incentivi — attivi a livello nazionale e regionale — rappresentano un supporto concreto per avviare o potenziare i progetti di transizione energetica, e sono differenziati per settore, tecnologia e dimensione aziendale.
L’esperienza di un consulente tecnico esperto – come FI Group by EPSA – e dedicato agli obiettivi finanziamento dell’impresa, permette di orientarsi tra le differenti misure e di identificare le opportunità più coerenti con le proprie esigenze di investimento.
A livello europeo, il primo semestre 2026 offre un calendario ricco di iniziative che finanziano:
Tra le principali fonti europee di finanziamento rientrano programmi come:
Si tratta di opportunità strategiche particolarmente rilevanti per le imprese che vogliono sviluppare progetti ambiziosi, sperimentare nuove tecnologie o scalare soluzioni innovative.
Per una visione completa delle opportunità europee disponibili da gennaio a giugno 2026, è possibile consultare la guida gratuita “EU Grants Calendar – Primo Semestre 2026” di FI Group by EPSA, che raccoglie tutte le call rilevanti per energia, clima, innovazione e tecnologie emergenti.
👉 Scarica la guida “EU Grants Calendar – Primo Semestre 2026”
Oltre ai bandi nazionali, regionali ed europei, la transizione energetica delle imprese italiane è sostenuta anche da strumenti fiscali previsti dalla Legge di Bilancio, in particolare dal credito d’imposta per beni strumentali, il nuovo iperammortamento.
Questo strumento incentiva gli investimenti in:
Queste misure rappresentano un pilastro complementare agli incentivi a fondo perduto, poiché:
In questo contesto, FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione di percorsi di investimento che combinano misure fiscali, incentivi e tecnologie digitali, garantendo coerenza con gli obiettivi di efficienza energetica e modernizzazione dei processi. Grazie a un approccio integrato, aiuta le aziende a individuare le soluzioni più adatte per trasformare gli investimenti energetici in leve concrete di miglioramento operativo, coordinando in modo efficace opportunità fiscali, bandi e tecnologie per l’efficienza.
La transizione energetica è il percorso con cui l’UE intende trasformare il proprio sistema energetico rendendolo più efficiente, meno dipendente dai combustibili fossili e basato su fonti rinnovabili, digitalizzazione e reti moderne. La Direttiva (UE) 2023/1791 stabilisce l’efficienza energetica come principio prioritario in tutte le decisioni di politica energetica.
Secondo la Commissione Europea, oltre il 75% delle emissioni dell’UE deriva dalla produzione e dall’uso di energia. Per questo la UE ha adottato misure che rendono l’efficienza energetica una priorità strutturale per la competitività, la sicurezza energetica e la decarbonizzazione.
Gli elementi principali sono:
Le politiche UE prevedono:
Le imprese devono adeguare processi e impianti per ridurre consumi, adottare tecnologie più efficienti, introdurre sistemi di monitoraggio digitale e, quando possibile, autoprodurre parte dell’energia. Ciò migliora competitività, continuità operativa e resilienza rispetto ai costi energetici.
Nel primo trimestre 2026 sono attivi bandi nazionali e regionali per efficienza energetica, energie rinnovabili, processi sostenibili e investimenti tecnologici.
Sì. Nel primo semestre 2026 sono attive call europee nell’ambito di Horizon Europe, Innovation Fund – Net Zero Technologies ed EIC Accelerator, che finanziano energia pulita, progetti di decarbonizzazione, ricerca climatica e tecnologie emergenti.
La fiscalità — tramite i crediti d’imposta per beni strumentali — sostiene il rinnovo tecnologico e digitale degli impianti, permettendo alle imprese di adottare macchinari efficienti, sensoristica IoT e sistemi avanzati di energy management, complementando gli incentivi a fondo perduto.
È fondamentale adottare una visione integrata che unisca:
FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione di percorsi di investimento coerenti con gli obiettivi di efficienza energetica, decarbonizzazione e modernizzazione dei processi.

L’Industria 4.0 indica la trasformazione digitale dei processi produttivi tramite tecnologie come robotica, IoT, intelligenza artificiale e sistemi connessi. In Italia, negli ultimi anni, questa trasformazione è stata trainata da incentivi fiscali che hanno mobilitato decine di miliardi di euro di investimenti privati.
Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nei primi tre anni di applicazione del Piano Transizione 4.0 le imprese italiane hanno maturato 29 miliardi di euro di credito d’imposta, di cui oltre 23 miliardi (più dell’80%) destinati a beni materiali 4.0: macchinari connessi, linee automatizzate, robot e sistemi digitali.
Questo volume di investimenti ha rafforzato la base produttiva del Paese, sostenendo la competitività del manifatturiero, dell’automotive, della logistica, dell’energia, del farmaceutico e di altri comparti strategici, proprio mentre la pandemia e le tensioni geopolitiche mettevano sotto stress le catene di fornitura globali.
Lo Stato ha utilizzato Industria 4.0, Transizione 4.0 e Transizione 5.0 come leve macroeconomiche per aumentare produttività, innovazione e sostenibilità delle imprese, orientando gli investimenti verso tecnologie avanzate e riduzione dei consumi energetici.
Le prime misure Industria 4.0 hanno introdotto super e iperammortamento per macchinari e software avanzati, innescando la prima grande ondata di revamping degli impianti produttivi. L’obiettivo: recuperare il gap di produttività rispetto ai principali competitor europei attraverso l’adozione di beni strumentali intelligenti.
Con la Legge di Bilancio 2020, il Piano Transizione 4.0 trasforma gli incentivi in crediti d’imposta, più neutri e programmabili per le imprese. Il MIMIT sottolinea che le misure diventano strutturali, coprendo:
Nell’ambito del PNRR, l’investimento Transizione 4.0 (M1C2 I1) dispone di 13,381 miliardi di euro, a cui si aggiungono 5,08 miliardi del Fondo complementare, con l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale delle imprese.
A conferma della fortissima domanda: il MIMIT ha recentemente comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili per Transizione 4.0, a seguito di un’accelerazione delle prenotazioni.
Con il DL PNRR e la Legge di Bilancio 2025 viene lanciato il Piano Transizione 5.0, che ad oggi si evolve nel Nuovo Piano Transizione 5.0, che integra pienamente digitale ed energia:
Parallelamente, misure dedicate all’autoproduzione di energia rinnovabile nelle PMI hanno già finanziato 2.526 imprese nella prima graduatoria, con semplificazioni introdotte nel 2025 (eliminazione dell’obbligo di diagnosi energetica ex ante).
I sette settori chiave dell’Industria 4.0 in Italia sono manifatturiero, automotive, farmaceutico, agroalimentare, logistica, energia e difesa. Secondo i dati MIMIT 2025, tra il 2020 e il 2024 questi comparti hanno guidato la crescita del valore aggiunto nazionale con aumenti fino al 25% e sono i principali beneficiari degli investimenti 4.0 e 5.0.
Questi sette comparti rappresentano:
Sono anche i settori che hanno utilizzato più intensamente:
Grazie ai dataset ufficiali delle Relazioni MIMIT 2024 e 2025, possiamo ora quantificare il loro ruolo nell’economia italiana (valore aggiunto, crescita, stabilizzazione), e capire perché restano centrali per i piani industriali 2025–2027.
Il manifatturiero è il principale beneficiario di Transizione 4.0 e delle misure su beni strumentali, concentrando la maggior parte degli investimenti in macchine connesse, robotica, sistemi MES/ERP e sensoristica.
Gli Accordi per l’Innovazione dedicano una parte rilevante dei 731 milioni di euro disponibili a progetti in robotica, semiconduttori, materiali avanzati e tecnologie abilitanti fondamentali per questo comparto.
Il manifatturiero italiano ha registrato un +16,41% di valore aggiunto tra 2020 e 2024, pur mostrando un lieve rallentamento nel 2024 (–0,71%). È il comparto che più beneficia della digitalizzazione e dei beni strumentali 4.0.
La manifattura italiana continua a rappresentare una delle eccellenze europee, grazie a:
L’indice MIMIT sul valore aggiunto mostra un forte recupero post-pandemico (+16,41% dal 2020), trainato da investimenti in:
Il settore cresce del +20,88% sul periodo 2020–2024, ma registra un –7,34% nel solo 2024, segnale della ciclicità del comparto e della necessità di investimenti strutturali in elettrico e automazione.
L’automotive è in piena rivoluzione di filiera:
Il 2024 registra un calo fisiologico degli ordini globali, ma la crescita quadriennale rimane molto forte. Questo posiziona il settore come uno dei più grandi utilizzatori di:
Questo settore è storicamente il settore con la maggiore densità di robot industriali e l’adozione più spinta di sistemi meccatronici e manutenzione predittiva.
Il MIMIT ha messo in campo 2,5 miliardi di euro nel triennio 2025–27 per la filiera automotive, di cui 1,6 miliardi nel solo 2025 tra innovazione, contratti di sviluppo e credito d’imposta, per supportare riconversione e transizione green.
Il farmaceutico è tra i comparti più resilienti, con forte intensità di ricerca e sviluppo e innovazione.
Il farmaceutico cresce del +22,55% dal 2020 e registra un +8,70% nel 2024, la migliore performance tra tutti i settori chiave.
Il farmaceutico italiano è oggi uno dei più forti d’Europa grazie a:
È anche uno dei settori più finanziati tramite:
Il MIMIT, con l’area Biotech e Farma, persegue l’obiettivo di favorire gli investimenti in biomedicale e farmaceutico, accelerando l’uso di dispositivi e prodotti per la diagnostica ad alto contenuto tecnologico.
Il Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico finanzia nuovi farmaci, vaccini, diagnostica e dispositivi medicali, anche attraverso poli di alta specializzazione.
L’agricoltura registra –1,11% dal 2020, mentre la trasformazione alimentare cresce del +24,90% nello stesso periodo: il potenziale 4.0 è molto diverso tra i due stadi della filiera.
L’Agroalimentare è un macrosettore da leggere in due velocità:
L’intervento tecnologico necessario:
Altro mondo:
Qui il 4.0 è già realtà:
L’agroalimentare è un settore tradizionale che sta virando verso AgriTech e FoodTech: droni, sensoristica, sistemi IoT, piattaforme di tracciabilità.
Le tecnologie 4.0 applicate alla trasformazione e alla logistica rientrano tra i beni agevolabili da Transizione 4.0 e dagli Investimenti sostenibili 4.0, che promuovono programmi ad alto contenuto digitale.
Un contratto di sviluppo dedicato alla logistica agroalimentare sostiene inoltre sistemi di stoccaggio e processi innovativi per ridurre costi economici e ambientali lungo la filiera.
La logistica cresce del +18,18% in quattro anni, pur segnando un –1,96% nel 2024: è il settore che più beneficia di automazione, AGV, intelligenza artificiale e integrazione energetica.
Il settore della logistica è il collante fisico e digitale dell’Industria 4.0: senza magazzini automatizzati, robot mobili, sistemi di tracciamento IoT e piattaforme di pianificazione basate su AI, la trasformazione resta confinata in stabilimento.
Misure come Transizione 4.0 e Investimenti sostenibili 4.0 finanziano:
In più, strumenti come la Nuova Sabatini sostengono l’acquisto di macchinari, attrezzature e tecnologie digitali per la logistica, con migliaia di imprese che hanno già presentato domanda (quasi 20.000 nel solo 2024, per oltre 300 milioni di euro di risorse impegnate).
La transizione energetica è uno degli assi portanti della nuova stagione 5.0.
Oltre al Piano Transizione 5.0 (6,3 miliardi di euro per la sfida green e digitale), il MIMIT e Invitalia hanno attivato misure per:
Per i settori energy-intensive, il 4.0 significa:
Il comparto energia registra –22,86% dal 2020 per via dello shock dei prezzi, ma nel 2024 cresce del +7,26% grazie agli investimenti in rinnovabili e efficienza.
Dal 2024 in poi, la crescita torna positiva grazie a:
Settore ideale per progetti integrati digitale + FER + efficienza energetica.
Il settore difesa e aerospazio registrata una crescita stabile: +2,11% dal 2020 e +1,13% nel 2024, ma ad alta intensità tecnologica (quantistica, HPC, sensoristica).
Pur con un valore aggiunto più stabile, è il settore:
In questo caso la parola chiave è innovazione deep tech.
Il settore difesa e aerospazio è un forte driver tecnologico: droni, sistemi autonomi, sensoristica avanzata, quantistica, HPC e cybersecurity.
La strategia nazionale sulle tecnologie quantistiche, in consultazione con gli stakeholder industriali, riconosce il ruolo di queste tecnologie per comunicazioni sicure, sensoristica e applicazioni critiche.
Il MIMIT, con il piano sulle nuove tecnologie abilitanti, include tra le priorità: AI, IoT, Big Data, robotica, realtà aumentata, quantistica e HPC, tutte centrali per applicazioni dual-use (civili e difesa).
Gli Accordi per l’Innovazione 2025–2026 offrono a questo settore uno strumento chiave per sviluppare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico.
In un contesto di incentivi più selettivi, il focus passa da “quanto investo” a “come investo”.
Le priorità strategiche diventano:
La finanza agevolata sugli investimenti in beni strumentali è la spina dorsale dell’Industria 4.0 in Italia. Misure come:
hanno reso possibile un ricambio massiccio del parco macchine industriale e un salto di qualità nei processi di interconnessione e automazione.
FI Group by EPSA si posiziona come partner strategico per CFO, responsabili fiscali e CEO che vogliono massimizzare il ritorno sugli investimenti 4.0, riducendo il rischio di non conformità.
In particolare, possiamo supportarti su quattro assi:
Con una presenza internazionale e team locali specializzati in normativa italiana, FI Group by EPSA aiuta i gruppi multinazionali a collegare la strategia della sede centrale con l’esecuzione nei diversi Paesi, garantendo velocità di implementazione, certezza del perimetro agevolabile e riduzione del rischio fiscale.
Nei primi tre anni di Transizione 4.0 le imprese italiane hanno maturato 29 miliardi di euro di credito d’imposta, di cui oltre 23 miliardi per beni materiali 4.0, stimolando investimenti significativi in digitalizzazione e automazione del sistema produttivo.
Tra i settori più avanzati vi sono manifatturiero, automotive, farmaceutico, agroalimentare, logistica, energia e difesa, tutti accomunati da un uso intensivo di robotica, IoT, AI, sensoristica e sistemi connessi, spesso sostenuto da incentivi come Transizione 4.0 e 5.0.
Transizione 5.0 unisce digitale ed efficienza energetica, con 6,3 miliardi di euro per progetti che riducono consumi e aumentano produttività. Permette di integrare investimenti 4.0 con soluzioni FER e di energy management, migliorando contemporaneamente conto economico e profilo ESG dell’azienda.
FI Group by EPSA affianca l’azienda dalla fase di idea fino alla rendicontazione, verificando l’ammissibilità tecnica e fiscale dei beni, costruendo un mix di incentivi (crediti d’imposta, Nuova Sabatini, PNRR, bandi), curando fiscal audit e documentazione per ridurre il rischio di contestazioni.

Le Aree Interne rappresentano una parte fondamentale del territorio italiano, caratterizzata da fragilità socioeconomiche ma anche da una straordinaria ricchezza culturale e ambientale. Per contrastare lo spopolamento e favorire lo sviluppo sostenibile, il Governo ha avviato la Strategia Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), che punta a migliorare i servizi essenziali e creare nuove opportunità economiche.
In questo contesto, i Contratti di Sviluppo diventano strumenti chiave per attrarre investimenti e rilanciare questi territori. Scopri cosa sono, come funzionano e quali vantaggi offrono alle imprese e alle comunità locali.
Le Aree Interne sono territori italiani lontani dai principali servizi essenziali come ospedali, scuole superiori e trasporti.
Secondo il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), queste aree coprono:
Obiettivo del PSNAI:
Il Contratto di Sviluppo è lo strumento principale gestito da Invitalia per sostenere investimenti strategici in settori come agroindustria, turismo e nuove tecnologie.
Per le Aree Interne, sono previsti vantaggi specifici:
L’Accordo di Sviluppo è una procedura accelerata all’interno del Contratto di Sviluppo, pensata per progetti di grandi dimensioni e di rilevanza strategica.
Importante: l’Accordo di Sviluppo non può essere richiesto in modo indipendente. Si attiva solo nell’ambito di un Contratto di Sviluppo già presentato.
Può essere attivato per investimenti > 50 milioni di euro.
Il Contratto di Sviluppo rappresenta una grande opportunità per:
Le imprese che prevedono incremento occupazionale devono assumere prioritariamente:
FI Group by EPSA supporta le imprese nella definizione dei progetti e nell’accesso agli incentivi previsti dagli Accordi di Sviluppo e dalla procedura Fast Track.
I Contratti di Sviluppo, con la procedura Fast Track, non sono solo uno strumento finanziario, ma una leva strategica per trasformare le Aree Interne in poli di innovazione e crescita sostenibile. Grazie alle agevolazioni e alle procedure semplificate, le imprese hanno oggi l’opportunità di investire in territori ricchi di potenziale, contribuendo a ridurre il divario infrastrutturale e a creare nuove prospettive occupazionali.
Il rilancio delle Aree Interne è una sfida che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali: ogni progetto avviato è un passo verso un’Italia più equilibrata e competitiva.
Per progetti agricoli, è richiesta la capacità di generare effetti positivi sulla filiera regionale o nazionale.
I programmi sviluppo industriale devono rispettare almeno due requisiti strategici, tra cui:
per un programma di sviluppo di attività turistiche:
Grazie ai Contratti di Sviluppo e alla procedura Fast Track, le Aree Interne italiane possono diventare poli di innovazione, turismo sostenibile e nuova occupazione. Incentivi mirati, fondi dedicati e iter semplificati offrono alle imprese l’occasione unica di generare valore in territori ricchi di potenziale e strategici per il futuro dell’Italia.
I Contratti di Sviluppo sono uno strumento agevolativo gestito da Invitalia per sostenere investimenti medi e grandi nei settori industriale, turistico e agroalimentare. Consentono alle imprese di accedere a finanziamenti agevolati, contributi e altre facilitazioni per avviare o ampliare attività produttive in Italia.
Per le Aree Interne sono previste condizioni più favorevoli, come soglie di investimento ridotte e fondi dedicati. Questo permette di attrarre investimenti anche in territori che soffrono spopolamento, carenza di servizi e limitata accessibilità, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro e iniziative imprenditoriali.
Gli investimenti nelle Aree Interne possono beneficiare di:
L’Accordo di Sviluppo è una procedura Fast Track interna al Contratto di Sviluppo, dedicata a progetti di rilevanza strategica con investimenti superiori a 50 milioni di euro. Offre:
Non può essere richiesto separatamente: si attiva solo a valle di un Contratto di Sviluppo già presentato.
Le Aree Interne sono zone lontane dai principali servizi essenziali (ospedali, scuole, trasporti).
Coprono il 60% del territorio nazionale, comprendono il 52% dei Comuni e ospitano il 22% della popolazione italiana.
Imprese singole o reti di imprese che presentano progetti conformi ai requisiti previsti dal decreto e dal PSNAI.
FI Group by EPSA, assiste le aziende nella definizione dei progetti, nella predisposizione della documentazione e nell’accesso agli incentivi dei Contratti di Sviluppo, inclusa la procedura Fast Track, facilitando l’intero processo dalla candidatura alla gestione degli investimenti.
Scopri di più sul ruolo di FI Group by EPSA e sulle opportunità disponibili.